Matteo Renzi dice no al reddito di cittadinanza: “Sì a misure contro la povertà infantile”

Roma, 30 settembre 2015 – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi esprime il suo netto no al reddito di cittadinanza, bandiera di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle.

[easy_ad_inject_1]Il motivo del rifiuto del premier è nel fatto che, a suo giudizio, “la misura per combattere la povertà è puntare sul lavoro”. Così Renzi risponde alle interrogazioni alla Camera.

Renzi si impegna invece “ad introdurre nella Legge di Stabilità una misura contro la povertà, in particolare quella infantile“.

Sui migranti Renzi parla di “crisi epocale”: l’Italia salva la vita dei profughi ma, precisa, “non sta arrivando in Italia un milione di persone. Sono arrivate 170 mila persone lo scorso anno. Un milione sono in Giordania”.

Sulla situazione economica italiana il salvataggio dell’industria manifatturiera per Renzi è stata “una priorità” del governo nel primo anno e mezzo di lavoro:”Questa prima fase aveva come scopo di portare l’Italia fuori dalla sabbie mobili e ora possiamo dire: missione compiuta”, dice il presidente del Consiglio.

Renzi poi Respinge le critiche sulla sanità: “Sulla sanità questo Paese non sta tagliando” e precisa che per la sanità c’erano 75 miliardi nel 2002, nel 2015 110 e l’anno prossimo 111.

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Istat. Reddito di cittadinanza del M5S costa 14,9 miliardi di euro

Roma, 11 giugno 2015 – Il disegno di legge presentato dal Movimento 5 Stelle per il reddito di cittadinanza costa 14,9 miliardi di euro. Lo ha riferito il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, durante la sua audizione alla Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato. Leggi tutto “Istat. Reddito di cittadinanza del M5S costa 14,9 miliardi di euro”

Beppe Grillo “derentizza” il suo blog: Matteo Renzi uomo invisibile

Genova, 12 Aprile 2015 – Nuova iniziativa di Beppe Grillo sul suo Blog nella nuova missione di “derentizzare” il sito web e di rendere Matteo Renzi “uomo invisibile”

“E’ primavera, si sbattono i tappeti, si dà una rinfrescata alla casa, si indossano abiti più leggeri e si mandano in tintoria cappotti e abiti pesanti. Il momento ideale per derenzizzare il blog. Da oggi il nome Renzi non sarà più presente nei post. E’ come fare entrare aria pulita in una stanza piena di fumo, di balle, di smog, di inconsistenza che ti intossica.” esordisce Grillo.

[easy_ad_inject_1] Da oggi Matteo Renzi, presidente del Consiglio, per il blog di Beppe Grillo torna ad essere appellato come “l’ebetino”.

“L’ebetino vive solo di visibilità, da oggi, almeno in questo blog, lo eliminiamo. Il Bomba, senza l’appoggio dei media, starebbe al massimo a pescare carpe in Arno. Ora si appresta, in un Paese sommerso dalle SUE tasse, all’ennesima promessa di “elemosina elettorale” che forse c’è e forse no.”

Grillo non ci sta sule frasi di Renzi pronunciate a margine dell’approvazione del DEF, il documento di economia e finanza, quando ha detto che non ci sono nuove tasse:

“Dobbiamo far sì che i sacrifici non li facciano più i cittadini, semmai qualche politico o amministratore a vari livelli”, intanto i “rimborsi” elettorali di 45 milioni di euro per il Pd se li tiene ben stretti. Uno spudorato che vive di promesse mai mantenute e che ogni volta che è beccato con le mani nella marmellata tace, fidando nella memoria corta degli italiani, o incolpa gli altri a seconda delle convenienze. Stare dietro alle sue balle vuol dire fare il suo gioco.”

Dunque è così spiegato il provvedimento drastico del leader del Movimento 5 Stelle nel far diventare Renzi l’uomo invisibile e avverte che tale cancellazione vale anche per i commenti, “evitate di inserire il suo nome nel testo se volete vedere pubblicato il vostro commento”:

Renzi “Va trasformato nell’uomo(?) invisibile. Nel signor nessuno che è. Gli va applicata la damnatio memoriae in vita, (la cancellazione della memoria di una persona e la distruzione di qualsiasi traccia possa tramandarla ai posteri. Una pena particolarmente aspra riservata agli hostes, ossia ai nemici di Roma e del Senato)”

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Beppe Grillo. A maggio marcia per il reddito di cittadinanza

Genova, 7 Aprile 2015 – Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle organizzano la marcia per il reddito di cittadinanza previsto per maggio. Lo annuncia lo stesso leader del Movimento 5 Stelle dal suo Blog nel quale spiega che sarà “una marcia a livello nazionale i cui dettagli saranno resi noti nei prossimi giorni”. Nessun dettaglio per ora, il tutto è in via di definizione e i particolari di dove si terrà la marcia e che tipo di manifestazione sarà, verrà svelato soltanto a suo tempo.

“È inaccettabile che in Italia ci siano 10 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, per questo vogliamo fare approvare il reddito di cittadinanza, presente ovunque in Europa tranne che da noi, in Grecia e in Ungheria” scrive Grillo.

I numeri dichiarati dai senatori M5S e che hanno come fonte uno studio dell’osservatorio socio-economico ixè sono a dir poco preoccupanti:

“Al 12 marzo 2015 il 64% degli italiani vede la ripresa ancora lontana e il 9% crede che non ci sarà. La grande maggioranza è molto sfiduciata sull’azione del Governo Renzi (73%), mentre gli ottimisti scendono di un punto percentuale rispetto al luglio 2014 (da 25% a 24%). ”

Sul fronte risparmio sempre più famiglie non riescono a mettere nulla da parte:

“Per il risparmio aumentano di ben 11 punti percentuali gli intervistati di un nucleo familiare che non sta risparmiando: dal 51% del luglio 2014 al 61% di oggi. La memorabile uscita di Renzi (“Gli italiani si stanno arricchendo”) è una barzelletta ogni giorno di più.”

Sul fronte occupazione “Aumentano coloro che sono preoccupati per la perdita del proprio lavoro o di un famigliare. Il Jobs Act spaventa gli italiani. Ad oggi il 47% teme di rimanere senza occupazione nel giro di sei mesi.”

Inoltre la percezione del reddito familiare è il dato “più interessante” : “Diminuiscono nettamente le famiglie che grazie ai redditi percepiti riescono a vivere “serenamente e senza particolari affanni” (dal 41% del luglio 2014 al 32% del marzo 2015), mentre aumentano le famiglie che riescono a “pagare appena le spese” (dal 41% al 52%). Questo significa che la classe media sta scomparendo, erosa dall’austerità, dalla pressione fiscale e dalla repressione salariale. Ma a (non) sorprendere è il dato sulle famiglie più ricche. Crescono infatti di un punto (dal 3% al 4%) i nuclei che hanno la fortuna di “vivere agiatamente” e si possono anche “concedere dei lussi”.”

La direzione giusta non può che essere il reddito di cittadinanza proposto con serietà: “È evidente che disoccupazione, povertà, sfiducia, crisi e stagnazione si alimentano a vicenda. Serve una politica economica espansiva con provvedimenti che permettano al ciclo di invertirsi grazie all’aumento della liquidità familiare (non bancaria, vero Draghi?). Della ripresa dei consumi gioverebbero immediatamente sia le imprese che i lavoratori in cerca di impiego.

Il reddito di cittadinanza proposto con serietà, coerenza e coperture finanziarie dal M5S è la chiave di volta di questa drammatica situazione. Si tratta di un vero piano di lavoro e di diritti sociali. 780 euro al mese garantiti a chi non raggiunge una soglia minima di sopravvivenza, che aumentano in base al numero di componenti familiari secondo un criterio di progressività.
Il M5S vuole inaugurare al più presto l’era del reddito di cittadinanza, per ridare dignità agli italiani e per rilanciare la spesa, e quindi la produzione industriale, attraverso i consumi”.

Approfondisci: cos’è il reddito di cittadinanza.