Incidente aeroporto Bergamo Orio al Serio. Aereo DHL cargo esce di pista

Incidente aereo all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio – Un incidente all’aeroporto Orio al Serio di Bergamo è avvenuto questa mattina intorno alle 4 circa della mattina di venerdì. Un aereo cargo è uscito di pista in fase di atterraggio.

L’aereo cargo coinvolto – Si tratta dell’aero DHL 737-400, volo BCS 7332 in arrivo da Parigi Charles De Gaulle, che ha sfondato la recinzione e ha invaso parte della tangenziale che costeggia lo scalo.

Disagi in aeroporto – L’Ente nazionale per l’Aviazione civile (Enac) ha diffuso la notizia precisando che lo scalo è stato chiuso e alcuni voli sono stati riprogrammati sullo scalo di Milano Malpensa. L’aeroporto è tornato operativo. Si segnalano imbarchi rallentati in aeroporto, e 15 voli cancellati.

Equipaggio illeso – L’equipaggio dell’aereo cargo coinvolto nell’incidente è rimasto illeso: sull’aereo vi erano il comandante e il primo ufficiale.

Procedure di sicurezza – Avviate le procedure di emergenza per la messa in sicurezza di tutta la zona dell’aeroporto interessata dall’incidente nonché delle infrastrutture di volo. Otto squadre dei Vigili del Fuoco di Bergamo sono al lavoro per mettere in sicurezza l’area.

In particolare si valuta come spostare il mezzo che è arrivato all’ex strada statale 591, al momento chiusa nel tratto interessato. La chiusura, unita alle forti piogge, ha reso difficoltosa la circolazione automobilistica.

Incidente aereo in Russia. Aereo da Dubai cade a Rostov nel Don: 59 morti

Mosca, 19 marzo 2015 – Un un Boeing 737-800 della FlyDubai, partito da Dubai con 59 persone a bordo si è schiantato nella notte in Russia nel sud della città meridionale di Rostov sul Don.

A quanto si apprende da Russia Today che cita i servizi di controllo aereo, il veivolo sarebbe precipitato “in condizioni di scarsa visibilità a circa 50-10 metri”.

Sull’aereo proveniente da Dubai (Emirati Arabi Uniti) vi erano 55 passeggeri e 7 membri di equipaggio. Nella lista dei passeggeri anche quattro bambini.

Secondo l’agenzia Interfax, l’aereo avrebbe tentato inutilmente un primo atterraggio di emergenza; poi l’aereo sarebbe rimasto in aria circa 2 ore prima di ritentare e schiantarsi al suolo.

Secondo l’agenzia Tass l’aeroporto è stato chiuso e le squadre d’emergenza sono al lavoro. Sul posto sono giunti anche i Vigili del Fuoco che hanno provveduto a domare l’incendio sviluppatosi dopo lo schianto.

Una delle due scatole nere sarebbe stata già recuperata e i soccorritori stanno cercando la seconda. Un’altra squadra è impegnata a recuperare i resti delle vittime della tragedia.

Si fa avanti una prima ipotesi della sciagura aerea che sarebbe da rinvenirsi nell’errore del pilota dovuto al maltempo o un guasto tecnico.

Le condoglianze di Putin – Il portavoce del presidente russo Vladimir Putin ha reso noto che “Il presidente russo ha espresso sentite condoglianze a chi ha perso i suoi cari nello schianto dell’aereo. Putin ha inoltre ordinato al governatore della regione di Rostov e al ministro delle Emergenze di fare tutto il necessario per le famiglie delle vittime.

Stranieri a bordo del Boeing 737 – Il Ministro delle Emergenze russo ha reso noto che “Secondo le prime informazioni, ci sono cittadini stranieri a bordo”. Così il

Strage Germanwings. Andreas Lubitz: prescritto ricovero ma i medici non avvisarono

A quasi un anno di distanza dalla strage del volo Germanwings avvenuto il 24 marzo 2015 quando il copilota Andreas Lubitz, 28 anni, fece deliberatamente precipitare l’aereo del gruppo Lufthansa contro le montagne delle Alpi Francesi uccidendo 150 persone tra donne, uomini e bambini, l’inchiesta francese inizia a fornire le prime certezze e verità.

I medici avevano prescritto ad Andreas Lubitz un ricovero in una clinica psichiatrica, due settimane prima del tragico schianto ma nessuno avvertì dei rischi legati al suo stato mentale. E’ quanto ha stabilito il rapporto degli investigatori francesi.

Diversi medici che avevano in cura Lubitz nelle due settimane prima dell’incidente non avvertirono le autorità delle preoccupazioni sulla sua salute.

Dunque, secondo quanto emergerebbe dall’inchiesta la tragedia si sarebbe potuta (o meglio dovuta) evitare.

Già soltanto due giorni dopo la tragedia il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung riportava la confessione alla madre di un’amica d’infanzia con cui cui il 28enne si sarebbe confidato in passato, secondo la quale Lubitz soffriva di depressione.

Carsten Spohr, CEO di Lufthansa, confermò al Frankfurter che Andreas Lubitz aveva “preso un lungo time-out” sei anni prima durante il suo periodo di formazione ma aveva precisato che quando l’ha ripresa ha superato tutti i controlli medici. Era “idoneo al volo, senza alcuna restrizione”. Spohr aveva precisato inoltre che lo stato di servizio aeronautico di Andreas Lubitz era impeccabile.

Stromboli. Aereo ultraleggero precipita in mare. Morti padre e figlio

Messina, 24 novembre 2015 – Giuseppe Alabiso, 61 anni ed Emanuele Alabiso, di 26 anni, padre e figlio, rispettivamente pilota e passeggero di un aereo ultraleggero sarebbero morti dopo che il veivolo è precipitato in mare a nord dell’Isola di Stromboli.

[easy_ad_inject_1] Il tragico epilogo è avvenuto ieri dopo le 17.30. I due corpi sono stati recuperati da motovedette di guardia costiera tra le 4 e le 6.30 di stamane a 12 miglia da Stromboli. Alle ricerche dei due corpi ha partecipato anche il traghetto Laurana partito da Lipari in direzione di Napoli.

A quanto si apprende l’aereo ultraleggero, uno Storm 300, con a bordo i due era partito da Gela (Caltanissetta) ed era diretto a Foggia. Attualmente le salme sono state ricomposte presso l’obitorio del cimitero di Lipari e sono a disposizione dell’autorità giudiziaria ed in particolare del pubblico ministro Fabrizio Monaco della procura di Barcellona Pozzo di Gotto che ha disposto le autopsie che saranno eseguite al Papardo di Messina.

Giuseppe Alabiso era un odontoiatra con la passione del volo ed è stato dirigente della squadra di calcio Juventina-Gela. Nel 2013 stabilì il record del mondo di traversata solitaria di 9.000 km da Gela a Capo Nord; l’anno dopo volò per 13 mila chilometri da Agrigento a Nuuk, in Groelandia.

Già in passato era scampato miracolosamente alla morte: il suo ultraleggero precipitò all’altezza di Sabaudia incidente che lo ridusse al coma per oltre un mese e poi tornò a volare anche per diffondere la cultura della donazione del midollo osseo.

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Incidente aereo all’Isola di Montecristo (Livorno). Cade elicottero della Forestale. Un ferito

Livorno, 7 settembre 2015 – Si è sfiorata la tragedia ieri sulla pista all’Isola di Montecristo, parte dell’Arcipelago Toscano in provincia di Livorno, dove un elicottero Eagle 22 del Corpo Forestale dello Stato diretto a Cala Maestra è caduto in zona Cala del Prete.

[easy_ad_inject_1]A quanto si apprende da fonti locali i piloti sono rimasti fortunatamente illesi mentre uno specialista a bordo sarebbe rimasto ferito ma non è in pericolo di vita.

L’elicottero Ab 412 bimotore era partito da Roma nella mattina verso Montecristo dove doveva portare attrezzature utili al monitoraggio ambientale e telecamere per la video sorveglianza dell’isola.

Ad un certo punto quella che probabilmente è stata un’avaria al motore ha costretto i piloti alla manovra di atterraggio di emergenza. Il veivolo una volta caduto si sarebbe spezzato in due e si sarebbe capovolto. Sarebbe stato proprio lo specialista a gettarsi dall’elicottero poco prima di toccare terra per aiutare i piloti nelle indicazioni per la manovra di atterraggio in emergenza.

Sul posto sono state dirottate subito due vedette della Capitaneria di Portoferraio, la CP 892 e la CP 553, insieme a un gruppo di uomini del Corpo Forestale, e l’elisoccorso del 118 Pegaso.
Il Corpo Forestale in un comunicato spiega: “Un elicottero AB 412 (Eagle 22) del Corpo forestale dello Stato, partito questa mattina (ieri, ndr) verso le 9 dall’aeroporto di Roma Urbe, è precipitato sull’isola di Montecristo, su un costone roccioso a circa venti metri dal mare, in prossimità di Cala del Prete. Due, tra cui il pilota sono illesi, un membro è ferito dopo essere rimasto intrappolato tra le lamiere. Il Forestale è stato quindi elitrasportato con un elicottero Pegaso del 118 presso l’ospedale di Siena. Il mezzo era partito alla volta dell’isola per portare attrezzature utili al monitoraggio ambientale, in particolare telecamere per la video sorveglianza dell’isola. L’elicottero è caduto nella parte più impervia del territorio distante dal posto fisso Forestale. L’incidente è avvenuto, con molta probabilità, a causa di un avaria del mezzo, i piloti hanno tentato un atterraggio d’emergenza, limitando così ulteriori danni o un ammaraggio. Il velivolo, precipitando, si è capovolto e spezzato in due. La caduta del mezzo è stata franata da un masso del versante.

L’Ispettorato generale della Forestale ha disposto, l’immediato invio sul luogo dell’incidente di un altro elicottero in ausilio alle operazioni di soccorso, a causa dell’estrema difficoltà degli aiuti, poiché il territorio è privo di strade e vie di comunicazione. L’isola è una Riserva naturale statale integrale e fa parte del Parco dell’Arcipelago Toscano, è una Riserva biogenetica di circa 1.039 ettari ed è custodita ed amministrata dal Corpo forestale dello Stato”.
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Incidente aereo a Casale Monferrato. Feriti 10 paracadutisti e il pilota. Sfiorata la tragedia

Casale Monferrato (Alessandria), 30 agosto 2015 – Si è sfiorata la tragedia sulla pista dell’Aeroclub nella frazione San Germano di Casale Monferrato in provincia di Alessandria dove sabato pomeriggio un aereo con dieci paracadutisti a bordo è caduto mentre era ancora in fase di decollo.

L’incidente aereo

[easy_ad_inject_1]Dalle prime notizie che giungono l’aeroplano di piccole dimensioni sarebbe caduto mentre era in fase di decollo a causa dello spegnimento del motore. L’aereo avrebbe perso quota non appena si è levato in aria dopo aver urtato un albero. A bordo dell’aereo erano presenti dieci passeggeri, tutti paracadutisti partiti tra le 14 e le 14.30 dall’Aeroclub di Casale Monferrato. Ferito anche il pilota del veivolo.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e i sanitari del 118 che stanno soccorrendo i feriti.

I feriti

Il pilota e i 10 paracadutisti a bordo sono tutti rimasti feriti e trasportati per la maggior parte agli ospedali di Alessandria, Pavia e il vicino ospedale Santo Spirito. Due in particolare sarebbero considerati seriamente feriti e sono stati elitrasportati al Cto di Torino. Non sarebbero in pericolo di vita.

L’aereo caduto

Si tratta di un aereo da turismo SMG-92 Turbo Finist, caduto poco dopo le 14 mentre era in fase di decollo al piccolo scalo «Cappa» di Casale Monferrato. L’aereo, immatricolato HA-YDJ, fabbricato dalla russa Technoavia, è operativo dal 2004 e, fino almeno al 2013, era operativo all’aeroporto di Kiskunlacháza, in Ungheria. A quanto si apprende l’aereo aveva superato l’ultima revisione giovedì.

l’Agenzia nazionale sicurezza sul volo ha annunciato l’apertura di un’inchiesta e l’invio di un investigatore sul posto.

Su quell’aereo c’erano quattro torinesi e anche un genovese, come riporta il Secolo XIX: si tratta di, Paolo Cordone, 52 anni, istruttore di paracadutismo e titolare di un’autoscuola di Busalla. E’ uno dei feriti più gravi ma è fuori pericolo di vita. Sarà sottoposto a due interventi chirurgici, uno alla testa per un’emorragia, e uno al bacino.

“È stata una fatalità – racconta Valeria de Martini, moglie di Cordone al quotidiano – sono sconvolta non capisco come sia potuto succedere. In quella scuola hanno sempre messo la sicurezza davanti a tutto. L’anno scorso ad agosto, il mese con più turisti, l’aereo era stato fermo oltre tre settimane perché aveva bisogno della manutenzione. Se c’è l’impressione che qualcosa non sia perfetto non si parte. Questa è la filosofia. Con la vita non si scherza. Non ho avuto il coraggio di dirlo a nostra figlia”.

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Usa. Autumn Veatch, 16 anni sopravvive a schianto aereo e vaga per due giorni nella foresta

Washington, 15 luglio 2015 – Sta facendo il giro del mondo la storia di Autumn Veatch, ragazza di appena 16 anni, sopravvissuta ad uno schianto aereo e trovata dopo due giorni mentre vagava affamata e spaventata nei pressi di un parco nazionale.

[easy_ad_inject_1]A quanto si apprende la ragazza era a bordo del piccolo aereo insieme ai nonni, sulla rotta che dal Montana portava a Washington, quando per cause ancora da accertare il veivolo è precipitato.

Autumn è sopravvissuta, è uscita dal veivolo ormai in pezzi, ha cercato di prestare soccorso ai nonni ma inutilmente.

Poi ha iniziato a vagare in cerca di aiuto. Camminava Autumn sperando di trovare qualcuno, un villaggio, un telefono. Ha camminato per due interi giorni la ragazza, fino a che un gruppo di escursionisti l’ha vista, spaventata, disidratata ma in buone condizioni e hanno chiamato i soccorsi.

L’aereo non sarebbe stato ancora ritrovato. La 16enne ora sta bene.
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Schianto Airbus A320. Andreas Lubitz aveva paura di diventare cieco

Parigi, 12 giugno 2015 – Giungono nuove rivelazioni su Andreas Lubitz, il co-pilota che il 24 marzo scorso ha fatto volutamente precipitare il volo Germanwings in Francia contro le montagne delle Alpi Francesi uccidendo 150 persone tra donne, uomini e bambini.

[easy_ad_inject_1] Secondo quanto rivela il procuratore di Marsiglia, Brice Robin, dopo l’incontro con le famiglie delle vittime a Parigi, Andreas Lubitz “aveva problemi di vista” e “temeva la cecità”. Poi aggiunge che alcuni medici ritenevano che Lubitz non fosse in condizioni di volare. Lubitz avrebbe consultato sette medici, incluso tre sedute dallo psichiatra.
Ma perché la Germanwings ha permesso che stesse quel fatale giorno in cabina? “Purtroppo (i medici) non lo hanno comunicato a causa delle norme sulla segretezza medica” spiega il procuratore.

A quanto si apprende, negli ultimi cinque anni Andreas Lubitz avrebbe consultato 41 medici, 7 dei quali nel mese prima dello schianto.

Contro la Germanwings o la Lufhtansa non ci sono prove ed evidenze per avviare una procedura per negligenza. Lo rende noto la procura francese.

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Schianto Airbus A320. Andreas Lubitz provò a schiantarsi anche all’andata

Parigi, 6 maggio 2015 – Giungono nuove rivelazioni su Andreas Lubitz, il co-pilota che il 24 marzo scorso ha fatto volutamente precipitare il volo Germanwings in Francia contro le montagne delle Alpi Francesi uccidendo 150 persone tra donne, uomini e bambini.

[easy_ad_inject_1] Secondo quanto rivela il tabloid tedesco Bild, citando fonti degli inquirenti francesci, Andreas Lubitz aveva provato la manovra di discesa a bassa quota anche all’andata. Secondo l’autorità per la sicurezza al volo di Parigi Lubitz aveva provato “una discesa controllata durata per diversi minuti e priva di alcuna giustificazione dal punto di vista aeronautico” già sulla tratta Duesseldorf-Barcellona.

Per qualche motivo poi ha desistito mettendo in pratica l’evento tragico nella tratta di ritorno. Nessun segno aveva fatto trasparire Lubitz fino a quel momento nei confronti del comandante o di uno dei colleghi ma in mente aveva già tutto precisamente deciso su come compiere la strage.

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Schianto Airbus A320. Andreas Lubitz consultò oltre 10 medici

New York, 16 aprile 2015 – Giungono nuove rivelazioni su Andreas Lubitz, il co-pilota che il 24 marzo scorso ha fatto volutamente precipitare il volo Germanwings in Francia contro le montagne delle Alpi Francesi uccidendo 150 persone tra donne, uomini e bambini.

[easy_ad_inject_1]  Secondo quanto rivelail New York Times le condizioni mentali di Lubitz si erano aggravate da un paio di mesi prima della sua drammatica decisione di farla finita e di schiantarsi con l’aereo sulle montagne. Inoltre il pilota avrebbe consultato oltre 10 medici chiedendo di essere curato per una serie di disturbi.

Inoltre sembra certo che Andreas Lubitz aveva avvisato la Lufthansa, al cui gruppo fa capo la compagnia low cost Germanwings, di aver sofferto di grave depressione. Lo rivela sempre il NYT citando fonti dell’inchiesta sul disastro aereo e pubblicando una mail inviata proprio da Lubitz alla compagnia tedesca nella quale chiede di essere reintegrato nel programma di addestramento dopo mesi di
interruzione, informando proprio di aver sofferto di una grave depressione.

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