Sudorazione eccessiva e cattivo odore. I rimedi e la giusta scelta tra deodorante e antitraspirante

Catania, 10 luglio 2015 – La sudorazione è un fenomeno assolutamente naturale, ma la sudorazione eccessiva, che si caratterizza nei fenomeni di iperidrosi (sudorazione eccessiva inodore) e bromidrosi (sudorazione eccessiva con cattivo odore), mette in difficoltà milioni di persone che soprattutto con questo caldo soffrono nella vita sociale e di relazione, soprattutto per il cattivo odore che spesso la sudorazione comporta.

[easy_ad_inject_1]Per risolvere molti comprano deodoranti, guidati non dalla consapevolezza del tipo di trattamento a cui sarebbe idoneo, ma semplicemente perché colpiti da una pubblicità o dal prezzo. Ma è molto importante fare la giusta distinzione tra deodorante e antitraspirante a quando usare l’uno o l’altro.

La sudorazione è un fenomeno fisiologico del nostro corpo atto a mantenere la temperatura corporea ad una temperatura stabile. Nel corpo umano questo meccanismo è regolato dal sistema nervoso autonomo e si parla di iperidrosi quando la regolamentazione di questo meccanismo è disturbata e si ha una sudorazione eccessiva in alcune parti del corpo.

Sudorazione, come funziona: tutto nasce dalle ghiandole sudoripare, organi ausiliari ripartiti su tutta la pelle umana; in altre specie sono localizzate soltanto in alcuni organi, come ad esempio nel cane in cui sono localizzate soltanto sui cuscinetti delle zampe. Localmente poi si trovano grandi ghiandole apocrine che negli adulti secernono anche molecole odorose (ghiandole di Moll: ascelle, circumanale, circumgenitale, capezzoli, meato uditivo).

L’uomo dispone di circa 3 milioni di ghiandole sudoripare sparse sulla superficie cutanea: la massima concentrazione è raggiunta sulla pianta dei piedi, sul palmo delle mani, nelle ascelle e intorno alle aperture corporee di faccia e genitali.

I dati statistici sulla sudorazione: Secondo i dati raccolti dai ricercatori della Clinica Dermatologica dell’Università di Catania ottenuti con un’indagine su 3000 soggetti mediante la compilazione di un questionario, è emerso che il 95 per cento dei individui “normali” affetti da sudorazione eccessiva utilizza deodoranti (54%) (erroneamente), antitraspiranti (31%) o entrambi (10%), e che il 52% degli intervistati crede che non esistano differenze tra i due tipi di prodotti.

Il professor Giuseppe Micali, direttore della Cinica dermatologica dell’Università di Catania, intervistato dal Corriere fa sapere che “Anche in ambito legislativo, c’è una notevole confusione in Italia. Infatti, mentre negli Usa gli antitraspiranti sono considerati, a differenza dei deodoranti, prodotti da banco sottoposti al controllo FDA (l’ente americano per il controllo dei farmaci e dei dispositivi medici), i quali, per ottenere la denominazione di “prodotto antitraspirante”, devono garantire di ridurre più del 20% la sudorazione, secondo la normativa europea sia gli antitraspiranti sia i deodoranti sono prodotti cosmetici. Pertanto, l’utilizzatore finisce per non ricevere una informazione corretta sulle reali proprietà del preparato che sta utilizzando, il quale potrà dunque facilmente risultare inadeguato ai suoi reali bisogni”.

“La sudorazione – continua Micali – è un evento fisiologico che interviene ogni volta che il nostro organismo ha la necessità di proteggersi dal surriscaldamento, eliminando in modo rapido maggiori quantità di calore. Le ghiandole deputate alla produzione del sudore sono di due tipi: apocrine ed eccrine. Le prime, circoscritte pressoché esclusivamente alle regioni ascellari e genito-crurali, elaborano e riversano nei follicoli piliferi un secreto inizialmente inodore che, però, per la sua ricchezza di sostanze organiche, può facilmente divenire maleodorante per effetto della flora microbica residente. Dal canto loro le ghiandole sudoripare eccrine, diffuse su tutto il corpo, ma in modo particolare a livello di ascelle, palmi delle mani e piante dei piedi, riversano direttamente sulla cute, attraverso un dotto escretore indipendente, una secrezione contenente, oltre a un’abbondante frazione di acqua, soprattutto cloruro di sodio e sostanze inorganiche. Sono specialmente queste ultime a essere chiamate in causa nel processo fisiologico della sudorazione, che entra per lo più in gioco sia in presenza di elevate temperature ambientali sia in relazione a fattori endogeni, come per esempio stati febbrili o l’attività fisica”.

Iperidrosi e bromoidrosi, una inodore l’altra no: L’attività sportiva e fisica favorisce l’iperidrosi, sudorazione eccessiva, con produzione di sudore abbondante ma inodore. Poi c’è bromidrosi, contraddistinta da una secrezione di tipo apocrino, localizzata soprattutto alle ascelle, caratterizzata da un odore pungente e sgradevole (bromidrosi), per effetto dei fenomeni di degradazione batterica.

Quali soluzioni: Il prof. Micali spiega che “Nel caso di una sudorazione eccrina eccessiva, in soggetti normali, la prima scelta è senz’altro quella di antitraspiranti a base di sali metallici (principalmente alluminio), oggi disponibili in diverse e innovative formulazioni dotate di maggior efficacia e tollerabilità, e che agiscono formando un “tappo” occlusivo nel dotto ghiandolare che impedisce la fuoriuscita del sudore e ne favorisce un suo parziale riassorbimento. Nel caso della bromidrosi è invece indicato e sufficiente il ricorso a deodoranti, che possano correggere gli odori corporei in virtù di meccanismi vari legati alla presenza nella loro formulazione di sostanze ad azione battericida e/o batteriostatica o inibenti l’attività degli enzimi batterici, come pure adsorbenti che “intrappolano” e fragranze che mascherano le sostanze volatili sgradevoli”.

Bisogna conoscere la differenza tra antitraspiranti e deodoranti per non rischiare di sbagliare prodotto. “Così, coloro che desiderano unicamente correggere gli odori corporei, anziché ricorrere ai deodoranti, si trovano spesso a impiegare formulazioni inadeguate in quanto contenenti sostanze ad azione antitraspirante. Senza contare che un uso inappropriato di antitraspiranti in soggetti che non ne hanno bisogno può creare effetti indesiderati quali secchezza, irritazione e la comparsa di fastidiosi noduli “ritenzionali” – fa notare Micali -. Allo stesso modo chi desidera contrastare un’ipersudorazione si può trovare a utilizzare antitraspiranti non abbastanza “potenti”, contenenti le “sostanze attive” in concentrazioni spesso indeterminate e probabilmente insufficienti per ridimensionare il problema”.

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Autore: Vincent Dimaggio

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