Enrico Letta invoca ragionevolezza: Pd non può e non deve finire così

L’ex premier Enrico Letta lancia un appello su Facebook invocando “generosità e ragionevolezza” perché il Partito democratico non può finire così. “Guardo attonito al cupio dissolvi del Pd. Mi dico che non può finire così. Non deve finire così”, scrive Letta rivendicando con orgoglio di aver preso parte prima alla nascita dell’Ulivo e poi a quella del Pd. Leggi tutto “Enrico Letta invoca ragionevolezza: Pd non può e non deve finire così”

Beppe Grillo difende Mazzillo: ex PD? Non è un reato. Di Maio: “si inventa un’altra polemica”

Roma e Parma, due città diverse e due fronti caldi che mettono alla prova il Movimento 5 Stelle fondato da Beppe Grillo.
A Roma è iniziata l’era del neoassessore al bilancio Andrea Mazzillo, oggetto di critiche perché ex PD. Leggi tutto “Beppe Grillo difende Mazzillo: ex PD? Non è un reato. Di Maio: “si inventa un’altra polemica””

Vincitori Primarie PD a Roma, Napoli, Trieste, Bolzano, Grosseto e Benevento

Si sono tenute ieri le primarie del Partito Democratico per scegliere i candidati alle prossime elezioni amministrative in sei città. Vediamo di seguito i vincitori delle primarie del PD nelle varie città.

Primarie Pd,Roma: vince Giachetti con il 64,16% – Roberto Giacchetti si è imposto con il 64,16% delle preferenze contro il 27,52% di Roberto Morassut. E’ questo il risultato dello spoglio di 48 seggi su 193 secondo il Comitato Pd. In lizza anche: Mascia 0,78%, Ferraro 1,50%, Rossi, 3,32% e Pedica 1,39%.

“Un abbraccio a Roberto Giachetti e a Valeria Valente. Con loro possiamo tornare a vincere”

ha scritto Matteo Orfini, commissario PD su Twitter.

“Sosterrò Roberto come candidato unitario del centrosinistra”

, ha detto Morassut.

Primarie Pd a Napoli,Valeria Valente vince su Antonio Bassolino – Valeria Valente ha annunciato la sua vittoria alle primarie del centrosinistra a Napoli per la candidatura a sindaco, battendo il già sindaco di Napoli e presidente della Regione Campania Antonio Bassolino.

“Napoli ha scelto di guardare avanti con una nuova classe dirigente. Grazie a tutti i cittadini. E ora tutti insieme nel centrosinistra per tornare al governo della città”. ha detto la Valente. “Mi sento investita -ha continuato- di una grande responsabilità. Gli altri candidati? Non li ho sentiti, ma abbiamo sempre detto che chiunque fosse stato il vincitore avrebbe avuto il sostegno degli altri e sono convinta che arriverà”.

Trieste: il sindaco uscente Roberto Cosolini vince le primarie del centrosinistra per la candidatura a sindaco.

Bolzano: l’ex city manager indipendente Renzo Caramaschi (sostenuto da Sel, IdV, Noi Bolzano) batte i tre avversari del Pd.

Grosseto: Lorenzo Mascagni vince a Grosseto prevalendo sull’ex vicesindaco Paolo Borghi (entrambi i candidati sostenuti da Pd, Psi, 2 liste civiche e Udc).

Benevento: vittoria del vicesindaco uscente, Raffaele Del Vecchio.

Primarie PD Lorenzo Guerini Un bel segnale: –

“Un bel segnale di partecipazione e passione. Siamo molti soddisfatti”

, ha commentato il vice segretario Lorenzo Guerini parlando della partecipazione del popolo Pd alle primarie per i candidati alle amministrative.

“A Napoli – ha aggiunto Guerini – il risultato dell’affluenza è molto positivo: 30mila votanti, contro i 16,500 dello scorso anno per le regionali”.“A Roma – ha aggiunto – un ottimo risultato, dopo tutto quello che è successo”.

Ettore Rosato, capogruppo PD alla Camera: –

“Una grande partecipazione. Mentre gli altri nelle stanze o al segreto scelgono i candidati noi consultiamo le piazze i nostri elettori. Ha vinto il Pd”

PD. Pierluigi Bersani: “congresso anticipato e basta al delirio trasformista di Verdini”

Roma, 1 marzo 2016 – L’ex segretario del PD, Pierluigi Bersani, torna sulle questioni che stanno tenendo banco internamente al PD: la richiesta di congresso anticipato da parte di Roberto Speranza, e l’ipotesi del Governo allargato all’Ala di Verdini dopo l’appoggio dato da quest’ultimo e i suoi sulla fiducia relativa al ddl sulle Unioni Civili al Senato.

“Non è vero che abbiamo bisogno di Denis Verdini, come non era vero che avevamo bisogno di Silvio Berlusconi con il Patto del Nazareno” ha detto Bersani “E’ una scelta, Matteo Renzi scelga se vuol fare quello che rottama o quello che resuscita”. “Su questo bisognerebbe fare una discussione anche congressuale”, ha aggiunto.

“Devo riconoscere a Renzi una straordinaria qualità – ha continuato Bersani -, è riuscito a cambiare le papille gustative di un bel pezzo dell’area democratica e dell’informazione”. “Il mondo di Verdini – ha aggiunto – risulta improvvisamente commestibile. Io continuo a trovare questa cosa sorprendente”.

Ma Verdini potrebbe buttare fuori Bersani ed altri esponenti della minoranza dem? Se Renzi riesce a buttare fuori me deve avere un bel fisico” commenta Bersani.

Sul no al congresso anticipato: “La trovo una risposta arrogante e tranciante” “Mi spiace che non si veda un po’ di gente che sta cercando di raffigurare un Pd ospitale per un’idea di sinistra. Se non si apprezza questo sforzo vuol dire che non si sta capendo cosa sta succedendo”.

Unioni civili. Matteo Renzi: “Sono straorgoglioso”. Boschi: “Ora legge sulle adozioni per tutti”

Scuola politica del Partito Democratico e Unioni civili: Renzi si dice straorgoglioso. Speranza, minoranza dem, chiede congresso PD anticipato. Il Ministro Boschi annuncia una prossima legge sulle adozioni per tutti.
Roma, 27 febbraio 2016 – Il premier Matteo Renzi torna a commentare positivamente l’ok del Senato alle unioni civili votato la fiducia sul maxi emendamento al ddl Cirinnà con 173 voti a favore e 71 contrari.

Sulle unioni civili “anche tra di noi ci sono opinioni diverse”, ma “io sono davvero straorgoglioso” del primo via libera alle legge da parte del Senato ha detto Renzi alla scuola politica del Partito Democratico.

“C’era un disegno politico di non fare nessuna legge sulle unioni civili, di fare la melina, il catenaccio per portare a casa il risultato dello zero a zero- ribadisce il premier- allora serviva un colpo di reni per vincere, se avessimo fatto ancora zero a zero sui diritti sarebbe stato da vergognarsi”.

La sinistra dem attacca e chiede il congresso anticipato – “Non si può più stare zitti ed è il momento che si faccia una discussione vera sull’identità del Partito Democratico. L’identità del Partito Democratico si può decidere solo in un congresso anticipato”, afferma Roberto Speranza, esponente della minoranza Pd, commentando il voto di fiducia al Senato sul ddl Cirinnà anche con il sostegno del gruppo Ala del senatore Denis Verdini.

Il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi annuncia ora legge sulle adozioni – Sulle unioni civili si è “avviato un percorso non ancora finito”,ora “c’è l’impegno a presentare il prima possibile una legge sulle adozioni che riguarda tutti”. Boschi ha anche annunciato per martedì un’assemblea del Pd alla Camera per elaborare una proposta.
E’ “una battaglia giusta” e il sì del Senato alle unioni civili “è una vittoria e non una sconfitta come qualcuno vorrebbe farci credere”, ha aggiunto.

Enrico Rossi si candida a segretario del PD contro Renzi

Pisa, 23 febbraio 2016 – Il governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi, sfida l’attuale segretario del Partito Democratico Matteo Renzi e si candida a guidare il partito come prossimo segretario nazionale.

“Mi candido alla segreteria nazionale del Pd” ha annunciato ieri Rossi, sottolineando che intende raccogliere le firme per partecipare al congresso del partito che al momento è fissato entro la fine del 2017.

“Io non sono renziano, sono convintamente rossiano”, ha detto Rossi. “Io faccio sul serio. Mi candido con l’idea di superare una contrapposizione tra renziani e antirenziani che non mi sembra faccia bene al partito. Io non sono renziano e mi candido in alternativa a Renzi”.

Poi Rossi ha precisato:”Diversamente da altri, come gli amici “turchi” che fanno parte della maggioranza, io mi candiderò, se avrò i numeri, in alternativa a Renzi. Ma non condivido neanche certe posizioni della sinistra, con cui ovviamente dialogo. Penso che in questo partito bisogna starci con le proprie posizioni con serenità”.

Su Facebook, Enrico Rossi ha chiarito ulteriormente la sua posizione:Ieri a Pontedera, Pisa, piccolo centro di industrie e servizi, operai e ceto medio, la mia città dove ho iniziato a fare politica e mi sono formato ho ufficializzato la mia candidatura a segretario del PD.
Obiettivo: un PD di sinistra, oltre il renzismo e l’antirenzismo. Una sfida sui valori e sui contenuti.

Ieri a Pontedera, Pisa, piccolo centro di industrie e servizi, operai e ceto medio, la mia città dove ho iniziato a…

Pubblicato da Enrico Rossi Presidente su Lunedì 22 febbraio 2016

Beppe Grillo e M5S attaccano la Rai: “fascista contro di noi”. PD:”Attacchi ingiustificati”

Roma, 18 gennaio 2016 – Giorno dopo giorno le elezioni comunali si avvicinano e si sente sempre più forte il calore e la tensione di uno scontro politico che sarà destinato come sempre a durare fino al giorno del voto.

Ad attuare un nuovo filone di polemiche è il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che questa volta si scaglia contro l’informazione della Rai, la televisione di Stato, per la quale pagheremo il canone nelle bollette della luce a partire da luglio.

I grillini denunciano attraverso il blog di Beppe Grillo: “Denotiamo un silenzio assordante da parte dell’informazione Rai sui numerosi casi di realtà amministrate da Pd e Forza Italia toccate da indagini: esattamente l’opposto di quanto accaduto per il caso Quarto, dove i telegiornali della tv pubblica hanno garantito una copertura senza pari”. E poi l’annuncio: “abbiamo deciso di depositare un’interrogazione all’azienda a prima firma Dalila Nesci“.

Per il Movimento di Grillo la Rai utilizzerebbe due pesi e due misure rispetto all’opposizione M5S e al PD, partito di governo: “Negli ultimi mesi sono numerose le inchieste giudiziarie che a livello locale hanno riguardato il Pd. Alcuni esempi sono quelli di San Giorgio a Cremano, tra l’altro in provincia di Napoli come Quarto, di Vado Ligure, di Rimini e di tante altre città italiane toccate da episodi di malaffare. Non risulta che per nessuna di queste realtà il Tg1 abbia mandato due inviati, come il Tg3 e RaiNews24 uno ciascuno con una programmazione pressoché sconfinata“.

Ben venga l’attenzione del servizio pubblico sui temi della legalità – continua il post – siamo lieti della dovizia di particolari con cui è stata raccontata la vicenda Quarto, ma per evitare che si configuri una violazione dei principi di pluralismo chiediamo alla Rai di dare uguale attenzione anche ad altri casi giudiziari e politici che riguardano altre forze politiche. Già da stasera capiremo se il nuovo corso dell’informazione in Rai voluto dal direttore editoriale Carlo Verdelli porterà ad approfondimenti sugli impresentabili del comune di Catania o sul sindaco agli arresti domiciliari a Brenta, in provincia di Varese“.

Su Facebook la grillina Dalila Nesci affonda: “Quella portata avanti dal ‪#‎Tg1‬, diretto da Mario Orfeo, è una campagna filogovernativa che umilia in modo imbarazzante il pluralismo televisivo. Il primo telegiornale italiano continua a costruire casi su notizie inesistenti come quella di Pomezia, mentre ignora argomenti seri come quello dei tre consiglieri del Comune di Catania che hanno legami con persone legate alla mafia.
Stamattina abbiamo presentato una nuova interrogazione parlamentare sull’edizione di ieri del Tg1. Non si parla del caso Catania -dopo che lo stesso è approdato in commissione Antimafia-, perché le vicende che riguardano esponenti del Partito democratico non possono venire raccontate da chi vuole restare attaccato alla propria poltrona. Aggrappandosi alla sottana del renzismo, Orfeo cerca di sopravvivere ai possibili valzer di nomine.”

Non tarda ad arrivare la replica del Partito Democratico con Ernesto Carbone, della segreteria Pd, “E’ scandaloso il tentativo di intimidazione contro un telegiornale della Rai, da chi, come il M5s, guida la Commissione di Vigilanza con Roberto Fico. Gli attacchi ingiustificati contro il Tg1 servono ad evidenziare il nervosismo e il panico che regnano nel M5s. Vanno capiti: vorrebbero che tutti i guai che hanno combinato da Nord a Sud, nei comuni dove amministrano, venissero silenziati, d’altronde il silenzio e’ l’unica linea che hanno tenuto sul caso Quarto. Purtroppo sono convinti che quello che i giornali scrivono o va in onda nei Tg, spetti a loro deciderlo, o meglio, ai padroni Grillo e Casaleggio. Alla faccia della democrazia e del pluralismo“.

Per la senatrice PD Camilla Fabbri, presidente della commissione d’Inchiesta Infortuni sul Lavoro del Senato: “Che la libertà di stampa non sia gradita a Grillo e al suo movimento era cosa risaputa ma arrivare agli attacchi diretti a testate giornalistiche ci sembra francamente inaccettabile. Se ne facciano una ragione i 5 stelle, siamo in un paese democratico e la liberta’ di stampa e la liberta’ di informare i cittadini sui fatti, sono un bene prezioso di tutti e che da tutti devono essere rispettati anche quando si viene criticati“.

Per Andrea Marcucci, PD, commissione cultura: “La libertà di stampa è per Grillo la nemica numero uno. Va bene come megafono, non come informazione vera che riguarda anche i Cinque Stelle come tutti gli altri partiti. Il M5S vuole forse proporre Rocco Casalino direttore unico delle testate giornalistiche?”. “Chiederò conto al presidente della Vigilanza RAI Roberto Fico di questi attacchi scomposti dei Cinque Stelle contro il Tg1. Anche contro l’Huffington Post, il M5S dimostra lo stesso spirito illiberale, e l’isteria che ha colto il direttorio dopo i numeroso casi di malgoverno delle loro giunte“.

Per Andrea Romano, PD, “I Cinque Stelle, dopo avere stilato la black list degli interlocutori politici con cui non vogliono confrontarsi, ora pretendono di ordinare alle testate tv e stampa chi intervistare e chi non intervistare,”. “La senatrice Lezzi, invece di rispondere nel merito delle molte ambiguità e omissioni che stanno emergendo in casa grillina a proposito dello scandalo di Quarto, pensa bene di attaccare il Tg1 e il suo direttore Orfeo per il lavoro di informazione e inchiesta che sta conducendo sulla vicenda. I grillini si mettessero l’anima in pace: se l’omertà è ormai il loro stile, come dimostra lo scandalo di Quarto, l’Italia rimane un paese democratico dove l’informazione è libera e dove la stampa e la tv non sono sottoposte al controllo dittatoriale del duo Grillo-Casaleggio“.

PD attacca Beppe Grillo e M5S:manipolata traduzione articolo del Financial Times

Roma, 6 gennaio 2016 – La Befana porta nella sua calza carboni alla politica sempre in massima tensione anche semplicemente per una traduzione di un titolo di un giornale, pur prestigioso.

Le ultime polemiche sono tra Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle di Beppe grillo relativamente alla traduzione in italiano di un titolo del Financial Times«FT: “Five Star Movement comes of age” che conteneva un’intervista a Luigi Di Maio.

Secondo le accuse del deputato del Pd Giampaolo Galli, Beppe Grillo e i suoi lo avrebbero tradotto in italiano in “Il M5S è maturo” mentre la traduzione corretta sarebbe dovuta essere “sta maturando.

«Il titolo vero – scrive Galli – è “Italy’s Five Star Movement wants to be taken seriously”. Che si traduce come »Il M5S vuole essere preso sul serio«. Nulla a che fare con “Il M5S è maturo per il governo”, un falso che suggerisce al lettore che questo è il giudizio del giornale, non la mera aspirazione del M5S». iInoltre affonda Galli “Proseguendo, il sottotitolo dice: “Protest group has come a long way since its eccentric start and is now the country’s second party”. Insomma hanno fatta molta strada rispetto alle loro origini eccentriche, il che è già un bel riconoscimento, vero o no che sia. Ma sentite la traduzione italo-grillesca: “Il M5S è maturo. Un partito dal passato eccentrico si reinventa come seria alternativa a Renzi”. Un altro falso evidente. Da nessuna parte il FT definisce maturo il M5S e da nessuna parte lo presenta come “serio”», conclude Galli.

Non è tardata la replica di Beppe Grillo al deputato del partito democratico che su Twitter scrive “Regalate dizionario ai deputati Pd #piddinibugiardi”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Manlio Di Stefano, deputato del Movimento 5 Stelle che in una recente intervista ha dichiarato che per lui non c’è stata malafede e omissione perché è stata citata nel blog la fonte originale del pezzo, inoltre ha espresso il suo compiacimento perché considerati in grado di governare il Paese dal più grande giornale finanziario del mondo.

La provocazione del M5S a non modificare l’Italicum: scoppia la polemica in Aula

Roma, 4 dicembre 2015 – Il Partito Democratico ha subito commentato che il Movimento 5 Stelle aveva cambiato linea ma quella dei grillini era solo una provocazione iniziata col chiedere al governo l’impegno a non modificare l’Italicum con una richiesta ufficiale messa all’ordine del giorno dei lavori della Camera, firmata da Alessandro Di Battista.

[easy_ad_inject_1]I grillini hanno votato l’odg garantendo che si trattava solo di una provocazione, ma nell’Aula di Montecitorio è scoppiata subito la polemica. L’ordine del giorno sul disegno di legge Boschi, appunto l’Italicum, chiedeva l’impegno del governo “ad astenersi dall’adottare iniziative legislative recanti proposte di modifica della disciplina elettorale per l’elezione delle Camere una volta giunti all’approvazione della riforma costituzionale”, ma è stato bocciato con 400 voti contrari e solo 4 a favore.

“Hanno cambiato la linea. Siamo all’asilo Mariuccia”

hanno commentato ironicamente i democratici.

Mentre Arturo Scotto, capogruppo Sel, ha sottolineato che un comportamento del genere se lo sarebbe aspettato dal Pd che difende la legge elettorale ma non dai colleghi che, insieme a lui, hanno firmato i ricorsi sull’Italicum presso tutti i tribunali d’Italia.

“Esprimo soddisfazione per il cambio di linea di M5S che ci ha chiesto formalmente di non cambiare la legge elettorale, che dopo 10 anni abbiamo faticosamente modificato. Era ora. Si sono accorti che è una buona legge”

ha detto il sottosegretario Scalfarotto.

Ma il deputato Danilo Tonelli del M5S ha subito puntualizzato che i grillini non avevano affatto cambiato linea ma l’intenzione era piuttosto quella di mettere un freno alla continua trattativa sulla legge elettorale.

“Ci sono dei ragazzi che vanno alla scuola dell’infanzia e magari alle prime elementari che avrebbero capito più facilmente di Scotto che questo era un ordine del giorno provocatorio. Il Partito Democratico cambierà la legge elettorale, quando e se il Movimento 5 Stelle vincerà a Roma, a Milano, a Torino o a Napoli. Noi stiamo chiedendo ai signori se hanno il coraggio, perché i suoi leader dicono questo, di non modificare quella legge. E lo devono votare quest’ordine del giorno, a cui noi voteremo contro. Lo devono votare loro, se sono coerenti”

ha precisato Danilo Tonelli del M5S.

Riforme. Pierluigi Bersani: “Avanti, ma basta il delirio trasformista di Verdini”

Roma, 28 settembre 2015 – L’ex segretario del PD, Pierluigi Bersani, è intervenuto alla trasmissione radiofonica Mix24 in onda su Radio24 sul tema delle riforme costituzionali e sugli appoggi alla maggioranza da parte di esponenti dell’opposizione.

[easy_ad_inject_1] “C’è ancora da lavorare, ma un passo è stato fatto. Un conto è nominare i senatori a tavolino e un altro eleggerli” ha spiegato soddisfatto Bersani chiarendo uno dei dissensi della sinistra Pd sulla riforma costituzionale del governo.

Adesso “bisogna cambiare” le norme transitorie e quelle sull’elezione del presidente della Repubblica aggiunge Bersani. C’è “una riduzione del danno molto significativa” nella trattativa con la maggioranza renziana del Pd, precisa, ma ora serve un chiarimento sul “delirio trasformista” in cui “vedo il senatore Verdini”.

“Siccome questo è un delirio trasformista, mi aspetterei che dal Nazareno venisse una parola chiara su questo delirio, perché non vorrei si sottovalutasse l’effetto che queste cose hanno sui nostri militanti” ha precisato.

Ministro Delrio: le riforme vanno avanti – “Le riforme vanno avanti”. Lo ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio a margine dell’inaugurazione del Cersaie a Bologna.

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