Corruzione e tangenti nella sanità: 2 milioni di italiani pagano la tangente

Sono tante le bustarelle nella sanità italiana, si parla di ben 2 milioni di italiani che pagano tangenti.

A rivelarlo è il sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca, Davide Faraone, che nella Prima giornata nazionale contro la corruzione in Sanità ha dichiarato
che il settore sanitario “continua ad essere tra i più colpiti dal virus della corruzione: ben 2 milioni di italiani hanno pagato ‘bustarelle’ per ricevere favori in ambito sanitario e 10 milioni hanno effettuato visite mediche specialistiche in “nero””.

Corruzione e frodi nella Sanità, ha precisato Faraone, “valgono 6 miliardi di euro. Cioè più del 5% della spesa sanitaria pubblica.”.

Raffaele Cantone: “La corruzione è fenomeno sistemico”. Boldrini: “isolare i politici corrotti”

Roma, 3 luglio 2015 – Sradicare la corruzione dall’Italia è compito arduo e lo sa bene Raffaele Cantone, numero uno dell’Anticorruzione, che nella sua relazione al parlamento rende chiaro lo stato della situazione nel nostro Paese.

[easy_ad_inject_1] La corruzione è diventata “fenomeno sistemico” ed “è cambiata nella sua struttura, facendo capo ad organizzazioni anche di tipo mafioso” ha detto Cantone.

La corruzione “E’ un fenomeno che alberga soprattutto negli appalti pubblici, ma di cui non sono scevri altri settori quali quelli delle attività sociali affidate al terzo settore”. Un sistema in cui si fa persino fatica a dire chi è il corrotto e chi il corruttore.

Rivolgendo un monito alla classe dirigente: “Occorre una burocrazia meno invasiva e più efficiente, una politica onesta, autorevole e credibile”. Infine Cantone ha sottolineato come in Italia il principio di denunciare il malaffare pubblico non prenda piede, nonostante la grande copertura mediatica per le inchieste giudiziarie: “Il sistema del whistleblower (sistema che permette al lavoratore di segnalare una possibile frode in azienda, ndr) stenta a decollare sia perché la tutela normativa non viene ritenuta efficace, sia perché la segnalazione spesso viene concepita come delazione”.

Il presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini nell’aprire la riunione per la relazione annuale dell’Autorità Anticorruzione, tenutasi nella sala della Regina a Montecitorio ha dichiarato che “I politici corrotti vanno isolati”. “La corruzione è cosi pervasiva che non risparmia nessun settore” e “i fatti smentiscono un’altra rappresentazione di comodo per cui la corruzione riguarda solo la politica”, sostiene la Boldrini.

Senza finanziamento pubblico ai partiti, avverte, “c’è il rischio, in assenza di misure adeguate, di un condizionamento della politica”.

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Ddl anti corruzione. La visione di Orlando. “il corrotto tradisce l’Italia”

Roma, 26 Marzo 2015 – Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando è intervenuto nell’Aula del Senato sul ddl anticorruzione spiegando la sua visione e quella del governo su un tema tanto sentito dal popolo, quello della corruzione, al centro da troppi anni di continui scandali e di migliaia di fascicoli giudiziari.
“Credo che questa discussione, così come il lavoro svolto in Commissione, faccia giustizia di una polemica che è stata condotta contro questo ramo del Parlamento accusato di neghittosità o di volontà di non affrontare un tema rilevante come quello della corruzione. Penso sia una campagna sbagliata, ingiusta, che prescinde da un dato e cioè che un testo normativo diventa legge quando si compongono le condizioni perché quel testo sia sostenuto dai numeri necessari per diventare legge. E ciò avviene quando si risolvono delle contraddizioni politiche che non sono il frutto del fatto che qualcuno vuole combattere la corruzione e qualcuno no, ma sono riconducibili alla circostanza che in un organo deliberante possano esservi idee diverse su come contrastare la corruzione.” esordisce Orlando.

Aumentare le pene non basta. “Io sono consapevole del fatto che aumentare le pene non basta e talvolta è inutile. E sono anche consapevole del fatto che talvolta la via più semplice per esorcizzare fenomeni profondi di grave allarme sociale sia quella dell’inasprimento delle pene o quella dell’estensione dell’area del diritto penale. È un rischio che si corre sempre, quando si affrontano temi che sono posti dalla cronaca, e che diventa ancora più grave nei periodi di crisi sociale, come quello che stiamo attraversando. È un rischio che è anche indotto dal fatto che la possibilità di cimentarsi con alcuni temi dà un grande risalto mediatico. Ma questo rischio, che abbiamo corso, ha prodotto un testo che va in questa direzione oppure tale rischio è stato scongiurato? Ci siamo limitati ad inasprire le pene o abbiamo fatto qualcosa di diverso? Io credo che questo rischio, che abbiamo corso, sia stato scongiurato, perché non ci siamo limitati ad inasprire le pene.”

[easy_ad_inject_1]Il corrotto tradisce la comunità. “Noi siamo intervenuti per registrare un dato: cosa c’è di più grave, in un momento come questo, del comportamento di chi, svolgendo funzioni pubbliche, tradisce la comunità per realizzare un arricchimento improprio? E abbiamo dato una risposta a tale quesito. Certo, il diritto penale deve essere caratterizzato da efficacia e da congruità; ma esso ha anche una valenza simbolica e deve svolgere anche la funzione di registrare la riprovazione sociale che, in una determinata fase storica, si determina nei confronti di un comportamento. Noi stiamo dicendo, approvando questo disegno di legge, che in questo momento storico chi si fa corrompere o chi corrompe tradisce il Paese. Questo è il punto fondamentale che vogliamo sottolineare. E credo che lo facciamo con una volontà, che però è quella – e qui arrivo ad affrontare il resto del rilievo che è stato fatto – di dare strumenti più efficaci e più congrui nel contrasto alla criminalità economica e mafiosa e nella lotta alla corruzione.”

Falso in bilancio. “Con il falso in bilancio non tuteliamo semplicemente la società da condotte che sono il presupposto all’attività di carattere corruttivo; tuteliamo il mercato e l’economia nazionale e introduciamo un elemento di trasparenza anche per gli investimenti esteri.
Ci siamo limitati sul 416-bis a inasprire le pene? No. Abbiamo ricostruito una figura che tiene conto dell’evoluzione del fenomeno della criminalità organizzata.
Oggi la criminalità organizzata non è più soltanto quella che è cresciuta e si è sviluppata nel nostro Paese. Spesso è fatta di reti internazionali, dell’incrocio di mafie che vengono anche da altri Continenti, e oggi il 416-bis, così come è stato ridefinito, tiene conto di questa evoluzione storica.”

Autorità contro la corruzione. “Questo Governo tra i suoi primi atti ha scelto di attivare l’Autorità contro la corruzione, che credo sia il punto di riferimento di questo percorso di prevenzione. Abbiamo risolto tutto? No credo di no, perché, come tutti gli strumenti di prevenzione, è necessario evitare il rischio del «copia e incolla».
Mi spiego. Noi siamo intervenuti in altri ambiti: penso a quello della prevenzione degli incidenti sul lavoro. Spesso le pubbliche amministrazioni e le aziende hanno interpretato quest’onere semplicemente come un onere di carattere burocratico, risolto appunto attraverso lo strumento dei copia e incolla che venivano riprodotti in modo automatico. Dobbiamo invece fare in modo che i piani di prevenzione tengano effettivamente conto della specificità di quella realtà; tengano conto delle performance della pubblica amministrazione. Ma questo non lo garantirà alcuna legge: questo lo realizzeranno soltanto le forze sociali, i cittadini, le forze politiche e chi è chiamato a svolgere i pubblici uffici in concreto. Nessuna legge potrà garantire che quel percorso di prevenzione sia efficace e vivo, perché è una valutazione ex post che consente di verificarlo, che è il frutto di una dialettica sociale, di una capacità di vigilare, di una capacità di stimolare l’evoluzione delle pubbliche amministrazioni.”

La semplificazione. “La semplificazione è un obiettivo che questo Governo persegue, però attenzione, non vorrei nemmeno che questo argomento porti a dire che, siccome le norme sono molte complicate, allora bisogna essere indulgenti con chi le aggira utilizzando degli strumenti di carattere corruttivo, anche perché in fondo l’argomento della semplificazione è stato il presupposto alle deroghe e agli interventi di carattere speciale che hanno prodotto i vari campionati mondiali di nuoto, le varie ricostruzioni, le varie leggi di speciali che, aggirando il sistema dei controlli (poiché era complesso), hanno fatto sì che si producessero dei fenomeni di carattere corruttivo.
Semplificare è un conto, considerare le norme e i controlli come un fardello inutile è un altro. Purtroppo questo Paese ha conosciuto questa seconda strada, che non è quella della semplificazione, ma che è quella della costruzione di percorsi di carattere eccezionale che sono stati assolutamente il presupposto allo sviluppo e alla realizzazione di fenomeni di carattere corruttivo.”

Corruzione: Camera approva il ddl sulla prescrizione lunga

Roma, 25 marzo 2015 – Con 274 voti favorevoli, 26 contrari e ben 121 astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge sulla riforma della prescrizione in tema di corruzione. Ora il testo passerà all’esame del Senato.

In aula il M5S si è astenuto dal voto perché ritiene la riforma poco coraggiosa. Si è astenuto anche l’NCD di Alfano che spiega: “Non abbiamo votato contro perché non era il voto definitivo, abbiamo intenzione di dare battaglia in Senato, dove i nostri numeri sono determinanti, per correggere il testo”

Il disegno di legge prevede l’allungamento dei tempi di prescrizione per i reati di corruzione propria, impropria e in atti giudiziari e il rinvio del decorso del termine alla maggiore età in presenza di reati di abuso sui minori.

[easy_ad_inject_1]Il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha dichiarato che è possibile che il testo venga ritoccato in Senato, aggiungendo però che “sull’impostazione della prescrizione non credo si possa tornare indietro”.

Per L’Anm quanto previsto dal disegno di legge non basta, bisogna interrompere i tempi già con sentenza in primo grado.

Mafia e corruzione: a Roma 39 arresti. Indagato anche l’ex sindaco Alemanno

I carabinieri del ROS, dopo due anni di indagine, hanno condotto questa notte una operazione antimafia denominata “Mondo di Mezzo” nella quale hanno notificato 37 ordinanze di custodia cautelare per 37 persone delle quali 29 in carcere e 8 ai domiciliari.

E’ accaduto a Roma. Le accuse a vario titolo sono di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio.

Tra gli arrestati spiccano i nomi di Riccardo Mancini (ex ad dell’ente Eur) e l’ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati. Oltre 100 sono gli indagati tra i quali l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno la cui abitazione è stata perquisita.

Le forze dell’ordine hanno provveduto anche al sequestro di beni per 200 milioni di euro. Secondo gli inquirenti gli arrestati e gli indagati farebbero parte di «un sodalizio mafioso da anni radicato nella Capitale e facente capo a Massimo Carminati, con diffuse infiltrazioni nel tessuto imprenditoriale, politico e istituzionale».

Insomma: un «documentato ramificato sistema corruttivo finalizzato a ottenere l’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal Comune di Roma e dalle aziende municipalizzate, con interessi anche nella gestione dei centri di accoglienza degli immigrati».