Omicidio suicidio a Cornigliano (Genova). Poliziotto suicida uccide moglie e figlie

Un agente di polizia, Mauro Agrosì, 50 anni, in servizio al reparto mobile, ha sparato, colpendole a morte nel, la moglie, Rosanna Prete 49 anni, e le due figlie di 14 e 10 anni, poi ha telefonato al 113 confessando il gesto e si è suicidato. Leggi tutto “Omicidio suicidio a Cornigliano (Genova). Poliziotto suicida uccide moglie e figlie”

Omicidio suicidio a Firenze. 73enne uccide la madre e poi si toglie la vita

Ancora una tragedia familiare si registra questa volta a Firenze dove un 73enne ha ucciso la madre di 93 anni e si è tolto la vita.

La tragedia si è consumata intorno a mezzogiorno presso la residenza per anziani di Firenze dove la mamma dell’omicida era ricoverata da poco tempo a causa di un decadimento cognitivo.

Secondo la ricostruzione dei media locali, l’uomo, ex guardia giurata, avrebbe sparato all’anziana madre con la sua pistola regolarmente registrata, poi avrebbe rivolto l’arma contro se stesso e ha fatto fuoco.

Tragedia familiare a Taranto. Medico uccide moglie e figlio di 4 anni, poi si toglie la vita

Ancora una tragedia familiare a Taranto, un caso di omicidio suicidio, anzi in questo caso un duplice omicidio con suicidio, difficile da raccontare come tutti quelli che da anni la cronaca porta alla ribalta nazionale e riempiono i palinsesti delle trasmissioni “crimini e scomparsi” che fanno tanto audience e che ospitano tanta pubblicità.

Difficilmente il lettore riesce a comprendere cosa possa passare nella testa di un padre di famiglia quando decide di uccidere la moglie e, come in questo triste caso, anche il figlioletto per poi togliersi la vita.

E se lo chiedono anche le persone che vivono a Taranto, comune di 202 016 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia, in Puglia, alcune delle quali conoscevano Luigi Alfarano, 50 anni, medico dell’Ant, associazione che anche a Taranto presta assistenza domiciliare agli ammalati di cancro. Un medico che ha trascorso la sua vita ad aiutare coloro che stavano male. Un medico che ieri ha deciso di porre fine alla sua famiglia e alla sua vita.

A quanto si apprende a far scattare la folle decisione sarebbe stata la formalizzazione della separazione dalla moglie Federica De Luca, 30 anni, atto che sarebbe stato celebrato nello studio di un avvocato a Taranto, una consacrazione legale ben opposta a quel “sì” che i due si sono promessi all’inizio del matrimonio. Quell’incontro come tanti che avvengono nello studio dell’avvocato però non c’è stato.

Luigi Alfarano si è recato nella palazzina di via Galera Montefusco, alla periferia di Taranto e probabilmente ha litigato con Federica, forse tentando di farla desistere dalla decisione di separarsi. In casa c’era anche il figlio della coppia, Andrea, di 4 anni.

L’epilogo di quella lite è tutto il dramma. L’uomo si sarebbe scagliato contro la donna, l’avrebbe immobilizzata e l’ha strangolata uccidendola. Luigi è poi andato via da quella casa portandosi anche il figlio.
Con l’auto l’uomo si reca a marina di Palagiano, ad una ventina di chilometri da Taranto, nella zona occidentale della provincia e attraverso la statale 106 Jonica giunge alla casa delle vacanze. Luigi porta Andrea nel box garage della villa al mare, lo ammazza sparandogli con la sua pistola regolarmente registrata.
Prende quindi il corpo del piccolo, lo abbraccia, lo porta un camera da letto e si distende abbracciandolo per l’ultima volta.
Prende poi la pistola ed esplode un secondo colpo contro di se.

Nessuno sa ancora quanto accaduto finché la madre di Federica, preoccupata che la figlia non si è presentata dall’avvocato e nell’impossibilità di riuscire a parlare con lei ha chiamato la Polizia.

Gli agenti della Polizia di Stato e i carabinieri del Reparto Operativo e della compagnia di Massafrasi sono recati in via Galera Montefusco. L’appartamento è chiuso. Arrivano i Vigili del Fuoco e aprono il varco che porta all’orrore. Agli occhi dei poliziotti e dei Vigili del Fuoco appare la donna, strangolata, riversa per terra.

La polizia inizia a cercare il marito e non ci mette molto a risalire a quella casa di vacanza che questa volta è scena di un mattatoio. Sono i Carabinieri a giungere a di Palagiano e la scena che si presenta ai loro occhi è ancor più drammatica. Il piccolo ed il papà in un lago di sangue. A terra la pistola.

Sul caso indaga il sostituto procuratore della Repubblica, Remo Epifani, e si attende l’autopsia sui corpi delle vittime per vedere dove sono stati colpiti e quali le lesioni mortali oltre a ricostruire precisamente tempi e modalità della tragedia. Secondo le indagini la tragedia è accaduta nel primo pomeriggio di ieri e stando ad alcune testimonianze, infatti, l’uomo sarebbe stato visto ancora vivo nella tarda mattinata.

Presto il dolore si espande dai familiari alla cittadina tutta e tra la gente è tornata alla memoria un’altra tragedia verificatasi nel 2008 quando un’altro medico Enrico Brandimarte, uccise la moglie e le due bambine piccole, prima di suicidarsi.

Cosa passa nella testa di un padre nel momento in cui decidere di uccidere una moglie e un figlioletto innocente che aveva tutta una vita da vivere, tutto un bagaglio di esperienze e di emozioni stroncate da una pallottola probabilmente malata?

 

Omicidio suicidio a Latina, 70 enne uccide il padre e poi si spara

Una tragedia familiare consistente in un omicidio suicidio è avvenuto nella periferia di Latina dove in una villetta del quartiere residenziale Cucchiarelli sono stati trovati il cadavere di un uomo di 70 anni e di suo padre ultranovantenne.

I due corpi presentavano ferite da arma da fuoco. Secondo l’ipotesi degli inquirenti il figlio Piero Romano, avrebbe ucciso il padre, Emanuele Romano, con un fucile e poi si sarebbe tolto la vita con la stessa arma.

Non si conosce il movente che ha fatto scattare la tragedia.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato che indagano sul caso.

Secondo quanto rivela Latina Oggi online i due fanno parte di una nota famiglia di commercianti del capoluogo laziale, scrive.

Tragedia familiare a Mira (Venezia). Gianfranco Pavan, 73 anni uccide la moglie e tenta il suicidio

Omicidio e tentato suicidio si è registrato nella giornata di sabato a Mira, comune di 38779 abitanti della città metropolitana di Venezia, in Veneto dove
un uomo di 73 anni ha ucciso la moglie di 66 anni e poi ha tentato di suicidarsi

La tragedia è avvenuta nell’abitazione della coppia in via Fossadonne 73, alle 8 di sabato mattina.

L’uomo, Gianfranco Pavan, che sarebbe gravemente malato, avrebbe ucciso la moglie, Emilia Casarin, 66 anni, con la quale divideva la vita da 40 anni, con un colpo di pistola calibro 38, arma regolarmente detenuta, e poi si è sparato alla testa.

A dare l’allarme sono stati alcuni vicini di casa.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Venezia che stanno effettuando i rilievi necessari.

Secondo la testimonianza del nipote Gianfranco Zicchele raccolta da La Nuova Venezia il 73enne era “Un’uomo tranquillo segnato dalla morte dei tre figli: si è isolato qui, era malato da tempo” “Era un po’ depresso: voleva riuscire a spostarsi da solo ed era rimasto sconvolto, negli ultimi giorni, dal fatto che la sua auto non partisse. Questa mattina, ha telefonato a una sorella, raccontando quello che aveva fatto: quando è arrivato qui un parente per vedere cosa fosse successo, ha sentito il colpo”.

Omicidio suicidio a Barlassina (Monza), 70enne uccide moglie e poi si impicca

70 enne uccide la moglie e si suicida. A scoprire la tragedia una parente della coppia che viveva in una villetta a schiera a Barlassina in provincia di Monza. L’omicidio sarebbe stato compiuto con un grosso coltello da cucina. Lui ha tentato di impiccarsi in balcone ma la corda si è spezzata ed è morto precipitando al suolo.

Una tragedia familiare con omicidio-suicidio è stata consumata a Barlassina, comune di 6.887 abitanti della Brianza, in provincia di Monza e della Brianza, in Lombardia.

Un uomo, Giuseppe Gallina, pensionato di 70 anni, ha ucciso la moglie, Fiorella Radaelli di 66 anni, sgozzandola con un coltello da cucina, e poi si è tolto la vita cercando prima di impiccarsi al balcone della sua casa, una villetta a schiera, poi è precipitato a causa del cedimento della corda con la quale era stato realizzato il cappio.

A fare il macabro ritrovamento dei corpi dei coniugi domenica intorno alle 17 è stata la sorella di una delle vittime che era passata a casa loro per una visita e che ha avvertito il 118 e un vicino di casa con il quale è entrato nell’abitazione della coppia.

Il corpo della donna è stato ritrovato in un lago di sangue nel salotto. Poco più in là, sul pavimento il coltello. Il corpo dell’uomo, invece, è stato trovato in cortile, proprio sotto le finestre del suo appartamento, con una corda legata al collo.

Sul posto sono giunti anche i Carabinieri. Non sono ancora noti i motivi del tragico gesto. Tra le ipotesi più probabili una lite scoppiata tra i due all’ora di pranzo. I Carabinieri avrebbero infatti trovato la pasta ancora nello scolapasta.

Secondo testimonianze registrate dal Ilgiorno, la coppia spesso litigava per l’abitudine di lei di spendere soldi ai videopoker nei quali avrebbe speso anche fino a 200 euro al giorno.+

Sul caso indagano i magistrati della Procura di Monza che hanno ascoltato le testimonianze dei vicini di casa della coppia.

Omicidio stanotte a Guarene (Cuneo), Ucciso Valerio Sottero, 55 anni. Fermato figlio della compagna

Guarene (Cuneo) – Valerio Sottero, 55 anni, commerciante noto nella zona, è stato ucciso con diverse coltellate nella notte nella sua casa di via Sottieri a Guarene, comune di 3.457 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte.

A dare l’allarme al 112 sarebbe stata la compagna della vittima che lo ha trovato morto per terra al suo rientro a casa. Diverse le coltellate inferte fra cui una alla giugulare che avrebbe provocato la morte per dissanguamento.

La vittima era titolare del negozio ‘Tutto Zoo Garden, attività commerciale di fiori e piccoli animali domestici nella vicina frazione di Vaccheria, e viveva insieme al padre 88enne, la compagna e i due figli di quest’ultima.

I carabinieri di Alba hanno fermato un giovane ventenne di origini romene, figlio della compagna della vittima, sospettato dell’omicidio dell’uomo. Il giovane è stato trovato non lontano da casa in stato confusionale. Attualmente il giovane, che secondo alcune testimonianze avrebbe accoltellato l’uomo al culmine di una violenta lite, sarebbe in ospedale in stato di choc e piantonato dai militari.

La casa in strada Sottieri a Guarene è stata posta sotto sequestro.

Pavia, padre uccide il figlio dopo lite. Tragedia familiare a San Damiano al Colle.

Modena, 2 marzo 2016 – Una tragedia familiare è stata registrata a San Damiano al Colle è un comune italiano di 739 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia

Un padre di 60 anni ha ucciso in casa il figlio di 40. E’ accaduto nella frazione Boffalora la scorsa notte, poco dopo le 23.
A dare l’allarme ai carabinieri di Stradella è stato lo stesso genitore.

Secondo i primi riscontri dalle indagini condotte dagli investigatori, l’uomo avrebbe ucciso il figlio sparandogli diversi colpi di pistola dopo una violenta lite scoppiata in tarda serata.

Sul posto sono giunti anche i medici del 118 che però non hanno potuto far niente: il quarantenne era già morto.

Gli inquirenti hanno raccolto diverse testimonianze di vicini di casa.

Tragedia familiare a Lanusei. Soffoca la moglie e poi si impicca

Omicidio-suicidio nell’Ogliastra.
Lanusei, 19 gennaio 2016 – Una tragedia familiare, purtroppo l’ennesima di questo 2016 da poco iniziato, è stata registrata a Lanusei, comune di 5.478 abitanti, capoluogo insieme a Tortolì della provincia dell’Ogliastra in Sardegna.

Un uomo ucciso la moglie e poi si è tolto la vita. Si tratta di due pensionati ex emigrati in Germania.

La donna, Luigia Carrogu, 71 anni, originaria di Iglesias, sarebbe stata uccisa per strangolamento, mentre il marito, Vincenzo Usai, 72 anni, si è poi impiccato.

I due corpi senza vita sono stati stati trovati da una parente che ha dato l’allarme poco prima delle 9:30 presso la loro abitazione in via Monti.

Sul posto sono confluiti gli agenti del commissariato di polizia di Lanusei che hanno subito avviato le indagini ed effettuato i rilievi del caso.

Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti l’uomo avrebbe ha prima ucciso la moglie, che soffriva di depressione, poi si è tolto la vita.

Tragedia familiare a Milano Piola. Tenta di soffocare la madre con cinta poi si getta dal balcone

Milano – Una tragedia familiare si è consumata in un appartamento di un edificio in zona Piola a Milano, dove alla vigilia di Natale un giovane ingegnere di 35 anni ha cercato di strangolare la madre 68enne con una cintura.

Fortunatamente sono intervenuti i parenti allarmati dalle grida della donna.

Secondo una ricostruzione dei media locali, il giovane ingegnere vedendosi arrivare addosso i parenti, forse in preda ad una crisi di nervi, ha deciso di farla finita e si è buttato dal secondo piano cadendo nel ballatoio sottostante.

Trasportato all’ospedale San Raffaele dai carabinieri del nucleo operativo Monforte intervenuti sul posto, il giovane è piantonato ed è accusato di tentato omicidio. La madre è anch’essa in ospedale, al Niguarda, ed entrambi sarebbero in condizioni critiche.

Non si conoscono ancora i motivi dell’aggressione e gli inquirenti sono al lavoro per fare luce sull’accaduto.