Influenza: superato il picco, diminuiscono i casi ma più colpiti i bambini

Dopo aver superato il picco stagionale con 9,53 casi per mille assistiti nell’ultima settimana del 2016, stanno diminuendo i casi di influenza. Lo riferisce la rete InfluNet, sottolineando che la fascia più colpita resta comunque quella dei bambini: in quest’ultima settimana si osserva, infatti, un aumento del numero dei casi dopo la riapertura delle scuole. Leggi tutto “Influenza: superato il picco, diminuiscono i casi ma più colpiti i bambini”

Influenza, due milioni gli italiani a letto: i più colpiti bambini e anziani

L’influenza ha messo a letto ben due milioni di italiani, precisamente 1.947.000. Come previsto, ormai si sta quasi per arrivare al picco della diffusione del virus influenzale, che in quest’ultima settimana ha visto raddoppiare la sua incidenza rispetto alla settimana precedente. Leggi tutto “Influenza, due milioni gli italiani a letto: i più colpiti bambini e anziani”

Influenza più aggressiva dello scorso anno. Saranno colpiti 5-7 milioni di italiani

Con i primi freddi in arrivo molti italiani si ritroveranno inevitabilmente a letto con i sintomi dell’influenza che, a quanto dicono gli esperti, sarà più aggressiva di quella che ci ha lasciato lo scorso anno quando fu raggiunto il picco si 2 milioni e 600 mila italiani a letto. Leggi tutto “Influenza più aggressiva dello scorso anno. Saranno colpiti 5-7 milioni di italiani”

Influenza, raggiunto il picco. Virus meno aggressivo: colpiti 2,6 milioni di italiani

Roma, 2 marzo 2016 – L’influenza ha raggiunto il picco stagionale nella sesta settimana del 2016, mettendo a letto oltre 2,6 milioni di italiani, precisamente sono stati 2.679.000 i casi registrati dall’inizio del periodo di sorveglianza della rete Influnet. La curva epidemica delle sindromi influenzali sta già scendendo, ma le fasce più colpite rimangono quelle pediatriche dei bambini al di sotto dei 14 anni.

Nell’ultima settimana di rilevazione il numero degli italiani colpiti dall’influenza è in diminuzione. Stando agli ultimi dati sono 346mila i casi registrati rispetto ai 366.600 della precedente settimana, con un’incidenza pari a 5,70 casi per mille abitanti. Marche, P.A di Trento, Emilia-Romagna e Campania le Regioni maggiormente colpite, rispetto al resto del paese.

“È fondamentale non assumere antibiotici, innanzitutto perché sono inattivi sui virus, non solo influenzali ma anche respiratori. Inoltre un uso indiscriminato rende questi farmaci inefficaci, aumentando il rischio di resistenze nei loro confronti da parte dei batteri. È compito del medico giudicare se l’influenza può essersi complicata a tal punto da intraprendere una terapia con antibiotici. Nel 15-20% dei casi si verifica un decorso della malattia più lungo del previsto che corrisponde a 4-5 giorni. Le complicanze nei bambini sono rappresentate soprattutto da otiti acute, mentre negli adulti da sinusiti e bronchiti. Per i più piccoli e gli anziani l’evento più pericoloso e temibile è la polmonite”, spiega il dott. Aurelio Sessa, presidente regionale SIMG Lombardia e medico sentinella della rete di sorveglianza Influnet.

“Questa stagione influenzale si caratterizza per la bassa intensità, inferiore a quella degli anni scorsi. E il picco è stato superato. Ogni anno l’influenza rappresenta una sfida per l’organizzazione del sistema sanitario, che ha retto molto bene. La campagna per la vaccinazione e il lavoro dei medici, oltre a una maggiore presa di coscienza da parte dei cittadini, stanno rendendo questa epidemia stagionale priva di particolari criticità”, ha dichiarato il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG).

Se da un lato l’influenza non è stata così aggressiva questa stagione invernale, dall’altro lato si registra invece un aumento delle malattie respiratorie acute: sono 199.800 i casi registrati, pari a 3,3 ogni mille abitanti.

Influenza. Raggiunto il picco stagionale: 1,9 milioni di italiani a letto

Roma, 10 febbraio 2016 – Dall’inizio del periodo di sorveglianza, l’influenza ha messo a letto 1,9 milioni di italiani, precisamente 1.975.000. Lo riferisce l’ultimo rapporto della rete InfluNet diffuso oggi, secondo cui la curva epidemica delle sindromi influenzali continua a crescere e molto probabilmente è stato già raggiunto il picco stagionale. Leggi tutto “Influenza. Raggiunto il picco stagionale: 1,9 milioni di italiani a letto”

Influenza ancora sotto la soglia epidemica, ma il picco sta per arrivare

Roma, 9 gennaio 2016 – L’influenza non decolla ancora, ma il picco è in agguato soprattutto con la riapertura delle scuole. L’attività dei virus influenzali è ai livelli di base, il livello di incidenza in Italia è pari a 1,64 casi per mille assistiti.

Il numero di casi stimati in questa settimana è pari a circa 100.000, 99800 per la precisione, per un totale, dall’inizio del periodo di sorveglianza, di circa 746.000 casi. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto (aggiornato al 6 gennaio) diffuso dalla rete di sorveglianza Influnet, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. Leggi tutto “Influenza ancora sotto la soglia epidemica, ma il picco sta per arrivare”

Influenza. Rapporto Influnet: 74mila italiani a letto. Iss: non abusare dei farmaci

Roma, 16 dicembre 2015 – Nell’ultima settimana, dal 7 al 13 dicembre, la rete di sorveglianza Influnet comunica che sono circa 74.000 gli italiani colpiti dall’influenza, per un totale, dall’inizio del periodo di sorveglianza, di circa 477mila casi. Tuttavia, in tutte le Regioni l’incidenza è ancora sotto la soglia epidemica tranne che in Piemonte, nella P.A. di Trento e in Basilicata.

[easy_ad_inject_1]Secondo le stime del Rapporto Influnet, pubblicato oggi 16 dicembre sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’attività dei virus influenzali risulta ancora ai livelli di base con un’incidenza pari ad 1,22 casi per mille assistiti.

Dai dati relativi alla sindrome influenzale comunicati dai 709 medici sentinella è emerso che l’incidenza dell’influenza è stata pari a 3,52 casi per mille per quanto riguarda la fascia di età 0-4 anni, di 1,19 per i pazienti da 5 a 14 anni, di 1,28 per la fascia di età compresa tra 16 e 64 anni, e dello 0,58 per gli over 65.

Gli esperti avvertono che il picco influenzale si prevede che inizi proprio per il periodo delle festività per proseguire la sua ascesa per tutto il mese di gennaio e gli inizi di febbraio. Gli esperti consigliano a chi è malato di rimanere a letto, al caldo, e di assumere i farmaci con la dovuta moderazione, senza esagerare.

Per guarire dall’influenza basta saper aspettare che la malattia faccia il suo corso e iniziare ad uscire di casa solo quando sono scomparsi tutti i sintomi, altrimenti oltre che incorrere in una brutta ricaduta si rischia anche di passare il virus influenzale alle persone con cui si viene a contatto.

In attesa del picco dei casi, è bene sapere che l’influenza è una malattia che “si autolimita, e cioè tende a risolversi spontaneamente in 3-5 giorni” – spiega ancora Rezza – quindi non c’è granché da fare per combatterla se non attendere che faccia il suo corso”.

“L’influenza è una malattia che si autolimita, e cioè tende a risolversi spontaneamente in 3-5 giorni, quindi non c’è granché da fare per combatterla, se non attendere che faccia il suo corso. Se i sintomi sono particolarmente fastidiosi e la febbre è alta ci vuole l’antipiretico. In genere si consiglia il paracetamolo perché l’aspirina può dare effetti collaterali, specie nei bambini. Anche se è vero che col paracetamolo la febbre non scende molto, il motivo è che comunque l’influenza fa il suo corso”  Per quanto riguarda gli adulti, rileva l’esperto, c’è la possibilità di prendere anche aspirina o novalgina, ma non vi sono differenze dimostrate nell’utilizzo di un farmaco piuttosto che un altro. “Ci sono anche dei farmaci diversi, i cosiddetti inibitori della neuroamidasi, cioè antivirali veri e propri – continua Rezza – ma anche questi riducono di poco i sintomi e abbreviano poco il decorso della malattia, e comunque non sono raccomandati se non in casi eccezionali di persone ad alto rischio di complicanze”.

spiega Giovanni Rezza, Direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Iss.

InfluNet è il sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza, coordinata dal Ministero della Salute, che si avvale della collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), del Centro Interuniversitario per la Ricerca sull’Influenza (CIRI), dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, della rete dei laboratori periferici per l’influenza e degli Assessorati regionali alla Sanità.

La rete si avvale del contributo dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, dei referenti presso le Asl e le Regioni.
Gli obiettivi della sorveglianza epidemiologica sono: stimare l’incidenza settimanale della sindrome influenzale durante la stagione invernale, in modo da rilevare la durata e l’intensità dell’epidemia. Gli obiettivi della sorveglianza virologica sono: monitorare la circolazione dei diversi tipi e sottotipi di virus influenzali nelle diverse aree geografiche e nei diversi periodi della stagione epidemica, valutare l’omologia antigenica tra ceppi epidemici e ceppi vaccinali, attraverso analisi sierologiche e molecolari su campioni clinici prelevati dai pazienti con sintomatologia influenzale.
Tutti i dati raccolti ed elaborati a livello nazionale sono resi disponibili agli Organismi di riferimento Internazionale (OMS, ECDC) e pubblicati settimanalmente nel periodo epidemico sul sito del Ministero della Salute.

 

Influenza, ISS: questo è il momento giusto per vaccinarsi. Ricciardi: picco fra gennaio e febbraio

Roma, 24 novembre 2015 – Dal mese di ottobre, l’inizio del periodo di sorveglianza della rete Influnet (coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con il Centro Interuniversitario per la Ricerca sull’Influenza (CIRI) di Genova), ad oggi sono circa 200mila gli italiani costretti a letto a causa dell’influenza, ma si prevede che il picco si raggiungerà tra gennaio e febbraio. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dall’ISS, nella settimana che va dal 9 al 15 novembre, l’influenza ha colpito ben 47.400 pazienti. In tutte le Regioni l’incidenza è sotto la soglia epidemica, tranne in Basilicata.

Il sistema di monitoraggio settimanale si basa su una rete di medici sentinella costituita da medici di Medicina Generale (MMG) e di Pediatri di Libera scelta (PLS), reclutati dalle Regioni, che segnalano i casi di sindrome simil influenzale (ILI) osservati tra i loro assistiti. I medici sentinella ed altri medici operanti nel territorio e negli ospedali collaborano inoltre alla raccolta di campioni biologici per l’identificazione di virus circolanti.

“L’influenza è ancora al di sotto della soglia epidemica e solo pochi virus sono stati sinora isolati, per lo più in pazienti provenienti dall’estero. La stagione influenzale vera e propria, quindi, non è ancora iniziata. Come avviene ogni anno, ci aspettiamo che la curva inizi a salire nelle prossime settimane, per raggiungere un picco fra gennaio e febbraio. Perciò è questo il momento per proteggersi vaccinandosi”

lo afferma l’Istituto Superiore della Sanità in una nota diffusa oggi.

[easy_ad_inject_1]I casi di influenza registrati nel nostro Paese sono 193mila da quando è iniziato il monitoraggio della rete Influnet. Il numero dei casi stimati per la settimana scorsa è pari a circa 47.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di 193.200 casi, riferisce Influnet. In tutto il Paese l’incidenza è ancora sotto la soglia epidemica tranne in Basilicata dove, nell’ultima settimana di sorveglianza, si registra un’incidenza pari a 6,47 casi per mille assistiti contro lo 0,78 di media nazionale.

Proprio per questo, l’ISS invita in particolare i soggetti a rischio come bambini, anziani e chi soffre di determinate patologie a proteggersi con il vaccino antinfluenzale, sottolinenado ancora una volta il trend negativo delle vaccinazioni che si è registrato begli ultimi cinque anni.

“La causa del trend negativo è dovuto in parte a falsi allarmi legati a presunti danni da vaccino o impurità presenti in alcuni lotti. In nessun caso, questi allarmi sono stati confermati. Anzi, ci sono diversi studi che mostrano un effetto protettivo del vaccino, sia fra i bambini di età compresa fra i 6 mesi e i 2 anni (per i quali comunque la vaccinazione non viene raccomandata in Italia) che nelle persone a rischio di complicanze. In particolare, oltre a ridurre il rischio diretto di gravi complicanze, talvolta letali, insorgenti nel corso di un attacco influenzale, il vaccino è in grado di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari, come mostrato da studi sperimentali ed osservazionali condotti in diversi gruppi di popolazione”

ha dichiarato Walter, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

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Influenza. Influnet: sono circa 97mila gli italiani a letto, al via stagione vaccini

Roma, 10 novembre 2015 – L’influenza ha messo a letto già quasi 100mila italiani, circa 97mila secondo i dati rilevati dalla rete Influnet, la sorveglianza epidemiologica della sindrome influenzale coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con il Centro Interuniversitario per la Ricerca sull’Influenza (CIRI). Il tutto mentre sta per entrare nel vivo la stagione dei vaccini.

[easy_ad_inject_1]I dati regisrati tra il 26 ottobre e l’1 novembre sono ben 42mila e molti di questi sono i bambini tra 0 e 4 anni che risultano i più colpiti dall’influenza, con un’incidenza pari al 2,24 casi per mille. Dall’inizio della sorveglianza i casi stimati sono 96.900, anche se non tutti i medici di base hanno reso disponibili i dati raccolti.

Dal rapporto Influnet emerge che l’attività dei virus influenzali è ai livelli di base, con un livello di incidenza pari a 0.70 per mille assistiti. In tutte le Regioni sembra comunque che l’incidenza sia sotto la soglia epidemica, non è ancora emergenza e quindi si è in tempo per fare il vaccino ed evitare possibili complicanze dovute all’influenza, soprattutto per i soggetti più a rischio come bambini e anziani.

Nella fascia di età 5-14 anni – riporta il Rapporto – l’incidenza è dello 0,77, nella fascia 15-64 anni è a 0,66 e tra i soggetti di età pari o superiore a 65 anni è dello 0,32 casi per mille assistiti. I dati degli ammalati di influenza che si riferiscono alla settimana 26 ottobre – 1° novembre sono stati segnalati dai da 659 “medici sentinella”, e sono aumentati di 11mila casi rispetto alla settimana precedente.

Influnet sottolinea però che l’incidenza osservata in alcune regioni è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato, al momento, i loro dati.

Giacomo Milillo, segretario generale della Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg), lamentandosi per la mancanza di sincronia tra le Regioni in merito alle vaccinazioni, spiega che “siamo alle fasi iniziali, in alcune Regioni per quanto riguarda i medici di famiglia, i vaccini sono in fase di consegna. In altre invece è già possibile cominciare a vaccinarsi. Si può telefonare al proprio medico di famiglia per sapere se i vaccini sono già disponibili”.

E’ importante vaccinarsi, sottolinea Milillo, e bisogna farlo entro i mesi di novembre e dicembre perché farlo più tardi non avrebbe senso. Il picco dell’influenza è atteso tra fine gennaio e inizio febbraio, quindi se non si è provveduto prima si è in tempo per vaccinarsi anche agli inizi di gennaio ma non bisogna aspettare oltre perché, generlamente, ci vogliono 15 giorni perché la copertura vaccinale si instauri e l’effetto protettivo dura 4-5 mesi.

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Influenza: isolato il primo virus di tipo A/H3 a Bologna

Bologna, 12 ottobre 2015 – L’influenza 2015/2016 quest’anno è arrivata in netto anticipo. E’ stato infatti isolato al Policlinico Sant’Orsola di Bologna il primo virus di tipo A/H3 diagnosticato ad una donna anziana ricoverata nell’Unità operativa di geriatria diretta dal dottor Pietro Calogero.

[easy_ad_inject_1]Si tratta del primo caso in Italia del virus e di uno dei primi cinque in tutta Europa. Le condizioni di salute della donna colpita dall’influenza, nonostante l’età, sono già in via di miglioramento, riferiscono dall’ospedale.

L’arrivo della nuova stagione influenzale è previsto per fine novembre ed invece questo primo caso, che ha messo già a lavoro le farmaceutiche per mettere a punto un vaccino ancora più efficace, si è verificato in netto anticipo rispetto alle previsioni e, soprattutto, rispetto agli anni scorsi.

“Il virus A/H3 che abbiamo isolato rientra in una filiera di virus influenzali noti da tempo. La sua caratterizzazione più precisa è attualmente in corso”

ha spiegato Maria Paola Landini, direttore dell’unità operativa di Microbiologia.

Il Policlinico, una volta isolato il virus, ha prontamente adottato tutte le misure necessarie per tutelare pazienti, operatori e visitatori da un eventuale contagio. Il virus è stato isolato dal Centro regionale di riferimento per le emergenze microbiologiche che da anni è attivo alla Microbiologia del Policlinico Sant’Orsola di Bologna.

“La Regione intanto ha già provveduto a inviare a tutte le Aziende sanitarie la circolare con le raccomandazioni per la stagione 2015-2016 sulla prevenzione e il controllo dell’influenza: l’avvio della campagna vaccinale è previsto, come ogni anno, nella prima settimana di novembre”

ha dichiarato Kyriakoula Petropulacos, direttore generale Sanità e Politiche sociali.

L’Emilia Romagna, l’anno scorso, è risultata una delle regioni più colpite dall’influenza, con ben 572 mila casi registrati, in gran parte dovuti anche ad una bassa adesione alla campagna vaccinale.

I virologi precisano, però, che il fatto di aver isolato in netto anticipo il virus dell’influenza rispetto agli anni scorsi, non significa che sia arrivata prima l’influenza ma soltanto che la rete di sorveglianza Influnet è in grado di individuare precocemente i casi sporadici per poi procedere il suo corso quando le temperature fredde si stabilizzeranno.

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