La felicità è una questione di età: inizia a 50 anni e continua fino alla vecchiaia

Melbourne (Australia), 23 settembre 2015 – Secondo un recente studio australiano la felicità sarebbe una questione di età e inizierebbe la sua fase ascendente a 50 anni per continuare poi fino agli 80. E’ quanto emerge da un’indagine durata circa 12 anni durante i quali gli esperti dell’Institute of Family Studies a Melbourne in Australia hanno osservato e seguito oltre 27 mila persone nelle diverse fasi della loro vita.

Lo studio si è concentrato su sette tappe fondamentali nella vita, come lasciare la casa dei genitori, innamorarsi, vivere con un partner, il parto, la separazione da un rapporto di coppia; il pensionamento e la vedovanza.

[easy_ad_inject_1]Cambia la soddisfazione della vita, il sentirsi felici, con l’età? C’è un costante miglioramento del livello di soddisfazione dall’adolescenza all’età adulta passando per la giovinezza, la mezza età e la vecchiaia? Oppure il declino del grado di soddisfazione della vita dipende da come le persone mutano le loro speranze e le loro aspirazioni attraverso alcune delle realtà più dure della vita adulta e le sfide del futuro? E’ possibile stabilire a che età si raggiunge un soddisfacente livello di felicità?

Sono queste le domande a cui hanno cercato di dare una risposta gli esperti dell’Institute of Family Studies a Melbourne in Australia, che hanno condotto un’indagine su circa 27 mila australiani per più di 12 anni, seguendoli nelle loro diverse fasi della vita come: lasciare la casa dei genitori; iniziare una relazione; avere figli; la separazione; il pensionamento; e la morte di un partner.

Ebbene, dalla ricerca, guidata dal professor David de Vaus, è emerso che l’età della felicità arriva a 50 anni continuando in un trend positivo negli anni avanti e raggiungendo l’apice verso i 70-80 anni; mentre il periodo della vita più difficile da affrontare sarebbe quello tra i 35 e i 50, quando più pesano problemi come la carriera, il mutuo da pagare e i figli da crescere.

“Quella tra i 35 e i 50 anni è l’età in cui le pressioni del lavoro tendono a essere al massimo, quando vi sono forti cambiamenti di carriera e di opportunità, ed è anche il tempo in cui separazione e divorzio sono più probabili”

spiega il responsabile dello studio.

Dai risultati dell’indagine è emerso, inoltre, che dai 15 ai 20 anni si subisce un forte calo della soddisfazione in genere che aumenta ulteriormente fino ai 30 anni.

“E’ una buona notizia per chi invecchia. Ciò dipende, probabilmente, da una serie di fattori che vengono a diminuire come lo stress e le tensioni della vita quotidiana”

dice il professor de Vaus.

Dai 60 agli 80 anni il livello di soddisfazione, o di felicità, è costante ed è il più alto rispetto ad ogni altro momento della vita. E’ dopo il compimento degli 80 anni che inizia a declinare un po’, ma rimane comunque più alto rispetto alle precedenti fasi della vita.

Gli esperti dell’Institute of Family Studies hanno però notato una leggera differenza tra uomini e donne. Durante l’adolescenza, i ragazzi tendono ad essere un po’ più soddisfatti rispetto alle ragazze. Dall’età di 20 anni fino alla metà dei 50 anni, le donne sono in media sono più soddisfatte rispetto agli uomini. Dopo i 60 anni invece c’è poca differenza.

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Autore: Vincent Dimaggio

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