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Rimborso pensioni Inps dal 1 agosto. Sindacati sul piede di guerra

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Roma, 27 giugno 2015 – L’Inps ha emesso una circolare nella quale spiega i dettagli del rimborso delle pensioni previsti dal decreto legge del Governo 65/2015 in seguito alla sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittima la norma della Legge Fornero sul blocco delle rivalutazioni.

[easy_ad_inject_1] L’Inps ha precisato che per il 2012 e 2013, la rivalutazione è al 100% per le pensioni fino a tre volte il minimo, poi cala al 40% fino a quattro volte, quindi ancora al 20% fino a cinque volte per scendere al 10% fino a sei volte (ovvero 3.000 euro lordi al mese) ed infine azzerarsi sopra quella soglia. Per il 2014 e il 2015 la rivalutazione è pari al 20% dell’aumento ottenuto per ogni fascia di reddito nel biennio 2012-2013. Per il 2016, la rivalutazione è pari al 50% dell’aumento ottenuto per ogni fascia di reddito nel biennio 2012-2013.

Dal prossimo 1 agosto, si apprende, i pensionati con una pensione fino a 1.500 euro percepiranno 796,27 euro di arretrati. Le rivalutazioni riguardano gli assegni superiori a tre volte il minimo. Inoltre nell’una tantum sono compresi 210,6 euro di arretrati del 2012, 447,2 euro per il 2013, 89,96 per il 2014 e 48,51 per il 2015. Dal prossimo anno, l’assegno mensile aumenterà di circa 40 euro salendo a 1541,75 euro.

I rimborsi saranno oggetto di tassazione: gli arretrati fino al 2014 saranno sottoposti al regime della tassazione separata (al 23%) mentre per quelli successivi vale la tassazione ordinaria.

Se intanto l’avente diritto è deceduto i rimborsi passano agli eredi che però dovranno presentare un’apposita domanda.
Critico Renato Brunetta (FI), “oltre al danno c’è anche la beffa». Per chi li riceve, va via almeno un altro 20% di tasse.”

Annamaria Furlan, leader della Cisl dichiara “Sulla rivalutazione delle pensioni c’è stato il primo incontro con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, e abbiamo detto che la soluzione è assolutamente insufficiente. Vogliamo che i pensionati vedano davvero riconoscere il loro diritto”.

Carlo Rienzi, presidente del Codacons: “Il decreto non solo non risarcisce i pensionati per l’ingiusta decurtazioni subita, ma addirittura crea disparità di trattamento pur in presenza dei medesimi diritti”.

L’Istat dal canto suo fa sapere sui pensionati italiani che nel 2013 sono state erogate 23,3 milioni di pensioni: il 56,3% a donne, il 43,7% a uomini. Le donne rappresentano più della metà (il 52,9%) dei pensionati (8,7 su 16,4 milioni), ma percepiscono solo il 44,2% dei 273 miliardi complessivi. Oltre la metà delle pensionate (il 50,5%) – 4,36 milioni – ha un assegno inferiore a 1.000 euro contro il 31% dei pensionati.

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Vincent Dimaggio
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6 thoughts on “Rimborso pensioni Inps dal 1 agosto. Sindacati sul piede di guerra

  1. Io prendo 1200 euro al mese di pensione, ho diritto al rimborso?

    Mio marito invece 2036 euro, riceverà il rimborso?? Quanti soldi si sono trattenuti
    dalla sua pensione?

    Grazie per la risposta.

    Antonietta

    1. non le bastano? ha anche il coraggio di chiedere il rimborso? spero che l’italia vada in default come la grecia cosi gente come questa invece di chiedere il rimborso imparerà a chiedere l’elemosina

  2. iL pd è un partito che si dichiara democratico, ma che vara un decreto legge con cui blocca, violando un pronunciamento della Corte Costituzionale, la rivalutazione delle pensioni sopra i 3000 euro lordi e prevede un ritocco irrisorio su quelle inferiori, ritocco propagandato con spot da saltimbanco. E non solo; lascia anche che il suo ministro dell’economia faccia esternazioni in cui scambia la Consulta per la serva di Palazzo Chigi.
    Non parlo del blocco relativo alla restituzione per gli anni passati: su quella stendiamo un velo (alcuni pensionati si dichiarano inutilmente “generosi” proclamando che rinuncerebbero alla elemosina restituita a vantaggio dei giovani: cieche speranze; il vantaggio sarebbe per i soliti noti.).
    Parlo della rivalutazione cancellata per gli anni futuri. Il governo agisce allegramente come se tutti i pensionati stessero percependo un premio e non, per molti, la restituzione di somme ampiamente pagate a suo tempo, come avviene per chi ha versato contributi per più di 40 anni. Che ne sarà di queste pensioni in un prossimo futuro quando la inflazione ne decimerà il valore? Spero che la maggior parte dei pensionati sommergano di ricorsi il governo. Spero anche che con me molti ci penseranno due (anche tre) volte prima di dare un voto ad un partito che ormai si sta dirigendo verso una china antidemocratica.
    Cordiali saluti.

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