Marò in India. Tribunale Aja: “Salvatore Girone torni in Italia” ma con riserva. Renzi: “ricreare rapporti con India”

Tribunale dell’Aja conferma l’obbligo per l’Italia di restituire il sergente Girone all’India nel caso lo stesso Tribunale decida che l’India ha la giurisdizione su di lui in merito all’incidente dell’Enrica Lexie.
Per quattro anni Salvatore Girone è stato tenuto lontano dalla sua famiglia, da quel terribile giorno in cui insieme a Massimiliano Latorre è accusato di aver ucciso due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano scambiato per un battello dedito alla pirateria. Era il 15 febbraio 2012. I fatti si sono svolti al largo della costa del Kerala mentre prestavano servizio antipirateria sulla nave Enrica Lexie.

Roma, 3 maggio 2016 – Dopo quattro lunghi anni il caso Marò sembra finalmente arrivare ad una svolta, almeno per quanto riguarda la fine della permanenza forzata in India del fuciliere di Marina, Salvatore Girone.

La Farnesina comunica che “il Tribunale arbitrale istituito a L’Aja ha oggi anticipato la propria decisione che il Fuciliere di Marina Salvatore Girone faccia rientro in Italia fino alla conclusione del procedimento arbitrale, avviato dal Governo il 26 giugno 2015. Le condizioni del rientro saranno concordate tra Italia e India”.

Il Tribunale internazionale dell’Aja, la cui ordinanza sarà resa pubblica ufficialmente domani, ha dunque accolto la richiesta presentata dall’Italia, invitando le parti (India e Italia) a concordare le modalità del rientro del fuciliere in patria.

Appena informato della “straordinaria notizia”, il presidente del consiglio Matteo Renzi ha detto di aver parlato al telefono con il marò Girone che potrà ora tornare in Italia.

“Un passo in avanti davvero significativo al quale abbiamo lavorato con grande dedizione e ne approfittiamo per mandare un messaggio di amicizia al grande popolo indiano, con il quale siamo sempre pronti a collaborare” ha detto Renzi nel corso della conferenza stampa a Firenze.

Il commento di Renzi su Twitter:
“Felici per il rientro di Salvatore Girone, confermiamo la nostra amicizia e la nostra volontà di collaborazione con l’India”.

“Si tratta di una buona notizia per i due Fucilieri, le loro famiglie e per le ragioni sostenute dal Governo e dai nostri legali. Il Governo conta su un atteggiamento costruttivo dell’India anche nelle fasi successive e di merito della controversia. La decisione del Tribunale de L’Aja recepisce le considerazioni legali e di ordine umanitario derivanti dalla permanenza di Girone in India da oltre quattro anni e che avrebbe potuto prolungarsi per altri due o tre anni, tenuto conto della prevista durata del procedimento arbitrale. Il Governo avvierà immediatamente le consultazioni con l’India affinché siano in breve tempo definite e concordate le condizioni per dare seguito alla decisione del Tribunale arbitrale. Il Governo sottolinea che la decisione odierna del Tribunale relativa alle misure richieste dall’Italia in favore del Sergente Girone non influisce sul prosieguo del procedimento arbitrale, che dovrà definire se spetti all’Italia o all’India la giurisdizione sul caso della Enrica Lexie” comunica in una nota stampa la Farnesina.

Salvatore Girone – Evviva – “Evviva! Non vedo l’ora di partire, di tornare in Italia”. Sono piene di entusiasmo le parole che Girone ha detto agli amici che lo hanno contattato telefonicamente, commentando la notizia del tribunale dell’Aja.

India: L’Italia non ha interpretato correttamente la decisione – Intanto l’India frena gli entusiasmi, fonti del governo fanno infatti sapere all’agenzia di stampa Pti, che l’Italia non avrebbe interpretato correttamente la decisione del tribunale in quanto il marò Salvatore Girone non è libero e spetterà alla Corte Suprema indiana stabilire le condizioni della sua libertà provvisoria.

Tribunale Aja: Girone dovrà tornare se decisa giurisdizione dell’India – “Il Tribunale arbitrale conferma l’obbligo per l’Italia di restituire il sergente Girone all’India nel caso lo stesso Tribunale decida (al termine dell’arbitrato, ndr) che l’India ha la giurisdizione su di lui in merito all’incidente dell’Enrica Lexie”. Lo riporta l’agenzia Ansa citando la sentenza dello stesso Tribunale arbitrale pubblicata oggi all’Aja. Ricordando “l’impegno solenne” offerto e reiterato dall’Italia su questo, il Tribunale scrive che “non ci sono dubbi sulla buona fede dell’Italia rispetto a questo impegno”.

Ministro della Difesa Pinotti “Girone sarà a casa entro poche settimane” –
“Salvatore Girone tornerà in Italia tra qualche settimana, ci sono ancora delle pratiche burocratiche da espletare”. Lo assicura il Ministro della Difesa, Pinotti, e spiega che la decisione del tribunale de l’Aja “è stata una bella notizia nella quale speravamo e per cui abbiamo lavorato silenziosamente a stretto contatto con il team di avvocati che ha gestito il contenzioso internazionale sui due marò. Il tribunale dell’Aja – ha sottolineato – ha riconosciuto quello che chiedevamo e cioé che Girone potesse tornare in Italia e vivere con la sua famiglia”.
Tuttavia il percorso per Girone e Latorre e per coloro che in Italia sono da anni impegnati sul caso, “non è finito: bisogna attendere la conclusione dell’arbitrato, ma sono sicuro che avremo il giusto riscontro”. Il Ministro ha poi riferito di aver sentito ieri i due marò ed in particolare Girone, che è apparso “sollevato e contento per la notizia. Sapeva che era un passaggio cruciale”.

Renzi: ricreare rapporti con India – Festeggiamo il rientro del marò Girone in Italia,”dimostra come sia stata corretta la strategia del governo”. Lo scrive il premier Renzi nell’e-news,”ora lavoriamo tutti insieme per ristabilire ottimi rapporti di amicizia con l’India”.

Marò. India: Corte suprema estende permesso per Massimiliano Latorre. Ora si attende decisione per Girone

La Corte suprema indiana ha deciso di estendere la permanenza in Italia del fuciliere di Marina Massimiliano Latorre fino al 30 settembre del 2016. Il permesso, già oggetto di proroga da parte della suprema corte indiana scadeva il 30 aprile.

Latorre si trova in Italia per problemi di salute mentre Salvatore Girone è ancora a New Delhi in attesa del processo per l’accusa di omicidio di due pescatori indiani.

Si attende ora la decisione sul rientro in Italia del fuculiere Salvatore Girone.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono accusati di aver ucciso due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano scambiato per un battello dedito alla pirateria il 15 febbraio 2012 al largo della costa del Kerala mentre prestavano servizio antipirateria sulla nave Enrica Lexie.

Per l’Italia resta “sospesa e senza valenza giuridica la giurisdizione indiana sul caso dei marò”. E “conferma di riconoscersi nel Tribunale internazionale per il diritto del mare” che ha stabilito la sospensione di tutti i procedimenti fin alla conclusione del percorso arbitrale.

Marò. India: permesso Latorre prorogato fino al 30 aprile. Farnesina: Latorre resta fino a fine arbitrato

L’India proroga la licenza al Marò La Torre fino al 30 aprile ma poi lo rivuole in India. La Farnesina interviene sul caso “Resta in Italia”.

New Dehli, 13 gennaio 2016 – I problemi non sembrano finiti per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che sono accusati di aver ucciso due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano scambiato per un battello dedito alla pirateria il 15 febbraio 2012 al largo della costa del Kerala mentre prestavano servizio antipirateria sulla nave Enrica Lexie.

Il Governatore dello stato indiano del Kerala, Oommen Chandy, ha dichiarato: “Chiederemo oggi al premier Modi di far tornare in India il fuciliere di marina Massimiliano Latorre nei tempi previsti dalla sua licenza” specificando che si deve “intervenire in modo deciso”.

Il Governatore interpellato sulle dichiarazioni del presidente della commissione Difesa del Senato Nicola Latorre secondo cui il fuciliere italiano non tornerà a Delhi, ha precisato:”I marò hanno commesso un crimine in territorio indiano e devono rispondere alle leggi indiane”.

Latorre: permesso prorogato fino al 30 aprile – La Corte Suprema indiana ha deciso l’estensione della permanenza in Italia del marò Massimiliano Latorre fino al 30 aprile. La licenza al militare italiano, scaduta mercoledì 13 gennaio, era stata concessa per permettergli di curarsi dopo l’ictus subito nel 2014.
Inoltre La Corte suprema indiana ha inoltre chiesto di essere informata entro il 13 aprile degli sviluppi sul procedimento arbitrale internazionale attivato sul caso di Latorre e Girone.

Senatore Latorre: Il marò non tornerà in India. Nicola Latorre, senatore del Partito Democratico e presidente della Commissione Difesa di Palazzo Madama ha assicurato che Massimiliano Latorre “non tornerà in India”.

Attualmente per ordine del Tribunale del Mare di Amburgo (Itlos) Girone è in libertà provvisoria ma obbligato a restare a Delhi e Latorre è in licenza di convalescenza in Italia.

Farnesina: Latorre resta fino a fine arbitrato – Il ministero degli esteri italiano fa sapere con una nota che l’Italia, sulla base della sentenza del Tribunale del mare di Amburgo dell’agosto scorso, “ritiene che sia preclusa ogni decisione da parte della Corte Suprema indiana” su Massimiliano Latorre e che “pertanto egli possa restare in Italia per tutta la durata del procedimento arbitrale internazionale avviato dal governo il 26 giugno 2015” e aggiunge che “il governo ha preso atto”della decisione odierna della Corte Suprema indiana di aggiornarsi sul caso del marò il 13 aprile prossimo.

Marò. Indiscrezioni: Italia e India alla ricerca di accordo. Farnesina “Avanti con arbitrato”

Roma, 1 gennaio 2016 – Un nuovo anno di tribolazioni si apre per i nostri fucilieri di marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che sono accusati di aver ucciso due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano scambiato per un battello dedito alla pirateria il 15 febbraio 2012 al largo della costa del Kerala mentre prestavano servizio antipirateria sulla nave Enrica Lexie.

Secondo indiscrezioni di stampa pubblicate ieri dal “The Telegraph”, India e Italia starebbero segretamente definendo una ‘roadmap’ che permetta di porre fine alle tensioni diplomatiche sulla vicenda dei fucilieri di marina Latorre e Girone.

Citando “alti responsabili” indiani, il giornale spiega che l’eventuale accordo “comporterà che ognuna delle parti accetti richieste dell’altra” e aggiunge che “il negoziato non dovrà interferire con gli aspetti legali del caso”,all’esame dell’Alta Corte indiana e all’Aja.

La Farnesina ha fatto sapere in un comunicato che sul caso marò “l’Italia continuerà a fare valere le proprie ragioni nella sede arbitrale” e conferma che il governo ha attivato l’arbitrato internazionale lo scorso 26 giugno e nelle prossime settimane si discuterà la nostra richiesta di far rientrare il fuciliere Girone per tutta la durata della procedura.

Marò. Salvatore Girone e Massimiliano Latorre: “Il quarto Natale di sofferenze”

New Dehli – Il marò Salvatore Girone da New Dehli ricorda che “E’ il quarto Natale che mi vede coinvolto in questa vicenda, e il terzo che devo trascorrere in India”.
“Sono fiducioso che sia fatta giustizia nel rispetto del diritto internazionale e del buon senso” ha detto Girone in merito alla Corte dell’Aja dove si è trasferito il processo.

Poi ha raccontato di aver parlato con Latorre, in Italia per motivi di salute, e di averlo “sentito molto sofferente. Non è più lo stesso di prima”, ha aggiunto il militare italiano.

L’altro marò, Salvatore Latorre ha dichiarato all’agenzia Ansa nelle scorse ore: “Questo è il quarto Natale che si trascorre in queste condizioni. E il fatto di essere in Italia non esime da privazioni e sofferenze. Non è facile, anche se si è qui”.

“Auguro a tutti un sereno Natale, in particolar modo a tutti i miei colleghi che, per lavoro, lo trascorreranno lontano da casa: so bene cosa vuol dire passare le festività lontano dalla propria famiglia e dai propri affetti. Un ringraziamento, come sempre – conclude il fuciliere – voglio rivolgerlo anche ai nostri sostenitori che, dopo tanto tempo, continuano a essere vicini e partecipi”.

A Latorre, attualmente ancora in Italia per curarsi dai postumi di un ictus sofferto nell’ambasciata italiana a Nuova Dehli, il permesso di Latorre scadrà il prossimo 16 gennaio.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, fucilieri di marina, prestavano servizio antipirateria sulla nave Enrica Lexie e sono accusati di aver ucciso due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano scambiato per un battello dedito alla pirateria il 15 febbraio 2012 al largo della costa del Kerala.

Ad oggi nessun passo avanti concreto è stato fatto perché si veda una luce che possa illuminare la parola fine sulla loro vicenda, sulla quale si pongono non pochi dubbi su un loro reale coinvolgimento.

Marò, documenti indiani scagionerebbero Latorre e Girone. Proiettili incompatibili. Terzi.”Subito commissione d’inchiesta”

Roma, 12 settembre 2015 – Dopo tre anni e mezzo spuntano fuori dei documenti che eliminerebbero alla radice ogni responsabilità per i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, fucilieri di marina che prestavano servizio antipirateria sulla nave Enrica Lexie, accusati di aver ucciso due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano scambiato per un battello dedito alla pirateria il 15 febbraio 2012 al largo della costa del Kerala.

[easy_ad_inject_1]I proiettili che hanno ucciso i due pescatori indiani non sono compatibili con quelli in dotazione ai nostri due fucilieri di marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Questo dato importantissimo che, dopo 3 anni e mezzo, potrebbe scagionare definitivamente i marò, sarebbe contenuto nei documenti indiani depositati al Tribunale internazionale per il diritto del mare di Amburgo, anche se la notizia ancora non ha avuto conferme ufficiali.

]I documenti indiani avrebbero dovuto provare la colpa dei nostri due militari ma ora sembra volgano a loro favore. Sarebbe davvero la svolta giusta per Latorre e Girone. Tra questi documenti c’è la relazione all’autopsia effettuata sui corpi dei due pescatori rimasti uccisi dai quali emergerebbe che i proiettili sono diversi da quelli in dotazione ai nostri marò.

Il referto autoptico, secondo quanto riporta il Quotidiano Nazionale, parlerebbe di un’ogiva (la parte anteriore del proiettile) estratta dal corpo di una delle due vittime lunga 31 millimetri, con una circonferenza di 20 millimetri alla base e di 24 nella parte più larga. Proiettili, dunque che non coincidono con i calibro 5,56 Nato in dotazione ai militari italiani, i quali utilizzano fucili mitragliatori Beretta AR 70/90 e Minimi.
Lo si legge nella seconda pagina dell’allegato 4, dove è scritto chiaramente che il proiettile estratto dal cervello di Jalestine è troppo grande per essere uscito dalle armi dei fucilieri di marina.

C’è poi un’altra indiscrezione che andrebbe a vantaggio di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che, ricordiamo, è trattenuto in India da ben tre anni e mezzo mentre Latorre è in Italia per motivi di salute.

Dalle carte sarebbero emerse due testimonianze fotocopia, persino con gli stessi errori di espressione. Inoltre, il nome della petroliera, la Enrica Lexie, sulla quale erano in forza i Marò, viene riferito anch’esso in modo errato oltre che identico da parte di entrambi i testimoni. Le testimonianze di cui parliamo furono rese dal comandante del peschereccio Freddy Bosco e dal marinaio Kinserian.

Sembra, inoltre, che vi sia anche una terza testimonianza, quella resa da un terzo pescatore, Michael Adimai, dalla quale emergono non poche perplessità. Anche lui, come gli altri, parla di fuoco improvviso senza preavviso né provocazione da parte dei marò, terminando la sua testimonianza con le stesse parole usate dal comandante del peschereccio e dal marinaio, definendo l’accaduto un’agonia della mente un una perdita di introiti per la propria attività.

Infine dalle carte si evince che il Gps del Saint Antony dove hanno trovato la morte i pescatori venne fatto recapitare dal capitano dell’imbarcazione non il giorno in cui attraccò al porto, ma solo 8 giorni dopo un tempo decisamente lungo e sufficiente a manometterne comodamente i dati.

Giulio Terzi, ambasciatore ed ex ministro degli esteri commenta su Quotidiano.net “Si riparte da zero, dalla differenza fra 23 e 31 millimetri, ossia fra la lunghezza della pallottola trovata nel capo del pescatore Jelestine e quelle in dotazione ai marò. Si dovrebbe istituire una commissione parlamentare d’inchiesta” e aggiunge “Quello che è emerso dimostra in modo inconfutabile la loro assoluta estraneità rispetto alla vicenda, certamente triste e dolorosa, dell’uccisione dei due pescatori”.

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Marò. Salvatore Girone:”Non sto ancora bene”

[easy_ad_inject_1]New Dehli, 7 settembre gosto 2015 – Salvatore Girone porta avanti la sua cura dopo aver contratto la dengue e purtroppo è costretto a restare in India dopo la recente decisione stile “Pilato” del Tribunale internazionale del mare (Itlos), a differenza del suo collega Massimiliano Latorre che ha potuto riabbracciare i suoi cari in Italia dopo il malore di qualche tempo fa.

“Ho bisogno di casa” ha dichiarato Girone in una sua telefonata all’ Ansa “Non sto ancora bene – ha confermato Girone in compagnia della sua famiglia che lo ha raggiunto in India – e meritererei le cure a casa”. Le sue condizioni dunque migliorano ma la sua Patria lo attende. Intanto i due immunologhi italiani, inviati a New Delhi dal ministero della difesa hanno lasciato il Paese asiatico.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, fucilieri di marina che prestavano servizio antipirateria sulla nave Enrica Lexie, sono accusati di aver ucciso due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano scambiato per un battello dedito alla pirateria il 15 febbraio 2012 al largo della costa del Kerala. Dopo 3 anni e mezzo la soluzione della loro vicenda è ancora in alto mare.

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Marò. Stop giudizio India. Delusione famiglie Girone e Latorre

Amburgo, 25 agosto 2015 – Il Tribunale internazionale del mare (Itlos) si è espresso ieri sul ricorso italiano per i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, fucilieri di marina che prestavano servizio antipirateria sulla nave Enrica Lexie, accusati di aver ucciso due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano scambiato per un battello dedito alla pirateria il 15 febbraio 2012 al largo della costa del Kerala.

[easy_ad_inject_1] La sentenza della Corte, presieduta ad Amburgo dal giudice Golitsyn si è pronunciato sulla giurisdizione nel caso dei marò ed era competente a pronunciarsi anche sulle misure cautelari che li riguardano, il rientro in patria di Girone e la permanenza a casa di Latorre per curarsi.

Sul fronte della giurisdizione il Tribunale internazionale del mare ha deciso che Italia e India debbano sospendere ogni “altra procedura in corso”. In particolare il tribunale di Amburgo non assumerà nessuna misura temporanea sui marò, in attesa della conclusione dell’iter giudiziario. La motivazione della decisione è legata alla necessità di preservare i diritti delle parti.

Sarà compito dell’arbitrato internazionale dell’Aja “giudicare nel merito il caso” e per questo il Tribunale del Mare “non considera appropriato prescrivere altre misure provvisorie riguardo la situazione dei due marine italiani poiché questo toccherebbe questioni legate appunto al merito del caso”.

Per l’Italia si tratta di una parziale vittoria soprattutto per lo stop alla giurisdizione indiana, ma c’è grande delusione soprattutto per le famiglie dei nostri marò per la mancata adozione di misure per Girone e La Torre, accusati dell’omicidio di due pescatori indiani. In poche parole Salvatore Girone per ora non torna a casa.

Francesco Azzarello, agente del governo, commentando il verdetto sui marò ha fatto sapere che l’Italia tuttavia ha intenzione di “rinnovare le richieste relative alla condizione dei fucilieri davanti alla Corte arbitrale”.

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Marò. India si avvale di avvocati internazionali per opporsi alle richieste italiane

New Dehli (India), 7 agosto 2015 – Tra tre giorni, il 10 agosto, L’india formalizzerà davanti al Tribunale internazionale del diritto del mare (Itlos) ad Amburgo, la sua opposizione alle richieste italiane per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, fucilieri di marina che prestavano servizio antipirateria sulla nave Enrica Lexie, accusati di aver ucciso due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano scambiato per un battello dedito alla pirateria il 15 febbraio 2012 al largo della costa del Kerala.

[easy_ad_inject_1] Per l’opposizione New Dehli si avvarrà di due avvocati stranieri, esperti di diritto internazionale che avranno il compito di contrastare le richieste italiane di misure provvisorie riguardanti i fucilieri di marina, in attesa che il caso venga esaminato prossimamente dalla Corte permanente di arbitrato (CPA) dell’Aja.

Secondo quanto riferiscono fonti locali gli avvocati ingaggiati dall’India sono Alain Pellet, già presidente Commissione giuridica internazionale dell’ Onu e Rodman Bundy.

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Luca e Paolo vestiti da Marò: Maurizio Gasparri: “2 imbecilli”. Il botta e risposta a suon di tweet

Botta e risposta fino a notte inoltrata tra il senatore Maurizio Gasparri e Luca Bizzarri dei duo comico Luca e Paolo su una fotografia contestata dal senatore dove i comici appaiono vestiti da Marò.

Roma, 27 luglio 2015 – Sta facendo discutere il botta e risposta tra Maurizio Gasparri e il comico Luca Bizzarri che, con il collega Paolo Kessisoglu, è ritenuto colpevole di aver fatto una foto vestiti da Marò.

[easy_ad_inject_1] «Intanto ‘sta gente li prende per i fondelli (i due marò, ndr). Imbecilli», ha twittato Gasparri indispettito ma la replica di Luca Bizzarri non è tardata ad arrivare:”Non ha visto lo sketch, se no avrebbe capito che non erano i marò il bersaglio, ma i politici che parlano a vanvera. Tipo lui».

Poi su Facebook Luca Bizzarri ha scritto: “Il signor Gasparri oggi era annoiato e ha deciso di fare un giro su Internet. Attirato da questa foto ha deciso, senza sapere di che si tratta, di darci degli imbecilli che prendono per il culo i maró. Non si è accorto, ma sicuramente perché non lo ha visto bella stella, che in quello sketch noi ci schieravamo dalla parte dei due soldati che, indipendentemente da quello che abbiano o non abbiano fatto, vengono usati come bandiera da chiunque sia a corto di argomenti“.

La foto a cui si fa riferimento è un fotogramma di un video andato in onda a marzo del 2014 nell’ultima puntata del programma Mediaset ’Giass’ condotto dai due comici.

Maurizio Gasparri in un altro tweet, ha ammesso di non conoscere il duo comico genovese, lo ha invitato a «rispettare» la vicenda dei marò, attaccando nuovamente: “Non ho visto e non parlo a vanvera come lei, deduco sia l’interprete di cui non conosco il nome, mia lacuna, ma non grave“.

Di nuovo la replica del Bizzarri: “Dare dell’imbecille a uno che non conosce senza aver visto che ha fatto non è lacuna, è arroganza. Si informi. Stia bene”.

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