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Sindrome da alienazione parentale: la proposta di legge di Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno scatena la bufera

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Milano, 20 maggio 2015 – Ha scatenato l’ira del web e non solo la proposta di legge, a firma Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno, con la quale si chiede che il legislatore intervenga affinché la sindrome da alienazione parentale, conosciuta anche con l’acronimo Pas, diventi reato punibile penalmente con pene da sei mesi a 4 anni e mezzo di carcere. La Pas innescata dal genitore separato con comportamenti volti a denigrare l’altro genitore nei confronti dei figli viene spesso utilizzata nelle aule dei tribunali proprio dai padri maltrattanti per screditare le donne che in sede di divorzio chiedono protezione per i propri figli che si rifiutano di incontrare il padre perché traumatizzati dai suoi comportamenti violenti.

[easy_ad_inject_1]E’ bastato l’annuncio della proposta di legge fatto da Michelle Hunziker su Rai3, ospite della trasmissione di Fabio Fazio, per scatenare un’ondata di proteste su blog e social oltre alla forte presa di posizione della Rete nazionale delle avvocate delle case delle donne e dei centri antiviolenza, che hanno inviato una lettera di protesta alla presidente della Rai, dal titolo inequivocabile: “La Pas non esiste!”.

“Fattispecie penali come quella oggetto della proposta di legge avanzata da Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker sono funzionali solo a veicolare nelle aule giudiziarie strategie punitive nei confronti delle donne che tentano di proteggere se stesse e i figli dalla violenza maschile. Nel nostro ordinamento vi sono già strumenti in sede civile e in sede penale idonei a garantire l’esercizio della responsabilità genitoriale ad entrambi i genitori nonché norme civili e penali adeguate a sanzionare comportamenti pregiudizievoli dell’interesse dei figli”

si legge nella lettera.

D’altro canto, la Fondazione Doppia Difesa, che fa capo a Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker, in un comunicato stampa, pubblicato anche sul popolare social network Facebook, specifica che la proposta di legge ha l’obiettivo di combattere la violenza sulle donne e i minori, senza mai dimenticare che la violenza non è solo quella fisica ma anche quella morale. La violenza morale sui minori non è un fatto privato: quando è reiterata dev’essere repressa penalmente, poiché lede in maniera arbitraria l’esercizio della responsabilità genitoriale e incide negativamente sull’equilibrio psicofisico del minore.

“In passato, quando ancora nessuno parlava di stalking, abbiamo sostenuto la necessità di inserire nel nostro codice la persecuzione come reato. Molti ci hanno criticato, ma appena il parlamento ha approvato la legge è stato evidente che con questo strumento si riesce a prevenire la violenza e a punire le persecuzioni. Oggi chiediamo che sia introdotta una legge sull’alienazione parentale. L’obiettivo è codificare una norma penale ad hoc, volta a reprimere condotte abusive che attualmente sfuggono alle maglie larghe del sistema. Il progetto punisce: chiunque, nell’ambito delle relazioni familiari o di affido, compiendo in presenza del minore infraquattordicenne ripetute attività denigratorie ai danni del genitore ovvero limitando con altri artifizi i regolari contatti del genitore con il minore medesimo, intenzionalmente impedisce l’esercizio della responsabilità genitoriale”

spiegano il duo Hunziker Bongiorno.

Michelle Hunziker sostiene che il dibattito che si è aperto sulla Pas è del tutto fuorviante in quanto non è nell’intenzione della proposta di legge normativizzare la Pas intesa come malattia.

“Non si tratta, quindi, di superare i dubbi scientifici con una proposta di legge, ma di tener conto di un allarmante fenomeno sociale che richiede attenzione da parte del legislatore. Il reato che chiediamo di introdurre sanzionerebbe cioè azioni ben modellate (ripetute attività denigratorie ai danni del genitore; indebita limitazione dei regolari contatti con il genitore mediante altri artifici), sempre che sia intenzionalmente impedita la piena espressione della responsabilità genitoriale”

spiega Michelle.

Inoltre la punibilità a querela garantirebbe la piena libertà di scelta del genitore offeso dal reato evitando così un’ingerenza indebita nell’ambito familiare. La procedibilità d’ufficio scatterebbe soltanto nel caso in cui dal fatto derivi una rilevante modificazione dell’equilibrio psichico del minore, o se il fatto riguardi minori di anni dieci o con disabilità.
Il dibattito però è tutt’altro che chiuso. Basta che non si parli di Pas e che non la si definisca una malattia, nonostante l’uso del termine “sindrome”!

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Vincent Dimaggio
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