Sicurezza in sala parto: in Italia parto indolore con epidurale solo per due donne su dieci

Roma, 15 maggio 2015 – Gli anestesisti svolgono un ruolo sempre più importante in sala parto per garantire la sicurezza delle partorienti e dei bambini che stanno per mettere al mondo. E proprio la “Sicurezza in sala parto” è il tema principale della tavola rotonda che si sta svolgendo presso la Siaarti, Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, nell’ambito della campagna SICURA, promossa dai Gruppi di studio Sicurezza in Anestesia e Rischio Clinico.

[easy_ad_inject_1]L’analgesia epidurale è entrata nei LEA, Livelli Essenziali di Assistenza, dal 2008 e si prevede che nei prossimi anni ci sia un aumento delle richieste in tal senso. Eppure, stando ai dati resi noti dalla Siaarti, la garanzia del parto indolore con l’analgesia epidurale, in Italia, finora è stata possibile solo per due donne su dieci. Ciò accade anche perché solo solo alcune Regioni hanno ritenuto opportuno accollarsi gli oneri di spesa per garantire all’utenza l’analgesia per il travaglio ed i l parto 24 ore su 24.

“Come acclarato dal Comitato Nazionale di Bioetica, nelle strutture sanitarie di altre Regioni il servizio di analgesia per il travaglio ed il parto è lasciato alla buona volontà delle strutture nelle sue varie componenti: non esiste infatti, per questo tipo di assistenza, alcun incentivo di natura economica”

si legge nella Relazione della Siaarti.

Gli esperti ritengono che dai dati parziali provenienti da singole realtà ospedaliere, sembrerebbe che in Italia coesistano degli ospedali di eccellenza che offrono l’analgesia epidurale in regime convenzionale H24 che registrano richieste da oltre il 90% delle partorienti, accanto invece ad altre realtà ospedaliere, che sarebbero la maggioranza, in cui la possibilità di affrontare un parto indolore verrebbe garantita di rado e con difficoltà, vuoi per per mancanza di fondi ad hoc, di una identificazione LEA o di un DRG specifico che possa identificare correttamente la procedura.

Dai dati della SIAARTI emerge che in Italia il 41% dei punti nascita pratica, anche se non necessariamente 24 ore su 24, l’analgesia epidurale per il travaglio ed il parto. Nella Regione Lombardia, dove già dal 2005 è incentivata economicamente, il parto con l’analgesia epidurale viene effettuato dal 20% delle gestanti, con un trend in forte crescita. Va sottolineato, inoltre, che su 76 punti nascita in Lombardia, ben 56 praticano l’analgesia epidurale.

“Nel 2011 è stato sottoposto a epidurale il 20% delle partorienti, percentuale modesta a confronto con altri Paesi europei. In Francia, per esempio, già nel 2003 l’epidurale era praticata nel 75% dei parti, in Spagna nel 60%”

riporta una nota della Siaarti.

Secondo quanto riportano le “Indicazioni per le unità di anestesia ostetrica” della Siaarti, la realtà del nostro bel Paese è caratterizzata da un’estrema parcellizzazione dei punti nascita. Infatti, i punti nascita con un numero di parti inferiori a 500, privi di una copertura di guardia medico-ostetrica, anestesiologica e medico-pediatrica attiva 24 ore su 24, rappresentano ancora una quota intorno al 30% del totale e sono presenti, in particolar modo, al Centro e al Sud. In queste strutture il numero di parti è esiguo (in media si registrano meno di 300 parti all’anno), e rappresenta meno del 10% del totale dei parti.

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Autore: Vincent Dimaggio

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