Smog. Grillo attacca Renzi: “68 mila morti in più per smog”. La replica dell’Istat

Roma, 28 dicembre 2015 – Mentre i valori di smog ed in particolare di pm10 restano su valori oltre la soglia specialmente a Milano, in politica lo smog è occasione di attacchi politici dalle opposizioni verso il governo ed in particolare il premier Matteo Renzi.

Tra gli attacchi si evidenzia quello del leader della Lega, Matteo Salvini che su Facebook ha dichiarato: “Aria più pulita? Le auto contribuiscono al massimo al 20% dell’inquinamento, bloccarle non serve a nulla! Fossi sindaco mi occuperei di controllare le caldaie (abbassando il riscaldamento negli uffici e nelle case pubbliche, ad esempio, visto il Natale più caldo di sempre) e di comprare autobus che inquinino meno. Il resto è aria fritta, o meglio aria sporca, alla Renzi“.

Un secondo attacco a Matteo Renzi arriva da Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle che dal suo blog fa un bilancio dei morti per lo smog: “Il 2015 si chiuderà secondo l’Istat con 68mila morti in più rispetto al 2014. Come ai tempi delle grandi guerre” scrive Grillo nel post “Morti di guerra in tempo di pace” in cui attacca “premier e ministri, sciagura per il Paese“.

Le città italiane non sono state bombardate dalle potenze straniere, ma vivono sotto l’assedio di nemici silenziosi. Lo smog le sta rendendo sempre più simili a Pechino”, continua Grillo che non risparmia nemmeno il sindaco di Milano Giuliano Pisapia: “A Milano (dopo che Pisapippa ha distrutto 573 alberi secolari che davano ossigeno) da domani per tre giorni la circolazione delle auto sarà vietata, poi si tornerà alla “normalità” e presto sarà vietata la circolazione delle persone, come in Cina appunto. Nel frattempo l’inquinamento ci avvelena, avvelenano i fumi dell’Ilva, avvelena la diossina che fuoriesce dagli inceneritori e che finisce dentro il nostro cibo, avvelena l’acqua che beviamo che scorre in tubature d’amianto“.

Giovani o vecchi, ci si ammala sempre di più e non ci sono i soldi per le cure né per le medicine, con la crisi i soldi è meglio usarli per mangiare (alimenti probabilmente contaminati). Si stringono i denti e si tira avanti, ma per poco. Il governo impugna la lunga falce e con la legge di stabilità taglia altri 15 miliardi di euro alla sanità in 3 anni: per gli italiani non c’è scampo. Avvelenati da una politica industriale dell’800, in mutande a causa della crisi e abbandonati dal governo“, prosegue Grillo: “premier e ministri non si rendono conto di ciò che accade nel Paese. Litigano per mezzo punto percentuale di Pil e fanno decreti lampo di domenica per salvare le banche mentre passeggiano incuranti sui cadaveri di 68mila italiani che non hanno saputo proteggere“.

Ferma la risposta di Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente, che replica a Grillo “Agiamo nel concreto, non in astratto o per alimentare polemiche politiche“. “Invece di farne terreno di scontro come vuole Grillo – ha sottolineato Galletti – il contrasto all’inquinamento dell’aria richiede un salto di cultura civica nelle strade, nelle realtà produttive, nelle abitazioni». Quello di Grillo, ha attaccato, è «sciacallaggio» ed è «vergognoso» speculare sui morti.

Poi il Ministro sul Mattino ha elencato le misure già adottate: un fondo da 5 milioni per aiutare i Comuni che vogliono adottare misure anti-smog “come la “scontistica” che incentiva l’uso dei mezzi pubblici», fondo che si dice pronto «a rimpinguare»; 35 milioni destinati alla mobilità sostenibile (car sharing, piste ciclabili, bike sharing) stanziati nel collegato ambientale approvato la scorsa settimana.

L’Istat replica: “Non sono accertate le cause delle morti” –  “I dati al momento disponibili sui decessi derivano dal calcolo di popolazione che i Comuni inviano all’Istat con cadenza mensile – spiega l’istituto Nazionale di Statistica in un comunicato stampa -. Si tratta di dati aggregati, riferiti fino ad agosto 2015, che non permettono un’analisi dettagliata per età. Inoltre, non contemplano le cause di morte, disponibili soltanto due anni dopo l’anno di riferimento come previsto dal Regolamento europeo. Soltanto dalla fine del primo trimestre del 2016, allorché saranno disponibili i dati provvisori relativi a tutto il 2015 distinti per età, sarà possibile fornire ulteriori e più approfondite analisi”.

“La stima riportata da alcuni quotidiani di un aumento di circa 68.000 decessi a fine 2015 si basa su un’ipotesi di mantenimento del tasso di crescita registrato nei primi 8 mesi anche sui 4 mesi restanti dell’anno – ribadisce l’istituto -, tale ipotesi potrebbe invece essere smentita qualora si registrasse una stabilità o addirittura un calo nel numero dei decessi come altre volte già avvenuto”.

Autore: Donato Paolino

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