Rischi paracetamolo, sotto accusa l’antidolorifico più usato in gravidanza. Studio rivela pericoli per il feto

Edinburgh (Regno Unito), 26 maggio 2015 – Assumere paracetamolo in gravidanza potrebbe danneggiare il bambino non ancora nato, il principio attivo contenuto in questo antidolorifico aumenterebbe il rischio di malattie come l’infertilità e il cancro nel corso della vita del bambino. Da sempre gli esperti sostengono che il paracetamolo sia l’antidolorifico più sicuro per le donne in gravidanza, ma stando ai risultati di un recente studio britannico l’assunzione prolungata di questo principio attivo, ritenuto tra i più sicuri ed efficaci, potrebbe danneggiare lo sviluppo del feto. La ricerca, condotta da un team di ricercatori dell’Università di Edimburgo, nel Regno Unito, ha rivelato che l’esposizione del feto al paracetamolo potrebbe abbassare i livelli di testosterone nei feti di sesso maschile.

[easy_ad_inject_1]I ricercatori esortano dunque le donne a pensarci due volte prima di assumere il farmaco. Dalla ricerca, pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine il 20 maggio scorso, è emerso che le donne incinte che assumono, in particolare per periodi prolungati, il paracetamolo possono mettere a rischio la salute del feto che, se maschio, in futuro potrebbe avere problemi che vanno dalla sterilità al cancro.

Gli scienziati sono consapevoli del fatto che i comuni disturbi legati all’infertilità maschile, come testicoli ritenuti (criptorchidismo), o nei giovani adulti, il basso numero di spermatozoi o di cancro a cellule germinali del testicolo, sono associati a livelli di testosterone più bassi nel feto, anche se le cause del fenomeno restano in gran parte sconosciute. L’uso di paracetamolo durante la gravidanza è stato collegato, invece, con i testicoli ritenuti, cioè la discesa prenatale incompleta o impropria di uno o di entrambi i testicoli.

“Anche se questi disturbi compaiono in momenti diversi della vita, sono interconnessi e possono avere una comune origine nella vita fetale”

ha detto il co-autore dello studio Richard Sharpe, un ricercatore sulla salute riproduttiva maschile presso l’Università di Edimburgo.

Dai test effettuati sui topi in laboratorio è emerso che l’assunzione di paracetamolo per più di una settimana potrebbe abbassare i livelli di testosterone nei feti di sesso maschile. I ricercatori, in un primo test, hanno somministrato ai topi una dose di paracetamolo per un solo giorno e non hanno rilevato alcun effetto sui livelli di testosterone. Tuttavia, il trattamento con paracetamolo sommistrato per tre volte al giorno per sette giorni ha causato un crollo dei livelli di testosterone. Questo secondo test ha confermato che i livelli dell’ormone sessuale maschile erano crollati, quasi dimezzati. Dai test è emerso, infatti, che dopo una settimana di trattamento la quantità di ormone prodotto dal tessuto testicolare fetale innestato nei topi castrati era diminuita del 45%.

“Non è possibile fare tali studi sugli esseri umani e quindi i nostri esperimenti sono quanto più vicino si possa arrivare a simulare una situazione normale durante la gravidanza”

ha detto Rod Mitchell, l’autore principale dello studio presso l’università di Edimburgo.

In base ai risultati ottenuti i ricercatori sostengono il team che il paracetamolo influenza negativamente la produzione di ormoni nei testicoli fetali. tuttavia non ci sono problemi se le donne incinte assumono il farmaco per un giorno e non per un periodo prolungato nel corso della gravidanza.

“Il paracetamolo è un antidolorifico sicuro ed efficace per l’abbassamento della temperatura. Non vogliamo che le donne incinte rimangano con la febbre, ma dobbiamo riconoscere che ci sono situazioni in cui spesso il paracetamolo è preso senza pensarci due volte, e questo potrebbe essere motivo di effetti collaterali. Inoltre, tutti antidolorifici possono avere effetti collaterali e non consiglierei il passaggio ad un farmaco diverso senza consultare il medico”

ha affermato il dott. Rod Mitchell.

Anche il Royal College of Midwives ha dichiarato che le future mamme dovrebbero sempre ed in ogni caso consultare il medico prima di assumere paracetamolo, pur sottolineando che questo antidolorifico è un trattamento importante che non deve essere evitato del tutto. I risultati dello studio vanno interpretati con cautela anche se diverse ricerche, nel corso degli anni, hanno dimostrato che l’assunzione del principio attivo interferisce con lo sviluppo del sistema riproduttivo maschile mentre il nascituro è ancora nell’utero.

“La febbre durante la gravidanza può essere dannosa per l’embrione in via di sviluppo, come un aumento significativo dei casi di spina bifida e di malformazioni al cuore, perciò in certi casi sono necessarie dosi, seppur minime, di paracetamolo”

precisa il dottor Martin Ward-Platt, del Royal College of Paediatrics and Child Health.

“La ricerca si riferisce esclusivamente ai feti maschili nel grembo materno. Non ha alcuna implicazione per i feti di sesso femminile o per gli uomini che prendono il paracetamolo”

ha sottolineato Richard Sharpe.

“Sono però necessarie ulteriori ricerche per comprendere in che modo l’assunzione di paracetamolo può influenzare i livelli di testosterone, nonché esaminare gli effetti sullo sviluppo a lungo termine sulla produzione di testosterone”

ha aggiunto il dottor Sadaf Ghaem-Maghami del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists.

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Autore: Donato Paolino

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