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Settimana Mondiale del Cervello. Invecchiamento cerebrale: sonno fondamentale per l’uomo

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Roma, 17 marzo 2016 – In occasione della VI edizione della Settimana Mondiale del Cervello, che si celebra dal 14 al 20 marzo, gli esperti neurologi della SIN, la Società Italiana di Neurologia, pongono l’accento su alcuni aspetti fondamentali che riguardano il nostro principale organo, il cervello, in particolare sull’importanza del sono come fattore protettivo e predittivo.

“Tempo È Cervello” il tema al centro della Settimana Mondiale del Cervello, attraverso il quale la SIN intende declinare il rapporto tra il tempo e le malattie neurologiche, non solo con riferimento all’urgenza, ma anche alla necessità di diagnosi tempestive e di soluzioni anticipatorie nelle malattie croniche.

Molti studi scientifici dimostrano come il cervello, a differenza di altri organi, migliori il proprio funzionamento in proporzione al lavoro effettuato e non risenta, dunque, di un particolare processo di usura correlato al suo impegno continuo.

E’ scientificamente provato che sonno e invecchiamento cerebrale sono strettamente correlati. Dormire poco e male da un lato contribuisce, infatti, al declino cognitivo e al rischio di demenza; dall’altro, durante la senilità si assiste ad un’alterazione del ciclo sonno/veglia con maggiore vulnerabilità a stimoli esterni a causa della riduzione delle onde delta del sonno profondo, con conseguente maggior frammentazione del sonno.

Il sonno, spiegano gli esperti della Sin, costituisce, dunque, un attività fondamentale per l’uomo poiché almeno un terzo della vita lo si trascorre proprio dormendo.

“I disturbi del sonno colpiscono circa 13 milioni di italiani. I principali sono l’insonnia, che, in forma più o meno grave, colpisce circa il 41% della popolazione, la sindrome delle apnee in sonno, di cui soffrono circa 2 milioni di italiani, la sindrome delle gambe senza riposo, che colpisce 3 milioni di italiani, ed i disturbi del ritmo circadiano. I disturbi del sonno si associano spesso ad altre malattie, soprattutto a carico del Sistema Nervoso”, spiega il professor Gianluigi Gigli, Ordinario di Neurologia presso l’Università di Udine.

La riduzione dell’efficienza cognitiva potrebbe significare l’inizio di un decadimento cerebrale che colpisce frequentemente anche i soggetti colpiti da disturbi del sonno. Ma il sonno non condiziona solo il nostro cervello.

La sindrome delle apnee del sonno rappresenta, infatti, anch’essa un fattore di rischio riconosciuto per malattie cardio e cerebrovascolari. I pazienti affetti da epilessia – spiega la Sin – lamentano frequenti disturbi del sonno come insonnia, eccessiva sonnolenza diurna, apnee nel sonno, sonno notturno frammentato, movimenti periodici degli arti in sonno, che spesso sono un fattore limitante il corretto controllo delle crisi. La sclerosi multipla viene invece associata a diverse alterazioni del sonno, come insonnia, spasmi notturni, narcolessia, disturbi respiratori in sonno e, in particolare, alla sindrome delle gambe senza riposo.

“Il nostro giocattolo più grande è il cervello” diceva il grande Charlie Chaplin e di certo non vi è frase più azzeccata per definirlo.

Comprendere le implicazioni degli studi sul cervello e sul comportamento, anche nella vita di tutti i giorni, cambiare l’approccio nei confronti delle malattie mentali e dei disturbi comportamentali e più in generale scoprire come funziona il nostro organo più misterioso e affascinante. Questo è l’intento della “Settimana mondiale del cervello”.

“Il fattore tempo è cruciale in medicina e, in particolare, in ambito neurologico; il neurologo, infatti, lotta contro il tempo per limitare i danni al cervello, nel vero senso della parola. La rapidità e l’accuratezza dell’intervento neurologico, subito dopo la comparsa dei primi sintomi, consentono di ridurre o annullare i danni che spesso condizionano fortemente la qualità di vita dei malati. Oltre a ciò, la diagnosi precoce risulta preziosa in molte malattie: ad esempio, nella Malattia di Parkinson e nella Sclerosi Multipla è basilare per mettere in atto una strategia terapeutica che possa cambiare la storia naturale della malattia, tenendo sotto controllo i sintomi”, spiega il Prof. Leandro Provinciali, Presidente della SIN.

In occasione della Settimana Mondiale del Cervello, la Società Italiana di Neurologia prevede l’organizzazione, sul territorio nazionale, di incontri divulgativi, convegni scientifici e attività per gli studenti delle scuole elementari e medie. Il dettaglio delle iniziative italiane della Settimana Mondiale del Cervello è consultabile on line, all’indirizzo www.neuro.it.

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