Sciopero Scuola. Ministro Giannini contestata a Bologna: “Gli squadristi strillano”

Roma, 26 aprile 2015 – Lo sciopero generale della scuola previsto per il 5 maggio prossimo si avvicina e il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, che difende a spada tratta la riforma della scuola del Governo Renzi, è stata contestata a Bologna durante il dibattito su “La Buona Scuola” alla Festa dell’Unità.

“Mi hanno insultata, parolacce irripetibili. Non mi hanno permesso di parlare, in un luogo pensato per discutere: una Festa dell’Unità. Erano disinteressati ad ascoltare quello che avevo da dire. Come li vuole chiamare, quei cinquanta di Bologna. Squadristi. Insegno linguistica da tempo e non trovo altro termine. Sono stata aggredita da cinquanta squadristi. Vivaddio, solo verbalmente”. Lo ha dichiarato il Ministro Giannini spiegando la contestazione in una intervista rilasciata a Repubblica.

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A contestarla, secondo il Ministro sono stati “Alcuni precari di seconda fascia, area Cobas, e molti studenti. Mi hanno detto legati ai collettivi universitari, ai centri sociali di Bologna” che strillavano ed esponevano cartelli con “Slogan senza tempo, che potevano essere adattati, indifferentemente, a cinque, dieci, quindici anni fa. “No alla privatizzazione” “No ai soldi alle paritarie”, ma noi non diamo soldi alle scuole paritarie. Una signora mi urlava: “Vogliamo la formazione”. Ma è quello che stiamo facendo, di grazia. La negazione della verità si era trasformata in una contestazione surreale”.

Il Ministro continua a difendere la riforma della scuola al quale il governo ha messo on line un sito web dedicato alla Buona Scuola dove si spiga punto per punto la riforma: “Via internet siamo entrati nelle case di due milioni di persone” ha detto.

Ma alla domanda se ai docenti piace questa riforma il Ministro ha risposto: “Ho certezza che tra i docenti ci sia un’inerzia diffusa e avverto il rischio che non vogliano partecipare al cambiamento. Li comprendo: sono stati traditi tante volte e pensano “non lo farete mai”. Ma ora i soldi sono lì, sette miliardi tra edilizia e riforma, i 500 euro da spendere in libri e teatro sono nero su bianco. E ci sono 100 milioni per i laboratori”.

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Autore: Vincent Dimaggio

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