Studio svedese rivela come salvare il pianeta mangiando uova e pollo

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Göteborg (Svezia), 6 aprile 2015 – Mangiare uova e pollo invece che carne di manzo può salvare il nostro pianeta, riducendo l’impatto dell’uomo sul clima. Lo rivela una ricerca svedese condotta da David Bryngelsson, presso la Chalmers University of Technology, in Svezia. Dallo studio è emerso che ridurre il consumo globale di carne bovina potrebbe apportare grandi benefici al clima della Terra.

[easy_ad_inject_1]L’autore ha ipotizzato vari scenari futuri per determinare come il clima potesse essere influenzato dalle scelte dietetiche dell’uomo. La ricerca dimostrerebbe che l’adozione di una dieta a base di uova e pollame sarebbe un modo intelligente ed economico per ridurre il nostro impatto sul clima.

“L’allevamento del bestiame è già responsabile del 15 per cento delle emissioni di gas serra provocati dagli esseri umani. La dieta a cui sono abituati i paesi ricchi non è coerente con i nostri obiettivi climatici. La differenza tra il pollo e il manzo per quanto riguarda i requisiti di zona e le emissioni di gas serra è così grande che non vi è alcun dubbio che il pollo rilascia un minore impatto ambientale indipendentemente dal metodo di produzione utilizzato”

spiega David Bryngelsson.

Dunque, i miglioramenti tecnici che si potrebbero apportare nella catena di produzione ridurrebbero, in una certa misura, l’impatto sul clima del settore alimentare, ma il bestiame rimane ancora il problema più grande.

Il bestiame ha bisogno di mangimi e rilascia metano quando rumina; le foreste vengono devastate per fare spazio per il crescente numero di bestiame e ciò indubbiamente ha un forte impatto sul clima del nostro pianeta. Inoltre, e cosa di non poco rilievo, una gallina può avere circa 150 pulcini all’anno rispetto a una mucca che può dar vita ad un vitello ogni anno, e i pulcini crescono molto rapidamente.

“Cambiare le nostre abitudini alimentari è il modo più efficace per ridurre l’impatto del cibo sul clima, e gli studi dimostrano che ciò renderebbe anche meno costoso raggiungere gli obiettivi climatici a livello globale rispetto all’apporto di semplici modifiche nel settore energetico e dei trasporti. Dal momento che circa il 70 per cento di tutti i terreni agricoli è attualmente utilizzato per allevare bestiame, la conversione ad una dieta a base di pollame, a più basso consumo energetico, servirebbe a liberare terreni per la produzione di bioenergia ad esempio”

sostiene David Bryngelsson, che ha anche analizzato questa possibilità.

L’analisi di David Bryngelsson dimostra che la dieta vegana è ancora la più rispettosa del clima, perché il cibo vegetale è più efficiente rispetto a quello derivante dal bestiame, ma i maggiori risultati si possono avere anche con il solo passaggio da una dieta a base di pollame, in quanto la differenza con la dieta vegana non è poi così significativa. Il salto più importante sarebbe quello di abbandonare del tutto il consumo di manzo.

“Abbiamo fatto i nostri calcoli basandoci su una dieta simile a quella che maggior parte di noi seguono oggi, ma che è ancora molto più vantaggiosa per il clima. Si potrebbe dire che il pollo è come un’auto elettrica, è un’alternativa migliore, ma ancora molto simile a quello a cui siamo abituati. Con i nuovi sviluppi dell’industria alimentare potremo arrivare a gustare un formaggio vegano ancora più buono e a mangiare polpette di pollo che ci ricordano il tradizionale sapore delle polpette di carne”

sostiene l’autore della ricerca.
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