Sergio Mattarella ricorda le vittime di mafia: onorare la loro memoria per contrastare il ricatto criminale

Roma, 7 agosto 2015 – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel ricordare le vittime della mafia del 6 agosto del 1980 e dello stesso giorno del 1985, in cui persero la vita il procuratore Gaetano Costa, il vice questore Antonino Cassarà e l’agente di Polizia Roberto Antiochia, ha invocato l’impegno di tutti nel combattere ogni forma di ricatto criminale, di malaffare e di corruzione, onorando la memoria di tutti coloro che hanno perso la vita per mano della mafia.

[easy_ad_inject_1]Mattarella ha ricordato, nella ricorrenza del 6 agosto, gli attentati mafiosi in cui persero la vita trentacinque anni fa il procuratore Gaetano Costa e trent’anni or sono il vice questore Antonino Cassarà e l’agente della Polizia di Stato Roberto Antiochia.

“E’ un anniversario che interpella le coscienze di quanti hanno a cuore la difesa della nostra convivenza civile. Onorare nel modo più concreto la memoria loro e dei tanti magistrati, appartenenti alle forze dell’ordine e singoli cittadini che hanno perso la vita per assicurare l’affermazione dei diritti e il rispetto delle regole, richiede l’impegno di tutti nel contrastare, rifiutare e denunciare ogni forma di infiltrazione e di ricatto criminale, di malaffare e di corruzione”

ha dichiarato il Presidente della Repubblica.

Sergio Mattarella invita, dunque, tutti i cittadini a saper rinnovare la propria ferma adesione ai principi di giustizia e di legalità nell’agire quotidiano, perché condizione essenziale per garantire la vita della nostra comunità e costruire un avvenire di libertà e di progresso.

Nel ricordare il procuratore Gaetano Costa, il Presidente lo definisce “un magistrato di alta preparazione professionale, di riconosciuta indipendenza e di grande equilibrio, tenacemente impegnato nella sfida contro il sistema mafioso, contro i suoi metodi di intimidazione e di condizionamento ed i suoi pervasivi interessi economico-finanziari”.

così come con la stessa determinazione e coraggio il vice questore Antonino Cassarà, investigatore di eccezionali capacità, si opponeva alla violenza mafiosa, e con lui l’agente Roberto Antiochia, entrambi barbaramente uccisi qualche giorno dopo il vile assassinio del commissario Giuseppe Montana.

Mattarella li ricorda come servitori dello Stato che, consapevoli dell’altissimo rischio cui si esponevano, hanno compiuto il loro dovere portando avanti un’intensa azione investigativa contro le cosche mafiose.

“Con questo spirito, desidero far giungere ai familiari delle vittime la mia partecipe vicinanza e il mio affettuoso saluto”

conclude il Presidente della Repubblica, come riporta una nota del Quirinale.

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Autore: Vincent Dimaggio

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