Roma. Buco 350 mln di salario accessorio. Ignazio Marino: “non toccheremo gli stipendi”

Roma, 20 giugno 2015 – Ignazio Marino promette che non saranno toccati gli stipendi a causa del buco da 350 milioni di salario accessorio distribuito a pioggia a 23.000 dipendenti municipali tra il 2008 e il 2013 all’epoca della reggenza di Alemanno e che lo Stato potrebbe richiedere indietro.

[easy_ad_inject_1]Nel pomeriggio di ieri, al termine del’incontro con le sigle sindacali, il sindaco Ignazio Marino ha assicurato “Nessun salario di nessuno dei dipendenti sarà toccato e nessun euro dovrà essere restituito, né ora né mai. Questa posizione è stata condivisa con le parti sociali ed è confortata anche da un parere che abbiamo ottenuto dall’agenzia governativa che si occupa di questi aspetti (l’Aran, ndr)”. “I sindacati – ha aggiunto – ci hanno espresso la loro intenzione di iniziare il 2 luglio una vertenza di carattere nazionale per la revisione dei contratti che penso sia un’ottima decisione perché certamente la questione non è solo una questione del Campidoglio. Nelle prossime ore inizierà un tavolo a oltranza con tutti i sindacati che hanno manifestato l’intenzione di arrivare a una firma definitiva del nuovo contratto decentrato”.

Il buco per il salario accessorio a Roma: Fu lo stesso Ignazio Marino appena insediato a chiedere l’ispezione del Ministero dell’economia che ha ribadito l’illegittimità del pagamento del salario accessorio. La restituzione da parte del Comune di Roma allo Stato dei soldi del salario accessorio potrebbe essere necessario per evitare la procedura della Corte dei conti ma per ora il Ministero ha precisato di non aver richiesto alcuna restituzione dei soldi.

Marino si dice sereno e ha spiegato in un’intervista al Messaggero: “Se c’e’ una città che ha fatto un percorso virtuoso questa e’ Roma. Sarebbe un mondo all’incontrario quello in cui l’unico sindaco che ha avuto il coraggio di farsi occupare il Campidoglio da 20.000 persone pur di bloccare i privilegi, valorizzando il merito, adesso venga penalizzato”.

Sulla richiesta di restituzione del salario accessorio Marino dichiara: “Sono tranquillo, quelle del Mef sono carte che conosco molto bene. Io, come capo dell’amministrazione, sono l’unico sindaco d’Italia che ha firmato unilateralmente il contratto che agganciava i salari accessori al merito. Con il ministro Padoan nelle scorse settimane abbiamo fatto un grande lavoro. Ora con la Ragioneria dello Stato troveremo soluzioni affinché il lavoro che Roma ha messo in atto valga per tutto il Paese”.

Poi ribadisce: “non si possono mettere i riflettori su Roma solo perché il sindaco ha chiesto a suo tempo l’intervento degli ispettori del Mef”.

Per il vice sindaco Nieri “la linea del Mef continua a essere intransigente, mettendo persino in discussione la regolare costituzione del Fondo per la parte ‘variabile’, da cui l’amministrazione attinge gran parte delle risorse per pagare le indennità accessorie ai dipendenti capitolini. Il Mef – aggiunge – non concede alternative praticabili, né offre una via d’uscita all’amministrazione di Roma in termini di interpretazione di alcune norme. Basandosi solo su una serie di tecnicismi, il ragionamento degli ispettori del Mef porterebbe, in sostanza, a una inaccettabile e immotivata decurtazione generica dei salari dei dipendenti, già ridotti all’osso. Alcuni dei problemi contestati nascono negli anni ’90 a causa di un’ambigua formula contrattuale mai chiarita a livello nazionale, che vede coinvolta la quasi totalità degli Enti territoriali italiani. Come si comporterà il Mef nei confronti delle altre amministrazioni locali che presentano gli stessi problemi?”.

Cos’è il salario accessorio?: Si intende per salario accessorio tutto quello, che non è fisso e ricorrente in busta paga. Si ricomprendono straordinari, indennità di vestiario, reperibilità, presenza, sportello, turnazione, maggiorazione servizio notturno, maggiorazione servizio festivo, semi notte, buono pasto.

Il Ministero dell’Economia e Finanza già nel 1998 aveva scritto agli enti locali di attenersi al contratto nazionale nel siglare i contratti decentrati, il salario accessorio deve essere concesso ai lavoratori sotto forma di progetti e al raggiungimento di obbiettivi.

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Autore: Vincent Dimaggio

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