Rimborso pensioni. Arriva il “bonus Poletti”. Cgil:”si restituisce solo il 30% del dovuto”

Roma, 19 maggio 2015 – Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi un decreto legge per provvedere alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma della Legge Fornero che prevedeva il blocco dell’indicizzazione per gli assegni oltre tre volte il minimo.

[easy_ad_inject_1]La norma più importante consiste ne lcd. “bonus Poletti”: ad agosto riceveranno il rimborso quasi 4 milioni di pensionati, ha reso noto il premier Matteo Renzi in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. “Sarà utilizzato un ‘tesoretto’ di 2,180 miliardi di euro. Andrà a 3,7 milioni di pensionati”, precisa.
«Il tesoretto, ebbene, c’era – ha detto il premier – e lo utilizziamo per le pensioni. Sono 2.180 milioni di euro. Andranno a 3,7 milioni di pensionati che riceveranno il primo di agosto un simpatico bonus, il bonus Poletti».

Renzi poi fa un esempio: «Se prendi 1.700 lordi di pensioni, avrai 750 euro. Se prendi 2.200 avrai 450 euro, se prendi 2.700 lordi avrai 278 euro, una tantum». Non avranno il bonus «650mila pensionati, quelli sopra i 3.200 euro lordi. Non riceveranno alcunché». Impossibile, ha ribadito Renzi, restituire tutto a tutti: «Se si dovesse semplicemente azzerare la norma dovremo trovare 18 miliardi di euro e dovremmo togliere denari ad altri, dagli asili alle infrastrutture».

In un successivo comunicato di Palazzo Chigi si spiega che:

“al fine di dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza n.70 del 2015 della Corte costituzionale e nel rispetto dei principi di equilibrio di bilancio e degli obiettivi di finanza  pubblica, assicurando al tempo stesso la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni  per garantire i diritti civili e sociali, il provvedimento riconosce, per il 2012-13, ai trattamenti pensionistici superiori a tre volte i trattamenti minimi, una parziale rivalutazione in base all’inflazione, graduata in funzione decrescente per fasce di importi pensionistici fino a sei volte il trattamento minimo, con decorrenza primo settembre 2015; gli arretrati invece saranno pagati in un’unica soluzione il 1° agosto prossimo, per un ammontare medio di oltre 500 euro a pensionato, importo che sarà maggiore per le pensioni comprese tra 3 e 4 volte il minimo e inferiore per le pensioni comprese tra 4 e 6 volte il minimo stesso. L’onere è pari, per il bilancio pubblico, per effetto degli arretrati, a 2 miliardi e 180 milioni di euro per il 2015 e, a regime, a 500 milioni dal 2016 in poi. La platea dei destinatari, con pensioni superiori a tre volte il minimo e non superiori a sei, è di 3,7 milioni di pensionati;

in materia pensionistica sono anche previsti un intervento che consente all’INPS di anticipare al 1° giorno del mese il pagamento delle pensioni e un ulteriore intervento che protegge il montante contributivo, per il calcolo delle future pensioni, dalla caduta del PIL che si è verificata negli anni passati.”

Le posizioni critiche dei sindacati sul decreto sulle pensioni.

“E’ arrivata una prima parziale risposta ma la questione non è ancora risolta”, dice Carla Cantone (Spi-Cgil). “Non basta un bonus una tantum per sanare gli arretrati perché così si restituisce solo il 30% del dovuto”.

Petriccioli (Cisl): la risposta del governo è “inadeguata e insufficiente”, perché il decreto restituisce in media solo un sesto degli importi dovuti.
Proietti (Uil): le decisioni prese non rispettano la sentenza della Consulta.

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Autore: Donato Paolino

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