Plutone. New Horizons: le immagini della Nasa mostra montagne di ghiaccio. Vedi le foto

Roma, 19 luglio 2015 – Le immagini della Nasa dalla sonda New Horizons che si è avvicinata a Plutone a 12.500 km di distanza dalla sua superficie, mostrano montagne ghiacciate sulla superficie di Plutone, con altitudini che raggiungono anche i 3.500 metri di altezza.

[easy_ad_inject_1] La foto non mostra tracce di crateri, nonostante la vicinanza del pianeta alla fascia di asteroidi Kuiper.

Secondo gli esperti della NASA, Plutone appare un pianeta geologicamente attivo e la sua superficie contiene aree geologicamente giovani, meno di 100 milioni di anni, poco per un pianeta la cui età è stimata in 4,5 miliardi di anni.

Alan Stern, capo della missione New Horizons ha dichiarato: “Il sottosuolo su cui poggiano queste montagne deve essere di ghiaccio d’acqua”. John Spencer, uno dei ricercatori esclude che le montagne possano essere composte di azoto, metano e anidride carbonica: “Non si possono fare montagne con quella roba, è troppo morbida”.

Per chi vuole approfondire la NASA ha messo a disposizione un sito dedicato con applicazioni in modalità “live” per vedere ciò che New Horizons sta facendo in questo momento.
E’ possibile scaricare l’applicazione da questa pagina: http://eyes.jpl.nasa.gov/eyes-on-pluto.html

Plutone fu scoperto nel 1930 da Clyde Tombaugh e inizialmente classificato come il nono pianeta. Riclassificato come pianeta nano il 24 agosto 2006 e battezzato formalmente 134340 Pluto dalla UAI, Plutone è il secondo più massiccio tra i pianeti nani del sistema solare, superato solo da Eris, e il nono corpo celeste più massiccio che orbita direttamente attorno al Sole.

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Plutone. New Horizons: c’è anche una scienziata italiana nel team, Cristina Dalle Ore

Roma, 17 luglio 2015 – Dopo l’arrivo delle immagini della Nasa dalla sonda New Horizons che si è avvicinata a Plutone a 12.500 km di distanza dalla sua superficie, si scopre che nel team che ha permesso questo importante passo nell’esplorazione spaziale c’è anche una ricercatrice italiana.

[easy_ad_inject_1]Si tratta di Cristina Dalle Ore, di Treviso raggiunta e intervistata da Wired.

Cristina Dalle Ore fa parte proprio del team che ha messo a punto lo spettografo della New Horizons.

“Sono una collaboratrice del gruppo che studia la composizione delle superfici di Plutone e delle sue lune. Il mio ruolo è analogo a quello di “detective-archeologa”, attraverso lo studio delle immagini “hyperspectral” spiega la scienziata italiana.

Poi spiega l’importanza della missione su Plutone: “spinge i confini della nostra specie ai bordi del sistema solare. Perchè sarà di ispirazione per le nuove generazioni a continuare a espandere l’orizzonte della nostra conoscenza verso nuove mete sempre più lontane. Perché unisce l’umanità nell’entusiasmo della scoperta e in questo rivela la parte migliore del genere umano. E più praticamente perché spinge i limiti della tecnologia motivando nuovi studi».

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