Siria. Isis alle porte di Palmira. Appello del direttore dei musei: proteggete la città e le sue antichità

Damasco, 15 maggio 2015 – Un’appello sulla protezione dei beni culturali della città di Palmira, un’importante città della Siria, patrimonio dell’umanità dall’Unesco, posta in una oasi 240 km a nord-est di Damasco e 200 km a sud-ovest della città di Deir ez-Zor, che si trova sul fiume Eufrate, è stato lanciato da Maamoun Abdulkarim, direttore delle antichità e dei musei siriani.

[easy_ad_inject_1]Alla comunità internazionale, Maamoun Abdulkarim chiede che venga protetta l’antica città di Palmira, minacciata in queste ore dall’avanzata dei jihadisti dell’Isis. “Se Daesh (l’Isis) entra in città ci sarà una catastrofe umana” e si tradurrà nella “distruzione dei templi, delle rovine e delle tombe”, ha aggiunto.

Abdulkarim, chiede che la coalizione a guida Usa esegua dei raid aerei per colpire i combattenti dell’Isis ed evitare che possano entrare a Palmira e distruggere tutte le antichità presenti come avvenuto più volte in Iraq a Ninive e Mosul.

Sulla stessa linea Rami Abdel Rahman, fondatore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, ong con sede a Londra, che nel riferire dell'”avanzata” degli uomini del califfato islamico nei combattimenti con le forze del governo di Damasco alle porte dell’antica città, dice senza mezzi termini: “Palmira è in pericolo”.

Nessuno nei Paesi civilizzati vuole rivedere i terribili video di distruzione di opere d’arte girati sulla rete qualche mese fa in cui si mostravano intere biblioteche date alle fiamme e antiche statue distrutte con bombe e martelli pneumatici.

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Autore: Vincent Dimaggio

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