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Super batteri resistenti agli antibiotici: Rapporto britannico lancia allarme, necessari nuovi antimicrobici

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Londra, 7 aprile 2015 – Una nuova generazione di super batteri resistenti agli antibiotici, o meglio agli antimicrobici, al momento disponibili, potrebbe causare la morte di oltre 80 mila persone. E’ quanto emerge da un Rapporto del governo britannico che rivela le stime sulle possibili vittime che una sola infezione potrebbe provocare, basterebbe un solo focolaio di infezione per provocare decine di migliaia di vittime a causa di nuovi ceppi di batteri resistenti ai farmaci.

Il problema, sottolineano gli esperti, è che negli ultimi anni si è investito poco in ricerca. Basti pensare che, di recente, sono stati sviluppati solo due nuovi antibiotici, e non basterebbero visto che in un prossimo futuro si dovrà far fronte a dei super batteri che sono ultra resistenti agli antibiotici presenti sul mercato.

[easy_ad_inject_1]Nei prossimi venti anni potrebbe essere addirittura rischioso per il paziente entrare in una sala operatoria per un intervento chirurgico per rischiare un’infezione, un’influenza potrebbe avere un impatto significativo sulle persone, fino a causarne la morte. Stando ai dati diffusi, gli scienziati sono sempre più preoccupati che i farmaci oggi efficaci diventeranno inutili di fronte a nuovi ceppi di batteri super resistenti, in grado di provocare un aumento del numero dei casi di tubercolosi e di polmonite.

Per la prima volta, il Dipartimento Nazionale sul Rischio delle Emergenze Civili, di Downing Street, che valuta i rischi posti dal terrorismo, disastri naturali, malattie e conflitti industriali, ha incluso anche i rischi della resistenza antimicrobica. Tra i batteri più pericolosi e che più preoccupano tutta la comunità scientifica vi sono la E.coli, la Klebsiella pneumoniae (una forma di polmonite batterica) e lo Staphylococcus aureus (una infezione della pelle), così come l’HIV, la tubercolosi e la malaria.

Ad oggi, non vi è un ceppo di Escherichia coli che non risponde ai farmaci, mentre la Klebsiella pneumoniae e lo Staphylococcus aureusm stanno diventando sempre più resistenti ai farmaci. Si pensa anche la malaria, la tubercolosi e l’HIV stanno diventando anch’essi sempre più resistenti ai trattamenti terapeutici. Il super batterio MRSA che si trova negli ospedali, già uccide ben 50mila persone ogni anno negli Stati Uniti e in Europa.

“Senza antibiotici efficaci, anche gli interventi chirurgici di routine potrebbero diventare procedure ad alto rischio, con un conseguente aumento della durata della malattia e di mortalità prematura. Gran parte della medicina moderna, come il trapianto di organi, la chirurgia intestinale e alcuni trattamenti contro il cancro, potrebbero diventare pericolosi per l’alto rischio di infezioni. Inoltre, pandemie come l’influenzali diventerebbero più gravi, e ritrovarsi senza trattamenti efficaci. Si prevede che il numero di infezioni complicate da resistenza antimicrobica tenderà ad aumentare notevolmente nei prossimi 20 anni. Se si dovesse verificare un focolaio diffuso, si stima che circa 200mila persone potrebbero essere colpite da un infezione batterica del sangue che non potrà essere curata efficacemente con i farmaci esistenti, e circa 80mila di queste potrebbe morire. Un elevato numero di decessi potrebbe essere causato da altre forme di infezioni resistenti agli antibiotici”

dice il Rapporto.

David Cameron ha dichiarato che

“un tale scenario potrebbe vedere il mondo ritornare indietro, nei secoli bui della medicina”.

Secondo gli esperti è necessario che le farmaceutiche investano di più nella ricerca affinché siano sviluppati almeno dieci nuovi farmaci antibiotici per far fronte alla nuova generazione di batteri super resistenti, e per fare ciò bisogna investire almeno 25 miliardi di euro.

I risultati allarmanti emersi dal Rapporto confermano le previsioni fatte dall’economista Jim O’Neill incaricato da David Cameron, lo scorso anno, per analizzare il rischio di resistenza antimicrobica. O’Neill ha rilevato che circa dieci milioni di persone all’anno moriranno entro il 2050, a meno che non si svilupperanno nuovi farmaci.
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