Scienziati identificano i geni associati a felicità e depressione

Amsterdam (Olanda), 27 aprile 2016 – In uno studio internazionale su larga scala, un team di scienziati ha identificato tre varianti genetiche associate con il benessere soggettivo, la felicità, due varianti genetiche associate con sintomi depressivi e altre undici varianti genetiche collegate a vari gradi di nevrosi.

Per la prima volta nella storia, i ricercatori sono riusciti ad isolare le parti del genoma umano che potrebbero spiegare le differenze nel modo in cui gli esseri umani vivono la felicità. Lo studio ha coinvolto oltre 298mila persone ed è stato condotto dal professore di genetica Meike Bartels e dal professore Philipp Koellinger della Vrije University di Amsterdam, in Olanda.

Le varianti genetiche per la felicità, spiegano gli scienziati, sono espresse principalmente nel sistema nervoso centrale, nelle ghiandole surrenali e nel sistema pancreatico.

“Questo studio è allo stesso tempo un traguardo e un nuovo inizio: una pietra miliare perché siamo ormai certi che c’è un aspetto genetico per la felicità e un nuovo inizio, perché le tre varianti che conosciamo coinvolgono solo una piccola frazione del Dna rispetto alle differenze tra esseri umani. Ci aspettiamo che ci siano molti altri geni che hanno un ruolo nella sensazione di benessere delle persone. L’individuazione di queste varianti genetiche permetterà anche di studiare meglio l’interazione tra natura e cultura, come l’ambiente che è certamente responsabile – in qualche misura – per le differenze nel modo in cui le persone sperimentano la felicità”, ha detto il professor Meike Bartels.

I ricercatori ritengono, inoltre, che la sovrapposizione genetica con sintomi depressivi che hanno scoperto nel corso dello studio, rappresenta un importante passo avanti. ciò “dimostra che la ricerca delle cause genetiche della felicità può offrire anche nuovi indizi per scoprire le cause genetiche di una delle più grandi sfide mediche del nostro tempo: la depressione”, afferma il professor Bartels.

Per lo studio, i ricercatori hanno analizzato i dati del Netherland Twin Register e di altri precedenti studi sulla famiglia, scoprendo che le singole esperienze di felicità e benessere generale possano essere dovute a differenze genetiche.

I ricercatori hanno analizzato il benessere dei soggetti coinvolti, tenendo in considerazione cinque fattori di rischio fisici che contribuiscono a risultati negativi per la salute che interessano l’umore, tra cui il fumo, l’indice di massa corporea (BMI), la glicemia a digiuno, i livelli di trigliceridi, e le malattie coronariche.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature Genetics.

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