Saldi estivi 2017, Unimpresa, rischio flop con riserve famiglie +40 mld in un anno

I saldi del 2017 potrebbero rivelarsi un flop se le famiglie italiane, che nell’ultimo anno hanno lasciato in banca oltre 40 miliardi di euro, non cominceranno ad aumentare la propensione al consumo. E’ quanto si legge in un comunicato Unimpresa, Unione Nazionale di Imprese. Leggi tutto “Saldi estivi 2017, Unimpresa, rischio flop con riserve famiglie +40 mld in un anno”

Al Sud 1 su 2 è a rischio povertà. Cgia: Cresce il divario tra Nord e Sud

Cresce il divario tra Nord e Sud. A sostenerlo è uno studio della Cgia di Mestre che ha messo a confronto Pil (prodotto interno lordo) pro capite, tasso di occupazione, tasso di disoccupazione e rischio povertà Nord-Sud. Leggi tutto “Al Sud 1 su 2 è a rischio povertà. Cgia: Cresce il divario tra Nord e Sud”

Istat. Sud in ripresa. Unimpresa: “Ma siamo solo all’inizio”

Il Sud Italia è in ripresa. Lo certificano i dato pubblicati oggi dall’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, secondo i quali il Mezzogiorno d’Italia segna risultati positivi sia sul fronte del PIL che dell’occupazione.

PIL: nel 2016 il pil nel Sud registra un +0,9%, secondo solo al Nord Est che si conferma traino d’Italia (+1,2%). Seguono il centro italia (+0,7%) e il Nord-ovest (+0,8%).

Per quanto riguarda i comparti al Sud bene l’industria (+3,4%) e il settore che raggruppa commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+1,4%). Più modesto l’incremento dei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,3%) e gli altri servizi (+0,2%).

Male l’agricoltura (-4,5%) e, praticamente invariato il settore costruzioni (-0,1%).

Sul fronte occupazione il Nord Est conduce con un +1.8% seguito dal Sud (+1,6%), mentre nel Centro si registra solo un +0,6%, dato ben al di sotto della media nazionale.

Il ministro per la Coesione territoriale e il mezzogiorno, Claudio De Vincenti: Sono due anni “che la forbice tra nord e sud di riduce, ma è ancora troppo ampia. C’è ancora molto da fare” . “I dati parlano molto chiaro, il Mezzogiorno conferma la ripresa del 2015 e la sviluppa”.

Confidustria: Il presidente Vincenzo Boccia ha così commentato “La forbice tra Nord e il Mezzogiorno non si sta riducendo, ma il Sud è in crescita “Il Sud”, ha proseguito Boccia, “deve diventare un laboratorio per sperimentare soluzioni anticonvenzionali e innovative per il Paese”.

Confcommercio: “Le prime stime sull’andamento dell’economia nelle grandi ripartizioni geografiche testimoniano una modesta ripresa del Mezzogiorno, che nell’ultimo biennio è riuscito a crescere a ritmi lievemente superiori al resto del Paese. E’ un’indicazione positiva, ma non rassicurante, in quanto tali dinamiche sono ancora troppo deboli per permettere un apprezzabile recupero dei ritardi accumulati che, negli anni di crisi, si sono ampliati sensibilmente”. “Ad oggi”, continua il documento, “il pil pro capite del Mezzogiorno è pari al 56,6% di quello del Centro-nord. Il raffronto tra crescita del pil e dell’occupazione evidenzia in tutte le aree del Paese una riduzione della produttività del lavoro, in particolare proprio nel Sud”.

Unimpresa: “Il Sud ha grandi potenzialità e può essere un fattore decisivo per il rilancio dell’intera economia italiana. Il miglioramento sulla crescita economica e del mercato del lavoro ci lasciano ben sperare, ma la strada per il rilancio del Mezzogiorno è ancora molto lunga. Quanto fatto finora da questo governo e dai precedenti esecutivi non è sufficiente per smettere di investire e di impegnarsi per un territorio che troppo a lungo è stato abbandonato. Le imprese e i lavoratori del Sud meritano ben altra attenzione”. Lo dichiara il vicepresidente di Unimpresa, Valerio Ricci, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat secondo i quali sia sul fronte dell’occupazione sia per quanto riguarda il pil, il Mezzogiorno si è registrato uno scatto in avanti significativo. “Serve, come ripetiamo da tempo, un piano strategico e un progetto di rilancio con una prospettiva di lungo periodo” aggiunge il vicepresidente di Unimpresa.

Pensioni: Unimpresa, innalzamento a 67 anni penalizza lavoratori e aziende

“Un eventuale nuovo intervento sulla previdenza con l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni a partire dal 2019 penalizza sia i lavoratori sia le aziende. Per i lavoratori, si allungherebbe ancora di più la vita lavorativa oltre le aspettative a lungo pianificate; per le aziende, si creerebbe ancora una volta un quadro di incertezza, con costi maggiori e con l’impossibilità di procedere al necessario ricambio occupazionale del quale trarrebbe benefici l’intera economia italiana”. Lo dichiara il vicepresidente di Unimpresa, Maria Concetta Cammarata, commentando l’ipotesi di un decreto del governo che sposterebbe l’età pensionabile dagli attuali 66 anni e sette mesi a 67 anni a partire dal 2019.

“La certezza del diritto, soprattutto in campo fiscale e nel settore della previdenza, è un valore imprescindibile per chi fa impresa. Le continue riforme, così come i provvedimenti scritti male e in fretta, non gettano le basi per poter fare investimenti. E invece, negli ultimi anni, si sono susseguiti continui interventi normativi, in alcuni casi una vera e propria tela di Penelope, che hanno confuso le aziende del Paese” aggiunge Cammarata. Secondo il vicepresidente di Unimpresa “anche per queste ragioni si scelgono paesi che hanno quadri legislativi più stabili: la fuga all’estero nasce anche da qui”.

Tasse. Padoan: sforzo per calo tasse prosegua. Unimpresa: il taglio tasse è inderogabile

“Lo sforzo per abbattere la pressione fiscale è avvenuto e dovrebbe continuare”. E’ quanto ha affermato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo ad una giornata di studio sul fisco al Mef.

Il Ministro dell’Economia ha aggiunto che anche la riforma del fisco “libera risorse per abbattere la pressione fiscale”. Inoltre ha rivendicato i risultati del “nuovo rapporto tra fisco, cittadini e imprese”.

Padoan ha infine avvertito che “Le riforme se funzionano danno risultati, ma se non danno risultati bisogna avere la franchezza di tornare alla lavagna e correggere”.

Pronta la replica di Unimpresa per voce del Vicepresidente Claudio Pucci che in una nota ha dichiarato: “Il taglio delle tasse deve essere fatto e subito: si tratta di un progetto improrogabile ed è pertanto inaccettabile constatare che il governo è incerto. Non è vero che la pressione è stata ridotta e nei prossimi anni imprese e famiglie saranno chiamate a versare sempre più denaro nelle casse dello Stato. Lo stesso Def approvato l’11 aprile dal consiglio dei ministri certifica che “.

Secondo un’analisi sul Documento di economia e finanza realizzata dal Centro studi di Unimpresa, le entrate pubbliche sfonderanno il muro degli 800 miliardi nel 2018. Si va incontro a una stangata fiscale da quasi 80 miliardi di euro tra il 2017 e il 2020. Nei prossimi quattro anni le tasse saliranno di 77,3 miliardi: dai 788 miliardi del 2016, quest’anno si arriverà a 799 miliardi per poi salire progressivamente fino agli 865 miliardi del 2020, con una impennata complessiva del 9,81%.

“I numeri dicono sempre la verità e smascherano le prese in giro del governo, delle quali siamo ormai stufi” conclude Pucci

Rai: canone in bolletta. Aumentano di 5 milioni e mezzo gli abbonati

Cinque milioni e mezzo di abbonati in più che pagano il canone Rai. E’ questo l’effetto positivo per le casse dello Stato e dell’emittente pubblica grazie alla nuova modalità di riscossione del canone Tv mediante la bolletta energetica.

A comunicare l’aumento esponenziale degli abbonati Rai è stato il direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi nel corso di un’ audizione alla Commissione di Vigilanza sull’anagrafe tributaria

Orlandi ha anche ricordato che il gettito del 2016 si è attestato a 2,1 miliardi di euro e gli abbonati sono passati da 16,5 milioni del 2015 ai 22 milioni del 2016.

Disoccuzione, Istat : a marzo aumenta all’11,7%

Nuovo dato in salita del tasso di disoccupazione a Marzo. A renderlo noto il giorno dopo la festa dei Lavoratori è l’Istat secondo il quale a marzo il tasso di disoccupazione sale all’11,7%, segnando +0,1% congiunturale e +0,2% tendenziale.

Pur trattandosi di dati provvisori, l’aumento del tasso di disoccupazione sarebbe dovuto al calo dell’inattività tra i 15-64enni (-0,1%). Tasso d’occupazione al 57,6%, praticamente fermo rispetto al mese di febbraio e in crescita dello 0,6% sule mese di marzo del 2016 (+213.000 unità).

Sul fronte della disoccupazione giovanile (15-24enni) si registra il tasso al 34,1%, ai minimi da 5 anni. Cresce il tasso d’occupazione che tocca a marzo fra i giovani il 17,2%,in aumento dello 0,4% su febbraio (+24.000 unità) e dello 0,8% su marzo 2016 (+42.000 unità).

Sinatra (Univendita) – Disoccupati over 50: la vendita diretta a domicilio un’opportunità per rientrare nel mondo del lavoro. Oltre 15mila posizioni aperte per il 2017

«I dati diffusi oggi dall’Istat sulla disoccupazione fotografano uno scenario dove a sperimentare le maggiori difficoltà sono le persone con più di 50 anni, fascia demografica in cui si contano sempre più disoccupati. Persone che, a un’età in cui la pensione è ancora lontana, vedono chiudersi le porte del mercato del lavoro nonostante le competenze acquisite. La vendita diretta a domicilio, al contrario, queste porte le apre: non ci sono barriere d’ingresso e, anzi, l’esperienza spesso porta a diventare migliori venditori, in poco tempo. Le 18 aziende associate Univendita ricercano per il 2017 oltre 15mila incaricati, nei settori più diversi: dagli elettrodomestici, agli alimentari, al benessere, ai viaggi. E forniscono tutti gli strumenti per crearsi una nuova carriera, a partire dalla formazione qualificata. Dopodiché il lavoro è il più meritocratico che esista: i risultati dipendono direttamente dall’impegno e dalla voglia di fare».

Alitalia. Referendum lavoratori dice “no” all’accordo. Unimpresa: “troppo tardi”

Esito del referendum: No all’accordo azienda-sindacati – i lavoratori di Alitalia hanno con il 67% dei “No” hanno bocciato ul pre-accordo del 14/4 stipulato da azienda e sindacati sul tavolo del governo che avrebbe dato il via a un piano quinquennale fatto di tagli agli stipendi per chi vola, tagli ai permessi, cigs e nuovi assunti con contratto d’ingresso a livello low cost.

Governo: Rammarico e sconcerto per l’esito del referendum – Il governo, con un comunicato congiunto dei ministri dello Sviluppo Economico (Carlo Calenda), dei Trasporti (Graziano Delrio), e del Lavoro (Giuliano Poletti) hanno espresso “Rammarico e sconcerto per l’esito del referendum Alitalia che mette a rischio il piano di ricapitalizzazione della compagnia”. “A questo punto l’obiettivo del Governo – prosegue il comunicato – in attesa di capire cosa decideranno gli attuali soci di Alitalia, sarà quello di ridurre al minimo i costi per i cittadini italiani e per i viaggiatori”.

M5S: “Alitalia, referendum liberazione” – I parlamentari del Movimento 5 Stelle impegnati nelle commissioni Trasporti e lavoro di Camera e Senato hanno dichiarato: “Quello che si è consumato ieri è il referendum della liberazione. I dipendenti di Alitalia con un coraggio unico hanno dimostrato che la dignità vale più di ogni ricatto occupazionale”. “Hanno rispedito a mittente una proposta vergognosa che altro non rappresentava che l’ennesimo piano di ridimensionamento di Alitalia, causa dei suoi mali, che non avrebbe fatto altro che rinviare i problemi”. Dal governo “un boomerang” concludono.

CdA Alitalia avvia il commissariamento – Il CdA di Alitalia ha preso atto “con rammarico della decisione dei propri dipendenti di non approvare il verbale di confronto firmato il 14 aprile tra l’azienda e le rappresentanze sindacali”. La compagnia nella nota precisa inoltre che al momento programma e operatività dei voli “non subiranno modifiche”. Data “l’impossibilità di procedere alla ricapitalizzazione”, il CdA ha deciso di “avviare le procedure previste dalla legge”, ovvero l’iter per il commissariamento. Il 27/4 è fissata l’assemblea dei soci.

Sindacati: pressing su Governo – Susanna Camusso (CGIL): Per Alitalia “bisogna ripartire da un piano industriale credibile, sostenuto anche dalle banche e dal governo, con l’ingresso di Cassa depositi e prestiti”. Per Barbagallo (UIL) “Purtroppo questa era la terza ristrutturazione” e i lavoratori “pagano sempre”. E in vista dell’incontro domani al Mise sull’esito del referendum: “Tempi strettissimi, chiederemo al governo di fare tutto il possibile”.

Poletti: No alla nazionalizzazione di Alitalia – Una “nazionalizzazione” di Alitalia resta “esclusa”. E’ quanto ha ribadito il ministro del Lavoro Giuliano Poletti che spiega “Quello che potevamo fare, abbiamo cercato di farlo ottenendo il miglior risultato possibile. Alitalia è un’azienda privata: dobbiamo aspettare la decisione degli azionisti, siamo pronti ad applicare le tutele per i lavoratori”.

Il Ministro dello Sviluppo Economico Calenda: “E’ plausibile che si vada a un breve periodo di amministrazione straordinaria”, e che nel giro di 6 mesi si giunga “alla vendita parziale,oppure alla liquidazione”.

Delrio:”Alitalia sarà venduta” In un’intervista a La Stampa, il ministro Delrio ha dichiarato: “L’azienda verrà venduta al miglior offerente come sta accadendo con l’Ilva”. “Se prima del referendum c’era la garanzia di una nuova ricapitalizzazione ora il rilancio diventa molto più complicato”.
Per Delrio”si tratterà solo di accompagnare l’azienda o parte di essa verso un altro azionista privato”. Nessuna preclusione alla vendita a Lufthansa, “ma le decisioni spettano agli azionisti”. I tempi di vendita? al massimo 6 mesi

Unimpresa, troppo tardi per tutelare asset Paese
“Una compagnia di bandiera efficiente e valida sul mercato è fondamentale per qualsiasi nazione: un concetto che vale o, meglio, varrebbe per l’Italia che del turismo . Ecco perché guardiamo con dispiacere all’ennesima crisi di Alitalia anche se ci pare troppo tardi per qualsiasi intervento pubblico volto a tutelare un asset strategico per il nostro Paese. Speriamo, da questo punto di vista, di essere smentiti ovvero che il governo riesca a trovare una soluzione capace, contemporaneamente, di tutelare l’azienda, salvaguardare l’occupazione, mettere al riparo da una crisi a catena tutte le piccole e medie imprese che lavorano nell’indotto del vettore aereo”. Lo dichiara il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, aggiungendo che “la vicenda Alitalia rappresenta il fallimento di un intero sistema economico, quello italiano, dove non hanno funzionato né lo Stato né il mercato”.

Sciopero casellanti autostrade da stasera 17 aprile alle 22 per 24h. Aggiornamenti in tempo reale

E’ indetto sciopero dei casellanti sulla rete Autostrade per l’Italia dalle 22.00 di oggi 17 aprile fino alle 22 di domani 18 aprile. Lo sciopero di 24 ore rischia di rendere il rientro dalle ferie pasquali e di pasquetta a rischio ‘bollino nero’ sulla tutta la rete autostradale.

Lo sciopero sei casellanti autostrade è stato indetto dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sla.

Non si escludono cose ai caselli fino alle h 22.00 di domani, 18 aprile.

Autostrade per l’Italia informa che durante lo sciopero i varchi con pagamento solo manuale potranno essere chiusi per l’assenza degli esattori, mentre rimarranno regolarmente aperti i varchi con cassa automatica e quelli riservati ai clienti Telepass.

Saranno comunque garantiti i servizi di assistenza al cliente, con la presenza di personale della Viabilità di Autostrade per l’Italia e il funzionamento degli impianti per il pagamento del pedaggio che, si ricorda, è dovuto per legge.

A Roma è prevista una manifestazione di protesta davanti al Ministero dei trasporti dalle 11.30 alle 13.30. Secondo quanto si apprende da Repubblica la vertenza “si incentra sul presidio fisico 24 ore su 24 di tutti i caselli autostradali. Le sigle dichiarano che tale presidio deve avvenire ma alcune società autostradali non lo assicurano in alcuni caselli”. Le autostrade – sottolineano le organizzazioni sindacali – sono un bene pubblico ed è un diritto di tutti usufruirne in modo sicuro. Sono date in concessione ad aziende i cui utili, grazie ai pedaggi regolarmente aumentati ogni anno, non hanno mai risentito della crisi economica. Sorprende dunque tanta resistenza che non trova giustificazione economica, nell’applicare una circolare ministeriale. Un lavoratore presente h24 può intervenire tempestivamente in caso di qualunque necessità, come ad esempio quando una sbarra non funziona. Auspichiamo che gli utenti comprendano le motivazioni del nostro sciopero in quanto loro per primi devono esigere sicurezza e qualità di un servizio pagato caramente”.

Come tenersi aggiornati in tempo reale sullo sciopero autostrade?
Secondo quanto si apprende da Corriere Adriatico, aggiornamenti in tempo reale saranno garantiti agli automobilisti dai collegamenti “My Way” in onda sul canale 501 Sky Meteo24 e su Sky TG24 (canali 100 e 500 di Sky e canale 50 del Digitale Terrestre); sulla App My Way scaricabile gratuitamente dagli store di Android e Appleý; su Sky TG24 HD ; sul sito autostrade.it; su RTL 102.5; su Isoradio 103.3 FM; attraverso i pannelli a messaggio variabile e sul network TV Infomoving in Area di Servizio.

Inoltre si ricorda che è disponibile il Call Center Autostrade al numero 840.04.21.21, attivo 24 ore su 24.

Rottamazione cartelle Equitalia. Proroga al 21 aprile. Consumatori:”proroga non sufficiente”

E’ arrivata la proroga fino al 21 aprile per la rottamazione delle cartelle Equitalia che riguarda tantissimi italiani destinatari delle tristi raccomandate da parte dell’Ente di riscossione.

Parzialmente soddisfatto è Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori che intervistato dal Giornale tuttavia dichiara che tale proroga “non basta” in quanto “dare appena 21 giorni in più non è sufficiente per evitare le code fuori dagli uffici di Equitalia”, a meno che “si cambiano le istruzioni per l’invio del modulo di richiesta DA1 ed Equitalia, come avrebbe dovuto fare fin dall’inizio, non si decide ad indicare la possibilità di spedire il modello anche con raccomandata a/r”. Leggi tutto “Rottamazione cartelle Equitalia. Proroga al 21 aprile. Consumatori:”proroga non sufficiente””