Disoccuzione, Istat : a marzo aumenta all’11,7%

Nuovo dato in salita del tasso di disoccupazione a Marzo. A renderlo noto il giorno dopo la festa dei Lavoratori è l’Istat secondo il quale a marzo il tasso di disoccupazione sale all’11,7%, segnando +0,1% congiunturale e +0,2% tendenziale.

Pur trattandosi di dati provvisori, l’aumento del tasso di disoccupazione sarebbe dovuto al calo dell’inattività tra i 15-64enni (-0,1%). Tasso d’occupazione al 57,6%, praticamente fermo rispetto al mese di febbraio e in crescita dello 0,6% sule mese di marzo del 2016 (+213.000 unità).

Sul fronte della disoccupazione giovanile (15-24enni) si registra il tasso al 34,1%, ai minimi da 5 anni. Cresce il tasso d’occupazione che tocca a marzo fra i giovani il 17,2%,in aumento dello 0,4% su febbraio (+24.000 unità) e dello 0,8% su marzo 2016 (+42.000 unità).

Sinatra (Univendita) – Disoccupati over 50: la vendita diretta a domicilio un’opportunità per rientrare nel mondo del lavoro. Oltre 15mila posizioni aperte per il 2017

«I dati diffusi oggi dall’Istat sulla disoccupazione fotografano uno scenario dove a sperimentare le maggiori difficoltà sono le persone con più di 50 anni, fascia demografica in cui si contano sempre più disoccupati. Persone che, a un’età in cui la pensione è ancora lontana, vedono chiudersi le porte del mercato del lavoro nonostante le competenze acquisite. La vendita diretta a domicilio, al contrario, queste porte le apre: non ci sono barriere d’ingresso e, anzi, l’esperienza spesso porta a diventare migliori venditori, in poco tempo. Le 18 aziende associate Univendita ricercano per il 2017 oltre 15mila incaricati, nei settori più diversi: dagli elettrodomestici, agli alimentari, al benessere, ai viaggi. E forniscono tutti gli strumenti per crearsi una nuova carriera, a partire dalla formazione qualificata. Dopodiché il lavoro è il più meritocratico che esista: i risultati dipendono direttamente dall’impegno e dalla voglia di fare».

Ora le famiglie senza reddito da lavoro si chiamano “jobless”. E poi ci sono i Neet

Famiglie senza reddito da lavoro. L’Istat, nel suo rapporto annuale usa un termine inglese per indicare le famiglie composte da almeno un componente fra i 15 e i 64 anni e senza pensionati: “famiglie jobless”.

Un termine che sicuramente rende più “figo” raccontare un dramma italiano che, sempre secondo i dati Istat, riguarda 2 milioni 200 mila famiglie sopratutto giovani?

2,2 mln di famiglie vivono senza redditi da lavoro, quasi 1 su 4 al Sud. Penalizzate soprattutto le famiglie giovani (da 6,7% del 2014 al 13% del 2015).

In oltre due milioni di famiglie c’è il dramma di come pagare le bollette, cosa mettere sul tavolo dei loro piccoli figli, di inventarsi ogni giorno come se fosse il primo di un periodo buono o l’ultimo di un periodo nero. Questi sono i jobless.

In quel numero Istat e in quel termine inglese ci sono notti insonni, pensieri e preoccupazioni che non fanno nemmeno lontanamente sperare in un presente che la Costituzione Italiana impone come “vita dignitosa” nella famosa e tanto celebrata “Repubblica fondata sul lavoro”.

“Jobless” non esce dalla bocca dei componenti di queste famiglie nemmeno come bestemmia, anche quando devono riconoscere a malincuore di essere tra i tanti esempi italiani di ingiustizia sociale, in un Italia dove da anni si usano parole inglesi per nascondere le parole scomode italiane più comprensibili.

Il dramma delle famiglie “jobless” non è il solo dramma registrato dall’Istat. I giovani che non lavorano e non studiano arrivano a 2,3 mln e “3 su 4 vorrebbero lavorare”.

Anche per questi giovani c’è un termine “figo”: “Neet”.

Una notizia che sembra migliore arriva dal fronte dei contratti di lavoro anche se in un “mercato incerto”: crescono i contratti standard (permanenti a tempo pieno) grazie agli sgravi contributivi e frena l’uso del part time.

Istat. Disoccupazione scende all’11,4%. GCIA Mestre: primo maggio? non c’è niente da festeggiare.

Istat: scende la disoccupazione. GCIA Mestre: il primo maggio non c’è niente da festeggiare.

Roma, 1 maggio 2016 – Il tasso di disoccupazione a marzo scende all’11,4%, in calo di 0,3 punti percentuali su febbraio. Dopo il calo di febbraio 2016 (-0,4%, pari a -87 mila), a marzo la stima degli occupati sale dello 0,4% (+90 mila persone occupate), tornando ai livelli di gennaio. Lo comunica l’Istat, che sottolinea come il calo della disoccupazione abbia raggiunto il livello minimo dal dicembre 2012.

Secondo l’Istat, rispetto ai primi tre mesi del 2016, si è registrato un calo dei disoccupati di -0,5% pari a -15 mila e degli inattivi di -0,3%, pari a -43 mila. L’Istat precisa che su base annua “si conferma la tendenza all’aumento del numero di occupati (+1,2%, pari a +263 mila), che coinvolge soprattutto gli over 50. Sono in calo sia i disoccupati (-8,6%, pari a -274 mila) sia gli inattivi (-0,9%, pari a -125 mila)”.

L’aumento degli occupati ha riguardato sia i lavoratori dipendenti (+42 mila i permanenti e +34 mila quelli a termine) sia gli indipendenti (+14 mila) e la crescita degli occupati ha riguardato uomini e donne e si distribuisce tra tutte le classi d’età ad eccezione dei 25-34enni. Il tasso di occupazione, pari al 56,7%, aumenta di 0,2 punti percentuali rispetto al mese di febbraio.

Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile, questa è scesa al 36,7%, la fascia di età 15-24 anni è scesa dell’1,5% rispetto a febbraio e del 5,4% su base annua.

Nonostante gli incoraggianti dati pubblicati dall’Istat, giunge un commento negativo e in contrasto con i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, da parte del presidente della Cei, il cardinal Bagnasco.

“L’osservatorio delle nostre parrocchie e delle nostre comunità cristiane non registra ancora questo miglioramento che tutti auspichiamo. Nelle parrocchie le code di coloro che cercano lavoro, sono di disoccupati o inoccupati, continuano notevolmente”, ha commentato Bagnasco.

Per la CGIA di Mestre il primo maggio non c’è niente da festeggiare “A festeggiare il 1° maggio saranno circa 22 milioni e 500 mila italiani (lavoratori dipendenti più autonomi) e sebbene gli ultimi dati presentati ieri sulla disoccupazione dall’Istat ci dicono che le cose stanno migliorando, il nostro paese continua a registrare dei ritardi occupazionali molto preoccupanti. Tra i 28 paesi dell’Unione europea solo la Croazia (55,8 per cento) e la Grecia (50,8 per cento) presentano un tasso di occupazione più basso del nostro (56,3 per cento) – si legge in un comunicato – Questo tasso, ricordano dalla CGIA, è ottenuto rapportando il numero degli occupati presenti in un determinato territorio e la popolazione in età lavorativa tra i 15 e i 64 anni. In buona sostanza, questo indice consente di misurare il livello di occupazione presente in una nazione. Al netto di disoccupati, scoraggiati e inattivi emerge che in Italia la platea degli occupati registra un gap di 17,7 punti percentuali con la Germania, di 16,4 punti con il Regno Unito e di 7,9 punti con la Francia”

Istat. Disoccupazione a luglio: 12,1%. Crescono gli occupati al sud

Roma, 1 luglio 2015 – La disoccupazione in Italia nel secondo trimestre si attesta al tasso del 12,1%(-0,1% annuo)

[easy_ad_inject_1] Lo rivelano i dati Istat (Istituto nazionale di statistica) pubblicati martedì secondo i quali dopo 14 trimestri di crescita e il calo nel primo trimestre 2015, nel secondo trimestre il tasso di disoccupazione si attesta al 12,1%.

L’Istat rileva inoltre ampie le differenze territoriali: si va dal 7,9% del Nord, al 10,7% del Centro fino al 20,2% del Sud.

Sul fronte occupati continua la crescita stimata a +180.000 unità (0,8% su base annua), aumento che interessa soprattutto le regioni del Sud Italia con +120.000 unità.

L’incremento dell’occupazione interessa sia gli stranieri (+50 mila unità) sia, soprattutto, gli italiani (+130 mila unità). In confronto al secondo trimestre 2014, il tasso di occupazione 15-64 anni degli stranieri diminuisce di 0,1 punti percentuali a fronte di una crescita di 0,6 punti tra gli italiani.

In calo gli occupati 15-34enni e 35-49enni (rispettivamente -2,2% e -1,1%), mentre crescono gli occupati ultracinquantenni (+5,8%).

Inoltre nel secondo trimestre 2015, a ritmi sostenuti, prosegue la diminuzione del numero degli inattivi di 15-64 anni (-1,9%, -271 mila unità) dovuto in circa sette casi su dieci ai 55-64enni. Il tasso di inattività scende al 35,8% (-0,6 punti percentuali). Dopo la crescita ininterrotta dal terzo trimestre 2011, diminuisce lo scoraggiamento (-5,8%, -114 mila unità), soprattutto nel Mezzogiorno e tra i giovani di 15-34 anni.

Disoccupazione dati mensili. – “Dopo il calo di maggio (-0,2%) e la lieve crescita di giugno (+0,1%), a luglio 2015 la stima degli occupati cresce ancora dello 0,2% (+44 mila). Il tasso di occupazione aumenta nel mese di 0,1 punti percentuali, arrivando al 56,3%. Nell’anno l’occupazione cresce dell’1,1% (+235 mila persone occupate) e il tasso di occupazione di 0,7 punti.” si legge nella nota Istat con riferimento al dato della disoccupazione di luglio 2015.

“La stima dei disoccupati diminuisce del 4,4% (-143 mila) su base mensile. Dopo la crescita degli ultimi due mesi, a luglio il tasso di disoccupazione cala di 0,5 punti percentuali, arrivando al 12,0%. Nei dodici mesi la disoccupazione diminuisce del 6,6% (-217 mila persone in cerca di lavoro) e il tasso di disoccupazione di 0,9 punti.

Dopo la lieve crescita di maggio (+0,1%) e il calo di giugno (-0,3%), la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta nell’ultimo mese dello 0,7% (+99 mila persone inattive, prevalentemente donne). Il tasso di inattività, è pari al 35,9%, in aumento di 0,3 punti percentuali. Su base annua l’inattività è in calo dello 0,6% (-87 mila persone inattive) e il tasso di inattività di 0,1 punti.

Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo maggio-luglio 2015 il tasso di occupazione cresce (+0,2 punti percentuali), mentre calano il tasso di disoccupazione (-0,1 punti) e il tasso di inattività (-0,1 punti).”

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Fmi: “Disoccupazione? Per uscirne ci vorranno 20 anni”. Mef: “Stime Fmi non includono le riforme”

New York, 29 luglio 2015 – Fa discutere la previsione del Fondo Monetario Internazionale annunciata nel rapporto sull’Eurozona relativamente all’economia europea e alla disoccupazione.

[easy_ad_inject_1] “Senza una significativa accelerazione della crescita, ci vorranno quasi 20 anni a Portogallo e Italia per ridurre il tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi” prevede l’FMI secondo il quale l’Italia sta emergendo da tre anni di recessione, ma raccomanda al nostro Paese di “aumentare l’efficienza del settore pubblico e migliorare quella della giustizia civile, oltre alla flessibilità del mercato del lavoro”.

Eurozona: prospettiva debole – Nell’Eurozona la ripresa economica “si sta rafforzando, sostenuta dai bassi prezzi del petrolio e dal programma di acquisti della Bce: ma le prospettive di medio termine restano deboli, appesantite da una domanda insufficiente, da una bassa produttività e dai bilanci deboli di banche e imprese” scrive ancora il Fondo Monetario Internazionale nel suo rapporto sull’Eurozona.

FMI raccomanda ai Paesi dell’Eurozona di ripulire i bilanci e accelerare le riforme.

Mef: le stime Fmi non includono riforme – Per il Ministero dell’Economia italiano la stima del Fmi sull’occupazione in Italia, secondo la quale oc-
corrono 20 anni per tornare ai livelli pre-crisi, non è completa. Lo scrive il MEF in una nota nella quale si legge che le previsioni non considerano l’effetto delle riforme già introdotte sulla crescita del Pil: Fmi “non tiene conto” ad esempio del Jobs Act e della detassazione, e si basa invece sulla situazione pre-riforme. L’azione congiunta di riforme e leva fiscale migliora le aspettative, conclude il Ministero dell’Economia.
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Usa. Domande sussidi di disoccupazione ai minimi storici

Washington D.C, 23 luglio 2015 – Un grande risultato sul fronte disoccupazione si è registrato negli Stati Uniti d’America.

[easy_ad_inject_1]Le richieste di sussidi alla disoccupazione sono scese ai minimi storici da 40 anni.
Secondo i dati diffusi nelle ultime ore dalle agenzie americane, la scorsa settimana le domande per avere i sussidi di disoccupazione sono diminuite di ben 26.000 unità, arrivando a 255.000, il livello più basso da novembre 1973.

Si tratta di un dato sensibilmente migliore di qualsiasi stima degli esperti, la migliore delle quali puntava su un dato ritenuto positivo di 278.000 domande.

Il dato conferma un trend positivo per la 17ma settimana consecutiva sotto quota 300.000, livello associato a un mercato del lavoro in espansione.

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Istat. A Maggio disoccupazione stabile ma lieve calo dei giovani disoccupati

Roma, 1 luglio 2015 – La disoccupazione in Italia a maggio rimane sostanzialmente stabile anche se fa segnare un calo dei giovani disoccupati. E’ quanto emerge dai dati Istat diffusi ieri.

[easy_ad_inject_1] A maggio il tasso di disoccupazione registrato è del 12,4%, “dopo la crescita registrata a febbraio e a marzo e il calo di aprile”. L’Istat ha inoltre specificato che il tasso di disoccupazione giovanile è sceso al 41,5% (-0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente).

A quanto si apprende ci sarebbero circa 20 mila ragazzi in meno in cerca di lavoro. Sul fronte della disoccupazione femminile il tasso segna un calo al 12,7% (-0,2 punti su mese).

Sempre a maggio gli occupati diminuiscono dello 0,3% (-63 mila) rispetto al mese precedente. Ma su base annua l’occupazione cresce dello 0,3% (+60 mila).

“Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta nell’ultimo mese (+0,3%, pari a +36 mila), dopo il calo dei quattro mesi precedenti. Il tasso di inattività, pari al 36,0%, aumenta di 0,1 punti percentuali. Su base annua gli inattivi diminuiscono dello 0,9% (-135 mila) e il tasso di inattività di 0,2 punti. Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo marzo-maggio 2015 il tasso di occupazione risulta in crescita (+0,1 punti percentuali). A fronte di un calo del tasso di inattività (-0,2 punti) il tasso di disoccupazione aumenta (+0,1 punti).”

scrive l’Istat nella nota.

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Istat. Inflazione a giugno stabile: +0,1%

Roma, 1 luglio 2015 – A giugno l’inflazione nel nostro Paese resta sostanzialmente stabile. Lo rivela l’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica che ha pubblicato ieri le stime preliminari da cui emerge che l’indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,1% sia rispetto al mese precedente sia nei confronti di giugno 2014, registrando così lo stesso tasso tendenziale registrato a maggio.

[easy_ad_inject_1] Si tratta dell secondo aumento consecutivo su base mensile ed è principalmente dovuto all’aumento dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,4%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,2%).

“I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto non variano su base mensile e aumentano dello 0,2% su base annua (da +0,3% di maggio). Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,1% su base mensile e fa registrare una crescita su base annua stabile allo 0,2%.”

precisa l’Istat.

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Istat. 3,5 milioni di persone non cercano lavoro

Roma, 7 giugno 2015 – In Italia 3 milioni e mezzo di persone disoccupate, pur essendo disponibili a lavorare non cercano impiego e 1,6 milioni di essi si dicono “scoraggiati”. E’ quanto emerge dai dati Istat sugli occupati e disoccupati nel primo trimestre 2015. Leggi tutto “Istat. 3,5 milioni di persone non cercano lavoro”

Istat. Disoccupazione in calo: 159 mila occupati in più ad aprile

Roma, 3 giugno 2015 – La disoccupazione in Italia ad aprile ha segnato un calo dopo gli aumenti registrati negli ultimi due mesi. Lo rileva l’Istat secondo i cui dati sulla disoccupazione in Italia diffusi oggi, il tasso di disoccupazione registra ad aprile un -0,2% su base mensile e si attesta al 12,4%. Leggi tutto “Istat. Disoccupazione in calo: 159 mila occupati in più ad aprile”