Sangue infetto. Corte europea: “L’Italia dovrà risarcire più di 20 milioni”. La nota del Ministero della Salute

Roma, 14 gennaio 2016 – Ci sono novità sui contagiati da trasfusioni con sangue infetto.

La Corte europea dei diritti umani ha condannato lo Stato italiano a risarcire più di 800 cittadini infettati da vari virus (Aids, epatite B e C) attraverso le trasfusioni di sangue che hanno effettuato durante un ciclo di cure o un’operazione per un totale di 20 milioni di euro.

Con una nota il Ministero della Salute precisa che “In relazione alla decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo, pronunciata in data odierna sui ricorsi proposti da alcuni cittadini italiani, tutti infettati da vari virus (HIV, epatite B e C) a seguito di trasfusioni di sangue praticate in trattamenti sanitari o operazioni chirurgiche, il Ministero precisa quanto segue.
La Corte, pur avendo riconosciuto per tutti quei casi risalenti agli anni ’90 la violazione delle disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell’uomo relativamente al diritto ad un equo processo ed ad un ricorso effettivo, ha affermato che la procedura di cui all’art. 27-bis del decreto-legge n. 90/2014 – la cui introduzione è stata fortemente voluta dal Ministro Lorenzin –, che riconosce ai soggetti danneggiati, a titolo di equa riparazione, una somma di denaro determinata nella misura di euro 100.000, costituisce un rimedio interno, del tutto compatibile con le previsioni della Convenzione e in grado di assicurare un adeguato ristoro ai soggetti danneggiati.

Autore: Vincent Dimaggio

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