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Saluti da Rimini. Le cartoline provocatorie di Maurizio Cattelan

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Rimini, 2 luglio 2015 – Chi sta passeggiando per le strade di Rimini non potrà fare a meno di buttare un occhio alle opere “irriverenti” di Maurizio Cattelan, e del fotografo Pierpaolo Ferrari, esposte in alcuni luoghi simbolo della città romagnola, per la nuova campagna “Saluti da Rimini“.

[easy_ad_inject_1]Parliamo di manifesti che immolano ad esempio una ragazza in estasi su un letto di patatine fritte, un uomo con un’erezione chiaramente visibile, un sedere femminile incorniciato da una striscia di dentifricio, due mani attaccate a sbarre fatte di salsiccia. Queste solo alcune delle opere su megaposter affisse su billboard nei luoghi cruciali per l’identità cittadina a comporre un ritratto disseminato in cui Rimini è sia contenitore che protagonista.

La capitale della Riviera si sta dividendo tra polemiche e apprezzamento per le gigantografie ideate dall’artista contemporaneo italiano più celebre e discusso, ben noto proprio per la sua vena provocatoria. Comunque lo si voglia giudicare le gigantografie, o meglio le opere tratte dall’archivio della rivista “Toiletpaper”, da cui ne sono state selezionate otto, saranno affisse per la Riviera per tutta l’estate fino al 30 settembre. Otto scatti potenti e allusivi che catturano i significati simbolici di Rimini, in una narrazione inedita tra nobiltà e criticità dell’Italia intera.

Si tratta di cartoline che Rimini spedisce a sè stessa mettendo a nudo i suoi simbolismi, – si legge su una nota del Comune di Rimini – i suoi plus e le sue contraddizioni, i punti di contatto e di divergenza fra immaginario e realtà.

“Rimini non ha scelto Cattelan nè Cattelan ha chiesto a Rimini ci siamo trovati, forse grazie alla curiosità e al coraggio reciproco. In un momento storico in cui la città cambia Rimini ha incrociato il più discusso e controverso degli artisti mondiali che ha puntato il suo sguardo verso una città dalle mille interpretazioni e contraddizioni. Oggi nel mondo si parlerà di Rimini, e Rimini stessa dibatterà sul linguaggio dell’arte, sulla irruzione dell’arte contemporanea nella storia della città, nella sua carne viva. Si discuterà d’arte nel mondo e in Italia grazie a Rimini”

scrive in un messaggio il sindaco, Andrea Gnassi.

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