I tablet diminuiscono la nostra capacità di attenzione a livello di un pesce rosso: lo rivela uno studio Microsoft

Ottawa (Canada), 22 maggio 2015 – La marea di informazioni che ci arrivano tramite i dispositivi digitali, come cellulari, smartphone e tablet, sta incidendo sulla nostra capacità di concentrazione, precisamente sui tempi di attenzione richiesti per svolgere un compito, che sono passati da 12 secondi di pochi anni fa a soli 8 di oggi, mettendo gli esseri umani a solo un secondo sotto i pesci rossi. Come abbiano poi fatto gli esperti a calcolare i tempi di risposta di questo pesciolino, è tutto un altro paio di maniche, ma vogliamo fidarci degli esperti incaricati dalla Microsoft che ha realizzato questo particolare studio

[easy_ad_inject_1]La tecnologia sta facendo, dunque, diminuire la capacità di attenzione dell’uomo portandola ad un livello poco sotto quella di un pesce rosso. A rivelarlo uno studio condotto in Canada dalla Microsoft, secondo il quale l’abitudine all’uso di tablet, smartphone e altri dispositivi digitali avrebbe provocato un abbassamento della nostra soglia di attenzione a 8 secondi, solo uno in meno rispetto a quella, appunto, di un pesciolino rosso.

L’indagine è stata svolta in due step. Una prima parte dello studio ha coinvolto oltre 2 mila canadesi, che giocavano online, al fine di determinare l’impatto che i dispositivi digitali, e la maggior disponibilità di informazioni digitali, media e social network, stanno avendo sulla vita quotidiana delle persone. Insomma, gli studiosi hanno cercato di capire quale sia l’effetto dell’abitudine al “multitasking” indotta da tablet, smartphone e dispositivi digitali in genere.

La seconda parte dello studio, invece, ha coinvolto 112 canadesi sottoposto ad elettroencefalogramma per misurare l’attività elettrica del cervello mentre interagivano con i dispositivi digitali mentre tentavano di svolgere altre attività.

Lo studio di Microsoft ha scoperto che le persone, i canadesi in questo caso, sono più facilmente distratti in presenza di dispositivi con schermi digitali.

“Stili di vita digitali influenzano la capacità di rimanere concentrati per lunghi periodi di tempo. I canadesi con stile di vita che più utilizza mezzi di comunicazione, come gli appassionati di social network, si sforzano per concentrarsi in ambienti in cui è richiesta un’attenzione prolungata”

dice il rapporto.

Tra le buone notizie raccolte nelle 54 pagine dello studio vi è quella secondo cui la nostra capacità multitasking è notevolmente migliorata nell’era dell’informazione digitale, ma purtroppo i tempi di attenzione sono caduti. Dai risultati ottenuti è emerso che i soggetti cosiddetti “multitasking” il tempo medio di concentrazione è passato dai 12 secondi nel 2000 agli 8 secondi attuali (quello di un pesciolino rosso è pari a 9).

Gran parte del crollo della soglia di attenzione deriverebbe da una combinazione tra uso di smartphone, tablet, e la valanga di contenuti che ci arrivano. Molti giovani fanno uso dei loro cellulari in modo compulsivo e la sovrabbondanza di cose da fare sul web, come interagire sui social network, rende tutto troppo facile, con tutto sempre a disposizione e una risposta pronta per ogni cosa.

Per fortuna, però, non è tutto male, un dato positivo c’è. Mentre la tecnologia digitale avrebbe effetti negativi sulla capacità di attenzione in generale, sembra invece migliorare la capacità di pensare e fare più cose nello stesso momento. Quindi, nonostante la diminuzione in termini di secondi della capacità di attenzione, l’abitudine al multitasking permetterebbe di riuscire a catalogare e selezionare non solo più informazioni ma anche in modo più veloce rispetto al passato.

In conclusione, spiegano i ricercatori Microsoft, la nostra capacità di attenzione è in declino a causa delle attività ripetitive: il 44% degli intervistati ha dichiarato di avere difficoltà a rimanere concentrati sull’esecuzione di compiti, mentre il 37% ha detto che era non in grado di utilizzare al meglio il suo tempo, costringendoli a lavorare la sera e/o durante il week-end.

A supporto del loro studio i ricercatori hanno cercato conferma anche in precedenti ricerche. Un recente studio del National Centre for Biotechnology Information e del National Library of Medicine, negli Stati Uniti, ha dimostrato che il 79% dei soggetti esaminati utilizza dispositivi portatili mentre guarda la tv, mentre il 52% controlla il cellulare ogni 30 minuti. Inoltre, ben il 77% degli intervistati, tra i 18 e i 24 anni, ha riferito di controllare il cellulare o il tablet quando sono annoiati. Oltre il 70%, invece, non riesce a fare ameno di dare un ultimo sguardo allo smartphone e prima di andare a dormire.

Il prof. Bruce Morton, ricercatore presso la University of Western Ontario Brain & Mind Institute, sostiene che una risposta del tutto naturale a questo fenomeno sta nel crescente bisogno del nostro cervello di assimilare più informazioni e più velocemente. Un vecchio detto dice l’appetito vien mangiando, in questo caso l’appetito del nostro cervello è scatenato dalla mole di informazioni che gli arrivano, più ce ne sono più aumenta l’appetito per esse.

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Autore: Donato Paolino

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