Imu e Tasi 2016: il 16 giugno si paga l’acconto. Riduzione Imu/Tasi per il comodato d’uso

Si avvicina la fatidica data del 16 giugno: giorno ultimo per pagare l’acconto della Imu/Tasi 2016. Dai 1000 ai 2600 euro da pagare in un anno allo Stato di Tasi 2016 per l’abitazione non principale. Ecco quanto c’è da sapere.

Una buona notizia è che l’ Imu/Tasi per l’abitazione principale non si paga. Una notizia meno buona è che il 16 giugno prossimo si pagherà l’acconto per l’abitazione differente da quella principale e il costo può essere davvero salato: dai 500 ai 1300 euro. E si tratta solo della prima rata.

Tanto riguarda poca gente, i soliti “ricconi” direte voi. Non è così. Secondo quanto rivela il Rapporto pubblicato dalla Uil, l’acconto sarà versato dal 76 per cento lavoratori dipendenti e pensionati che pagheranno allo Stato un anticipo pari a 10,1 miliardi di euro per un totale di gettito fiscale a fine anno di 20,2 miliardi di euro in totale.

Tra questi ci sono persone che non guadagnano molto e che si ritrovano una seconda casa perché comprata in passato con tanti sacrifici, o perché ereditata, e che spesso non porta alcuna rendita perché si offre in comodato gratuito ai figli in difficoltà.

Il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy spiega all’adnkronos che “Il costo medio dell’Imu/Tasi su una seconda casa è di 1070 euro medi (535 euro da versare con l’acconto), con punte di oltre 2mila euro nelle grandi città. Se si prendono in considerazione i costi dell’Imu/Tasi sulle prime case, cosiddette di lusso , (abitazioni signorili, ville e castelli), il costo medio ssale a 2610 euro (1305 euro l’acconto di giugno), con punte di oltre 6 mila euro”.

“Anche se sull’abitazione principale non si pagano più le imposte – continua Loy – per 3,5 milioni di proprietari non è proprio così. Si tratta di coloro che possiedono una seconda pertinenza dell’abitazione principale della stessa categoria catastale (cantine, garage, posti auto, tettoie) per la quale l’Imu/Tasi va versata con l’aliquota che spesso è quella delle seconde case, con costi medi di 55 euro, con punte di 110 euro”. La media dell’aliquota applicata per le seconde case ammonta al 10,53 per mille, e in molti Comuni (480 municipi di cui 20 città capoluogo) viene confermata “l’addizionale Tasi” (fino ad un massimo dello 0,8 per mille), introdotta per finanziare negli scorsi anni le detrazioni per le abitazioni principali. Il 41 per cento (14,5 milioni di persone) del totale dei contribuenti con redditi da lavoro dipendente e pensione (39,5 milioni di persone) possiede un immobile diverso dall’abitazione principale.

“E non si tratta di persone propriamente benestanti – spiega Loy – dal momento che il 68 per cento di essi (9,8 milioni di persone) dichiara un reddito al di sotto dei 26 mila euro. Con l’abolizione della Tasi sulle prime case, i quasi 20 milioni di proprietari, quest’anno risparmieranno mediamente 191 euro, che salgono a 203 euro se l’immobile è ubicato nelle Città capoluogo di provincia. Venti città hanno confermato l’addizionale della Tasi sugli altri immobili, per cui in queste città le aliquote superano quella massima dell’Imu (10,6 per mille). In particolare Roma, Milano, Ascoli, Brescia, Brindisi, Matera, Modena, Potenza, Rieti, Savona, Siena, Verona, Vicenza hanno scelto l’aliquota dell’11,4 per mille; Macerata l’11,3 per mille; Terni l’11,2 per mille; Lecce e Massa l’11 per mille; Agrigento il 10,9 per mille; Caltanissetta il 10,7 per mille. Altre 70 Città, sulle seconde case applicano l’aliquota del 10,6 per mille tra cui Torino, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo, Bari. Il risparmio maggiore in valori assoluti si registra a Torino con 403 euro medi a famiglia; a Roma, invece, il risparmio sè di 391 euro medi; a Siena 356 euro; a Firenze 346 euro; a Genova 345 euro; a Bologna 331 euro; a Foggia 326 euro; a Como 321 euro; ad Ancona e Napoli 318 euro; a Milano 300 euro. Mentre ad Asti il risparmio medio sarebbe di soli 19 euro medi; cifra che sale a 46 euro ad Ascoli Piceno; 60 euro a Cesena; 64 euro a Treviso; 65 euro a Potenza; 82 euro a Cosenza; 88 euro a Nuoro; 93 euro ad Arezzo; 105 euro ad Aosta; 108 euro ad Oristano.

Riduzione IMU/TASI 2016 per il comodato d’uso – Molti genitori hanno concesso la seconda abitazione ai figli in comodato d’uso. In questo caso si potrebbe applicare una riduzione ma è bene informarsi presso il Comune di residenza che può prevedere un’aliquota agevolata sugli immobili concessi in comodato d’uso, non inferiore allo 0,46%, sulla base della norma che ammette una flessibilità dello 0,3% rispetto all’aliquota base, la quale, con riferimento alle abitazioni diverse dalla prima casa, è pari allo 0,76%.

A quanto si apprende da Leggioggi Per beneficiare della riduzione, il requisito di base è che l’immobile venga dato in comodato a parenti di primo grado (in sostanza genitori e figli) che devono a loro volta utilizzarlo come abitazione principale.

Il contratto di comodato d’uso deve essere registrato e il comodante (ossia il proprietario dell’abitazione) deve risiedere e dimorare nello stesso Comune in cui si trova l’immobile in comodato.

Dunque la riduzione non è possibile se il genitore risiede in altro Comune pur avendo concesso al figlio il secondo immobile come abitazione principale e molti non trovano assolutamente giusta questa limitazione.

Il comodante, inoltre, deve possedere soltanto un immobile ad uso abitativo registrato in Italia, tuttavia l’agevolazione può essere applicata anche se possiede un altro immobile nel medesimo Comune a condizione però che, come spiegato dal Ministero, nessuno dei due sia un’abitazione di lusso.

Pensionati, anticipata al 2016 la no tax area fino a 8 mila euro

Roma, 14 dicembre 2015 – Un emendamento al ddl Stabilità presentato dal governo alla Commissione bilancio della Camera anticipa di un anno l’elevazione della no tax area per i pensionati dal 2017 al 2016 estendendo l’area di esenzione fiscale a 8 mila euro.

[easy_ad_inject_1]Una buona notizia dunque per i pensionati che vedranno così ridursi il prelievo fiscale sulle pensioni. Non ci sono novità, invece, per quanto riguarda l’opzione donna, né altri interventi previdenziali.

Della no tax area potranno beneficiare, già a partire dal 2016, i pensionati che hanno più di 75 anni e un reddito non superiore a ottomila euro.

Da domani martedì 15 dicembre, inizierà l’esame della legge di stabilità 2016 alla Camera dei deputati. I lavori dell’Aula prevedono la discussione congiunta sulle linee generali e, nel corso del pomeriggio, l’esame della legge di Stabilità, (Approvato dal Senato), del Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 (Approvato dal Senato) e della Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018.

Fisco. Commissione Ue, Italia sposti tasse dal lavoro alla casa. Renzi: “Decidiamo noi”. Bankitalia:”taglio tasse casa, ma sempre”

L’Europa dice che l’Italia deve spostare le tasse dal lavoro alla casa e consumi. Renzi replica che decidiamo noi quali ridurre e non l’Europa. Bankitalia conviene che la diminuzione delle tasse sulla casa è cosa buona ma deve essere un provvedimento permamente.

Bruxelles, 29 settembre 2015 – L’Italia come altri Stati membri dell’Unione Europea ha “un peso fiscale relativamente alto sul lavoro, e ci sarebbe almeno un margine per spostare il peso fiscale a imposte meno distorsive, come quelle sui consumi, quelle ricorrenti sulla proprietà immobiliare e quelle sull’ambiente e sulle donazioni”.

[easy_ad_inject_1]E’ quanto emerge dal rapporto 2015 “Riforme fiscali negli Stati dell’Unione europea”, redatto dalle direzioni generali Affari economici e Fiscalità della Commissione europea.

Secondo il rapporto, l’aliquota fiscale implicita sul lavoro in Italia nel 2012 era del 42,8%, il livello più alto nell’Unione europea assieme al Belgio e decisamente più elevato rispetto alla media della Ue che si attesta al 36,1% e dell’area euro al 38,5%.

Nel 2014, il cuneo fiscale sul salario medio era del 48,2%, contro il 43,4% della media Ue e il 46,5% dell’eurozona.

Sembra dunque un altro “niet” alla volontà del premier Renzi di abolire o comunque ridurre le tasse sulle case. Inoltre il riferimento a spostare la tassazione sui consumi potrebbe presagire un ulteriore aumento dell’Iva, attualmente al 22%.

Ferma la replica del premier italiano Renzi: “Quali tasse ridurre lo decidiamo noi e non un euroburocrate”. “Su questo tema decide l’Italia”, ha scandito. “Spero che l’Europa abbia la forza di farsi sentire sulle questioni sulle quali deve farsi sentire” come, ad esempio, “l’immigrazione”. E ha confermato: via la tassa sulla prima casa.

Bankitalia: taglio tasse casa,ma sempre – “I consumi delle famiglie potrebbero beneficiare” del taglio delle tasse sulla prima casa ma l’effetto “dipende” se sarà percepito come permanente. Lo ha detto il vice direttore di Bankitalia, Signorini,in audizione al Senato sul Def, ricordando poi che l’eventuale provvedimento sarebbe il quinto negli ultimi 7 anni.
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Tasse. Padoan: “Taglieremo le tasse sulla casa e anche quelle delle imprese”

Roma, 7 settembre 2015 – Il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, conferma l’intenzione taglio delle tasse sulla casa ma non solo: saranno riviste anche le tasse sulle imprese.

[easy_ad_inject_1] Lo dichiara il Ministro parlando della “ripresa che c’è” al Forum Ambrosetti a Cernobbio: “Non è solo la tassa sulla casa che viene aggredita. Nella prossima Legge di Stabilità stiamo pensando di estendere un ulteriore abbattimento della tassazione a favore della competitività d’impresa” ha detto aggiungendo che “La finanza pubblica italiana è sul sentiero del risanamento”.
“C’è un quadro esterno favorevole che continuerà e c’è una forte componente interna. E questi numeri dureranno”, ha concluso Padoan.

Concetti ripresi con focus sul Sud Italia anche in un’intervista rilasciata alla Cnbc Europe dove tra l’altro ha dichiarato che “C’è una enfasi specifica per gli investimenti pubblici in infrastrutture per il Sud di cui c’è un grande bisogno. E forse, e possibilmente, su misure di sgravio fiscale per il Sud a patto che siano coerenti con le regole europee”.

Mef, entrate in aumento nei primi 7 mesi dell’anno: crescita dello 0,6% – Le dichiarazioni sul taglio delle tasse sono incoraggiate dai dati del suo ministero relativi alle entrate fiscali. Secondo quanto si apprende da un comunicato del Mef, nei primi sette mesi 2015 le entrate tributarie erariali ammontano a 234.094 milioni, 1.374 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2014 (+0,6%), percentuale che aumenta dell’1,3% considerando il venir meno quest’anno del gettito dell’ imposta sostitutiva sui maggiori valori delle quote Bankitalia.

In particolare nei primi 7 mesi 2015 il gettito Iva aumenta del +2,5% pari a 1,45 miliardi grazie all’andamento positivo degli scambi interni e dei versamenti dovuti in base al meccanismo dello split payment (+3,1%, pari a +1,5 mld), mentre risulta in calo il gettito registrato dalle importazioni dai Paesi extra-UE (-1,0% pari a -76 milioni).

Diminuiscono le entrate da accisa sui prodotti energetici (-1,8%) e sul gas, crollate del 41,6% (-1 mld). Il gettito da imposte indirette (104 mld) è complessivamente calato dello 0,1%.

In aumento anche le entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale con un +0,9% in 7 mesi pari a +43 milioni di euro.
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Tasse. Padoan: “Taglieremo le tasse sulla casa e l’UE non potrà dire di no”

Roma, 4 settembre 2015 – il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, interviene sulla bocciatura dell’Unione Europea sul taglio delle tasse, intenzione confermata da Matteo Renzi e dal suo governo.

[easy_ad_inject_1] “Taglieremo le tasse, non solo sulla casa, e l’Ue non potrà dire di no” ha detto Padoan in due interviste rilasciate al Messaggero e al Quotidiano la Nazione.

Padoan spiega che “L’Italia è tra i pochi Paesi dell’Eurozona con un deficit sotto il 3% e in calo. Grazie all’accelerazione del Pil, le stime contenute nel Def potranno essere migliorate. Perché Bruxelles dovrebbe dire no alla cancellazione delle tasse sulla prima casa?“.

Le parole di Padoan fanno seguito all‘annuncio di Matteo Renzi di qualche giorno fa rilasciate a radio Rtl102.5 secondo il quale “Il 16 dicembre gli italiani pagheranno la seconda rata della Tasi – ha detto Renzi -, quello è il funerale delle tasse sulla casa”. “L’Ue che si gira dall’altra parte sui migranti -aggiunge- pensa di venirci a spiegare le tasse. Spero sia stato il caldo: le tasse da tagliare le decidiamo noi, non Bruxelles”.
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Tasse sulla casa. UE boccia il taglio annunciato da Renzi. Le repliche di Sandro Gozi e Matteo Renzi

Bruxelles, 2 settembre 2015 – L’Unione Europea ha bocciato il taglio delle tasse sulla casa promesso dal premier Renzi.

[easy_ad_inject_1] “Abbiamo letto i recenti annunci sulle tasse in Italia, ma non avendo dettagli sui piani non possiamo fare commenti”. “Però è ben noto che il Consiglio ha raccomandato che l’Italia sposti sugli immobili ed i consumi il carico fiscale che grava su lavoro e capitali” si legge sulla stampa che cita fonti dell’Unione Europea.

Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari e alle Politiche europee ha replicato: “Le fonti anonime di Bruxelles forse dovrebbero con maggiore impegno affrontare il dramma delle morti nel Mediterraneo e dei treni carichi di migranti”. “Il governo è impegnato in una profonda operazione di riforma e di innovazione del Paese.

Matteo Renzi intervistato da RTL 102.5 lancia la sua stoccata contro il giudizio europeo: “Il 16 dicembre gli italiani pagheranno la seconda rata della Tasi – ha detto Renzi -, quello è il funerale delle tasse sulla casa”. “L’Ue che si gira dall’altra parte sui migranti -aggiunge- pensa di venirci a spiegare le tasse. Spero sia stato il caldo: le tasse da tagliare le decidiamo noi, non Bruxelles”.
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Matteo Renzi: Abolizione Tasi e Imu nel 2016, poi abbassare Ires e Irpef e riforma pensioni

Roma, 29 agosto 2015 – Matteo Renzi inizia la nuova stagione post vacanza dal Meeting di Comunione e Liberazione parlando di abolizione di Imu e Tasi.

[easy_ad_inject_1] Il mantra renziano – Il mantra recitato dal premier torna ad essere focalizzato sull’economia e in particolare “via Tasi e Imu”.”Il prossimo anno togliamo Tasi e Imu per tutti” ha detto il premier che ha aggiunto “C’è l’idea che il governo abbassi le tasse solo per il consenso e c’è un pregiudizio: chi fa il premier è solo per garantirsi un proprio futuro. Noi siamo abituati ai politici che stanno per generazioni e invece noi dopo due mandati lasceremo”.

Abbassare le tasse – Abbassare le tasse è una frase che al popolo piace sentire e la sente da più di vent’anni (Berlusconi sull’abolizione dell’ICI ci ha vinto addirittura le elezioni).
“Abbassare le tasse è una scommessa che non si fa solo un anno” sottolinea Renzi “Nel 2014 gli 80 euro, un intervento che rimane per sempre, poi il costo del lavoro nel 2015, il prossimo anno togliamo Tasi e Imu. Poi nel 2017 l’Ires, la tassa sulle imprese oggi al 31% per portarla al 24%. E nel 2018 l’Irpef”.

IL Codacons dal canto suo fa notare “Dal 2011 al 2014 gli italiani hanno dovuto sborsare 16 miliardi di euro in piu’ a titolo di tasse sulle abitazioni di proprietà”. E’ quanto dichiarato dal presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi secondo il quale dai 9 miliardi di euro pagati nel 2011, infatti, le famiglie sono arrivate a versarne in totale 25 miliardi nel 2014, con un incremento del 177%.
“Sul banco degli imputati vi sono l’Imu e la Tasi, che hanno portato non solo ad una forte crescita della tassazione sulla casa, ma anche ad un maggior esborso a carico di chi possiede abitazioni di basso valore», conclude Rienzi.

Sul tavolo del premier Renzi in questi giorni anche la Riforma Pensioni che dovrebbe essere inserita nella prossima Legge di Stabilitàe superare la Legge Fornero pur conservandone lo scopo di preservare i conti pubblici. La parola d’ordine è certamente la maggiore flessibilità in uscita ma con i limiti di bilancio imposti dall’Unione Europea e che permetta di risparmiare come fu nel caso della legge Fornero: l’investimento del governo non dovrebbe superare il miliardo di euro di maggior spesa previdenziale da recuperare poi negli anni successivi, necessità che sembra essere rispettata da un mix tra assegno ridotto e prestito pensionistico per consentire il pensionamento con assegno ridotto a 63 anni di età.

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Tasse sulla casa. Il Codacons denuncia: tasse aumentate del 177% in 3 anni. Rienzi: Imu e Tasi imputati”

Carlo Rienzi (Codacons):”Sul banco degli imputati Imu e Tasi”
Roma, 28 agosto 2015 – Il Codacons, Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori, denuncia l’aumento esponenziale delle tasse sulla casa.

[easy_ad_inject_1] I proprietari italiani si sono visti aumentare le tasse sulla casa del 177% in 3 anni a causa di Imu e Tasi. In soldoni gli italiani hanno dovuto sborsare 16 miliardi di euro in più per le abitazioni di proprietà passando dai 9 miliardi di euro pagati nel 2011 ai 25 miliardi nel 2014, con un incremento del 177%. “Sul banco degli imputati vi sono l’Imu e la Tasi, che hanno portato non solo ad una forte crescita della tassazione sulla casa, ma anche ad un maggior esborso a carico di chi possiede abitazioni di basso valore” spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi che ha dichiarato:

“Sul banco degli imputati vi sono l’Imu e la Tasi, che hanno portato non solo ad una forte crescita della tassazione sulla casa, ma anche ad un maggior esborso a carico di chi possiede abitazioni di basso valore. Ciò ha determinato ripercussioni negative sul valore degli immobili e un vero e proprio crollo delle compravendite sul territorio, diminuite del 27% tra il 2010 e il 2014”.

Tuttavia con un comunicato il Codacons si ricollega alle parole di Renzi che vuole abolire Tasi e Imu e fa sapere che “L’eliminazione della Tasi e dell’Imu per tutti potrebbe trasformarsi in un boomerang a danno dei contribuenti, i quali potrebbero subire come conseguenza un inasprimento della pressione fiscale locale. Lo afferma il Codacons, commentando l’annuncio odierno del Premier Matteo Renzi.

“Siamo senza dubbio favorevoli alla totale eliminazione dell’Imu e della Tasi, tasse ingiuste e discriminatorie – spiega il Presidente Carlo Rienzi – ma il vero problema è quello delle coperture: le due imposte, infatti, garantiscono entrate superiori ai 25 miliardi di euro annui. Se i Comuni vengono privati di tale risorsa, e se dallo Stato centrale non arriveranno soldi sufficienti a coprire il “buco” prodotto dalla cancellazione di Imu e Tasi, le amministrazioni comunali reagiranno aumentando la tassazione locale, come sempre avvenuto negli ultimi anni”.

“Il rischio concreto è quindi quello di una beffa a danno dei contribuenti – prosegue Rienzi – Si eliminano le due tasse ma si aumentano tutte le altre imposte locali, situazione che potrebbe portare i cittadini a pagare addirittura di più rispetto l’attuale tassazione”.

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Local Tax: da settembre Renzi al lavoro per abolire Imu e Tasi sulla prima casa

Roma, 20 agosto 2015 – Da settembre i tecnici presenteranno sulla scrivania del premier Matteo Renzi le proposte della nuova Local Tax che dal 2016 potrebbe sostituire Imu e Tasi ed accorpare gli altri tributi comunali in un’unica imposta nel segno della volontà del Presidente del Consiglio un assetto definitivo alla fiscalità locale e alla tassazione sugli immobili.

[easy_ad_inject_1] Le novità potrebbero essere contenute nella prossima legge di stabilità, da presentare entro e non oltre il prossimo 30 settembre e a quanto si apprende dalle prime indiscrezioni prevederà l’abolizione dell’Imu sui terreni agricoli e la Tasi sulla prima casa saranno aboliti.

Ma il nuovo assetto che potrebbe entrare in vigore con la nuova riforma del catasto e che dovrebbe essere presentata per l’approvazione in Parlamento proprio ad inizio settembre potrebbe rimanere solo un progetto e niente più a causa delle difficoltà tecniche che si stanno incontrando e soprattutto sulla possibilità di un assetto diverso con l’abolizione delle tasse sulla prima casa.
Del resto non è detto che la riforma del catasto passerà a tempi brevi e non si esclude un rinvio.

Per ora i tecnici, coordinati dal sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta, e dal Consigliere economico del premier, Luigi Marattin dovrebbero presentare un progetto di local tax che dovrebbe assorbire l’Imu e ciò che resterà della Tasi, dopo l’abolizione del tributo sulla prima casa, con una radicale semplificazione della disciplina a beneficio dei contribuenti.

Tuttavia accanto alla Local Tax ci potrebbe essere ancora una tassa che accorperà Cosap, Tosap, Cimp, essenzialmente le tasse sull’occupazione delle aree pubbliche e quelle su pubblicità e affissioni oltre alla Tari, la tassa sui rifiuti.

Per ora dunque solo ipotesi e nessuna decisione che comunque non sarà svelata prima di settembre, probabilmente dallo stesso premier coadiuvato dalle slide in conferenza stampa e ben potrebbe accadere che il governo potrebbe rinviare un assetto ragionato e definitivo della tassazione sulla casa solo dopo che sia entrato in vigore e a regime (qualche anno) la riforma sul catasto, attesa da troppi anni.

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Istat. A luglio 2015 cala la fiducia di consumatori e imprese

Roma, 28 luglio 2015 – Cala la fiducia di consumatori e imprese a luglio 2015. Lo rilevano gli ultimi dati Istat, l’Istituto nazionale di Statistica, secondo i quali il calo è più forte per la fiducia dei consumatori.

[easy_ad_inject_1]In particolare l’indice di fiducia dei consumatori a luglio 2015 è sceso a 106,5 da 109,3 di giugno, mentre per le imprese la diminuzione della fiducia è lieve, con l’indice sceso a 104,3 da 104,7 di giugno.

Nel dettaglio, sul fronte della fiducia dei consumatori, informa l’Istat, “Diminuiscono tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori. Variazioni più marcate si rilevano per il clima economico e per quello futuro, che passano rispettivamente a 127,9 da 138,6 e a 114,6 da 119,2. Il clima personale e quello corrente diminuiscono in maniera più contenuta attestandosi rispettivamente, a 99,5 da 100,0 e a 101,7 da 103,3.”

Sul fronte della fiducia delle imprese “sale a 110,0 da 109,2 il clima delle imprese dei servizi di mercato e a 106,5 da 105,9 quello delle imprese del commercio al dettaglio, mentre scende a 103,6 da 103,9 quello del settore manifatturiero e a 117,6 da 119,7 quello delle costruzioni.

Nelle imprese manifatturiere, migliorano i giudizi sugli ordini (a -12 da -13 il saldo), mentre le attese di produzione rimangono stabili (a 11); il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino passa a 3 da 2. Nelle costruzioni peggiorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (a -34 da -33) sia le attese sull’occupazione (a -11 da -9).

Nelle imprese dei servizi migliorano i giudizi e le attese sugli ordini (a 7 da 4 e a 9 da 5, i rispettivi saldi) ma peggiorano le attese sull’andamento generale dell’economia (a 12 da 18). Nel commercio al dettaglio migliorano i giudizi sulle vendite correnti (a 16 da 7) mentre peggiorano le attese sulle vendite future (a 21 da 23); in accumulo sono giudicate le giacenze di magazzino (a 10 da 5)” conclude l’Istat.

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