Nuovo virus per smartphone: attenzione a siti e app per adulti

Attenzioni a siti e app per adulti. Sta girando in rete un nuovo virus che potrebbe infettare facilmente il nostro smartphone e danneggiarlo.

Il virus in questione si acquisirebbe quando si visitano con il telefonino siti per adulti.

Secondo Alex Dubrovsky, ricercatore informatico della Dell, citato dal Messaggero, il virus si starebbe diffondendo molto velocemente un virus sui dispositivi Android, anche se il pericolo potrebbe estendersi rapidamente agli smartphone Apple.

Secondo quanto si apprende, visitando siti per adulti, si potrebbe scaricare inconsapevolmente un applicazione nascosta che blocca improvvisamente lo schermo rendendo impossibile ogni operazione e disattivando di fatto il telefono:”Abbiamo trovato più di 100 applicazioni che contengono questo malware – ha ammesso Dubrovsky -. Sospettiamo che gli autori si stiano preparando per un assalto letale dalle dimensioni molto più vaste. Il malware non ruba né dati né denaro, poiché è nelle sue fasi iniziali”.

In sostanza per ora il virus si starebbe limitando solo a diffondersi a quanti più telefonini possibili per poi danneggiare ancora di più l’apparecchio e la persona che ne è proprietaria, probabilmente sottraendo in futuro i dati personali in esso contenuti: “gli hacker stanno preparando un nuovo attacco dalle dimensioni molto più grandi e l’obiettivo – spiega il ricercatore di Dell – è quello di bloccare i dispositivi mobile e di sottrarre dati ed informazioni personali in esso contenuti”.

Ma non solo siti per adulti: alcune apps per adulti contenute in Google Play Store potrebbero esserne infette e propagarsi su ogni telefonino che le scarica.

Smartphone scoppia e prende fuoco sotto carica: il racconto di una mamma terrorizzata

Hull, Yorkshire (Regno Unito) – Brutta avventura per una giovane mamma rimasta terrorizzata quando il suo smartphone è scoppiato all’improvviso mentre era sotto carica sul pavimento, vicino al letto. Lucy Pinder, di Hull, Yorkshire, nel Regno Unito, ha raccontato la paura vissuta mentre dormiva tranquilla nel suo letto con accanto il figlioletto di tre anni, quando all’improvviso ha sentito uno grande botto e ha visto prendere fuoco il suo smartphone che era in carica appoggiato sul pavimento.

La giovane mamma ha raccontato che si è svegliata di colpo al rumore dello scoppio vedendo la stanza che si era riempita di fumo a tal punto da non riuscire quasi più a respirare, temendo per la sua vita e quella del suo bambino, Joseph.

Il marito di Lucy, Michael, un elettricista, sentendo il trambusto che arrivava dal piano di sopra e credendo che vi fossero dei ladri, è corso nella camera da letto ed è riuscito subito a spegnere le fiamme provocate dall’esplosione dello smartphone, mettendo in salvo il bambino e la moglie.

“Siamo rimasti così scossi. Se il telefono fosse stato in carica sotto il cuscino invece che sul pavimento, saremmo rimasti gravemente ustionati. Ora ho il terrore di lasciare il mio telefono in carica tutta la notte”, ha detto Lucy.

Il giorno seguente l’incidente, la donna si è recata nel negozio dove aveva acquistato lo smartphone, che è stato inviato alla fabbrica Samsung in Corea per la diagnostica.

La Samsung ha detto che non si è riusciti a scoprire come lo smartphone sia potuto scoppiare. Un portavoce della casa produttrice ha fatto sapere che non ci sono problemi di sicurezza noti con dispositivi Galaxy S6, offrendo alla cliente oltre ad un nuovo dispositivo anche 1200 dollari per risarcire i danni ai mobili causati dallo scoppio dello smartphone.

Lucy aveva comprato il telefono solo due mesi prima e non aveva mai avuto problemi con il dispositivo. ma lancia comunque un appello: “voglio mettere in guardia le persone su quanto sia pericoloso lasciare il telefono sotto carica durante la notte”.

Smartphone e cellulari: 9 persone su 10 soffrono di sindrome da vibrazione fantasma

Atlanta, Georgia (USA), 13 gennaio 2016 – Avete mai avuto la sensazione che il vostro smartphone vibrava ma controllandolo vi siete resi conto che in realtà lo avevate solo immaginato? Ebbene, non preoccupatevi: non accade solo a voi ma è un fenomeno molto diffuso, tanto da colpire nove persone su dieci.

Si tratta della cosiddetta “sindrome da vibrazione fantasma” che si verifica, appunto, quando una persona pensa che il suo smartphone o telefono cellulare sta vibrando quando in realtà non lo sta facendo e non c’è né una telefonata né un messaggio in arrivo.

Secondo un recente studio americano del Georgia Institute of Technology, pubblicato sulla rivista Computers in Human Behaviour, nove persone su dieci soffrirebbero di questa particolare sindrome.

I ricercatori ritengono che questo strano fenomeno del sentire le vibrazioni dello smartphone quando in realtà non sta accadendo nulla, può dipendere da due fattori quali l’incidenza della tecnologia sui meccanismi del cervello e la sua conseguente possibilità di alterare il comportamento umano, oppure dall’effetto dell’ansia.

L’autore dello studio, Robert Rosenberger, professore di filosofia alla School of Public Policy, spiega che “si percepiscono e scambiano come vibrazioni del cellulare quelli che in realtà sono i piccoli e frequenti spasmi muscolari”, sottolineando che la tendenza a controllare spesso il cellulare deriva dalla natura umana stessa di bisogno di controllare se ci sono chiamate o messaggi fino a farla diventare quasi un’ossessione.

“E’ sorprendente quante persone soffrano della sindrome da vibrazione fantasma. Un recente studio condotto tra studenti universitari ha segnalato che il 90% di loro dice di provare queste vibrazioni fantasma, anche se la cosa non sembra irritarli. Ci sono due teorie alla base del fenomeno: una è che la tecnologia sta modificando il nostro cervello, l’altra è che siamo semplicemente ansiosi. Tutti questi diversi tipi di tecnologie, tra cui email e messaggi finiscono per rendere nervosi e irritabili per il dover rispondere a messaggi e posta”

ha detto Rosenberger.

Smartphone e tablet in modalità “sleep” per dormire meglio

Londra (Regno Unito), 17 novembre 2015 – Diversi studi hanno dimostrato che usare lo smartphone a letto, prima di addormentarsi, non fa bene alla qualità del nostro sonno, anzi contribuisce a togliere preziose ore di riposo. notturno. Secondo un recente studio britannico sarebbero i colori scuri, come il blu, e il contrasto della luce a causare una diminuzione di melatonina, l’ormone che ci prepara al sonno.

[easy_ad_inject_1]Preferendo le tonalità rosse e gialle a quelle blu e verdi del proprio smartphone, tablet o e-reader, quando ci si mette a letto potrebbe aiutare a dormire meglio durante la notte; diversamente si rischia di dormire almeno un’ora in meno. Lo rivela uno studio guidato dal professor Paul Gringras, esperto di medicina del sonno dell’Evelina Children’s Hospital di Londra, secondo cui questi dispositivi dovrebbero essere dotati di una “modalità sonno” poiché le emissioni di luce blu o verde influenzano la produzione di ormoni che conciliano il sonno, come la melatonina.

Il professor Gringas ritiene che la possibilità di impostare lo smartphone in modalità “sonno”, riducendo la retroilluminazione, il contrasto e l’intensità della luce, permetterebbe di filtrare la lunghezza d’onda della luce che interrompe, appunto, la produzione di melatonina, una sostanza chimica di cui il corpo necessita e che inizia a produrre la sera per prepararsi al sonno.

“L’hardware dovrebbe cambiare da emissioni di luci blu e verdi a gialle e rosse e si dovrebbe ridurre la retroilluminazione e l’intensità della luce. La tendenza dei produttori a renderequesti dispositivi sempre più grandi e luminosi può danneggiare il nostro sonno e potrebbe avere un enorme impatto sulla nostra salute in generale. Sarebbe consigliabile che si aggiungesse una nuova funzionalità per smartphone e tablet per filtrare automaticamente la luce al calar della sera”

spiega Gringras.

Con una minore produzione di melatonina, spiega l’esperto, si hanno meno possibilità di addormentarsi facilmente.

Per lo studio, Gringas ha testato due metodi che si sono rivelati entrambi efficaci nel ridurre le emissioni di luce. Il primo prevedeva l’utilizzo di particolari occhiali arancioni che bloccano gli effetti della luce blu; il secondo prevedeva l’utilizzo di un’App che riduceva la luminosità a corto raggio, aiutando il soggetto a prendere consapevolezza del sonno.

Lo studio è stato pubblicato su Frontiers in Public Health.

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Danni da smartphone. Epidemia di bambini e adolescenti con il “Collo da Sms”

Australia, 28 ottobre 2015 – Lo smoderato uso dello smartphone può creare seri danni specie nei più giovani che rischiano il cosiddetto “collo da sms” com’è stato già ribattezzato. A mettere in guardia da un eccessivo uso dello smartphone è un chiroplastico australiano del Niagara Park, nella Nsw Central Coast australiana, James Carter, che ha divulgato una serie di radiografiche, che non lasciano adito a dubbi, di ragazzi che evidenziano una serie di problemi alla colonna vertebrale fino al collo.

[easy_ad_inject_1]La dipendenza dello smartphone da parte di giovani e giovanissimi sta diventando un fenomeno in allarmante aumento. Stare diverse ore al giorno chinati con la testa mentre si usa il telefonino, oltre a problemi fisici, può essere anche causa di problemi cognitivi e di depressione.

Proprio per questo l’esperto ha deciso di divulgare queste immagini di radiografie davvero scioccanti che mostrano adolescenti e bambini in via di sviluppo che già mostrano evidenti gobbe e la spina dorsale ricurva in modo anomalo.

Sta diventando una vera e propria epidemia, tanto da chiamarla appunto “collo da sms”. Il dottor James Carter, nel lanciare l’allarme, ha rivelato di aver osservato un ‘allarmante aumento’ nel numero di pazienti con questa condizione patologica nel corso degli ultimi anni e ha detto il 50% di loro sono adolescenti in età scolare.

“Negli ultimi due anni, soprattutto nei giovani, ho visto centinaia di colli così, soprattutto nei giovani scolari e adolescenti. Questa condizione viene chiamata “text neck”, proprio perché è una conseguenza di un piegamento innaturale della testa in avanti per leggere e rispondere agli sms. Invece di una curva normale, i pazienti mostrano una curva all’indietro che può essere degenerativa, causando spesso danni a testa, collo, spalle e schiena. Molti pazienti si lamentano di avere mal di testa, ma in realtà abbiamo scoperto che è il ‘collo da sms’ la loro causa di essa. Essi spesso non non si accorgono nemmeno di stare perennemente curvati sul collo mentre usano lo smartphone”

ha spiegato il dottor Carter al Daily Mail Australia.

L’esperto inoltre sottolinea che a lungo andare questo modo di usare il cellulare può causare lo spostamento della colonna vertebrale fino a 4 centimetri. Tuttavia, precisa il dottor Carter, questa condizione può essere evitata adottando uno stile di vita sano e facendo regolare esercizio fisico.

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Adolescenti a rischio disturbi dell’alimentazione con lo smartphone a tavola

Milano, 15 settembre 2015 – Basta all’uso dello smartphone quando si è a tavola, gli adolescenti devono imparare ad usare il buonsenso altrimenti rischiano di sviluppare seri disturbi alimentari, dall’alimentazione incontrollata all’obesità. Le nuove tecnologie devono essere utilizzate con moderazione e non bisogna cadere nell’abuso fino a diventarne dipendenti.

[easy_ad_inject_1]E’ stato questo il tema affrontato dal dottor Guido Orsi del’Ordine degli Psicologi del Lazio, nel corso dell’evento Nuove tecnologie e rischi di disturbi dell’alimentazione, promosso dal Ministero della Salute all’Expo di Milano, che ha parlato ai ragazzi di una classe di liceo scientifico dei rischi delle nuove tecnologie, come gli smartphone ad esempio, sui corretti stili alimentari, dando loro alcuni consigli pratici sulle modalità di utilizzo degli stessi strumenti tecnologici al fine di prevenire i disturbi del comportamento alimentare e l’alimentazione incontrollata.

E’ ormai diventato un fenomeno sempre più diffuso l’uso del cellulare a tavola, mentre si mangia, da parte dei ragazzi continuamente impegnati a chattare sui social. Si stima, infatti, che un adolescente su tre non riesce a staccarsi dallo smartphone nemmeno quando mangia.

Sono comportamenti, questi, che mettono seriamente a rischio la salute dei ragazzi che possono sviluppare disturbi alimentari. Gli adolescenti, spiega l’esperto, “spesso sono talmente immersi e dipendenti dal mondo digitale che si dimenticano di ciò che c’è nel piatto o consumano junk food a ripetizione. Ecco che aumenta il rischio dell’obesità e dei disordini alimentari”.

“Ormai è talmente diffuso che non ci sorprende più vedere, al ristorante o quando siamo ospiti, famiglie in silenzio con genitori e figli alle distratti dal cellulare. Studi internazionali stimano che 1 adolescente su 3 ha questa abitudine e, purtroppo, la statistica è in crescita”

ha dichiarato Guido Orsi dell’Ordine degli psicologi del Lazio.

Studi recenti confermano che l’utilizzo costante e continuativo di smartphone a tavola sta condizionando il modo in cui ci alimentiamo generando in questo modo cattive abitudini alimentari, favorendo l’aumento dell’obesità e compromettendo anche la comunicazione con gli stessi genitori, già a volte difficile per altri motivi.

“Con lo smartphone a tavola incorriamo in tre tipi di rischi: uno nutritivo, ovvero mangiamo in modo inconsapevole, favorendo l’obesità o altri problemi come una cattiva digestione o gonfiore; uno sociale, per cui ci isoliamo laddove invece il pasto dovrebbe essere un momento di dialogo, di relazione e condivisione; uno comportamentale perché aumentiamo le possibilità di una dipendenza da internet”

spiega Orsi.

Per evitare tutti questi rischi sulla salute, l’unica cosa da fare è utilizzare il buonsenso ed evitare innanzitutto l’uso dello smartphone a tavola seguito da un suo utilizzo equilibrato nel corso della giornata.

“Bisognerebbe far seguire a mezz’ora sui social network, almeno due ore di studio, sport o uscite con gli amici lontano da connessioni. Può sembrare difficile, ma è essenziale anche per il benessere psicofisico, per un buon rendimento scolastico e per le relazioni sociali”

consiglia il dottor Guido Orsi.

Proprio a questo scopo l’Ordine degli psicologi del Lazio e il ministero della Salute hanno siglato un accordo per far partire dal 2015 uno studio che coinvolgerà alcuni istituti scolastici del Lazio per valutare l’impatto di questo fenomeno, i cui risultati dovrebbero essere disponibili a luglio del prossimo anno.

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L’iPhone 6 con batteria a idrogeno che dura una settimana

Loughborough (Regno Unito), 25 agosto 2015 – Un’azienda inglese, la Intelligent Energy, ha sviluppato un prototipo di iPhone alimentato da una batteria con celle a combustione di idrogeno che dura una settimana. Presto quindi sarete in grado di avere il vostro smartphone sempre carico per sette lunghi giorni, senza dovervi più preoccupare di ricaricarlo frequentemente.

[easy_ad_inject_1]Il know-how teconologico raggiunto fa dell’azienda inglese con sede a Loughborough, nel Regno Unito, un vero e proprio pioniere in questo settore, tanto che si vocifera già di una sua possibile collaborazione con Cupertino (Apple).

Il sistema brevettato di celle a combustione di idrogeno sarebbe già pronto per la sua prima grande distribuzione commerciale in tutta l’India nel corso delle prossime settimane.

Questo sistema, in pratica, crea energia in base alla reazione chimica innescata dalla combinazione di idrogeno e ossigeno, che produce solo piccole quantità di vapore acqueo e calore come rifiuti.

Il prototipo di batteria a idrogeno per smartphone, come riporta il Telegraph, è stato sperimentato con successo e può alimentare un iPhone 6 per un’intera settimana, di certo più a lungo delle attuali batterie in commercio.

Il prototipo sviluppato dalla Intelligent Energy è quasi del tutto identico ad un iPhone 6 eccetto che per due piccole griglie di ventilazione necessarie per garantire la fuoriuscita della trascurabile quantità di vapor acqueo prodotta dalla cella.

“Da quanto ne sappiamo non è mai stato fatto prima. Ora siamo riusciti a sviluppare una cella a combustione di idrogeno così sottile da poter adattarla al telaio esistente degli smartphone senza modifiche e mantenendo la batteria ricaricabile. Questo è un passo importante perché se si vuole stare a passo coi tempi e sviluppare una nuova tecnologia si deve dare alla gente una soluzione più confacente possibile. Una volta che la tecnologia delle celle a combustione di idrogeno viene portata all’interno del dispositivo elettronico di consumo, saremo in grado di disporre di uno smartphone in grado di generare la propria energia pulita che dura per un’intera settimana. Presto tutto questo sarà una realtà”

ha detto Henri Winand, CEO di Intelligent Energy.

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Usa. Hello Jeans: prodotto il jeans che permette di ricaricare lo smartphone tenendolo in tasca

Los Angeles, California (USA), 8 agosto 2015 – Un jeans che permette di ricaricare lo smartphone semplicemente tenendolo in tasca è un sogno diventato realtà sviluppato da una azienda americana che ha sviluppato e realizzato un jeans capace proprio di ricaricare il cellulare semplicemente mettendolo nella sua tasca speciale.

[easy_ad_inject_1]Ormai, lo scomodo caricabatterie portatile per ricaricare lo smartphone sta per andare definitivamente in soffitta, almeno per le donne. Da fine agosto sarà infatti possibile acquistare dei particolari jeans con tanto di alimentatore incluso, custodito in un piccolo taschino che vi permetterà di ricaricare il vostro telefonino ovunque vi troviate.

L’idea geniale è del brand californiano Joe’s Jeans, una società di abbigliamento di Los Angeles, che ha realizzato un nuovo tipo di jeans con una tasca speciale solo per il vostro smartphone. Ci sta bene un iPhone 5, 5s e 6, oltre a tutti gli altri smartphone di dimensioni compatibili, anche se di altre marche.

La creazione di questi particolari jeans, disponibili in quattro diversi modelli, nasce dall’esigenza sempre più sentita dai possessori di cellulare di tenere sempre carico il proprio dispositivo senza dover porsi il problema di come ricaricarlo all’occorrenza.

La particolarità di questi jeans, ribattezzati Hello Jeans, sta tutta in una speciale tasca, all’altezza del fianco (quindi lontano dai pericoli di rottura che si corrono quando si infila lo smartphone nella tasca posteriore dei pantaloni) che si trova alla destra e un po’ più sopra della tasca posteriore destra del jeans.

In pratica, si infila il telefonino sul fianco tenendo le superfici dure al di fuori, evitando così possibili contatti che possano romperlo o rovinarlo. La tasca è stata specificamente progettata per contenere un iPhone, ma può contenere qualsiasi altro dispositivo mobile di dimensioni simili.

Oltre alal tasca speciale per contenere il vostro smartphone, i jeans hanno anche una tasca più piccola vicino alla cintura progettata per contenere una piccola batteria da collegare con un cavo usb allo smartphone per ricaricarlo, fornita già in dotazione con l’acquisto dei jeans.

Questi jeans, per il momento, sono stati realizzati solo per le donne, vedremo se in futuro si penserà anche agli uomini. La piccola batteria è rimovibile per il lavaggio dei jeans e promette di ricaricare il vostro smartphone al 100% o fino al 85% per l’iPhone 6.

Il jeans, come detto, sarà in vendita dalla fine di questo mese alla modica cifra di 238 dollari, pari a 218 euro.

I precedenti – Non è la prima volta che i big della moda si uniscono a quelli tecnologici per dare addons ai propri capi. All’inizio dell’estate, Google ha collaborato con Levi’s per sviluppare il Progetto Jacquard, un tessuto che consente di eseguire le funzioni di base di smartphone semplicemente toccando la superficie del capo. Nel 2014 Microsoft annunciò di aver progettato un paio di pantaloni dotati di una piastra di ricarica wireless per gli smartphone Lumia.

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Telefonia mobile. Fusione 3 Italia e Wind. Recchi (Telecom): “Vediamo la cosa con favore”. Quotazione in Italia o a Londra

Roma, 8 agosto 2015 – Mercati in fermento per l’annuncio l’altro ieri tra due importanti operatori di telefonia mobile in Italia: la 3 Italia e la Wind.

[easy_ad_inject_1]L’annuncio dell’operazione è stato dato da Jean Yves Charlie, amministratore delegato della russa Vimpelcom, società fornitrice globale di servizi di telecomunicazione delle Bermuda con sede ad Amsterdam che controlla Wind.

“Con oltre 31 milioni di clienti di telefonia mobile e 2,8 milioni di clienti di rete fissa, di cui 2,2 milioni con la banda larga, l’attività combinata dovrebbe generare significativi benefici Capex e Opex con un valore attuale netto, al netto dei costi di integrazione, di oltre 5 miliardi di euro – si legge in un comunicato stampa – Le entrate congiunte di entrambe le aziende nel 2014 erano di 6,4 miliardi”.

La nuova società sarà guidata dall’attuale amministratore delegato di Wind, Maximo Ibarra. Il matrimonio tra 3 Italia e Wind dovrà essere sottoposto all’approvazione delle autorità competenti e dall’Antitrust dell’Unione Europa e dovrebbe diventare realtà entro un anno.

Giuseppe Recchi: Telecom vede con favore la fusione tra il gruppo Wind e 3 Italia: “Osserviamo il comportamento dei competitor. Ritengo che quanto più i soggetti del nostro settore sono grandi e hanno capacità di investimento tanto più ciò va a beneficio del consumatore e della capacità di investire in reti sempre più moderne. Per cui vediamo la cosa con favore”. E’ quanto dichiarato da Giuseppe Recchi, presidente esecutivo del gruppo Telecom Italia.

Ipotesi di quotazione – Secondo il Sole24ore che cita Reuters, ci sarebbero indiscrezioni secondo le quali le banche d’affari avrebbero proposto due progetti di quotazione: In Italia a Piazza Affari e, in alternativa, a Londra. “L’Ipo nella City – scrive il giornale della Confindustria – si spiegherebbe con la forte impronta europea che hanno le due società che, seppure attive sul mercato italiano, sono controllate da due colossi che a Londra hanno il loro centro operativo : cioè VimpelCom e Ck Hutchison. Tanto che le trattative per la fusione tra Wind e 3 si sono svolte quasi interamente all’estero senza passare dall’Italia. L’Ipo, secondo Reuters, potrà essere realizzata attraverso la cessione di azioni da parte delle controllanti, che in questo caso detengono il 100% della società, o con nuovi titoli emessi in seguito a un aumento di capitale. ”

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Agicom e Antitrust si muovono su stangata su ricaricabili telefonini Tim, Wind e Vodafone

Roma, 2 agosto 2015 – Da ieri è in arrivo una stangata per gli utenti Tim, Wind e Vodafone, che richiedono il rimborso del canone per le offerte ricaricabili non più una volta al mese solare ma ogni quattro settimane, stimandosi di fatto un aumento dell’8% in più.

[easy_ad_inject_1]Sulla vicenda non certo gradita ai milioni di consumatori degli operatori telefonici si stanno muovendo sia L’Antitrust che l’Agcom.

L’Antitrust ha chiesto formalmente informazioni invitando gli operatori mobili a indicare entro 30 giorni se nel 2015 ci siano stati cambiamenti nelle modalità di tariffazione, con «particolare riferimento alle opzioni tariffarie sia per ricaricabili che per abbonamento» e sulla base delle risposte ricevute potrebbe aprire un’istruttoria.

Oggetto della richiesta di informazioni sono i nuovi regimi tariffari in base ai quali tre dei quattro principali operatori mobili italiani (Wind, Vodafone e Tim) hanno ridotto da un mese a 28 giorni la durata delle offerte ricaricabili (con il conseguente addebito del costo del servizio ogni 28 giorni anziché ogni mese). Tim inoltre ha previsto da oggi prevede la rimodulazione anche per piani tariffari precedenti.

Dal canto suo l’Agcom comunica di aver diffidato la Tim sulla questione dei piani tariffari precedenti e di aver segnalato all’Antitrust la mossa dei tre operatori mobili sui nuovi piani invitando a fare accertamenti sui possibili effetti restrittivi a svantaggio dei consumatori, vista la concomitanza temporale della scelta fatta dai tre grandi operatori mobili.

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