Omicidio Sarah Scazzi. Ergastolo confermato per Cosima e Sabrina. Legale Sabrina:”Speravamo in esito diverso”

Taranto, 28 luglio 2015 – Ergastolo confermato per Cosima Serrano e Sabrina Misseri ritenute responsabili dell’omicidio di Sarah Scazzi, la ragazza di 15 anni uccisa per strangolamento e gettata in un pozzo di contrada Mosca ad Avetrana il 26 agosto 2010.

[easy_ad_inject_1] Lo hanno stabilito i giudici della Corte di Appello di Taranto dopo tre giorni di camera di consiglio. La sentenza è stato letto dalla presidente della Corte, Patrizia Sinisi (a latere Susanna De Felice più i sei giudici popolari) poco prima delle 20.30 di ieri.

Cosima Serrano e Sabrina Misseri, rispettivamente zia e cugina della vittima, erano state già condannate alla massima pena nel primo grado del processo la cui sentenza fu emessa il 20 aprile del 2013.

I giudici della corte d’appello hanno stabilito anche la pena di otto anni di reclusione per Michele Misseri, marito di Cosima e papà di Sabrina, ritenuto colpevole di soppressione di cadavere.

All’uscita di Michele Misseri dall’aula qualcuno dai balconi ha urlato “Assassino”, mentre altri insulti sarebbero stati indirizzati dalla gente quando il furgone blindato con a bordo Cosima e Sabrina ha lasciato la sede della Corte di appello.

Difesa Sabrina Misseri: Speravamo in esito diverso – L’avvocato Nicola Marseglia, legale del collegio difensivo di Sabrina Misseri ha dichiarato a margine della lettura della sentenza: “Speravamo in esito diverso. La conferma dell’ergastolo era un pericolo, un opzione. Appelleremo la sentenza e in ogni caso sapevano che ci sarebbe stato un terzo grado di giudizio. Se fossero state assolte – ha aggiunto il legale – avrebbe impugnato la sentenza la procura generale. Ora lo faremo noi e cercheremo di far valere le nostre ragioni. Se la difesa poteva fare qualcosa di piu’? Si può sempre – ha concluso il legale – far qualcosa di più ma noi abbiamo evidenziato le contraddizioni di un processo senza prove” .

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Processo omicidio Sarah Scazzi. Parti civili chiedono condanna di tutti gli imputati

Taranto, 15 giugno 2015 – In attesa delle arringhe difensive dei legali di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, previste per il prossimo 17 e 19 giugno, oggi è stata la giornata delle richieste delle parti civili nel corso del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi uccisa e gettata in un pozzo di contrada Mosca ad Avetrana il 26 agosto 2010.

[easy_ad_inject_1] Le parti civili che rappresentano la famiglia si sono riportate alle conclusioni del sostituto pg Antonella Montanaro ed hanno chiesto la conferma delle condanne per gli otto imputati.

A parlare l’avv. Nicodemo Gentile che insieme agli avvocati Valter Biscotti e Antonio Cozza rappresenta la madre di Sarah, Concetta Serrano Spagnolo, il padre Giacomo Scazzi e il fratello Claudio seguito dall’avv. Luigi Palmieri, rappresentate dell’ex badante della famiglia Scazzi, Maria Ecaterina Pantir, e dall’avv. Pasquale Corleto, parte civile per il Comune di Avetrana.

Si attendono nelle prossime due udienze di mercoledì 17 e venerdì 19, le arringhe degli avvocati Franco Coppi, Nicola Marseglia, Franco De Jaco e Luigi Rella, difensori delle due principali imputate Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano.

Nella scorsa udienza il sostituto procuratore generale Antonella Montanaro aveva chiesto la conferma dell’ergastolo per Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, rispettivamente cugina e zia di Sarah Scazzi, e per gli altri sei imputati: Michele Misseri, marito di Cosima e padre di Sabrina, il fratello Carmine, condannati in primo grado a 8 e 6 anni di carcere per soppressione di cadavere, Vito Russo jr, ex avvocato difensore di Sabrina condannato a due anni per intralcio alla giustizia, Giuseppe Nigro, Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano, condannati a pene comprese tra un anno e un anno e quattro mesi per favoreggiamento.

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Novità Sarah Scazzi. Inchiesta-bis: Indagati Michele Misseri e Ivano Russo

Taranto, 5 Maggio 2015 – Michele Misseri e Ivano Russo sono tra i destinatari degli avvisi di conclusione delle indagini notificati dalla Procura di Taranto in relazione all’omicidio di Sarah Scazzi avvenuto ad Avetrana il 26 agosto del 2010.

[easy_ad_inject_1] In tutto i magistrati Mariano Buccoliero e Pietro Argentino hanno notificato 12 avvisi a conclusione dell’inchiesta Scazzi-bis. Gli indagati dovranno rispondere a vario titolo di false dichiarazioni ai pm, falsa testimonianza, autocalunnia, calunnia.

Michele Misseri è indagato per autocalunnia per essersi autoaccusato dell’assassinio della nipote Sarah Scazzi pur sapendosi innocente. “Zio Miché” è già stato condannato in primo grado a otto anni di carcere per il reato di occultamento di cadavere. Nel corso di quasi cinque anni di inchiesta lo zio di Sarah ha cambiato più volte la sua versione sull’omicidio. Inizialmente confessò di essere stato lui l’assassino, poi ritrattò tutto, infine è tornata a dichiararsi colpevole. Secondo i magistrati lo ha fatto per salvare sua figlia Sabrina e sua moglie Cosima, condannate in primo grado all’ergastolo con l’accusa di omicidio.

Ivano Russo, il ragazzo con il quale Sabrina Misseri aveva una relazione, è accusato di false informazioni al pm e falsa testimonianza alla Corte d’assise su come trascorse il giorno dell’omicidio di Sarah, il 26 agosto 2010. Gli stessi reati sono stati notificati anche alla madre di Ivano Russo, Elena Baldari, al fratello Claudio e all’allora fidanzata Antonietta Genovino.

Gli altri indagati, a vario titolo per falsa testimonianza o false informazioni al pm, sono un nipote di Michele, Maurizio Misseri e sua madre Anna Lucia Pichierri; Alessio Pisello, amico di Ivano e Sabrina; Anna Scredo (cognata del fioraio Giovanni Buccolieri, autore del sogno sul sequestro di Sarah); Dora Serrano (sorella di Concetta e Cosima, la quale risponde anche di calunnia contro i carabinieri per essersi inventata le molestie subite da Michele Misseri quando era minorenne) e suo fratello Giuseppe (anche calunnia contro i carabinieri).

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