Roma. Vigili Urbani assenteisti, 11 medici indagati. Continuano le indagini

Polizia Municipale Monza

Roma, 2 Aprile 2015 – Continuano le indagini sui vigili urbani di Roma Capitale, gli agenti di polizia municipale che in massa non si presentarono al lavoro nella delicata notte di Capodanno 2015, esibendo certificati medici. Nacque uno scandalo per i disservizi che tale assenza di massa comportò ma finito il clamore mediatico la Procura della Repubblica di Roma nella persona dei titolari pubblici ministeri Nicola Maiorano e Stefano Fava sta continuando le sue indagini.
Intanto resta ancora aperta l’inchiesta interna del comando dei vigili urbani di Roma ed è proprio dalla corposa relazione del comandante della polizia municipale Raffaele Clemente che si basa l’attività degli inquirenti.

[easy_ad_inject_1] Sotto i riflettori della giustizia non c’è la Polizia Municipale di Roma, ma solo i vigili e i medici che hanno contravvenuto alla legge, quella stessa legge che con la loro divisa dovrebbero difendere.

Tra le novità di oggi, undici medici sarebbero stati interrogati dai carabinieri e, messi sotto pressione, avrebbero ammesso di aver compilato certificati di malattia senza aver visitato ai pazienti. Da quanto si apprende dalle agenzie, alcuni vigili avrebbero chiesto ai medici di emettere i certificati di malattia telefonando dai posti di vacanza.

Gli 11 medici ora iscritti nel registro degli indagati si aggiungono ai cinque che avrebbero già confessato nelle scorse settimane. Per loro l’accusa è di falso e dovranno difendersi in giudizio.

Gli inquirenti stanno interrogando uno ad uno tutti i medici che hanno rilasciato certificazioni ai vigili urbani che si sono assentati dal lavoro la notte di Capodanno, per accertare eventuali responsabilità. In tutto sono da verificare 571 certificati per malattia, 63 permessi per donazioni di sangue, 81 auto-dichiarazioni per la legge 104 (assistenza di un parente malato) e 23 permessi per gravi motivi familiari.

I carabinieri su mandato della Procura di Roma stanno incrociando tutti i dati per capire ogni singolo medico dove si trovasse al momento del rilascio del certificato medico. Alcuni certificati sarebbero infatti stati compilati da medici che si trovavano in località di villeggiatura in giro per l’Italia e che per questo non potevano visitare il paziente come prescrive la legge. Per questo si vagliano tabulati telefonici e altri dati incrociati.

I carabinieri avrebbero accertato che alcuni medici erano in quel momento in Abruzzo, altri nelle Marche e in Puglia.
[easy_ad_inject_2] Con tutta probabilità saranno sottoposti ad interrogatorio anche tutti i vigili per i quali la Procura ha verificato la falsità dei certificati medici. Per i vigili assenteisti l’accusa probabile sarà di truffa. In particolare sotto la lente degli investigatori ci sarebbero tre vigili di Roma accusati di tentata interruzione di pubblico servizio in quanto avrebbero organizzato tramite social network e via e-mail, l’ammutinamento di massa la notte di Capodanno.

Autore: Donato Paolino

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