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Saldi estivi. 10 consigli utili per sopravvivere al week end di saldi

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Sono iniziati i saldi estivi in tutta Italia e questo è il primo week end che le famiglie possono utilizzare per trovare il capo a prezzo conveniente. Saranno felici i mariti che passeranno la domenica nei centri commerciali o a fare shopping. Saranno più felici le mogli che troppo spesso hanno la responsabilità di provvedere alle scelte di abbigliamento per tutta la famiglia e al contempo di far quadrare i conti.

Ecco di seguito i 10 consigli per sopravvivere ai saldi:

Conservare lo scontrino: I capi difettosi si possono cambiare anche in periodo di saldi ma è necessario esibire lo scontrino. Pertanto il titolo di acquisto va conservato per due mesi. Mostrando lo scontrino il negoziante entro due mesi è obbligato a sostituire l’articolo difettoso. Se il capo non c’è più si può ottenere la restituzione dei soldi pagati.

I capi devono essere di fine stagione: ciò che può essere messo in negozio a saldo devono essere capi di fine stagione. Se trovate roba di magazzino avanzata da altre stagioni o cose nuove e diverse messe lì per venderle in periodi di saldo.

Verificare i prezzi prima dei saldi: Molti di voi avranno sicuramente fatto un bel giro di negozi prima dei saldi per verificare il prezzo. Può capitare che il prezzo che appare a saldo sia lo stesso mostrato precedentemente. Se avete fatto una foto prima e dopo chiamate i vigili. Inoltre in periodi di saldi, girare più negozi spesso può significare risparmiare di più.

Approfittate dei saldi per comprare la qualità: I saldi sono utili particolarmente per quei capi firmati che prima erano inaccessibili. La qualità paga sempre anche in periodo di saldi, veste meglio e dura di più. A volte un capo buono e di qualità pagato a prezzo di saldo vale più di cento capi di bassa qualità pagati relativamente poco.

Sconti superiori al 50% : spesso capitano vetrine che offrono capi al 75% di sconto. Fate bene attenzione, verificate bene il prodotto: di solito uno sconto simile potrebbe essere sospetto.

Negozi di fiducia: sono sempre i migliori. Conoscere il titolare, poter avere un’assistenza e contare su una qualità già testata non ha prezzo.

Vecchio e nuovo prezzo: In periodo di saldi il negozio deve mostrare il vecchio prezzo, il nuovo e lo sconto effettuato. Se questi elementi non vengono mostrati fate attenzione. Stesso discorso se l’offerta non è chiara o leggibile. Non rischiate di comprare cose diverse a prezzo pieno. Individuate bene qual’è la zona del negozio riservata ai saldi e quale quella dedicata ai prodotti nuovi fuori saldo.

Prova dei capi: alcuni negozi permettono di provare i capi in saldo anche se non c’è in realtà un obbligo.

Contanti o carte di credito? I negozianti spesso chiedono contanti per i saldi. In realtà non c’è alcuna norma che impone al compratore di pagare in contanti, per cui se vi è più comodo pagare con bancomat o carta di credito esigete di pagare con queste forme di pagamento, oppure cambiate tranquillamente negozio.

Hai preso una fregatura? Non te la tenere. Torna dal negoziante e fatti cambiare il capo difettoso. Per altre fregature segnala ai vigili urbani e alle associazioni di consumatori. Chi approfitta dei saldi per vendere fregature non deve passarla liscia. I soldi spesi sono sempre preziosi, anche se spesi in tempi di saldo.

Saldi estivi le stime di Confcommercio: Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia spenderà in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo circa 232 euro per un valore complessivo intorno ai 3,6 miliardi di euro.

Ecco i consigli per i saldi estivi di Confcommercio:

1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione.

4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Vincent Dimaggio
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