EgyptAir scomparso. Ritrovati rottami. Si indaga sull’ipotesi terrorismo

Sono stati trovati nelle acque a circa 290 chilometri a nord di Alessandria, i rottami e i resti umani dell’aereo EgyptAir Parigi-Il Cairo con 66 persone a bordo di cui si sono perse le tracce nella notte di ieri.

“Pezzi di rottami dell’aereo e oggetti di passeggeri sono stati individuati 290 km a nord di Alessandria” rivela la tv di Stato egiziana,che attribuisce l’informazione all’esercito.

“Le forze armate proseguono la ricerca dei resti dei rottami dell’aereo” ha aggiunto.

Oltre ai rottami sarebbero stati trovati anche “resti umani” . A renderlo noto è il ministro greco della Difesa, Panos Kammenos. Nel tratto di mare sono sarebbero trovati anche alcuni sedili e valigie.

Intanto i parenti dei passeggeri hanno trascorso la notte in un albergo al Cairo in attesa di notizie.

Si farebbe sempre più strada l’ipotesi di terrorismo – Cosa ha causato lo schianto dell’aereo Egyptair? E’ questa una delle domande alla quale cerca risposta la commissione d’inghiesta presieduta dal governo egiziano insieme alla Francia.

Il primo passo sarà recuperare le scatole nere dell’Airbus precipitato per accertare la natura della disgrazia.

Secondo il ministro della Difesa greco Panos Kammenos il volo Egyptair ha effettuato una virata prima di precipitare in mare. Inoltre nessun segnale di sos sarebbe stato inviato da parte del pilota.

Gli investigatori valutano in questo momento tutte le ipotesi: incidente, bomba, terrorismo.

Secondo il ministro dell’aviazione egiziano Sherif Fathi la probabilità che l’aereo sia stato abbattuto a seguito di un attacco terroristico è “superiore alla possibilità che si sia verificato un guasto tecnico”.

Aereo EgyptAir scomparso. Ritrovati rottami nel Mar Egeo. Commissione d’inchiesta e ipotesi bomba

Scomparso volo EgyptAir Parigi-Il Cairo. Si tratta di un aereo della con a bordo 66 persone partito da Parigi alla volta del Cairo. L’aereo è semplicemente scomparso dai radar. A comunicarlo è stata la stessa compagnia egiziana su Twitter. Tutte le ipotesi sono aperte, in primo luogo quella dell’incidente.

L’aereo, un Airbus A320, era decollato dall’aeroporto “Charles de Gaulle” di Parigi, in Francia. Secondo EgyptAir, a bordo del velivolo c’erano 56 passeggeri, tra cui un bambino e due neonati,3 addetti alla sicurezza e 7 membri dell’equipaggio. Sempre la EgyptAir riferisce che tra i 56 passeggeri c’erano 30 egiziani, 15 francesi,un britannico, un belga, 2 iracheni, un kuwaitiano, un saudita, un sudanese, un portoghese, un algerino, un canadese e un cittadino del Ciad.

La Farnesina ha verificato l’eventuale presenza di italiani a bordo del volo scomparso e l’esito è stato negativo. Non ci sono cittadini italiani tra i 56 passeggeri del volo Egyptair.

Le ricerche dell’aereo scomparso – Secondo quanto aggiunge la compagnia aerea egiziana, squadre speciali dell’esercito egiziano hanno immediatamente attivato ricerche nella zona della scomparsa del volo, a 10 miglia all’interno dei cieli egiziani.

Secondo i media locali il pilota non avrebbe dato alcun allarme e l’ultimo contatto radio sarebbe avvenuto 10 minuti prima della scomparsa ma su questo punto le notizie sono contrastanti. Si parla di un Sos, ma il segnale ricevuto dopo l’ultimo contatto radar, identificato appunto come un Sos, potrebbe essere solo un segnale trasmesso in automatico. L’Airbus A320,costruito nel 2003,aveva in cabina un pilota con una lunga esperienza (6 mila ore di volo)

Ritrovati i rottami nell’Egeo – “I rottami dell’aereo dell’Egyptair sono stati ritrovati”. A rivelarlo è il vice presidente della compagnia egiziana Adel in una intervista alla Cnn. Il ritrovamento è stato confermato dal ministro degli Esteri egiziano con una missiva all’omologo dell’Aviazione.

Anche Parigi è attivata – Il presidente francese Hollande ha parlato al telefono con quello egiziano,Al Sisi. I due Paesi coopereranno per stabilire le circostanze della scomparsa. Nel frattempo il primo ministro francese, Manuel Valls ha dichiarato che “non si esclude alcuna ipotesi” sulla scomparsa dell’aereo della Egyptair questa notte. nella mattina di giovedì, inoltre, è stata fissata una riunione interministeriale di crisi convocata all’Eliseo dal presidente Francois Hollande a cui hanno partecipato i ministri degli Esteri,della Difesa e dell’Interno.

Capitano testimone: fiamme in cielo – Il capitano di un mercantile ha detto di aver visto fiamme in cielo questa notte a circa 240 km a Sud dell’isola greca di Karpathos.L’aviazione egiziana,intanto,conferma l’ipotesi che l’aereo sia precipitato in mare.

Smentito il ritrovamento relitto – Secondo i media francesi, nella mattina di giovedì è stato individuato il relitto dell’aereo EgyptAir al largo dell’isola greca di Karpathos, in acque territoriali egiziane. “Non si può escludere l’ipotesi terrorismo”, afferma intanto il premier egiziano, Sherif Ismail, che si è recato nel centro di coordinamento delle operazioni di ricerca.

Il presidente egiziano ha confermato che il relitto non è stato trovato e che si è trattato solo di un errore della stampa.

Angelino Alfano: Non si può escludere nulla- “Il tempo degli accadimenti è troppo recente e il luogo troppo lontano per dare un giudizio affidabile ma è chiaro che non si può escludere nulla,anche la pista peggiore”. Lo ha affermato il ministro dell’ Interno, Angelino Alfano, sull’aereo dell’EgyptAir scomparso in volo. “Abbiamo attivato tutti i canali di informazione -ha aggiunto- per avere le informazioni su quel che è accaduto prima possibile”.

Hollande: avremo la verità – Il Presidente Francese, impegnato con il collega egiziano e greco sul caso dell’aereo scomparso ha dichiarato: “Bisogna fare di tutto per sapere la verità e avremo la verità”. “Nessuna ipotesi è da scartare, né da privilegiare”, quando si conosceranno le cause “dovremo trarne tutte le conseguenze”, ha aggiunto Hollande, esprimendo solidarietà alle famiglie. Il presidente conferma che i francesi a bordo erano 15 e che l’aereo “purtroppo si è schiantato. E’ perduto”.

Commissione di inchiesta –
L’Egitto presidierà una commissione di inchiesta con la Francia con il compito di trovare le scatole nere dell’Airbus precipitato al largo dell’Egeo per accertare la natura della disgrazia. Si fa sempre più strada l’ipotesi bomba.

Dirottamento aereo Egypt Air a Cipro. Dirottatore non terrorista: voleva mandare un messaggio alla ex moglie

Il Cairo, 29 marzo 2016 – Si è arresto Seif Eldin Mustafa, il dirottatore del volo dell’Egypt Air partito da Alessandria e fatto atterrare a Larnaka, a Cipro. Non si tratterebbe di un terrorista e la cintura che aveva indosso non era esplosiva.

“Non è un terrorista, è un idiota. I terroristi sono folli, ma non sono stupidi. Questo ragazzo lo è ” ha detto di lui il presidente cipriota Anastasiades, chiarendo che si trattava solo di una questione che aveva in sospeso con la ex moglie di origini cipriote e alla quale aveva chiesto si consegnasse una lettera.

Ore di paura –
“Un airbus dell’Egypt Air con 55 passeggeri a bordo è stato dirottato da Alessandria d’Egitto verso Larnaka (Cipro)”. Lo riferiscono fonti aeroportuali de Il Cairo. L’aereo egiziano era in viaggio da Alessandria al Cairo.

Nel messaggio sovrimpresso di Al Jazeera si legge che a bordo del volo Egypt Air dirottato su Cipro ci sarebbe “un passeggero sospettato di portare una cintura esplosiva”. L’Airbus 320 si trova sulla pista dell aeroporto internazionale di Larnaka, a Cipro, dove è arrivato dopo il decollo da Alessandria d’Egitto.

Il dirottatore è stato poi in un primo momento identificato dapprima come Ibrahim Samaha, di nazionalità egiziana, e avrebbe solo chiesto asilo politico. Dicendo al pilota di essere armato di una cintura esplosiva, avrebbe minacciato di farsi saltare in aria. L’aereo è stato quindi dirottato verso Cipro, atterrando all’aeroporto internazionale di Larnaka. Il dirottatore poi avrebbe chiesto che venisse consegnata una lettera alla sua ex moglie, di origine cipriota.

“E’ una questione relativa a una donna. Stiamo facendo tutto il necessario per rilasciare gli ostaggi”, ha detto il presidente cipriota Anastasiades, aggiungendo che il dirottatore chiede asilo politico a Cipro e vuole parlare con la ex. “Non è un terrorista, è un idiota. I terroristi sono folli, ma non sono stupidi. Questo ragazzo lo è “.

Il ministro dell’Aviazione Civile, Sherif Fatih, nella conferenza stampa al Cairo non ha voluto fornire il nome del dirottatore dell’aereo Egyptair “Non parlerò del sequestratore, finora non vi sono richieste precise. Trattative sono in corso per determinare le rivendicazioni”, ha detto il ministro.

Dopo qualche ora l’uomo è stato identificato come Seif Eldin Mustafa, egiziano. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri cipriota.

Al Arabiya,citando l’emittente statale di Cipro,ha riferito che il dirottatore ha chiesto il rilascio di alcuni prigionieri in Egitto. Non ha fatto comunque il nome.

Donne e bambini che erano a bordo del volo dirottato su Cipro hanno potuto lasciare il velivolo. Fonti ufficiali cipriote riferiscono che “Sembra che ci sia più di un dirottatore” a bordo.

A bordo dell’Airbus 320 sarebbero rimasti, oltre all’attentatore e all’equipaggio, soltanto 4 passeggeri non egiziani.

La Farnesina in una nota ha fatto sapere che uno dei quattro passeggeri non egiziani sarebbe cittadino italiano. Il Ministero degli Esteri italiano ha poi riferito all’Ansa che l’italiano che era a bordo dell’Egypt Air é stato rilasciato. Raggiunto al telefono dal Tg1, l’ostaggio italiano liberato ha confermato che si tratta di un solo dirottatore con una cintura esplosiva.

Il ministro dell’Aviazione Civile Egiziana ha detto in una conferenza stampa Al Cairo che ci sono ancora sette persone a bordo dell’aereo.

L’Aviazione civile riferisce che un passeggero, al momento del dirottamento, ha detto all’equipaggio di avere su di sé una cintura esplosiva.

Egitto,attacco contro posto di blocco della polizia: 13 morti e sei

Il Cairo, 19 marzo 2015 – Un attacco terroristico è stato registrato oggi in Egitto. Uomini armati hanno attaccato a colpi di lanciarazzi rpg un posto di blocco della polizia egiziana.

Una ricostruzione parla anche di un kamikaze alla guida di un’autovettura. L’attacco sarebbe stato seguito da “violenti scontri a fuoco”.

Secondo fonti della sicurezza egiziane il tragico bilancio dell’attacco è di 13 morti e 6 feriti”. Il posto di blocco era situato nei pressi di Al Arish nel Sinai settentrionale, zona dove sono attivi i jihadisti del Califfato Islamico meglio noti come Daesh o Isis.

E puntualmente sarebbe giunta la rivendicazione dell’attentato proprio dall’Isis.

Tra le vittime vi sarebbero quattro agenti di polizia e quattro reclute del corpo.

Egitto. La battaglia di Mariam Malak, studentessa modello con tutti zero in pagella

Il Cairo, 7 settembre 2015 – Nel tormentato e contraddittorio Egitto c’è una storia che è salita alla ribalta della cronaca e che è diventata una vera e propria battaglia di civiltà contro la perseverante corruzione degli uffici pubblici.

[easy_ad_inject_1] Una studentessa modello, Mariam Malak, 17 anni di Minya, città capoluogo del governatorato omonimo con quasi 200000 abitanti, a circa 250 km a sud del Cairo, si è sempre distinta a scuola eccellendo in ogni materia.

Il suo sogno è quello di fare la dottoressa e l’Università è la tappa obbligatoria per accedere ad una professione ambita. Ma è difficile accedere: posti limitati, accessi blindati.
Ma Mariam ha tante possibilità, è una studentessa modello: certamente non le negheranno il merito di poter conquistare l’ambito posto in facoltà. E invece arriva l’amara sorpresa: il risultato dell’esame dell’ultimo anno è Zero su cento, in tutte le prove.

Niente università per Mariam. Niente carriera da medico. Nessun sogno più per quella giovane che sin dal primo anno ha preso ottimi voti sperando un giorno di indossare quel lindo camice e aiutare la gente a star bene. Le sue lacrime raccontano di sacrifici, giorni interi sui libri con quegli occhiali che le proteggevano i giovani occhi tanto messi alla prova.

La colpa di Mariam è quella che i genitori non avrebbero assunto un insegnante della scuola pubblica per lezioni private. La colpa di Mariam è quella di essere una cristiana copta, appartenente dunque ad una minoranza religiosa tanto discriminata. La colpa di Mariam è semplicemente di meritare di essere medico in un ambiente pubblico e di istruzione arrivato ad un punto di corruzione inaccettabile.

E’ quanto la stessa Mariam sta denunciando raccontando al mondo intero la sua storia triste e forse qualcosa in suo favore finalmente si muove. La ragazza è stata recentemente ricevuta dal primo ministro Mahlab che le ha promesso la riapertura del caso per verificare se e come i diritti della “studentessa zero” siano stati effettivamente violati.

Noi attendiamo una soluzione positiva ma per adesso Mariam non è ancora dove dovrebbe essere: all’Università.

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Egitto. Attentato al Palazzo della Sicurezza al Cairo: 29 feriti. Arriva anche la rivendicazione dell’Isis

Il Cairo, 20 agosto 2015 – Un attentato con tre bombe è stato registrato in Egitto al Palazzo della Sicurezza al Cairo. Secondo quanto riferisce la tv di Stato egiziana il bilancio sarebbe di almeno 29 feriti di cui 8 poliziotti.

[easy_ad_inject_1]Le tre bombe sarebbero esplose nei pressi dei locali della Sicurezza nazionale e di un Tribunale nel Distretto di Shubra el-Kheima, nel governatorato di Qalyubiyya, subito a nord del Cairo.

Secondo quanto reso noto dal ministero dell’Interno egiziano un’autobomba sarebbe stata lasciata esplodere da un assalitore poi fuggito in sella a una motocicletta. “Un uomo ha improvvisamente fermato la sua auto davanti all’edificio della Sicurezza nazionale, è saltato fuori ed è fuggito a bordo di una motocicletta che seguiva il veicolo” riferiscono fonti del ministero.

I servizi di soccorso confermano il bilancio di 23 feriti. A rivendicare l’attentato è un gruppo di black bloc egiziano tramite la sua pagina facebook ma dopo qualche ora è arrivata una seconda rivendicazione dall’Isis con un comunicato postato su Twitter mediante il quale spiega che l’attentato “è destinato a vendicare i fratelli martiri”.

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Egitto. Fabbrica in fiamme a Il Cairo: 25 morti e una ventina di feriti

Il Cairo, 29 luglio 2015 – Un incendio è divampato in una fabbrica a a Obour City, nel governatorato di Kalioubeya nel Delta del Nilo, in Egitto. Lo ha riferito il ministero della Salute al quotidiano al Ahram.

[easy_ad_inject_1] A quanto si apprende l’ultimo bilancio di vittime è di almeno 25 morti e una ventina di feriti. I vigili del fuoco sarebbero riusciti a domare l’incendio dopo diverse ore ma le cause del rogo sarebbero ancora da chiarire e tutte le ipotesi restano aperte. Sul caso indaga la magistratura egiziana che ha aperto un’inchiesta.

Un testimone ha raccontato alla stampa locale “Noi avevano appena cominciando il nostro turno. Abbiamo sentito una forte esplosione in fabbrica. Ci sono molte bombole di ossigeno e macchinari che funzionano con sostanze chimiche. Uno dei serbatoi è esploso, l’inferno, è andato in fiamme l’intero edificio”.

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Egitto. Tragedia sul Nilo: scontro fra barche durante festa di fidanzamento. 21 morti

Il Cairo, 24 luglio 2015 – Una festa di fidanzamento organizzata con una crociera sul Nilo come tante si è trasformata in una vera e propria tragedia.

[easy_ad_inject_1] Sarebbe di 21 i morti compresi due bambini e 5 feriti il tragico bilancio causato dall’affondamento di un traghetto sul Nilo, in Egitto. Diversi i dispersi.

Secondo quanto si apprende l’incidente è avvenuto nella notte sulle coste del distretto di Warraq a Giza, vicino alla capitale Il Cairo. L’affondamento del traghetto noleggiato da una coppia di fidanzati che con amici festeggiavano il fidanzamento, sarebbe avvenuto in seguito allo scontro con una chiatta.

Al momento non si conosce la sorte dei fidanzati.

Il capitano e il comandante in second della chiatta sarebbero stati arrestati dalla polizia. Non è purtroppo il primo tragico incidente sul Nilo: nella memoria degli egiziani si contano diversi incidenti del genere ed in particolare la tragedia del febbraio 2006, quando un traghetto egiziano si inabissò nel mar rosso, provocando oltre 1000 morti.

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Egitto. Rinviato verdetto su condanna a morte di Mohamed Morsi

Il Cairo, 2 giugno 2015 – Un tribunale egiziano ha rinviato il verdetto finale della condanna a morte dell’ex presidente egiziano, Mohamed Morsi e di altri leader dei Fratelli musulmani dopo aver ricevuto l’atteso parere del Gran Mufti, il più alto ufficiale della legge religiosa islamica del Paese che non è però stato rivelato.

[easy_ad_inject_1] Tale parere sarebbe segreto e non vincolante. La Corte si è aggiornata al 16 giugno.

Mohamed Morsi, ex presidente egiziano e leader dei Fratelli Musulmani, è stato condannato a morte a metà maggio scorso per l’evasione di massa dal carcere dei vertici della Fratellanza musulmana del 2011, durante le rivolte anti-Mubarak, nel corso del quale fu ucciso un agente. Condannati in contumacia molti altri co-imputati.

Tuttavia la condanna a morte non è ancora definitiva. La sentenza, emessa dal tribunale del Cairo, è stata inviata al Gran Muftì, il più alto ufficiale della legge religiosa islamica del Paese, per un parere segreto e non vincolante.

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Egitto. Uccisi tre giudici nel Sinai in risposta alla condanna a morte di Mohamed Morsi

Il Cairo, 16 maggio 2015 – Tre giudici sarebbe stati uccisi in Egitto nel Sinai. Lo comunica una nota del locale Ministero dell’Interno dove si legge che “elementi armati hanno ucciso a colpi d’arma da fuoco tre giudici, e ne hanno ferito un altro, ad Arish”, città dell’Egitto, capoluogo del Governatorato del Sinai del Nord.

L’attacco, secondo quanto riferiscono fonti della sicurezza, sarebbe stato sferrato “in risposta alla sentenza” di condanna a morte pronunciata contro il deposto presidente egiziano Mohamed Morsi, leader dei Fratelli Musulmani.

[easy_ad_inject_1] A sferrare l’attacco sarebbero l’ex gruppo “Ansar Bait al-Maqdis”, principale gruppo jihadista egiziano, che ora si fa chiamare “Stato del Sinai” nel quadro di un’alleanza-affiliazione con l’Isis, annunciata a novembre.

Mohamed Morsi, ex presidente egiziano e leader dei Fratelli Musulmani, è stato condannato a morte per l’evasione di massa dal carcere dei vertici della Fratellanza musulmana del 2011, durante le rivolte anti-Mubarak, nel corso del quale fu ucciso un agente. Condannati in contumacia molti altri co-imputati.

Tuttavia la condanna a morte non sarebbe ancora definitiva. La sentenza, emessa dal tribunale del Cairo, è stata inviata al Gran Muftì, il più alto ufficiale della legge religiosa islamica del Paese, per un parere segreto e non vincolante.

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