Londra. Attacco terroristico a Westminster: 4 morti tra cui un agente e l’assalitore

Londra, 23 marzo 2017 – Aggiornamento attacco terroristico al cuore di Londra.
Sono quattro le vittime dell’attacco terroristico avvenuto nel pomeriggio di ieri, 22 marzo, al cuore di Londra, al Parlamento. Tra le vittime ci sono l’assalitore e l’agente di polizia morto a causa delle coltellate ricevute da quest’ultimo. Secondo quanto riportano i media londinesi i feriti della folle corsa dell’assalitore sul ponte di Westminster sono una quarantina, tra cui anche due italiani che non sarebbero in gravi condizioni. Leggi tutto “Londra. Attacco terroristico a Westminster: 4 morti tra cui un agente e l’assalitore”

Attacco terroristico in stazione a Grafing (Monaco). 1 morto e 3 feriti. Matrice islamica

Il terrore non prende pausa. L’Europa da tempo è bersaglio della violenza in nome di Dio e ancora oggi registra l’ennesima ferita nel cuore del vecchio continente. Dopo Parigi e Bruxelles, ora la paura corre tra le strade a trenta chilometri da Monaco di Baviera in Germania, dove nella stazione ferroviaria di Grafing un uomo armato di coltello ha attaccato alcuni passeggeri al grido di “Allah Akbar”.

La stazione dove è avvenuto l’ attacco è stata chiusa e il traffico interrotto.

Quattro persone sono rimaste ferite in modo grave. Uno di loro purtroppo è morto poco dopo per le gravi ferite riportate.

L’aggressore – Secondo la radio bavarese l’aggressore sarebbe un giovane tedesco di 27 anni non originario di Monaco e senza precedenti penali. Secondo la Procura di Monaco di Baviera, l’uomo “ha agito apparentemente per motivazioni islamiche”. Sul caso è stato imposto il silenzio stampa. Secondo gli inquirenti “il giovane non è molto collaborativo”.

La Bild on line ha riferito che “Dopo l’aggressione e’ stato arrestato il presunto responsabile” citando un portavoce della polizia. Focus riporta che l’uomo si sarebbe prima dato alla fuga ma è stato poi arrestato vicino alla stazione.

Angelika Obermayr, sindaco del comune di Grafing dichiara che tutti gli abitanti della cittadina bavarese sono “Profondamente” scossi. Grafing, ricorda il sindaco, è una “piccola città assolutamente pacifica vicino Monaco, in Baviera” . “Una cosa del genere e’ totalmente inedita e ha scioccato profondamente le persone qui”, ha affermato. “Era impensabile che una cosa del genere potesse accadere proprio qui”, ha aggiunto intervistata dall’emittente n-tv.

Attentati Bruxelles e Parigi. Osama Krayem accusato per i due attentati

Osama Krayem, 23enne svedese di origine siriana arrestato la settimana scorsa insieme ad altre quattro persone a Bruxelles, è accusato anche per gli attentati di Parigi, oltre che per quelli di Bruxelles.

A renderlo noto è la tv fiamminga, che cita fonti giudiziarie.

Secondo quanto si apprende dalla tv Vrt “Le sue impronte digitali sono state trovate in molti covi usati per la preparazione degli attacchi”.

Osama Krayem, che secondo gli inquirenti utilizzava lo pseudonimo Naïm Al Hamed, avrebbe comprato i borsoni usati per gli attentati in Belgio.

Attentati Bruxelles e Parigi. Nuovo ricercato dalla polizia: è un siriano. Salah riconosce responsabilità

Bruxelles, 25 marzo 2016 – Un siriano è il nuovo ricercato dalla polizia belga ritenuto un presunto terrorista con responsabilità negli attacchi di Parigi e Bruxelles.

Secondo il quotidiano belga “La Dernière Heure”, si tratta di Naim Al Hamed, siriano 28enne di Hama, ricercato per gli attacchi terroristici di Parigi e Bruxelles.

Il nome di Naim comparirebbe su una lista di cinque principali sospettati introvabili, che si presume coinvolti negli attentati del 13 novembre a Parigi e in quelli di martedì scorso a Bruxelles.

L’uomo viene descritto come molto pericoloso e forse armato.

Intanto Salah Abdeslam, l’unico terrorista sopravvissuto alle stragi di Parigi, avrebbe ammesso le sue responsabilità e riconosciuto il suo ruolo logistico nella preparazione degli attentati in Francia.

Le nuove dichiarazioni di Salah sarebbero emerse nell’interrogatorio della polizia belga del 19 marzo, la cui trascrizione è finita in possesso dell’emittente BFMTV.

Salah avrebbe ammesso di aver “affittato vetture e case” su richiesta del commando, ma ha attribuito al defunto Abaaoud la principale responsabilità degli attacchi: “Lo so attraverso mio fratello Brahim”, avrebbe detto Salah.

Terrorismo Isis. Arrestato a Sorrento presunto terrorista in contatto con Isis”

Roma, 23 marzo 2016 – Sarebbe stato arrestato a Sorrento in provincia di Napoli un presunto terrorista in contatto con l’Isis.

Si tratta di Aziz Ehsan, 46 anni, iracheno, già «attenzionato» dalle intelligence di Francia e Belgio per essere stato in contatto con dei terroristi. Ricercato dalle autorità svizzere per una tentata aggressione sessuale, minacce e sequestro di persona è stato arrestato dagli agenti della Digos.

A loro Ehsan ha riferito di trovarsi in costiera sorrentina per svolgere il suo lavoro di intermediario immobiliare fittando e sub-affittando appartamenti ai turisti.

Ad annunciare l’arresto del sospetto terrorista è stato il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ieri in conferenza stampa al termine del Comitato di sicurezza convocato oggi al Viminale per «valutare ulteriori misure di prevenzione e di contrasto alla minaccia terrorista» dopo gli attentati di questa mattina all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles.

“A Napoli è stato arrestato un iracheno in contatto con l’Isis – ha detto il Ministro – e a breve firmerò nuove espulsioni”.”Il nemico è dentro casa- sottolinea Alfano – serve un controllo Europeo”. “Nessun Paese a rischio zero ma buona prevenzione aiuta” ha aggiunto.

Il ministro ha disposto processi di intensificazione dello scambio informazioni tra i vari organismi di intelligence e il mantenimento del livello di allerta 2 potenziando però i sistemi di sicurezza sugli obiettivi sensibili.

Rischio terrorismo in Italia. Matteo Renzi: non ci sono minacce specifiche. Pollari (ex sismi): attentato prevedibile

Roma, 23 marzo 2016 – “Abbiamo, come tutti i partner, messo in campo tutte le misure di sicurezza necessarie, anche se non risulta ad ora una minaccia specifica in Italia”.

Lo avrebbe detto il premier Matteo Renzi nell’aprire l’incontro a Palazzo Chigi con i ministri degli Interni e degli Esteri Angelino Alfano e Paolo Gentiloni e tutti i capigruppo di maggioranza e minoranza di Camera e Senato.

Il Ministro degli Esteri. Paolo Gentiloni, parlando su La7 degli attentati di Bruxelles ha detto: “Questo terrorismo che si richiama a Daesh nelle metropoli europee è il terrorismo della porta accanto”, nasce “dentro i quartieri delle nostre città e quindi è più pericoloso”, una “sfida per l’intelligence”.

Poi ha assicurato che “Vinceremo questa battaglia” contro il terrorismo. Sul rischio in Italia: “E’ meno esposta del Belgio”, ma “dobbiamo essere consapevoli del fatto che anche dei Servizi efficienti non possono cancellare il rischio”.

Intervento in Libia? Non si sa se nei vertici di sicurezza e quelli con i capigruppo di Camera e Senato si sia parlato anche di un intervento militare in Libia. La questione è stata sollevata da Giovanni Minoli durante la sua trasmissione Mix24 in onda su Radio24 intervistando l’ex capo del Sismi, il Generale Nicolò Pollari che ha commentato la nuova legge che consente al premier di usare direttamente i corpi speciali. E si è espresso su un eventuale intervento in Libia: “Come lei sa, la Libia è una delle realtà più incerte e ingovernabili, senza regole, senza equilibri e priva di riferimenti che c’è al mondo. A mio sommesso avviso, e non solo a mio sommesso avviso, a causa di quello che abbiamo combinato qualche anno fa”.

A Minoli che chiede se questa legge che consente al premier di usare direttamente i corpi speciali sia uno strumento utile, Pollari: “Io credo che, quando si parli di intervento militare sul terreno in Libia, si parli di una prospettiva che condurrà nelle attuali condizioni ad un disastro. Posso usare un’espressione colorita che spesso usavamo nelle caserme? Si entra porco e si esce salsiccia”. Quindi cercare di entrare porci ed uscire salsiccia, chiosa Minoli, e Pollari aggiunge: “Cercare di evitare di entrare porci e uscire salsiccia, ecco”.

Sull’attentato di Bruxelles, il Generale Nicolò Pollari ha commentato: “Mi sembra che sia ora che l’Europa si renda conto che il terrorismo vive tra noi. Questa è la cronaca di una morte annunciata, ce l’avevano detto in tutti i modi. Avevano indicato anche le città. Mi pare che tra le notizie stampa che trapelino in questi giorni vi siano addirittura delle indicazioni più specifiche, ma aldilà di queste indicazioni da tempo, diciamo così, il programma operativo dell’Isis andava in questa direzione, quindi era prevedibile che ci fosse (un attentato, ndr), come è prevedibile che ce ne saranno altri. Non c’è nulla che mi sorprenda”.

Questo significa che l’attività di intelligence è praticamente nulla sostanzialmente, insiste Minoli su Radio 24 e Pollari risponde: “Innanzitutto quando parliamo di queste cose dobbiamo parlare di attività di sicurezza della quale fa parte anche l’intelligence. Il dispositivo di sicurezza è un pochino più complesso e prevede tutta una serie di prospettive e di responsabilità e qui è come la sindrome della malattia, si pensa sempre che tocchi a qualcun altro, cioè uno spera in cuor suo e in silenzio, pur rendendosi conto della situazione, che non tocchi a lui”.

Alla domanda di Minoli che chiede se questi attacchi avvenuti a 48 ore dall’arresto di Salah siano una risposta all’arresto del terrorista Pollari risponde: “Io le darò una risposta più articolata. Penso di no e in parte penso che ci sia una connessione: non penso affatto che siano direttamente collegati alla cattura del terrorista, penso che la cattura del terrorista abbia fatto anticipare un po’ qualche tempo per la preoccupazione che qualcosa potesse venir fuori”. Ed a Minoli che chiede se sia stato un errore far trapelare la notizia della cattura, l’ex direttore del Sismi risponde su Radio 24: “Guardi, se è stato fatto deliberatamente, specialmente con le indicazioni che emergono da molti organi di stampa e propagate con grande enfasi sul fatto che lui volesse collaborare, certamente è stato un errore, errore molto grave”. Minoli quindi incalza chiedendo se le autorità belghe avevano in mano un supertestimone che avrebbe potuto evitare la strage e Pollari risponde ai microfoni di Radio 24: “Non so se lui (Salah, ndr) sia un supertestimone, lui è sicuramente un personaggio molto significativo. Penso che i suoi contegni a Parigi non siano esattamente compatibili con la filosofia e il modo di agire dell’Isis”. “Ho il sospetto che l’arresto di Salah Abdeslam – prosegue Pollari su Radio 24 -, e specialmente la possibilità teorica che questa vicenda potesse in qualche modo determinare in Belgio, a Bruxelles, dove loro sono più forti, una qualche variabile rispetto alle loro progettualità, abbia anticipato, diciamo così, l’iniziativa”.

Terrorismo. 7 arresti a Bruxelles. Arresto anche negli Stati Uniti

Bruxelles, 31 dicembre 2015 – Il sindaco della città belga ha disposto il divieto di ogni tipo di fuochi d’artificio e dunque non ci sarà nemmeno il tradizionale spettacolo di fuochi d’artificio e festeggiamenti in piazza per la notte di Capodanno.

La drastica decisione è stata presa per l’allerta terrorismo, sempre alta in particolare proprio in Belgio dove qualche giorno fa sono stati effettuati due arresti per minacce di attentati.

“E’ meglio non prendere rischi”, ha dichiarato il sindaco Yvan Mayeur.

Solidarietà è stata espressa dal primo ministro belga Charles Michel che ritiene la decisione del sindaco di Bruxelles “una decisione delicata e difficile”.

Solo due giorni fa la polizia belga ha arrestato due persone ritenute artefici di un complotto per attentati da compiere la sera di San Silvestro in “luoghi emblematici” di Bruxelles.

Attacchi terroristici a Parigi: decimo arresto a Bruxelles – La polizia di Bruxelles ha arrestato una persona, la decima dall’inizio delle inchieste sugli attacchi di Parigi il tragico venerdì 13 novembre dove morirono 130 persone.

Secondo quanto anticipato dalla “La Libre on line”, si tratterebbe di un certo Ayoub B., un belga di 33 anni. Per lui l’accusa è di “omicidi terroristici e partecipazione alle attività di un gruppo terroristico”.
Nelle perquisizioni sarebbero state sequestrate una decina di GSM che sono attualmente esaminati dagli inquirenti. Non sono state trovate armi né esplosivi. Tra 5 giorni il tribunale di Bruxelles deciderà sulla eventuale conferma dell’arresto.

Altri sette arresti a Bruxelles nel pomeriggio:  Altri sei sospetti terroristi sono stati tratti in arresto dalla polizia belga nel corso di alcune perquisizioni in diverse abitazioni a Bruxelles, nei quartieri Molenbeek, Anderlecht, Laeken e Sint-Pieters-Leeuw.

I sei fermati apparterrebbero al gruppo dei “Kamikaze Riders”, come i due uomini arrestati ieri e avrebbero avuto in programma attentati a capodanno.

Allerta negli Stati Uniti d’America – Secondo la Cnn ci sarebbero minacce di attacchi jihadisti nelle tre principali città americane, New York, Los Angeles e Washington.

Dal canto suo l’Fbi aumenta la vigilanza e invita i cittadini americani a essere attenti ma afferma di non avere notizie di piani e minacce credibili per un attacco terroristico negli Usa.

La Polizia di New York esclude di avere informazioni su minacce per il Capodanno a New York.

Le autorità degli Stati Uniti d’America seguono tuttavia con attenzione i casi di arresti e gli sviluppi delle indagini sull’Isis in Turchia, Belgio e Indonesia.

Allerta in Damimarca – L’ambasciata italiana a Copenaghen ha allertato i connazionali per il rischio terrorismo.
Nella nota pubblicata sul sito dell’ambasciata a Copenhagen “La Danimarca condivide con l’Europa una esposizione, quantomeno generale, al terrorismo internazionale. Le autorità danesi hanno rafforzato le misure di sicurezza, in particolare in aeroporti e stazioni di trasporto pubblico. Si raccomanda quindi ai connazionali di seguire le indicazioni di queste autorità.
Si consiglia, inoltre, di esercitare particolare attenzione nei luoghi più affollati e di attenersi sempre ad una condotta improntata al buon senso e alla prudenza.”

Arresto negli USA –
Un sospetto sostenitore dello Stato Islamico è stato arrestato negli USA. Lo ha reso noto il ministero della Giustizia americano.
Si tratta di Emanuel Lutchman, 25 anni, che secondo le accuse progettava un attentato contro un ristorante di Rochester, nello Stato di New York, durante i festeggiamenti di Capodanno.

Il giovane è già stato incriminato per complicità con l’Isis, e per aver tentato di fornire un appoggio-chiave al gruppo jihadista.

Terrorismo: fermata e rilasciata Khadiga Shabbi, ricercatrice universitaria libica a Palermo

Palermo, 23 dicembre 2015 – E’ stata fermata a Palermo una ricercatrice universitaria di 45 anni, Khadiga Shabbi, originaria di Bengasi e ricercatrice in Economia. I pm di Palermo le contestano l’istigazione a delinquere in materia di terrorismo aggravata dalla transnazionalità.

A fermarla è stata la Polizia di Stato con l’accusa di svolgere via internet attività di proselitismo e propaganda in particolar modo mediante Facebook e Whatsapp. Secondo gli inquirenti la donna avrebbe avuto contatti con foreign fighters tornati in Europa dopo aver combattuto in Libia e Medio Oriente, uno in Belgio, l’altro in Inghilterra.

Ci sarebbero anche elementi di parentela che legherebbero Shabbi, risultante, sempre secondo l’accusa, zia di un giovane, tale Abdelrazeq, che le avrebbe chiesto come arrivare in Italia insieme a un compagno per sfuggire alla cattura dell’esercito regolare libico e lei, in una telefonata intercettata dalla digos, avrebbe detto alla sorella Aziza che il nipote poteva risolvere facendo “recare il nipote in Tunisia presso l’Ambasciata italiana dove, in seguito all’iscrizione alla scuola di italiano per stranieri, avrebbe ottenuto il visto di ingresso per l’Italia”. Il giovane è poi morto in combattimento in Libia.

Nel provvedimento di fermo è scritto che Shabbi, “grazie alla consolidata amicizia con la responsabile della Scuola di italiano per stranieri si attivava per iscrivere altri soggetti presso la scuola, in modo da fare ottenere loto il rilascio del visto di ingresso per motivi di studio e, una volta giunti in Italia, il rilascio del permesso di soggiorno, delineando sempre di più il ruolo di favoreggiamento ai soggetti legati alle milizie islamiche impegnate nel conflitto bellico, nonché del continuo supporto logistico svolto”.

Dopo il fermo Shabbi è stata liberata. Il gip di Palermo Fernando Sestito non ha convalidato il fermo di Khadgia Shabbi disposto dalla Procura. Per il gip non sussisterebbe il pericolo di fuga, presupposto che autorizza il fermo e non ha applicato alla donna la custodia cautelare in carcere, come chiesto dalla Procura, ma l’obbligo di dimora a Palermo senza imporre all’indagata alcun divieto di comunicazione con l’esterno.

Contrario è il commento del procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, coordinatore dell’inchiesta condotta dall’aggiunto Leonardo Agueci e dal pm Gery Ferrara: “La misura è del tutto inadeguata alle esigenze cautelari e all’intensissima rete di rapporti intrattenuti dall’indagata, oltre che contraddittoria e contraria alla più recente giurisprudenza. Pertanto la impugneremo”.

Incontro Matteo Renzi e Francois Hollande: Uniti contro il Daesh (Isis)

Roma, 26 novembre 2015 – Il presidente francese François Hollande continua a tessere la sua fitta tela di relazioni per combattere l’Isis dopo i tragici attentati di Parigi di venerdì 13 novembre che sono costati la vita di 130 persone tra cui l’italiana Valeria Solesin e 650 feriti.

[easy_ad_inject_1]Dopo aver incontrato Obama e Angela Merkel, Hollande oggi all’Eliseo è la giornata del vertice con Matteo Renzi, premier italiano.

Hollande ha ribadito che Francia e Italia sono uniti contro il terrorismo.

“Francia e Italia sono due nazioni sorelle, e mai come in questo momento abbiamo sentito una vicinanza tanto profonda con il popolo francese. Abbiamo sentito il dolore di questa nazione come il nostro dolore”, ha detto Renzi in conferenza stampa congiunta, e “a Parigi c’è stato un attentato non solo contro Francia e Europa ma contro l’umanità” ha aggiunto.
“C’è la necessità di una coalizione sempre più ampia che porti alla distruzione dell’Isis e del disegno atroce che esso rappresenta” ha continuato Renzi, “I nostri valori sono molto più importanti della loro barbarie”. Contro il terrorismo serve “una risposta culturale”,non solo militare, ha aggiunto Renzi discostandosi così dal precedente intervento di Hollande concentrato esclusivamente sulla necessità di intervento militare.

“L’Italia conferma i suoi impegni” a livello Ue, ha assicurato il premier, che ha sollecitato un accordo globale con la Turchia sui migranti.

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Isis. Usa lancia allerta mondiale su tutti i viaggi

Washington D.C. (USA), 24 novembre 2015 – Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America ha diramato un’allerta mondiale su tutti i viaggi valida per ora fino al 24 febbraio 2016.

[easy_ad_inject_1]Tutti i cittadini americani sono avvertiti del rischio ritenuto possibile legato alla crescente minaccia terroristica.
Secondo il Dipartimento di Stato “Isis, al Qaeda, Boko Haram e altri gruppi terroristici continuano a organizzare attacchi in più regioni”.

L’allerta diramato dal Dipartimento di Stato cita i recenti attacchi in Danimarca, Francia, Mali, Nigeria e Turchia. Attacchi – si legge nella nota – che possono impiegare una vasta gamma di tattiche, con l’utilizzo di armi convenzionali e non convenzionali ed avere come obiettivi interessi sia pubblici sia privati.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America è una struttura del governo USA che svolge diverse funzioni e può essere in parte paragonato al nostro Ministero degli Esteri.

Il Segretario di Stato è la terza carica dell’esecutivo, attualmente ricoperta da John Kerry subentrato ad Hillary Rodham Clinton il 1º febbraio 2013.

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