Rossano (Cs). GdF scopre 12 dipendenti assenteisti dell’Asp: timbravano il cartellino e se ne andavano

A Rossano (Cosenza) scoperti i “furbetti del cartellino”. 

Rossano (Cs), 21 aprile 2016 – La Guardia di Finanza di Cosenza ha smascherato 12 dipendenti pubblici dell’Asp (Azienda sanitaria provinciale) di Rossano, del Cosentino, per assenteismo reiterato dal posto di lavoro. Sarebbero centinaia le ore di lavoro falsamente attestate dai dipendenti come svolte e pagate dall’Ente pubblico per prestazioni mai eseguite.

Nei confronti degli accusati, le Fiamme Gialle hanno eseguito 12 misure di custodia cautelare disposte dalla procura di Procura di Castrovillari, nove di loro sono agli arresti domiciliari mentre per gli altri è stato disposto l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria per la firma.

L’indagine, durata circa sei mesi e coordinata dal procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla e dal pm Mariasofia Cozza, ha portato alla luce un gruppo di furbetti che timbravano il cartellino e poi se ne tornavano. Grazie a pedinamenti e videoregistrazioni i furbetti del cartellino sono stati ripresi mentre si dedicavano a tutto fuorché al lavoro che avrebbero dovuto svolgere.

Tutti sono accusati di eiterato assenteismo, abbandono del posto di lavoro, falso e truffa ai danni dello Stato.

“Erano talmente abituati a timbrare ed uscire che anche questa mattina quando ci siamo recati a notificare le misure cautelari non li abbiamo trovati, ma erano fuori”, ha raccontato il capitano Francesco Coppola comandante della Compagnia di Rossano della Finanza.

I dipendenti (il 50% degli impiegati) risultavano in servizio mentre si dedicavano a fare spese o altre attività private come portare l’auto dal meccanico o fare lunghe passeggiate sul lungomare. In alcuni casi, i dipendenti (come già accaduto in altri casi del genere venuti alla cronaca), i dipendenti si scambiavano il favore della timbratura del cartellino in modo da evitarsi persino lo scomodi di passare per l’ufficio.

“Un lavoro egregio che testimonia la presenza e la funzionalità dello Stato nonostante le difficoltà e le carenze di organico. Oggi mandiamo un segnale di fiducia ai cittadini, perché bisogna convincere e convincersi che l’illegalità non rende”, ha detto Raffaele Mazzotta, procuratore generale della Repubblica di Catanzaro, nel corso della conferenza stampa.

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