Salute e Sport, Oms: 20 minuti al giorno di attività fisica per stare bene. Lorenzin: “modificare stili di vita”

Ginevra, 8 aprile 2016 – A margine del convegno durante il quale sono state presentate a Roma le linee guida per l’attività fisica 2016-2020 dell’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, curate per l’edizione italiana dall’Unione italiana sport per tutti (Uisp), dal titolo “Strategia per l’attività fisica OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità 2016-2020” per l’Europa, il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha dichiarato che “lo sport e l’attività fisica fanno parte di una strategia per stare bene a lungo, vivere sani e soprattutto non ammalarsi: è inutile continuare a dirlo, ora bisogna veramente farlo”.

Il nostro Paese è risultato tra i più sedentari per quanto riguarda l’attività fisica e dunque con una popolazione maggiormente a rischio. Infatti, ben 60 persone su cento non praticano alcuno sport né si dedica ad altre attività fisiche.

“Gli stili di vita sono l’obiettivo di un ministero della salute in un paese moderno e avanzato come l’Italia: mangiare bene, avere comportamenti corretti e una corretta attività fisica permettono di non ammalarsi e di vivere a lungo. Ma gli stili di vita cominciano fin dalla gestazione, la prevenzione consiste anche nel prevenire l’obesità nei bambini e nei fanciulli. In tutte queste azioni che possiamo mettere in campo nella nostra vita, da quando siamo bambini a quando diventiamo anziani, l’attività fisica deve far parte delle nostre abitudini e comportamenti. Per questo credo che queste sono strategie per chi come noi fa politica e per chi deve fare iniziative sui territori, una splendida iniziativa ma che, come sempre, si deve accompagnare a una grande campagna di comunicazione che noi vogliamo e dobbiamo fare”, ha commentato Beatrice Lorenzin.

Secondo le linee guida dell’Oms, per adulti e anziani basterebbero 20 minuti al giorno di attività fisica, pari ad un totale settimanale di 150 minuti per stare bene, mentre per bambini e giovani l’impegno richiesto è più elevato: per stare bene ed in salute e, soprattutto, per prevenire le malattie, dovrebbero svolgere almeno un’ora al giorno di attività fisica.

Secondo il documento dell’Oms “L’aumento della sedentarietà di bambini e adolescenti desta allarme. Solo il 34% degli adolescenti europei di età compresa tra 13 e 15 anni è fisicamente attivo ai livelli consigliati dalle presenti linee guida. Ciò contribuisce all’aumento dei bambini sovrappeso ed obesi in Europa, soprattutto tra le fasce socioeconomiche più deboli”.

Lo scopo che si pone la strategia dell’Oms è appunto quello di far aumentare i livelli di attività fisica tra bambini, adulti ed anziani per raggiungere tre obiettivi a livello mondiale: “Ottenere una riduzione relativa del 10% della prevalenza dell’insufficiente attività fisica entro il 2025 costituisce uno dei nove obiettivi a livello mondiale. Inoltre, aumentare i livelli di attività fisica è un fattore importante per il raggiungimento di altri tre obiettivi mondiali: 1.ottenere una riduzione relativa del 25% della mortalità precoce dovuta a malattie cardiovascolari, tumori, diabete o malattie respiratorie croniche; 2. ottenere una riduzione relativa del 25% della prevalenza dell’ipertensione, oppure, a seconda della situazione nazionale, contenere la prevalenza dell’ipertensione; 3. fermare l’aumento del diabete e dell’obesità”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda fortemente “agli adulti, anziani compresi, di praticare almeno 150 minuti a settimana di attività fisica di tipo aerobico a intensità moderata. Le raccomandazioni attuali insistono sui benefici per la salute di un’attività a intensità moderata e sul fatto che i livelli consigliati possono essere accumulati esercitandosi per intervalli relativamente brevi di tempo. Bambini e giovani dovrebbero praticare un totale di almeno 60 minuti al giorno di attività fisica, da moderata a intensa”.

Fare poca attività fisica o non farla per niente – dice l’Oms – rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la salute. In particolare, in Europa “l’inattività fisica è responsabile di un milione di decessi l’anno in tutto il continente e di 8,3 milioni di anni persi al netto della disabilità. Si stima che all’inattività fisica siano imputabili il 5% delle affezioni coronariche, il 7% dei diabeti di tipo 2, il 9% dei tumori al seno e il 10% dei tumori del colon. Inoltre, molti paesi della regione hanno visto le percentuali relative al numero di persone sovrappeso e obese aumentare negli ultimi decenni. I dati sono allarmanti: in 46 paesi (l’87% della Regione), oltre la metà degli adulti sono sovrappeso od obesi, ed in diversi casi si arriva a sfiorare il 70% della popolazione adulta – si legge in una nota dell’Uisp. L’uso della bicicletta nelle grandi città creerebbe 76.000 posti di lavoro”.

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