Sentenza Meredith. Cassazione: “Amnesie investigative” su indagini

Roma, 8 settembre 2015 – Sono state depositate ieri le motivazioni della sentenza con la quale Cassazione ha annullato la sentenza inflitta a Amanda Knox dalla corte di appello che la condannava a 28 anni e sei mesi di carcere insieme a Raffaele Sollecito (25 anni di reclusione), per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, avvenuta a Perugia nella notte del primo novembre 2007.

[easy_ad_inject_1] Si parla di “iter obiettivamente ondivago” del processo, risultato anche di “clamorose defaillances o ‘amnesie” investigative e di colpevoli omissioni di attività di indagine, che, ove poste in essere, avrebbero, con ogni probabilità, consentito, sin da subito, di delineare un quadro, se non di certezza, vuoi della colpevolezza, dell’estraneità degli odierni ricorrenti”.

Secondo la Suprema Corte ci sarebbe un “insieme probatorio tutt’altro che contrassegnato da evidenza oltre il ragionevole dubbio” e uno “scenario intrinsecamente contraddittorio”.

Inoltre le indagini genetiche sono state “acquisite in violazione delle regole consacrate dai protocolli internazionali”. “Basti considerare, al riguardo le modalità di reperimento, repertazione e conservazione dei due oggetti di maggiore interesse investigativo: il coltello da cucina e il gancetto di chiusura del reggiseno della vittima, in ordine ai quali non si è esitato, in sentenza a qualificare l’operato degli inquirenti in termini di caduta di professionalità”.

L'”assoluta mancanza, nella stanza dell’omicidio o sul corpo della vittima, di tracce biologiche con certezza riferibili ai due imputati” è, inoltre “un dato processuale di incontrovertibile valenza”, e un “monolite invalicabile sulla strada intrapresa dal giudice a quo per pervenire all’affermazione di colpevolezza degli odierni ricorrenti”.

Nessun rinvio ai giudici, ha deciso la Corte di Cassazione, perché non c’è alcuna “possibilità oggettiva di ulteriori accertamenti”: “le tracce biologiche sui reperti di interesse investigativo sono di esigua entità, come tali insuscettive di amplificazione e dunque, destinate a non rendere risposte di sicura affidabilità, né in termini di identità né in termini di compatibilità”. Inoltre, “i computer di Amanda Knox e della Kercher, che, forse avrebbero potuto dare notizie utili alle indagini, sono stati, incredibilmente, bruciati da improvvide manovre degli inquirenti, che hanno causato shock elettrico, e non possono più dare nessuna informazione, trattandosi di danno irreversibile”. Il rinvio quindi per i giudici sarebbe “inutile”, perché anche un nuovo giudice di rinvio, “in ossequio ai principi di diritto enunciati nella presente sentenza” sarebbe comunque tenuto ad “una formula di proscioglimento”.

Giulia Bongiorno, legale di Raffaele Sollecito annuncia che farà richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione e commenta all’adnkronos: C’è una “presa di posizione molto forte contro le investigazioni e e gli errori fatti. I giudici hanno dipinto l’ affresco di un errore giudiziario mostruoso. L’assoluzione ci aveva dato grande soddisfazione – ha aggiunto il legale – ma la motivazione raddoppia la nostra soddisfazione”.

Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher commenta:”Prendiamo atto e ovviamente rispettiamo” ma “dalla lettura delle motivazioni si ricava che la suprema corte ha voluto mettere la parola fine in qualunque modo fosse a questo processo. E’ una sentenza molto molto elementare e scolastica” che “non fa altro che ripetere l’elenco indizi a carico ritenendoli più o meno pregnanti per una eventuale dichiarazione colpevolezza per poi escludere i due principali – gancetto e reggiseno – con un ragionamento tecnico scientifico da tempo superato”

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Autore: Vincent Dimaggio

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