Camera, aboliti rimborsi viaggi per gli ex deputati. Stop al privilegio dal 2016

Roma, 3 dicembre 2015 – Abolito finalmente un altro odioso privilegio della casta politica. L’ufficio di presidenza della Camera dei deputati ha, infatti, deciso all’unanimità di abolire i rimborsi viaggio per gli ex deputati.

[easy_ad_inject_1]Dal 2016 questa categoria di politici che sedevano a Montecitorio non potrà più viaggiare gratis per spostarsi in Italia. Fino ad oggi la Camera dei deputati ha sempre rimborsato le spese di viaggio in treno, autostrada, aereo e nave fino ad un ammontare massimo di 3.200 euro l’anno (variabile a seconda delle legislature) agli ex deputati.

Con l’inizio del nuovo anno cadrà anche questo privilegio che farà risparmiare alle casse statali ben 900mila euro l’anno. Una vittoria per il M5S che ha visto approvare la sua proposta di eliminazione del privilegio messa all’ordine del giorno.

“L’abolizione di uno dei privilegi più odiosi della casta è a regime. Il taglio dei fondi destinati ai viaggi degli ex parlamentari farà risparmiare alla Camera ben 900mila euro. Ciò è stato possibile solo grazie all’impegno costante dei parlamentari del M5s che sono riusciti, dopo una lunga lotta, a piegare i partiti costringendoli a rinunciare a questo privilegio. Ma i veri vincitori sono i cittadini, le cui istanze siamo certi di aver portato nelle stanze di questo Palazzo”

spiegano i deputati del M5S, Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e Claudia Mannino.

Ma a rivendicare il merito dell’abolizione del privilegio sono anche i deputati di Sel che con la loro proposta miravano a ridurre il plafond a disposizione degli ex deputati.

Nulla cambia invece per gli attuali inquilini di Montecitorio, i deputai in carica hanno a loro disposizione ben 35 milioni per i loro viaggi. Salvi anche gli ex senatori che mantengono il privilegio e potranno dunque chiedere il rimborso delle spese per i loro viaggi per dieci anni dall’ultima legislatura a cui hanno preso parte.

Il Dl enti locali è legge: ecco cosa prevede, a partire dai tagli alla Sanità

Roma, 5 agosto 2015 – La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il Dl sugli enti locali che ora è legge. Il disegno di legge di conversione, su cui si sono espressi i deputati chiamati ad esprimere il loro voto di fiducia al Governo, è stato approvato, senza emendamenti, con 295 voti a favore e 129 contro.

[easy_ad_inject_1]La legge contiene disposizioni urgenti in materia di enti territoriali per i bilanci di Comuni e Province, alla luce della riforma prevista dalla legge Delrio, e che riguardano oltre ai tagli alla Sanità per 2,3 miliardi di euro, anche l’assunzione di 2500 agenti delle forze di polizia in vista del Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco.

Ma vediamo nel dettaglio le principali misure introdotte con la nuova legge.

Tagli alla Sanità. Viene recepita l’intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in data 2 luglio 2015 che prevede una riduzione del livello complessivo del finanziamento del Servizio sanitario nazionale, pari a 2,352 milioni di euro annui, a decorrere dal 2015. Per quanto riguarda la spesa per l’acquisto di beni e servizi nel settore sanitario, per dispositivi medici e per farmaci, si introducono nuove norme che impongono una rinegoziazione da parte degli enti ed aziende del Servizio sanitario nazionale dei contratti in essere con i fornitori dei beni e servizi, con la possibilità, in caso di esito negativo della rinegoziazione, di risolvere il contratto. L’obiettivo è una riduzione, su base annua, del 5 per cento del valore complessivo dei contratti in corso.

Prescrizioni mediche superflue. La legge introduce multe per i medici che prescrivono esami superflui ai pazienti.

Nuove assunzioni all’Aifa. Nei tre anni a partire dal 2016 la legge prevede l’assunzione di personale a tempo indeterminato in numero non superiore a 241.

Lavori socialmente utili. Soltanto per la Regione calabria, la legge introduce una norma ad hoc per risolvere la vertenza in atto con circa 5 mila lavoratori socialmente utili.

Autodromo di Monza. La defiscalizzazione dell’autodromo consentirà alla Lombardia di investire 20 milioni di euro e non dovrà più rinunciare al Gran Premio d’Italia.

Servizi Impiego. E’ previsto lo stanziamento di un fondo di 90 milioni di euro destinato alle Regioni per sostenere il funzionamento dei servizi per l’impiego.

Asili nido. Abolito il blocco assunzioni per il personale dei servizi educativi e scolastici comunali conseguente alla riforma delle Province. I Comuni ora potranno indire i concorsi per assumere i professionisti necessari al funzionamento di asili nido e scuole d’infanzia.

Concessioni demanio. Vengono prorogate al 31 dicembre 2016 le concessioni per l’utilizzazione delle aree di demanio marittimo per finalità diverse da quelle turistico-ricreative, cantieristica navale, pesca e acquacoltura, in essere al 31 dicembre 2013.

[easy_ad_inject_2]

Dichiarazione dei diritti in Internet. Oggi presentazione in diretta webtv alla Camera dei Deputati

Roma, 28 luglio 2015 – Sarà presentata oggi a Palazzo Montecitorio, presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, la “Dichiarazione dei diritti in Internet” elaborata dalla Commissione di studio sui diritti e i doveri relativi ad Internet mediante una serie di audizioni di associazioni, esperti e soggetti istituzionali.

[easy_ad_inject_1]Alla conferenza stampa di presentazione della Carta dei diritti in Internet, messa a punto da una commissione formata da esperti e deputati, saranno presenti Laura Boldrini, Presidente della Camera, il professor Stefano Rodotà e altri membri della Commissione di studio.

La Dichiarazione contiene una serie di principi in tema di diritti e doveri relativi ad un settore finora non intaccato in modo così deciso dalla politica, “internet”, con l’istituzione di una commissione ad hoc.

La Commissione, costituita da deputati attivi sui temi dell’innovazione tecnologica e dei diritti fondamentali, studiosi ed esperti, operatori del settore e rappresentanti di associazioni, ha iniziato i suoi lavori il 28 luglio 2014 fino al 31 marzo 2015.

Il primo risultato della consultazione, che ha visto anche il contributo dei cittadini, e delle audizioni è un documento di lavoro che riporta tutte le proposte di modifica al testo elaborato dalla Commissione giunte alla Commissione stessa attraverso le audizioni e la consultazione online.

All’esito della consultazione pubblica e di un ciclo di audizioni di associazioni, esperti e soggetti istituzionali, i principi sono stati poi rielaborati e trasfusi in un nuovo testo della Carta dei diritti, che si propone come una sintesi più avanzata delle diverse posizioni e sensibilità emerse.

La Presidente Laura Boldrini, nel corso della conferenza stampa alla Camera dei Deputati, che sarà trasmessa in diretta webtv a partire dalle 12.00, annuncerà anche quali saranno le prossime tappe.

[easy_ad_inject_2]

Autismo, diagnosi e cura nei LEA. La Camera approva alla legge: ecco le nuove norme

I disturbi dello spettro autistico, delle prestazioni della diagnosi precoce, della cura e del trattamento individualizzato saranno inseriti nei LEA, i Livelli essenziali di assistenza. Dalla legge sull’autismo, attesa da anni, più spazio anche alla ricerca scientifica.

Roma, 8 luglio 2015 – La Camera dei Deputati ha approvato, con 296 voti a favore, 6 contro e 90 astenuti, il testo della proposta di legge recante disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglia. Il testo così approvato, parzialmente modificata nel corso del passaggio alla Commissione Affari Sociali di Montecitorio, torna ora al Senato per la votazione finale e definitiva.

[easy_ad_inject_1]Nel corso dei lavori nell’Aula di Montecitorio sono stati presentati alcuni emendamenti, che però sono stati tutti respinti. Il testo del provvedimento, un testo snello, 4 articoli in tutto, approvato ieri alla Camera rispecchia quello licenziato, nella seduta del 2 luglio, dalla XII Commissione affari sociali della Camera dei Deputati, già approvato in prima lettura dal Senato.

Ma vediamo in dettaglio cosa dispone la legge sull’autismo. Va, innanzitutto, sottolineato che il provvedimento prevede una serie di interventi volti a garantire la tutela della salute, l’inserimento nella vita sociale ed il miglioramento delle condizioni di vita delle persone affette da disturbi dello spettro autistico, in conformità a quanto previsto dalla risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/67/82 del 12 dicembre 2012 sui bisogni delle persone con autismo.

Le nuove norme in dirittura d’arrivo dispongono che l’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità, provveda all’aggiornamento delle “Linee guida sul trattamento dei disturbi dello spettro autistico in tutte le età della vita sulla base dell’evoluzione delle conoscenze fisiopatologiche e terapeutiche derivanti dalla letteratura scientifica e dalle buone pratiche nazionali e internazionali, nonché l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza con l’inserimento, per quanto attiene ai disturbi dello spettro autistico, delle prestazioni della diagnosi precoce, della cura e del trattamento individualizzato, mediante l’impiego di strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche”.

Le Regioni, inoltre, dovranno garantire, per poter realizzare le finalità indicate nella legge, il funzionamento dei servizi di assistenza sanitaria alle persone con disturbi dello spettro autistico e possono individuare centri di coordinamento di tali servizi nonché stabilire percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali per la presa in carico di minori e adulti affetti da tale disturbo verificandone l’evoluzione.

Le Regioni saranno altresì tenute a predisporre “misure idonee al conseguimento di una serie di obbiettivi, tra i quali, la formazione degli operatori sanitari, la definizione di equipe territoriali dedicate, l’incentivazione di progetti dedicati alla formazione e al sostegno delle famiglie che hanno in carico persone affette da questo disturbo, la realizzazione sul territorio di strutture semiresidenziali e residenziali accreditate, pubbliche e private, con competenze specifiche”.

Le nuove norme che disciplineranno la materia prevedono che il Ministero della Salute provveda, con cadenza almeno triennale, ad aggiornare le linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nei disturbi dello spettro autistico e promuova lo sviluppo di progetti di ricerca riguardanti la conoscenza del disturbo dello spettro autistico e le buone pratiche terapeutiche ed educative.

L’autismo è un disordine neuropsichico infantile, che può comportare gravi problemi nella capacità di comunicare, di entrare in relazione con le persone e di adattarsi all’ambiente. Esso rientra in quelli che vengono definiti “disturbi pervasivi dello sviluppo”, che dipendono da un alterato sviluppo del cervello. Chi ne è affetto presenta problemi di interazioni sociali, di comunicazione (verbale e non) e comportamenti ripetitivi. Possono essere inoltre presenti disabilità intellettiva, alterazioni della coordinazione motoria, disturbi gastro-intestinali. I problemi compaiono già nella prima infanzia, cioè intorno al 2°-3° anno di vita e persistono per tutta la vita. Fondamentale appare la presa in carico tempestiva del soggetto, intervenendo ad esempio con qualche forma di terapia comportamentale. Non esistono cure definitive, ma sono disponibili trattamenti che possono essere d’aiuto.

“Finalmente le luci sull’autismo vengono accese dentro il palazzo di Montecitorio. Lo facciamo con un provvedimento che prima non c’era, una legge-cornice innovativa e attesa da anni”

ha dichiarato Pierpaolo Vargiu, presidente della Commissione Sanità di Montecitorio.

[easy_ad_inject_2]

Antiterrorismo. Renzi stralcia le norme su internet. Ecco cosa prevede il decreto

Roma, 26 marzo 2015 – L’Aula della Camera rimanda alle commissioni competenti il testo del decreto da convertire.

Nel frattempo, il premier Matteo Renzi ha ottenuto lo stop alla norma che consente l’accesso da remoto a profili privati di pc e web, che rientrerà nel provvedimento sulle intercettazioni.

Dubbi erano stati sollevati dal garante della privacy, Antonello Soro, sulle norme che autorizzano la polizia a effettuare le intercettazioni preventive dei sospettati sulle reti informatiche, utilizzando programmi per acquisire “da remoto” le comunicazioni su social, come “whatsup” o altre piattaforme. L’altra misura oggetto delle perplessità di Soro è quella che che porta a 2 anni il termine di conservazione dei dati di traffico telematico e delle chiamate senza risposta (oggi rispettivamente di un anno e di un mese). Eppure le norme sono state votate a larga maggioranza dalle Commissioni Difesa e Giustizia, e sono frutto del lavoro dell’Intergruppo per la lotta al terrorismo. E ad ampia maggioranza sono stati approvati altri emendamenti che cercano di far fronte alle nuove modalità del terrorismo.

Ecco i punti del decreto legge sul terrorismo (nome completo Conversione in legge del decreto-legge 18 febbraio 2015, n. 7, recante misure urgenti per il contrasto del terrorismo, anche di matrice internazionale, nonché proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle Organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione) sul quale la Camera è chiamata a votare.

[easy_ad_inject_1]Modifiche al codice penale.  Il Capo I (articoli da 1 a 8) detta disposizioni di contrasto al terrorismo internazionale. In particolare, l’articolo 1 interviene sulle disposizioni del codice penale relative ai delitti di terrorismo, anche internazionale, per punire: con la reclusione da 5 a 8 anni i c.d. foreign fighters, ovvero coloro che si arruolano per il compimento di atti di violenza, con finalità di terrorismo (comma 1); l’entità della pena consente l’applicazione della custodia cautelare in carcere (art. 270-quater); con la reclusione da 5 a 8 anni (nuovo art. 270-quater.1) chiunque organizzi, finanzi o propagandi viaggi finalizzati al compimento di condotte con finalità di terrorismo (comma 2); con la reclusione da 5 a 10 anni (art. 270-quinquies) colui che dopo aver autonomamente acquisito le istruzioni relative alle tecniche sull’uso di armi da fuoco o di esplosivi nonchè alla commissione di atti di violenza con finalità terroristiche, pone in essere comportamenti finalizzati in maniera univoca alla commissione di tali atti (comma 3). La disposizione, inoltre, aggrava la pena prevista per il delitto di addestramento ad attività con finalità di terrorismo (art. 270-quinquies), quando le condotte di chi addestra o istruisce siano commesse attraverso strumenti telematici o informatici. Una ulteriore disposizione specifica che alla condanna per associazione terroristica, assistenza agli associati, arruolamento e organizzazione di espatrio a fini di terrorismo consegue obbligatoriamente la pena accessoria della perdita della potestà genitoriale «quando è coinvolto un minore».

Contrasto alle attività di proselitismo. L’articolo 2 introduce misure per il contrasto alle attività di proselitismo attraverso Internet dei c.d. foreign fighters. Quando i reati di terrorismo, l’istigazione e l’apologia del terrorismo sono commessi tramite strumenti informatici e telematici, sono anzitutto previste aggravanti di pena. Analoghe aggravanti sono introdotte per il possesso e la fabbricazione di documenti falsi, delitti per i quali viene previsto l’arresto obbligatorio in flagranza (anzichè, come ora, facoltativo). In materia di intercettazioni di comunicazioni informatiche e telematiche, si prevede la possibilità di utilizzare programmi informatici per acquisire “da remoto” le comunicazioni e i Modifiche al codice penale Contrasto alle attività di proselitismo dati presenti in un sistema informatico (comma 1-bis). Viene modificata, poi, la disciplina delle norme di attuazione del codice processuale penale: per autorizzare le cd. intercettazioni preventive anche in relazione ad indagini per delitti in materia di terrorismo commessi con l’impiego di tecnologie informatiche o telematiche; per stabilire che il procuratore della Repubblica che ha autorizzato le intercettazioni preventive, ove ciò sia indispensabile per la prosecuzione delle attività di prevenzione dei gravi delitti per cui tali intercettazioni sono ammesse – in deroga alla disciplina generale (che dopo la redazione del verbale sintetico ne prevede la distruzione) – consente la conservazione dei dati di traffico acquisiti, anche telematico, per un periodo massimo di 24 mesi; tale deroga non include, comunque, i contenuti delle intercettazioni (comma 1-ter); per ammettere, in ogni caso, l’acquisizione di documenti e dati informatici conservati all’estero, anche diversi da quelli disponibili al pubblico; in tale ultimo caso, l’acquisizione dipende dal consenso del legittimo titolare (comma 1-quater).

Black list dei siti di propaganda terrorista. Si stabilisce poi (comma 2) che la polizia postale e delle comunicazioni debba costantemente tenere aggiornata una black-list dei siti Internet che vengano utilizzati per la commissione di reati di terrorismo, anche al fine di favorire lo svolgimento delle indagini della polizia giudiziaria, effettuate anche sottocopertura. Previa richiesta dell’autorità giudiziaria e preferibilmente tramite la polizia postale e delle comunicazioni, sono introdotti in capo agli Internet providers specifici obblighi di oscuramento dei siti e di rimozione dei contenuti illeciti connessi a reati di terrorismo pubblicati sulla rete. (comma 3). In caso di contenuti generati dagli utenti ed ospitati su piattaforme riconducibili a terzi, la rimozione riguarderà i soli contenuti illeciti (in tal caso, non sarà possibile, quindi, oscurare il sito); l’adempimento dell’ordine da parte dei providers deve avvenire entro 48 ore dalla notifica. In caso di mancato adempimento viene disposta l’interdizione dell’accesso al dominio Internet; anche in tal caso, se tecnicamente possibile, va garantita la fruizione da parte degli utenti dei contenuti estranei alle condotte illecite (comma 4). Sulla black list e sui provvedimenti di oscuramento e rimozione adottati, obblighi di relazione sono introdotti in capo al Ministro dell’interno in apposita sezione della Relazione annuale sull’attività delle forze di polizia e sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica (comma 2). Viene previsto infine che anche il Comitato di analisi strategica presso il Ministero dell’interno possa ricevere dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia gli esiti delle analisi e degli studi effettuati su specifiche anomalie da cui emergono fenomeni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo (comma 5).

Detenzione di precursori di esplosivi: contravvenzioni: L’articolo 3 inserisce nel codice penale due nuove contravvenzioni: la detenzione abusiva di precursori di esplosivi (art. 678-bis), che sanziona con la pena congiunta di arresto (fino a 18 mesi) e ammenda (fino a 1.000 euro) chiunque, senza titolo, introduce nello Stato, detiene, usa o mette a disposizione di terzi le sostanze e le miscele che sono qualificate “precursori di esplosivi” dal regolamento UE 98/2013 (comma 1); la mancata segnalazione all’autorità di furti o sparizioni degli stessi precursori (art. 679-bis), con l’arresto fino a 12 mesi o l’ammenda fino a 371 euro; per la definizione della condotta penalmente rilevante la disposizione rinvia dunque agli allegati contenuti nel regolamento dell’Unione europea (comma 2). Oltre ad una sanzione amministrativa (da 1.000 a 5.000 euro) a carico degli operatori che, legittimamente trattando tali sostanze, omettono di segnalare operazioni sospette alle autorità (comma 3), si impongono specifici obblighi di comunicazione a chi vende e fabbrica armi, munizioni e materiali esplodenti. Si prevede infatti che questi ultimi, per consentire al Ministero dell’interno l’immediata raccolta delle informazioni in materia, debbano comunicare tempestivamente alle questure per via informatica o telematica le informazioni e i dati sulle operazioni di vendita e le generalità degli acquirenti di armi ed esplosivi (attualmente, vi è un obbligo di comunicazione mensile e il ricorso alle modalità informatiche è facoltativo); ad un decreto del Ministro dell’interno sono delegate le modalità e i tempi di comunicazione delle indicate informazioni (comma 3-bis). Il comma 3-ter dell’articolo 3 modifica l’art. 3 della legge n. 8 del 2010 per precisare: la facoltatività, per le imprese che fabbricano esplosivi ad uso civile, dell’utilizzo del sistema informatico di raccolta dei dati G.E.A. del Ministero dell’interno (è soppresso il riferimento all’adozione esclusivo del G.E.A. dal 5 aprile 2015); l’obbligo per ogni impresa (anzichè la facoltà) di istituire un sistema di raccolta-dati per Black list dei siti di propaganda terrorista Detenzione di precursori di esplosivi: contravvenzioni Tracciabilità di armi, munizioni ed esplosivi 2 ali esplosivi (anche consorziandosi con altre imprese) che ne permetta la completa tracciabilità dalla fabbricazione alla vendita; l’obbligo delle imprese di verifica periodica dell’efficacia del sistema di raccolta dei dati anche assicurandone la protezione dal danneggiamento o dalla distruzione accidentali o dolosi. Gli indicati obblighi a carico delle imprese di armi ed esplosivi decorrono dalla data di vigenza della legge di conversione del decreto-legge e non comportano oneri a carico del bilancio dello Stato (commi 3-quater e 3-quinquies).

Obblighi relativi ai caricatori di armi: I commi 3-sexies e 3-septies modificano il Testo unico di pubblica sicurezza (R.D. n. 773 del 1931) per prevedere: obblighi di denuncia alle autorità di PS anche dei caricatori delle armi, lunghe e corte, aventi determinata di capienza di colpi; l’esonero da tali obblighi di denuncia dei titolari di licenza del questore (di fabbricazione, introduzione nello Stato, esportazione, di facoltà di raccolta per ragioni di commercio o di industria, o comunque di vendita). Il comma 3-octies integra il contenuto dell’art. 697 c.p., equiparando alla detenzione abusiva di armi la violazione degli obblighi di denuncia dei caricatori (di cui al comma 3- sexies); l’illecito è quindi punito a titolo di contravvenzione con l’arresto fino a 12 mesi o con l’ammenda fino a 371 euro. Il comma 3-nonies, fatte salve specifiche deroghe, prevede che la denuncia dei citati caricatori di armi debba essere effettuata entro il 4 novembre 2015. Il comma 3-decies integra la legge n. 157 del 1992 per introdurre, in deroga alla disciplina generale, particolari divieti nell’uso di determinate categorie di armi per attività venatoria; il comma 3-undecies detta una disciplina transitoria relativa all’uso delle armi escluse dall’uso venatorio.

Arresto in flagranza e esclusione dei benefici penitenziari: L’articolo 3-bis integra il contenuto dell’art. 4-bis dell’ordinamento penitenziario (L. 354/1975) e dell’art. 380 del codice di procedura penale. Con la prima modifica si prevede che anche i promotori, organizzatori e finanziatori del trasporto di stranieri nel territorio dello Stato nonchè coloro che materialmente provvedono a tale trasporto ovvero compiono altri atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso nel territorio nazionale possano godere dei benefici penitenziari solo se collaborano con la giustizia; tale disciplina vale sia per la fattispecie semplice di cui al comma 1 che per quella aggravata di cui al comma 3 dell’art. 12 del TU immigrazione (D.Lgs. 286/1998). Con la modifica dell’art. 380 c.p.p., si prevede l’arresto obbligatorio in flagranza dei citati delitti in materia di immigrazione clandestina.

Misure di prevenzione.  L’articolo 4 interviene sul Codice antimafia (D.Lgs. 159/2011) per introdurre modifiche alla disciplina delle misure di prevenzione e in materia di espulsione dallo Stato per motivi di terrorismo. Nel citato Codice (comma 1): viene integrato il catalogo dei destinatari delle misure di prevenzione personali applicate dall’autorità giudiziaria con coloro che, compiono atti preparatori alla partecipazione ad un conflitto all’estero a sostegno di organizzazioni terroristiche (art. 4); viene introdotto un provvedimento d’urgenza del questore che già in sede di proposta al tribunale della misura di sorveglianza speciale e dell’obbligo di soggiorno, possa disporre nei confronti del proposto il ritiro temporaneo del passaporto e la sospensione della validità ai fini dell’espatrio di ogni altro documento di identità; la conferma del provvedimento è di competenza del presidente del tribunale nel termine di 96 ore dall’adozione (art. 9); è estesa al Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo (cfr. art. 10 del D.L.) la titolarità della proposta di applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali (art. 17); è esteso ad una serie di delitti in materia di terrorismo (da art. 270-bis a art. 270- sexies) il catalogo dei delitti la cui commissione nel corso dell’applicazione di misure definitive di prevenzione (nonché sino a tre anni dopo la loro cessazione) comporta l’aggravante consistente nell’aumento da un terzo alla metà della pena (art. 71); è previsto un nuovo delitto (art. 75-bis) relativo alla violazione del divieto di espatrio conseguente alla violazione della sorveglianza speciale (con obbligo o divieto di soggiorno) o conseguente al ritiro del passaporto o alla sospensione della validità ai fini dell’espatrio di ogni altro documento equipollente (reclusione da 1 a 5 anni); Espulsione degli stranieri.  Nel TU immigrazione (D.Lgs. 286/1998) viene prevista l’espulsione amministrativa da parte del prefetto per motivi di prevenzione del terrorismo nei confronti degli stranieri che svolgano rilevanti atti preparatori diretti a partecipare ad un conflitto all’estero a sostegno di organizzazioni che perseguono finalità terroristiche. Infine, viene raddoppiato da 5 a 10 giorni il termine entro cui – ove siano necessarie traduzioni – deve essere depositato il verbale sintetico delle intercettazioni cd. preventive presso il PM che le ha autorizzate.

Espulsione degli stranieri.  Nel TU immigrazione (D.Lgs. 286/1998) viene prevista l’espulsione amministrativa da parte del prefetto per motivi di prevenzione del terrorismo nei confronti degli stranieri che svolgano rilevanti atti preparatori diretti a partecipare ad un conflitto all’estero a sostegno di Obblighi relativi ai caricatori di armi Arresto in flagranza e esclusione dei benefici penitenziari Misure di prevenzione Espulsione degli stranieri 3 organizzazioni che perseguono finalità terroristiche (comma 2). Infine, nelle disposizioni di attuazione al c.p.p., viene raddoppiato da 5 a 10 giorni il termine entro cui – ove siano necessarie traduzioni – deve essere depositato il verbale sintetico delle intercettazioni cd. preventive presso il PM che le ha autorizzate (comma 3).

Conservazione dei dati di traffico telematico.  L’articolo 4-bis modifica l’art. 132 del Codice della privacy in materia di conservazione dei dati di traffico per finalità di accertamento e repressione dei reati. La durata dell’obbligo del fornitore di conservare i dati relativi al traffico telematico (esclusi i contenuti della comunicazione) è equiparato a quello del traffico telefonico (24 mesi). Analogamente, viene previsto che sono conservati per 24 mesi i dati sulle chiamate senza risposta, trattati temporaneamente dai fornitori dei servizi di comunicazione elettronica accessibile al pubblico o di una rete pubblica di comunicazione.

Impiego di forze armate nel controllo del territorio.  L’articolo 5, come risultante dagli emendamenti approvati dalle Commissioni giustizia e difesa, proroga fino al 29 giugno 2015 l’operatività del piano di impiego di cui al comma 1 dell’articolo 7-bis del decreto-legge n. 92 del 2008 , il quale prevede l’utilizzo di un contingente massimo di 3.000 unità di personale militare per il controllo del territorio nazionale in concorso e congiuntamente con le Forze di polizia. Inoltre, incrementa di 1.800 unità il contingente massimo sopra citato, in considerazione delle straordinarie esigenze di prevenzione e contrasto del terrorismo. Infine, consente di prorogare ulteriormente, fino al 31 dicembre 2015, l’utilizzo nelle province della Campania interessate da criminalità ambientale di un contingente non inferiore a 200 unità di personale militare, da impiegare nelle operazioni di sicurezza e di controllo afferenti alla cosiddetta operazione «terra dei fuochi»

Assunzione 150 allievi carabinieri,Potenziamento dispositivo aeronavale e Affidamento prodotti sequestrati.  Sempre con riferimento all’articolo 5 nel corso dell’esame in sede referente del provvedimento le Commissioni riunite giustizia e difesa hanno approvato taluni emendamenti tesi a: autorizzare l’Arma dei Carabinieri ad anticipare al 15 aprile 2015 l’assunzione di 150 allievi carabinieri da trarre dai vincitori del concorso bandito nell’anno 2010 per il reclutamento di allievi carabinieri effettivi in ferma quadriennale, che abbiamo concluso la ferma di quattro anni quale volontario nelle Forze Armate. Tale modifica è finalizzata a garantire maggiore disponibilità di personale per le esigenze connesse con il controllo del territorio e il contrasto del terrorismo, anche di matrice internazionale. autorizzare, fino al 30 settembre 2015, la spesa di euro 40.453.334 per il potenziamento del dispositivo aeronavale di sorveglianza e sicurezza nel Mediterraneo centrale.In relazione a tale disposizione è stato, altresì, previsto che Il Governo riferisca entro il 15 giugno 2015 alle competenti Commissioni parlamentari sugli sviluppi della situazione e delle misure adottate; consentire all’autorità giudiziaria di affidare in custodia giudiziale alle Forze di polizia e al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco che ne facciano richiesta, per l’impiego nelle relative attività , i prodotti energetici idonei alla carburazione a alla lubrificazione, sottoposti a sequestro penale per violazione degli articoli 40 e 49 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504. Nel caso di dissequestro dei prodotti, all’avente diritto è corrisposto un indennizzo calcolato sulla base del valore medio del prezzo al consumo, riferito al momento del sequestro, come rilevato periodicamente dal Ministero dello sviluppo economico ovvero, in mancanza, da pubblicazioni specializzate di settore.

Permessi di soggiorno a fini investigativi.  L’articolo 6 modifica il decreto-legge 144/2005, concernente misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale nonchè la legge 354/1975 sull’ordinamento penitenziario. Attraverso tale modifica (comma 1) è estesa la possibilità di rilasciare a stranieri permessi di soggiorno a fini investigativi anche nel corso di operazioni di polizia, di indagini o di un procedimento relativi a delitti commessi per finalità di criminalità transnazionale; si introduce inoltre, in via transitoria (fino al 31 gennaio 2016), la possibilità per i servizi di informazione e sicurezza di effettuare colloqui investigativi con detenuti per prevenire delitti con finalità terroristica di matrice internazionale. Dei colloqui devono essere informati preventivamente sia il procuratore generale presso la corte di appello di Roma che il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo; alla conclusione delle operazioni ne è data informazione anche al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Viene richiamata l’applicabilità della disciplina derogatoria dell’obbligo di denuncia dei reati nonchè la possibilità, per i direttori dei servizi di informazione, di ritardare la comunicazione all’autorità giudiziaria degli elementi di prova acquisiti in ordine alla commissione dei reati. Anche in tali ipotesi, gli elementi acquisiti attraverso le attività preventive non possono essere utilizzati nel procedimento penale, fatti salvi i fini investigativi. L’integrazione del contenuto dell’art 18-bis dell’ordinamento penitenziario (comma 1-bis) ha natura di coordinamento, prevedendo la possibilità per il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo di svolgere, senza autorizzazione, colloqui investigativi con i detenuti; al medesimo Procuratore vanno comunicati i provvedimenti di autorizzazione ai colloqui con persone indagate, imputate o condannate per delitti con finalità di terrorismo.

Collaboratori di giustizia.  L’articolo 6-bis modifica la disciplina sui collaboratori di giustizia (D.L. 8/1991) per coordinarne il contenuto con il ruolo del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. In particolare è modificato il contenuto: dell’art. 11 relativo alla proposta di ammissione alle speciali misure di protezione in favore del collaboratore su indagini di terrorismo; quello dell’art. 16-octies, relativo alla revoca o sostituzione della custodia cautelare per effetto della collaborazione; quello dell’art. 16-nonies, relativo all’applicazione di benefici penitenziari in favore di collaboratori nelle indagini su delitti di terrorismo.

Segnalazione di operazioni sospette.  L’articolo 6-ter modifica il decreto legislativo n. 231 del 2007, per prevedere che il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo debba essere informato delle segnalazioni dell’U.I.F. (l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia) relative ad operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo trasmesse alla DIA e al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza.

Trattamento dati per finalità di polizia.  L’articolo 7 interviene sul Codice della privacy (D.Lgs. 196 del 2003) per estendere l’ambito dei trattamenti con finalità di polizia e dunque l’area entro la quale i trattamenti stessi possono svolgersi senza applicare le disposizioni – prevalentemente a tutela dell’interessato – previste dal Codice. L’articolo 7, sostituendo l’art. 53: – definisce il trattamento dei dati per finalità di polizia come il trattamento svolto per finalità di prevenzione e repressione dei reati, di tutela dell’ordine pubblico e di sicurezza pubblica, ai sensi del codice di procedura penale (comma 1); – consente di non applicare le disposizioni del Codice sul trattamento dati non solo quando il trattamento per finalità di polizia sia previsto dalla legge, ma anche quando sia previsto da una norma regolamentare (comma 2); – stabilisce che le Forze di polizia e gli altri organi di pubblica sicurezza sono esentati dall’osservare una specifica serie di disposizioni del Codice, quando i trattamenti di dati personali sono effettuati, oltre che dal Centro elaborazione dati (CED) della Polizia, anche da organi di pubblica sicurezza o altri soggetti pubblici nell’esercizio delle attribuzioni conferite da disposizioni di legge o di regolamento (comma 2). La nuova formulazione dell’ articolo 53 appare, tra l’altro, coerente con il successivo articolo 54, il quale consente alle Forze di polizia e alle Autorità di pubblica sicurezza di acquisire dati, per finalità di polizia, anche sulla base di previsioni contenute in atti regolamentari. – affida ad un DM interno l’individuazione dei trattamenti di dati non occasionali di cui al comma 2 effettuati a mezzo di strumenti elettronici e i relativi titolari del trattamento (comma 3).

Servizi di informazione e sicurezza.  L’articolo 8 introduce disposizioni volte alla tutela funzionale e processuale del personale dei servizi di informazione e sicurezza interna ed esterna (l’AISI, l’AISE ed il DIS). E’ anzitutto modificato l’art. 497 c.p.p. per prevedere che anche detto personale, in sede di deposizione in un processo penale sulle attività svolte “sotto copertura”, possa fornire le generalità “di copertura” usate nel corso delle operazioni (comma 1). La stessa disposizione (comma 2) detta una ulteriore disciplina funzionale e processuale a favore del personale dei servizi, la cui efficacia termina il 31 gennaio 2018. Come la polizia giudiziaria, il personale dei servizi è autorizzato a condotte previste dalla legge come reato anche in relazione ad una specifica serie di delitti con finalità di terrorismo, operando nei loro confronti la speciale causa di non punibilità di cui all’art. 17 della citata legge 124. Oltre ad attribuire anche al personale delle Forze armate adibito alla tutela delle strutture e del personale dei servizi di informazione per la sicurezza la qualifica di ufficiale o di agente di pubblica sicurezza con funzioni di polizia di prevenzione, l’art. 8 prevede, contestualmente all’opposizione della causa di giustificazione, la comunicazione riservata dell’identità di copertura degli agenti dei servizi all’autorità giudiziaria che proceda nei loro confronti in caso di reati commessi nel corso delle operazioni d’istituto. Per coordinamento con le modifiche all’art. 497 c.p.p. è, infine, stabilito che l’autorità giudiziaria – su richiesta dei vertici del DIS, dell’AISI e dell’AISE – autorizza i dipendenti del servizi di informazione per la sicurezza a deporre nel processo penale con identità di copertura ove sia necessario mantenere segrete le loro vere generalità nell’interesse della sicurezza dello Stato o per tutelarne l’incolumità. All’AISE (Agenzia informazione e sicurezza esterna) è affidato il compito di svolgere attività di informazione anche tramite ricerca elettronica verso l’estero, a protezione degli interessi economici, scientifici e industriali del Paese. Delle citate attività, il Presidente del Consiglio dei ministri informa mensilmente il Copasir (comma 2-bis).

Coordinamento delle indagini.  Gli articoli 9 e 10 – che compongono il Capo II, relativo al Coordinamento nazionale delle indagini nei procedimenti per i delitti di terrorismo, anche internazionale – prevedono l’attribuzione al Procuratore nazionale antimafia anche delle funzioni in materia di antiterrorismo e ne disciplinano gli adeguamenti organizzativi. In particolare, l’articolo 9 modifica il codice di procedura penale integrando (commi 1 e 2) con il richiamo al Procuratore nazionale antiterrorismo e a i reati di terrorismo sia in tema di contrasti tra pubblici ministeri (art. 54-ter) che di trasmissione degli atti ad altro pubblico ministero per incompetenza (art. 54-quater). E’ integrato il contenuto dell’art. 117 prevedendo l’accesso del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo al registro delle notizie di reato, ai registri delle misure di prevenzione e alle banche dati istituite appositamente presso le procure distrettuali (comma 3); analoghi richiami al Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo sono introdotti ) in relazione alle attività di coordinamento dello stesso procuratore dettate dall’art. 371-bis c.p.p.; una specifica disposizione prevede che il Procuratore, nelle indagini per delitti con finalità di terrorismo, possa avvalersi dei servizi centrali e interprovinciali delle forze di polizia, impartendo direttive sul loro impiego a fini investigativi (comma 4); identico riferimento al Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo è fatto in relazione agli obblighi di trasmissione a quest’ultimo di copia delle rogatorie dei magistrati del pubblico ministero, formulate nell’ambito di procedimenti relativi ai delitti con finalità di terrorismo (comma 4-bis).

Modifiche al Codice antimafia.  L’articolo 10 modifica alcuni articoli del Codice antimafia con riguardo all’organizzazione della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, in luogo della Direzione nazionale antimafia, alla preposizione dei magistrati che ne fanno parte (il procuratore nazionale e due procuratori aggiunti) e all’applicazione di magistrati anche per procedimenti riguardanti reati con finalità di terrorismo. Il nuovo art. 103 del Codice prevede che nell’ambito della Procura generale della cassazione è istituita la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo; alla Direzione nazionale sono preposti, oltre ai sostituti, non più uno bensì tre magistrati: uno con funzioni di procuratore nazionale e due con funzioni di procuratore aggiunto. L’art. 10 detta i requisiti giuridici e di esperienza professionale necessari alla copertura delle funzioni di magistrato presso la Direzione nazionale nonchè i limiti massimi di permanenza nell’incarico del procuratore nazionale antimafia e dei due procuratori aggiunti. Il comma 2 modifica per coordinamento l’art. 104 del Codice antimafia per prevedere la competenza del procuratore generale presso la Corte di Cassazione per la sorveglianza sul Procuratore nazionale antimafia “e antiterrorismo” e sulla relativa Direzione generale. Il comma 3 modifica l’articolo 105, comma 1, del codice antimafia, relativo all’applicazione dei magistrati del pubblico ministero in casi particolari. Le modifiche riguardano: i procedimenti penali di riferimento, che comprendono – anche in questo caso – anche quelli relativi ai delitti consumati o tentati con finalità di terrorismo; la denominazione della Direzione nazionale “antimafia e antiterrorismo” e del procuratore nazionale antimafia “e antiterrorismo”; l’ampliamento delle categorie dei magistrati che possono essere applicati temporaneamente (periodo massimo di due anni) alle procure distrettuali, anche senza il loro consenso; l’applicazione temporanea può infatti riguardare anche i magistrati addetti presso le procure distrettuali alla trattazione di procedimenti in materia di terrorismo anche internazionale. Il comma 4 modifica l’articolo 106 del codice antimafia, relativo all’applicazione di magistrati in materia di misure di prevenzione; anche in questo caso, i riferimenti al procuratore nazionale e all

Le missioni internazionali.  Il Capo III, composto dagli articoli da 11 a 16 reca disposizioni in materia di missioni internazionali delle Forze armate e di polizia. Nello specifico gli articoli 11, 12 e 13 recano le autorizzazioni di spesa necessarie alla proroga del termine per la partecipazione italiana a diverse missioni internazionali raggruppate sulla base di criteri geografici (Europa – Georgia, Balcani, Bosnia-Erzegovina, Albania, Kosovo, Cipro e le zone del Mediterraneo – art. 11 –, Asia Afghanistan, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Libano e anche una proroga dell’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi – art.12 –, Africa Libia, Mali, Corno d’Africa, Repubblica centrafricana – art. 13–). L’articolo 14 reca disposizioni attinenti a esigenze generali connesse con le missioni internazionali. La disposizione autorizza, altresì, per l’anno 2015 la spesa complessiva di 2.060.000 euro per interventi urgenti o acquisti e lavori da eseguire in economia, anche in deroga alle disposizioni di contabilità generale dello Stato, disposti, nei casi di necessità ed urgenza, dai comandanti dei contingenti militari che partecipano alle missioni internazionali in Afghanistan, Libano, Balcani, Corno d’Africa, Libia. L’articolo 15 reca talune disposizioni concernenti la normativa applicabile al personale impiegato nelle missioni internazionali disciplinate dal decreto in esame, con particolare riferimento alla disciplina penalistica.

Contrasto alla pirateria.  Si prevede la soppressione delle disposizioni normative che consentono al Ministero della difesa, nell’ambito delle attività internazionali di contrasto alla pirateria di stipulare con l’armatoria privata italiana e con altri soggetti dotati di specifico potere di rappresentanza della citata categoria convenzioni per la protezione delle navi battenti bandiera italiana in transito negli spazi marittimi internazionali a rischio di pirateria (comma 6-bis, art.15);

Iniziative di cooperazione allo sviluppo.  Le modifiche apportare dalle Commissioni giustizia e difesa sono dirette a prevedere che: il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale possa collocare fuori ruolo funzionari appartenenti alla carriera diplomatica sospendendo in tal caso la corresponsione della retribuzione in tutte le sue componenti a decorrere dal collocamento fuori ruolo (comma 2-bis art. 19). il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale individui le misure volte ad agevolare l’intervento di organizzazioni non governative che intendano operare per i finì umanitari nei Paesi di cui al comma 1, coinvolgendo in via prioritaria quelle già operanti in loco di comprovata affidabilità e operatività (comma 1-bis, art. 17); il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, anche con il contributo informativo degli organismi di informazione renda pubblici, attraverso il proprio sito web istituzionale, le condizioni e gli eventuali rischi per l’incolumità dei cittadini italiani che intraprendono viaggi in Paesi stranieri. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale indica altresì, anche tramite il proprio sito web istituzionale, comportamenti rivolti ragionevolmente a ridurre i rischi, inclusa la raccomandazione a non effettuare viaggi in determinate aree. È stato, infine, stabilito che le conseguenze dei viaggi all’estero ricadono nell’esclusiva responsabilità individuale di chi assume la decisione di intraprendere o organizzare i viaggi stessi (art. 19-bis). dotare di 500.000 euro l’apposito fondo per il sostegno della campagna per la candidatura dell’Italia a un seggio presso il Consiglio di sicurezza dell’ONU (comma 4, art. 18).

Corruzione: Camera approva il ddl sulla prescrizione lunga

Roma, 25 marzo 2015 – Con 274 voti favorevoli, 26 contrari e ben 121 astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge sulla riforma della prescrizione in tema di corruzione. Ora il testo passerà all’esame del Senato.

In aula il M5S si è astenuto dal voto perché ritiene la riforma poco coraggiosa. Si è astenuto anche l’NCD di Alfano che spiega: “Non abbiamo votato contro perché non era il voto definitivo, abbiamo intenzione di dare battaglia in Senato, dove i nostri numeri sono determinanti, per correggere il testo”

Il disegno di legge prevede l’allungamento dei tempi di prescrizione per i reati di corruzione propria, impropria e in atti giudiziari e il rinvio del decorso del termine alla maggiore età in presenza di reati di abuso sui minori.

[easy_ad_inject_1]Il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha dichiarato che è possibile che il testo venga ritoccato in Senato, aggiungendo però che “sull’impostazione della prescrizione non credo si possa tornare indietro”.

Per L’Anm quanto previsto dal disegno di legge non basta, bisogna interrompere i tempi già con sentenza in primo grado.

Riforme costituzionali: via libera della Camera, il testo ora torna in Senato

Roma, 10 marzo 2015 – La Camera dei Deputati ha approvato, con 357 voti a favore, 125 contro e 7 astenuti, il disegno di legge costituzionale recante disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione. Ora il testo torna a Palazzo Madama per l’approvazione, seguirà la seconda approvazione da parte di entrambe le Camere del Parlamento.

[easy_ad_inject_1] Nonostante l’annunciata contrarietà ad un voto favorevole al disegno di legge inerente le riforme costituzionali così come elaborato, la minoranza del Pd ha deciso di votare sì, chiedendo subito come contropartita una revisione dell’Italicum. Il Movimento Cinque Stelle ha tenuto fede alla decisione di non partecipare affatto al voto; mentre Forza Italia ha votato contro, sebbene un gruppo di deputati ha voluto comunque far sentire la propria disapprovazione alla decisione del partito, sottoscrivendo un documento in cui critica la scelta di Silvio Berlusconi di ritirarsi dal patto del Nazareno.

“Abbiamo fatto un passo in avanti, è un nuovo tassello per il quale dobbiamo ringraziare i deputati. Ora si va avanti, abbiamo tanti argomenti da affrontare, a cominciare da scuola, fisco e Pubblica amministrazione”, ha detto il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi.

Il nuovo Senato sarà composto da 100 membri con meno poteri rispetto ad oggi, 95 eletti tra sindaci e consiglieri regionali, proporzionalmente rispetto alle forze politiche; gli altri 5 membri saranno di nomina presidenziale. Il nuovo Senato non voterà più la fiducia al governo e avrà competenza legislativa solo sulle leggi e le riforme costituzionali; avrà la facoltà di chiedere alla Camera la modifica di leggi ordinarie ma quest’ultima potrà non tener conto dell’eventuale richiesta.