Sergio Mattarella alla FAO: Fame causa guerre. Lotta alla fame opera di pace

Roma, 6 giugno 2015 – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto alla Fao per i 70 anni della sua fondazione dove è stato accolto dal Direttore generale, José Graziano da Silva, e dal rappresentante permanente d’Italia presso le Organizzazioni delle Nazioni Unite, Pierfrancesco Sacco.

Nel suo intervento Mattarella ha evidenziato come La FAO abbia posto le basi di un sistema ove gli Stati possono collaborare proficuamente per perseguire l’obiettivo della libertà dalla fame: “E non si tratta, in tutta evidenza, di una questione separata rispetto alle tensioni sociali e alle minacce globali: la fame è causa concorrente o scatenante di violenze e anche di guerre, e contrastarla è una preziosa opera di pace.”

[easy_ad_inject_1] Tuttavia nonostante gli sforzi riconosciuti “La strada da percorrere rimane lunga. Non possiamo dimenticare che 800 milioni di persone – inclusi 160 milioni di bambini minori di cinque anni ˗ vivono ancora nella disperazione non avendo il cibo per nutrirsi. O non avendone a sufficienza per crescere sani e vivere da uomini liberi.” ha detto il Capo dello Stato “Le disuguaglianze, anche quelle interne, non sono un prezzo necessario per la competizione e la crescita. Al contrario, disuguaglianze ed esclusioni aprono fratture sociali e deprimono le potenzialità di sviluppo. Colpiscono, in particolar modo, proprio la sostenibilità dello sviluppo. ”

La soluzione per “spezzare il circolo vizioso della povertà e della fame nei Paesi in via di sviluppo è infatti opportuno affiancare, agli indispensabili interventi nel settore agricolo una riflessione sulle misure più appropriate nel campo della protezione sociale, a partire dal sostegno ai piccoli agricoltori e alle loro famiglie.

Di pari passo, nelle regioni rurali più povere, caratterizzate spesso da un’agricoltura a conduzione familiare, va sostenuta un’equa distribuzione delle terre e un accesso più diretto ai mercati per i prodotti che vengono coltivati.”

Importante è il ruolo delle donne che per Mattarella va rafforzato perché esse “contribuiscono in modo sostanziale ad accrescere la produttività, a ridurre la malnutrizione e a migliorare le condizioni di vita generali. In molti casi, purtroppo, le donne sono ostacolate nell’accesso a strumenti e tecnologie produttive; incontrano maggiori difficoltà per ottenere credito; subiscono discriminazioni nel campo dell’istruzione.”

Sconfiggere la povertà e la malnutrizione è possibile. “Difficile ma possibile. L’umanità non può rinunciare a questo traguardo. Non ci sarà mai vera pace se permarranno queste disparità. Le nazioni devono far prevalere la solidarietà sull’egoismo. Il dialogo e la cooperazione possono battere il fanatismo e la sopraffazione.
La solidarietà comincia dal far fronte alle conseguenze dei disastri naturali, resi più frequenti dai mutamenti climatici, e agli effetti delle emergenze create da instabilità e conflitti. La comunità internazionale deve essere pronta ad intervenire efficacemente non solo con misure di assistenza umanitaria, ma anche con progetti che rafforzino, nelle regioni a rischio, la capacità delle popolazioni di prevenire e affrontare le crisi e le calamità.”

Importantissimi sono per Mattarella i prossimi appuntamenti previsti nella seconda metà del 2015: la Conferenza di luglio ad Addis Abeba sul Finanziamento dello sviluppo, il Vertice ONU di settembre a New York per definire la nuova Agenda dello sviluppo sostenibile, la Conferenza di dicembre a Parigi sui cambiamenti climatici.
Sono queste occasioni nelle quali non si può fallire: “Se fallissimo, potremmo precludere il successo anche a chi verrà dopo di noi.” ha detto Mattarella convinto “che ce la faremo. Ma dobbiamo essere consapevoli che porre fine alla povertà e alla fame, salvaguardare l’ambiente, garantire un futuro alle nuove generazioni, contrastare le esclusioni sociali, richiede una strategia globale.”

La nuova agenda deve fondarsi “sul rispetto dei diritti umani e deve essere sorretta da uno spirito di collaborazione tra governi, organismi internazionali, imprese private e comunità locali. Non ci sarà pace nel mondo finché non verrà pienamente assicurato il diritto al cibo e all’acqua, finché la battaglia contro la povertà non diventerà una strategia capace di rimuoverne le cause strutturali. Occorre un modello di sviluppo umano inclusivo, che riconosca l’importanza dei valori di equità e uguaglianza e che promuova economie sostenibili.”

Poi l’intervento di Mattarella non può non considerare l’emergenza immigrazione: “Al dovere morale di salvare vite umane, all’impegno di accogliere coloro che gridano aiuto, alla giusta lotta contro trafficanti di esseri umani e criminali senza scrupoli, tutta l’Europa deve saper aggiungere una strategia che rafforzi la cooperazione con i Paesi di origine e di transito in modo da favorire la loro crescita economica e sociale.

Soltanto contribuendo a migliorare le condizioni di vita di chi oggi fugge da guerre, persecuzioni o carestie sarà possibile contenere le dimensioni di un problema epocale, e con il quale dovremo convivere a lungo. Senza cooperazione tra Paesi e tra Continenti ogni barriera diventerà insicura e finirà per alimentare ulteriormente odii e fanatismi.”

FAO: E’ l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, agenzia specializzata delle Nazioni Unite con il mandato di aiutare ad accrescere i livelli di nutrizione,
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Autore: Donato Paolino

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