Governo Gentiloni ottiene la fiducia anche dal Senato con 169 sì

Roma, 14 gennaio 2016 – Nessuna brutta sorpresa per il neo governo Gentiloni, che oggi ha incassato la fiducia anche al Senato, dopo averla ottenuta ieri dalla Camera dei deputati. I voti a favore sono stati 169, 99 i contrari e 0 gli astenuti. Leggi tutto “Governo Gentiloni ottiene la fiducia anche dal Senato con 169 sì”

Paolo Gentiloni: “Governo andrà avanti finché c’è fiducia del Parlamento”. Arriva la fiducia della Camera

Roma, 13 dicembre 2016 – La Camera dei deputati ha votato la fiducia al nuovo governo Gentiloni con 368 sì e 105 no. Non hanno invece preso parte al voto, come già annunciato, Lega e M5S. Domani il governo sarà al Senato per chiedere la fiducia anche nel secondo ramo del Parlamento. Leggi tutto “Paolo Gentiloni: “Governo andrà avanti finché c’è fiducia del Parlamento”. Arriva la fiducia della Camera”

Governo. Gentiloni al Colle da Matterella con lista ministri: giuramento forse già in serata

Roma, 12 dicembre 2016 – Paolo Gentiloni, il premier incaricato, alle 17.30 è salito al Colle per incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Molto probabilmente Paolo Gentiloni scioglierà la riserva e presenterà a Mattarella la lista dei ministri che andranno a comporre il nuovo governo del Paese. Leggi tutto “Governo. Gentiloni al Colle da Matterella con lista ministri: giuramento forse già in serata”

Terrorismo e Isis. Paolo Gentiloni: “A Gennaio vertice a Roma”.

Roma, 7 dicembre 2015 – L’azione di lotta contro l’Isis si svolge non solo sui diversi fronti interni ai Paesi occidentali, dove sempre alta è l’attenzione soprattutto dopo i tragici fatti di Parigi del 13 novembre scorso. La lotta contro il Califfato Islamico avviene anche in Siria, teatro dove sono impegnati diversi Paesi della coalizione internazionale che vede la partecipazione anche della Russia al fianco dell’Occidente.

[easy_ad_inject_1]A Roma si terrà un vertice sull’Isis e il terrorismo internazionale. Lo annuncia il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in conferenza stampa alla Farnesina, in presenza dell’inviato speciale ONU per la Siria Staffan De Mistura.

Il Vertice si terrà nella capitale nella seconda metà di gennaio 2016 e vedrà la presenza di tutta la coalizione internazionale anti Isis.

Il Ministro Gentiloni ha inoltre precisato che durante il vertice si discuterà di strategie “anti-Daesh senza automaticamente avere nostalgia dell’idea che migliaia e migliaia di soldati sul terreno risolvano le crisi”.

Dal canto suo De Mistura ha sottolineato che non si può vincere senza “una soluzione politica in Siria”

A Roma paura per il Giubileo – Alla vigilia dell’apertura della Porta Santa da parte di Papa Francesco, atto inaugurale dell’anno giubilare, le agenzie diffondono una nota Coldiretti che più di 2 milioni di italiani rinunciano al Giubileo per paura degli attacchi terroristici.

Terrorismo e Isis. Gentiloni:”No guerra ma lotta al terrorismo”.

Roma, 24 novembre 2015 – Il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha dichiarato che “L’Italia non si sente in guerra, ma è in prima fila nella lotta al terrorismo”.

[easy_ad_inject_1]Lo ha detto durante la direzione del Pd aggiungendo che mentre Hollande ha usato la parola “guerra” “i leader degli altri paesi occidentali non abbiamo usato questa espressione”. “Semplicimente siamo sotto attacco da parte del terrorismo e dobbiamo combattere e reagire” ha aggiunto Gentiloni.

L’attacco dei terroristi a Parigi “è una sfida per il governo e per il Pd”, sostiene.

“La scelta che abbiamo fatto è quella di non nascondere i pericoli ma governarli, senza rinunciare ai nostri valori. Non ignorare la paura e la rabbia – perché sia la paura che la rabbia sono presenti tra i nostri concittadini – ma decidere che vanno anche queste governate, non alimentate. Questa è la sfida che abbiamo davanti. E una sfida che non può non cominciare rivolgendo di nuovo un pensiero alla Francia. Abbiamo sempre detto i nostri cugini francesi. E dal 13 novembre dobbiamo dire che sono i nostri fratelli francesi”.

“L’Italia non si sente un paese in guerra ma è impegnata in prima linea contro il terrorismo. Voglio anche aggiungere che non avalliamo in nessun modo una sorta di benaltrismo alterno di Daesh, che ogni tanto sento circolare nella nostra discussione. Perché tutte le cose che si dicono hanno una parte di verità. Non c’è dubbio per esempio che il degrado delle periferie può essere un elemento che amplifica la capacità di appeal del terrorismo islamico. Ma questo non deve in nessun modo autorizzare una natura sociologica del fenomeno terrorista. Che non è mai stata vera”.

Il ministro sottolinea che “questa è una battaglia che vinciamo se il mondo islamico, anche nelle nostre società ne diventa davvero protagonista”. Secondo Gentiloni occorre “non arretrare di un millimetro nella battaglia contro la sovrapposizione del fenomeno terrorista e del fenomeno dei rifugiati. Su questa sovrapposizione il governo italiano, il Pd, non arretrano di un millimetro. Perché se molliamo su questa cosa abbiamo uno sfondamento culturale che non riusciremo più a sostenere. E in secondo luogo dobbiamo iniziare a discutere più seriamente di un’Europa, come qualcuno dice, a centri concentrici. Io non direi a due velocità, perché significa che il lento deve raggiungere quello che va più veloce. Dobbiamo però parlare di un’Europa che si adatti a quel che è avvenuto in questo periodo. A inizio gennaio avremo qui a Roma un incontro dei ministri degli esteri dei paesi fondatori dell’Unione europea. Credo che potrà essere un’occasione per lanciare questo ragionamento”.

Poi l’annuncio sul Mediterraneo: “Mare nostrum lo chiamavano i romani, io dico spesso non può diventare Mare nullius, cioè un mare di nessuno. In cui nessuno cerca di costruire un ordine, di esercitare un ruolo, di assumersi delle responsabilità. Ne parleremo in una conferenza tra il 10 e il 12 dicembre qui a Roma con molti dei leader della regione che credo sarà uno degli obiettivi per noi fondamentali”

Risorse: La relazione del ministro degli Esteri alla Direzione nazionale del Pd
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Attacco in Mali. Paolo Gentiloni: no italiani coinvolti. Farnesina agli italiani: “evitare spostamenti”

Roma, 20 novembre 2015 – Non ci sono cittadini italiani coinvolti nell’attacco terroristico in corso in Mali presso il Radisson Blu Hotel della capitale Bamako.

[easy_ad_inject_1]Lo ha dichiarato il Ministro degli Esteri italiani, Paolo Gentiloni, in diretta a #CorriereLive secondo il quale non risultano all’Unità di Crisi della Farnesina italiani coinvolti nell’assalto dei jihadisti all’hotel Radisson di Bamako, in Mali. Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in diretta a #Corrierelive.

In Mali sono presenti 15 militari italiani presenti nell’ambito di tre diverse missioni internazionali, ma nessuno è rimasto coinvolto nell’attacco terroristico.

Dalla pagina web “Viaggiare Sicuri” del Mali la Farnesina raccomanda agli italiani presenti nella Capitale Bamako del Paese africano “di evitare, ove possibile, ogni spostamento fino a nuovo ordine”. [easy_ad_inject_2]

Libia. Gentiloni e Pinotti: “nessun intervento militare in Libia”

Roma, 15 maggio 2015 – Dopo l’allarme lanciato dal Governo di Tobruk, l’unico governo libico internazionalmente riconosciuto, secondo il quale barconi pieni di infiltrati Isis starebbero per arrivare in Italia e in Europa, il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha rassicurato l’opinione pubblica.

[easy_ad_inject_1]In un suo intervento alla trasmissione Agorà, Gentiloni ha dichiarato che “I nostri servizi di intelligence ci dicono che non ci sono informazioni di infiltrazioni terroristiche nei barconi di migranti”.

Sulla risoluzione dell’Onu attesa per la questione libica e sulla relativa missione Ue, Gentiloni chiarisce che l’eventuale risoluzione che dovesse avere l’appoggio anche degli USA, “autorizza la confisca dei barconi in mare” ma “non prevede interventi militari in Libia”.

Nessun intervento militare in Libia, è il concetto ribadito anche dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti che, dal Salone del Libro di Torino, ha dichiarato che l’Italia non farà un intervento militare in Libia contro gli scafisti, ma agirà nell’ambito di una “azione che possiamo chiamare di polizia” nell’ambito dei consigli che saranno stabiliti dalla risoluzione dell’Onu e dall’Europa.

Dichiarazioni certamente confortanti ma la risoluzione ONU è ancora in attesa di essere approvata. La posizione europea come espressa dall’Alto Rappresentante Mogherini è chiara: da una parte garantire ai migranti delle quote di accoglienza in Europa (ma Gran Bretagna e Danimarca non vogliono migranti sul loro territorio) e dall’altra fare interventi di qualche misura in Libia contro gli scafisti. Bisogna solo attendere la risoluzione dell’ONU per capire di quali interventi concreti di lotta al traffico di esseri umani sarà concretamente fatta in Libia anche dall’Italia.

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Terrorismo internazionale. Gentiloni: sì ad azione militare ma non solo

Roma, 7 aprile 2015 – Il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, commenta dalla trasmissione Radio Anch’io andata in onda stamattina su radio 1 Rai, la necessità dell’intervento militare contro il terrorismo internazionale ma, sostiene prima ci sono anche altre azioni da fare.

[easy_ad_inject_1]” Nell’ambito del contrasto di questo fenomeno terrorista che è sempre più allarmante e comunque sempre più diffuso c’è anche l’opzione militare, un’opzione nella quale siamo giò dentro perché già facciamo parte della coalizione militare, e non solo militare, anti Daesh, che interviene in Siria e in Iraq.”

Ma l’opzione militare per Gentiloni non è l’unica via.

“So benissimo che parlare di opzione militare fa titolo. Noi non dobbiamo neanche immaginare che questa sia l’unica risposta o la riposta decisiva. Prima dell’opzione militare c’è la cooperazione economica, ci sono gli aiuti umanitari verso i rifugiati, la collaborazione tra università, parliamo di una strage compiuta in un campus universitario in Kenia, si può fare tanto sul piano della collaborazione tra università. Dobbiamo sapere che per alcuni di questi gruppi colpire gli studenti è uno dei loro obiettivi. Boko Haram vuol dire “l’educazione occidentale è peccato”. Quindi ci sono tante cose che dobbiamo fare di più e meglio cercando di superare questo atteggiamento che dice prendiamo il bello del mondo attuale, la comunicazione, i trasporti, i vantaggi e il non bello, i rischi li teniamo fuori della porta chiudendoci a chiave. Questa cosa non è possibile. Quindi intervenire di fronte alla persecuzione dei cristiani, intervenire di fronte all’intolleranza contro tutte le minoranze religiose.
Io ho incontrato in Iraq diversi esponenti della comunità Yazita che è una religione di fede zoorastriana che è nelle regioni del kurdistan che sono stati sterminati, quindi intervenire contro la persecuzione dei cristiani e a sostegno delle minoranze religiose si deve fare in tanti modi senza escludere l’opzione militare” ha detto il Ministro.

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Frontex: un milione di migranti pronti a salpare dalla Libia. Gentiloni: non allarmismi

Varsavia, 6 marzo 2015 – Fabrice Leggeri, direttore esecutivo del Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea, ha dichiarato che anche 1 milione di migranti sono pronti per partire dalla Libia nel 2015.

“Nel 2015 dobbiamo essere preparati ad affrontare una situazione più difficile dello scorso anno””A seconda delle fonti ci segnalano tra i 500mila ed un milione di migranti pronti a partire dalla Libia” ha detto.

[easy_ad_inject_1] Non è escluso il rischio di infiltrazioni di terroristi dell’Isis tra i migranti diretti in Italia e in Europa: “Dobbiamo essere coscienti dei rischi, non abbiamo prove ma, potrebbe accadere domani. Sappiamo che i migranti sono spesso costretti a salire sui gommoni con le armi:da terroristi? ” ha aggiunto Leggeri.

Il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni replica alle dichiarazioni di Leggeri:

“Non serve sollevare allarmi e allarmismi, si tratta di impegnarci di più, noi italiani e l’Europa, per fronteggiare il fenomeno delle migrazioni. Quello che chiediamo a Frontex è maggiore collaborazione”.

Isis. Paolo Gentiloni: lotta comune Italia Iran contro lo Stato Islamico

Teheran, 28 febbraio 2015 – Arrivano le prime dichiarazioni del Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni oggi in missione a Teheran, in Iran dove ha incontrato il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif e dove incontrerà nelle prossime ore il presidente Hassan Rohani.

Nell’agenda della missione tra le voci più rilevanti ci sono temi attuali quali la minaccia dello Stato islamico.

“L’Iran può svolgere un ruolo in diverse aree di crisi su cui abbiamo un interesse comune evidente che si chiama lotta al terrorismo e a una minaccia che si chiama Daesh” “Le autorità iraniane delineano un quadro allarmante per l’estensione, dalla Libia all’Afghanistan, che ha il suo cuore in Iraq e Siria”.

ha dichiarato Gentiloni.

[easy_ad_inject_1] Altro punto importante della missione iraniana è la questione del nucleare:

“Raggiungere un accordo è nell’interesse della pace” per tutti ha detto il Ministro.