Rimborso pensioni. Il decreto lunedì prossimo in cdm. Le ipotesi in campo

Roma, 15 maggio 2015 – Il Consiglio dei Ministri incomincerà ad occuparsi del decreto sul rimborso pensioni per effetto della sentenza della Corte Costituzionale che ha abrogato una norma della Legge Fornero, a partire da lunedì prossimo 18 maggio. Lo conferma il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan a margine dell’assemblea della Bers a Tiblisi. Dunque non sarà questa settimana oggetto di discussione ma si partirà solo dalla settimana prossima a valutare se e come restituire le pensioni trattenute dalla norma inserita nel Salva Italia di Monti dichiarata incostituzionale.

[easy_ad_inject_1]Tuttavia Padoan e i suoi se ne stanno già occupando da subito e fino ad ora diverse ipotesi sono state rese pubbliche, tra le quali quella di restituzioni parziali. Nessun rinvio dunque a Settembre come si era paventato nella giornata di ieri e del resto il Ministro del Lavoro Poletti lo aveva detto: “Agiremo molto prima del voto” delle Regionali.

“Il governo agirà rapidamente ma utilizzerà il tempo indispensabile per un’analisi completa e puntuale della sentenza e delle diverse ipotesi di intervento che essa ammette, al fine di evitare errori”, ha spiegato Poletti durante un Question time in Parlamento.

La prima difficoltà è rispettare i conti pubblici. Il decreto poi dovrà badare al principio di equità del sistema previdenziale: l’ipotesi più accreditata è che nel decreto saranno previsti rimborsi progressivi per gli assegni a partire da tre volte il minimo fino a un tetto tra i 2.500 e i 3.500 euro lordi, e rimandare la soluzione per gli anni a venire, con le relative coperture, alla legge di Stabilità in autunno. Con questo schema l’impegno finanziario sarebbe circoscritto entro una forchetta compresa tra 3 e 5 miliardi di euro e non violare il vincolo europeo del 3%.

Pier Carlo Padoan è stato tra i primi a dichiarare pubblicamente questa ipotesi: “Ciò che la sentenza della Corte dice è che le misure vanno prese tenendo conto della progressività e della temporaneità. E questo è esattamente il principio che ci sta guidando nel determinare un metodo che permetta di restituire una parte dell’indicizzazione, però con un criterio di gradualità, quindi tenendo conto delle fasce di reddito sia in termini di arretrati sia di trattamenti futuri. Ma allo stesso tempo occorre mantenere sostanzialmente intatta la struttura del Def” aveva dichiarato sei giorni fa.

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Autore: Donato Paolino

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