Spreco alimentare: una cattiva abitudine che costa 1.000 miliardi l’anno

Roma, 8 febbraio 2016 – Venerdì 5 febbraio si è celebrata la terza “Giornata nazionale di prevenzione dello spreco” alimentare e ha preso ufficialmente il via la campagna europea di sensibilizzazione “Spreco zero. Un anno contro lo spreco” volta a sensibilizzare i cittadini sui danni e sui costi della cattiva abitudine di gettare via il cibo.

Una pratica incivile che ogni anno costa ben 1.000 miliardi dollari che salgono a 2.600 miliardi considerando anche i cosiddetti costi nascosti che riguardano lo spreco di una delle risorse più importanti del nostro pianeta, l’acqua, e l’impatto ambientale che genera il buttar via il cibo.

Secondo le stime fornite dal Ministero dell’Ambiente (Rapporto Waste Watcher 2015), ogni anno in Europa vengono gettate 90 milioni di tonnellate di cibo e ogni giorno si sprecano 720 Kcal di cibo a persona. Nel nostro Paese lo spreco alimentare costa ogni anno 8,4 miliardi di euro, a partire da quelli che si butta dal frigo o dopo aver cucinato, fino alla spazzatura, con un costo a famiglia di 6,7 euro a settimana.

Proprio alla vigilia della terza “Giornata nazionale di prevenzione dello spreco”, Last Minute Market ha annunciato l’avvio della 6° edizione della campagna europea di sensibilizzazione “Spreco zero. Un anno contro lo spreco”, realizzata in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, che si pone come obiettivo la conservazione del cibo come misura essenziale di prevenzione.

“La lotta agli sprechi e alle perdite alimentari gioca un ruolo decisivo sia per la riduzione dell’impronta ambientale della produzione alimentare, sia nell’assicurare un’adeguata disponibilità di cibo per le generazioni attuali e future. In questo contesto, tra le criticità fatte emergere dal PINPAS (il piano promosso dal MATTM) in questi anni, spicca la mancanza di indicatori omogenei nazionali/europei per la definizione della problematica e di strumenti per la misurazione dell’efficacia di misure di prevenzione ed intervento. A questo si aggiunge la mancanza di piani coordinati di educazione e comunicazione e di accordi tra gli attori della filiera, che rendono frammentarie le azioni atte al contenimento dello spreco. Questi aspetti sono il cuore della campagna Spreco Zero e di tutte le altre azioni previste dal progetto Reduce. È bene sottolineare che, fra le iniziative che sta portando avanti il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, c’è anche l’educazione ambientale nelle scuole. Riteniamo necessario che sul tema alimentazione e spreco le coscienze siano formate fin dai primi anni di età”

ha dichiarato il Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, Barbara Degani.

“Studiare meglio le cause e i comportamenti dei consumatori è il primo passo per garantire policies adeguate di prevenzione dello spreco. Per questo la campagna europea di sensibilizzazione Spreco Zero andrà quest’anno alla radice dello spreco domestico, che incide in misura rilevante sul fenomeno fino allo 0,5% del Pil italiano. Il 2016, incrociato al nuovo progetto Reduce, sarà l’anno del monitoraggio dei ‘Diari di famiglia’: rilevazioni scrupolosamente annotate da famiglie campione, che indicheranno con precisione la misura quali-quantitativa dello spreco ad ogni pasto e spiegheranno come il cibo gettato viene di volta in volta smaltito. Un’indagine che avrà la validazione scientifica dell’Università di Bologna – Distal e che, sulla base dei primi pilote test avviati nel 2015, permette già di affermare che lo spreco di cibo domestico reale e’ circa il 50% superiore a quello percepito e dichiarato nei sondaggi. Ne deriva che gli italiani, a livello domestico, sprecano effettivamente ca. 13 miliardi € ogni anno. E’ su questa sfera che vogliamo agire con una capillare campagna di sensibilizzazione”

ha commentato il fondatore di Last Minute Market, Andrea Segrè, presidente del Comitato tecnico-scientifico per il piano nazionale di prevenzione dei rifiuti (Min. Ambiente), nel corso della presentazione della Campagna Spreco Zero 2016, tenutasi a Roma in occasione della manifestazione “Alimentare la salute” promossa dalla Fondazione Enpam.

Autore: Vincent Dimaggio

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