Sanità, Censis: una famiglia su quattro rinuncia alle cure, welfare in crisi

Roma, 21 ottobre 2015 – Nel 41,7% delle famiglie italiane almeno una persona è costretta a rinunciare alle cure. I motivi vanno identificati nelle liste d’attesa troppo lunghe nella sanità pubblica e nei costi troppo alti se si deve optare per quella privata.

[easy_ad_inject_1]E’ quanto emerge dal rapporto del Censis “Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali” relativo all’anno 2014. La sanità pubblica è ormai al collasso e bisogna intervenire con provvedimenti che non devono costringere i cittadini a tagliare dalle spese familiari quelle per le cure, sacrificando così la propria salute.

Lo studio del Censis rileva, per la prima volta, un freno alla spesa privata per sanità e assistenza, facendo emergere un welfarre in crisi.

Nel 2014 la spesa sanitaria privata – dice il Censis – ha registrato un -5,7%, il valore pro-capite si è ridotto da 491 a 458 euro all’anno, le famiglie italiane hanno dovuto rinunciare complessivamente a 6,9 milioni di prestazioni mediche private e per la prima volta è diminuito anche il numero delle badanti che lavorano nelle case degli anziani bisognosi: 4mila in meno.

Tutto ciò segna un’inversione di tendenza rispetto ad un fenomeno consolidato nel lungo periodo nel corso del quale le famiglie hanno compensato un’offerta del welfare pubblico che continuava a restringersi sempre di più.

Oggi, invece, come rileva il Censis, la spesa delle famiglie è aumentata: +9,2% tra il 2007 e il 2012, per poi ridursi però del 5,7% nel 2013 a 26,9 miliardi di euro. Diminuisce anche il numero dei collaboratori domestici per attività di cura e assistenza (963mila persone) che ha registrato una flessione nell’ultimo anno.

Il welfare pubblico si è ristretto, sottolinea il Censis.

“L’allungamento dell’aspettativa di vita, il marcato invecchiamento della popolazione, le previsioni di incremento delle disabilità e del numero delle persone non autosufficienti prefigurano bisogni crescenti di protezione sociale. Negli anni a venire l’incremento della domanda di sanità e di assistenza proseguirà a ritmi serrati. Una domanda che l’offerta pubblica però non potrà soddisfare. La via dell’integrazione tra strumenti di welfare pubblici e privati è un’opportunità per soddisfare una domanda che la sola offerta pubblica non è più in grado di coprire”

sostiene il Censis.

“Nei lunghi anni della recessione le famiglie italiane hanno supplito con le proprie risorse ai tagli del welfare pubblico. Oggi questo peso inizia a diventare insostenibile. Per questo è necessario far evolvere il mercato informale e spontaneo dei servizi alla persona in una moderna organizzazione che garantisca prezzi più bassi e migliori prestazioni utilizzando al meglio le risorse disponibili”

ha dichiarato Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis.

“Appare ormai maturo il tempo di una nuova integrazione tra pubblico e privato, capace non solo di garantire la tutela sanitaria e sociale delle persone, ma anche di favorire la crescita economica, a partire dai territori. Se sapremo superare i pregiudizi consolidati, il pilastro socio-sanitario, inteso non più solo come un costo, può divenire una solida filiera economico-produttiva da aggiungere alle grandi direttrici politiche per il rilancio della crescita nel nostro Paese”

ha dichiarato Pierluigi Stefanini, Presidente del Gruppo Unipol.

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Autore: Donato Paolino

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