Turchia, ucciso ad Ankara ambasciatore russo Andrey Karlov

L’ambasciatore russo Andrey Karlov è rimasto ucciso nel corso di un attentato ad Ankara mentre stava presentando una mostra fotografica. Il diplomatico russo è stato colpito da un uomo mentre teneva un discorso all’inaugurazione di una mostra nella capitale della Turchia. Ci sarebbero anche altri feriti. Leggi tutto “Turchia, ucciso ad Ankara ambasciatore russo Andrey Karlov”

Turchia. Kamikaze fa strage a ricevimento di nozze, 54 morti tra cui 29 bambini

Aggiornamento: dubbi sull’età del kamikaze, descritto inizialmente dal presidente turco Erdogan come un ragazzo, forse 12 anni, che si è fatto esplodere (o lo hanno fatto esplodere) durante un ricevimento di nozze. Tanti i morti tra cui 29 bambini. La tragedia in Turchia.

Ancora dolore il popolo della Turchia ancora sofferente dal recente tentato golpe e che nelle ultime ore è stata bersaglio di un vile attentato terroristico messo a segno durante la celebrazione di un matrimonio in cui hanno perso la vita almeno 50 persone che volevano soltanto gioire e festeggiare l’unione tra un uomo e una donna. Leggi tutto “Turchia. Kamikaze fa strage a ricevimento di nozze, 54 morti tra cui 29 bambini”

Golpe Turchia. Autorità chiudono oltre 130 media

In Turchia continua l’attività di repressione di Erdogan contro tutto ciò che può mettere di nuovo in pericolo la sua presidenza, ottenuta democraticamente con voto popolare, messa a serio rischio dal recente fallito Golpe militare del 15 luglio scorso.

Il decreto sullo stato di emergenza pubblicato sulla gazzetta ufficiale turca ha previsto la chiusura di oltre 130 media, tra agenzie stampa, giornali, canali televisivi, riviste e case editrici.

In particolare si apprende che sono state chiuse tre agenzie di stampa, 45 giornali, 16 canali tv, 23 emittenti radio, 15 riviste e 29 case editrici. Tra i nomi più noti ad essere oggetto di chiusura forzata vi sono l’agenzia Cihan, la tv curda IMC, e i quotidiani di opposizione Taraf e Zaman, e Kanalturk.

Si tratta dell’ennesimo atto di Erdogan e della sua squadra che certamente farà molto discutere negli ambienti politici occidentali dove si fa particolare attenzione alla tutela della libertà e democrazia.

Turchia, fermato presunto terrorista Isis

Un presunto terrorista appartenente all’Isis, sarebbe stato arrestato dalla polizia turca nella provincia di Elazig, nel sud est del Paese.

A quanto si apprende dai media locali l’uomo sarebbe fortemente indiziato di essere una delle menti della strage di Ankara, nella quale lo scorso 10 ottobre persero la vita 103 persone.

Gli inquirenti turchi sarebbero giunti alla cattura dell’uomo in seguito al ritrovamento del computer di Yunus Durmaz, detto “l’emiro”, sul quale pende una taglia da oltre un milione di dollari.

Il fermo dell’uomo giunge a poche ore dal fermo da parte dell’esercito turco di 7 sospetti militanti dell’Isis – 5 turchi e 2 stranieri – che cercavano di entrare illegalmente dalla Siria.

Turchia. Hacker rubano dati di 50 mln di turchi

Ankara, 5 aprile 2016 – Hackers avrebbero rubato dati di 50 milioni di cittadini turchi forzando l’accesso ad un database statale.

Secondo quanto si apprende dai media turchi la banca dati la cui autenticità non è stata confermata dal governo di Ankara, conterebbe informazioni personali anagrafiche (nomi dei genitori, date di nascita e indirizzi), che potrebbero essere utilizzate per furti d’identità e altri illeciti.

I dati sarebbero raccolti in un database statale e utilizzati per fornire servizi pubblici.

Gli hackers avrebbero messo a disposizione le informazioni rubate su un server ospitato all’estero.

Isis. Attentato kamikaze a Istanbul (Turchia). 5 morti compresi due americani

Istanbul, 19 marzo 2016 – Sarebbe di almeno 5 morti e 36 feriti il tragico bilancio dell’attentato kamikaze che questa mattina ha colpito il centro della città di Istanbul, principale centro industriale, finanziario e culturale della Turchia.

Tra le vittime dell’attacco suicida c’è anche una donna israeliana. Dei 12 feriti stranieri, su 36 in totale, la metà sono israeliani.

L’attentatore si è fatto esplodere in viale Istiklal Caddesi, arteria pedonale commerciale a poca distanza dalla centralissima piazza Taksim, zona solitamente frequentata da migliaia di persone.

Sul posto sono intervenute diverse ambulanze e la polizia che si è avvalsa anche di un elicottero per la sorveglianza aerea.

I media locali, citando il governatore della città, riferiscono che oltre le vittime, tra le quali il terrorista, vi sarebbero anche 20 feriti, alcuni in gravi condizioni.

La mano dell’Isis. Ci sarebbe l’Isis dietro l’attentato kamikaze ad Istanbul. Secondo i media locali l’attentatore che ha ucciso almeno 5 persone nel centro di Istanbul sarebbe un militante turco dell’Isis. La polizia lo avrebbe identificato come Savas Yildiz di 33 anni, originario di Adana nel sud del Paese, e faceva parte della lista dei sospetti potenziali attentatori suicidi.

Due americani fra le vittime. Lo conferma la Casa Bianca che rende noto che due cittadini americani sono rimasti uccisi nell’attacco suicida a Istanbul.
Il presidente israeliano Netanyahu conferma che le altre vittime sono due israeliani e un iraniano.

Migranti. La soluzione di Erdogan: “Fondiamo una città per i rifugiati”

Ankara, 5 marzo 2016 – Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, ha avuto un’idea per risolvere il problema dei migranti in fuga dalla Siria che tanto sta facendo discutere i Paesi Europei tutti solidali ma molti non troppo ben disposti ad ospitarli, anzi.

“Fondiamo una città per i rifugiati nel Nord del Paese”, propone il presidente turco che dice di averne parlato anche con Obama. “Abbiamo fissato le coordinate geografiche ma ancora nulla di fatto”, ha detto Erdogan.

La città per i rifugiati dovrebbe sorgere su un’area di 4.500 chilometri quadrati, pari a un terzo dell’area metropolitana di New York, a ridosso della frontiera turca,e dovrebbe essere costruita con la collaborazione della comunità internazionale.

Secondo voi la nuova “new town ghetto” potrebbe risolvere il problema? Ma il problema dei migranti sono davvero i migranti?

Nuova strage migranti tra grecia e Turchia, 7 bambini morti. Svizzera confisca i beni dei rifugiati

Atene, 16 ottobre 2016 – Ancora una volta la cronaca registra la morte di migranti e, purtroppo, tra essi, di bambini.

Secondo quanto riferito ieri dalla Guardia Costiera ellenica, tre bambini sono morti nel naufragio di un’imbarcazione di migranti davanti all’isola di Agathonisi, nel Mare Egeo. Sulla barca c’erano anche un’altra ventina di migranti, che sono stati salvati dall’imbarcazione di una organizzazione non governativa, che aveva raccolto la richiesta di soccorso.

A quanto si apprende il natante naufragato proveniva dalla Turchia. Al momento non si conosce la nazionalità di vittime e sopravvissuti.

Ma purtroppo la tragedia non è finita qui. Poco più tardi, secondo quanto riferito da Medici Senza Frontiere, un gruppo di 40 migranti è riuscito a sbarcare sull’isola greca di Farmakonisi ma fra loro c’era un neonato morto.

Ancora una tragedia si è registrata a largo della costa del distretto turco di Ayvacik, dalla quale erano partiti 13 migranti: anche in questo caso la barca ha naufragato e si è rovesciata provocando la morte di tre bambini e un adulto. Altri nove migranti sono stati salvati dalla guardia costiera turca e da alcuni pescatori.

Unhcr: 58 migranti morti dall’inizio dell’anno – Secondo i dati l’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, dall’inizio dell’anno sono 58 i migranti morti o dispersi nel Mediterraneo. Ma è tra i bambini, i più deboli, che c’è un triste dato riportato dalle autorità greche, secondo le quali circa la metà delle duecento persone affogate nel 2015 nelle acque dell’Egeo erano bambini e neonati.

Dopo la Danimarca anche la Svizzera confisca i beni dei rifugiati – Secondo quanto comunicato dalla radio svizzera Srf, i rifugiati in arrivo alla frontiera svizzera trovano un volantino con su scritto: “consegnare i propri beni in cambio di una ricevuta”.
E’ questa la conseguenza della decisione della Confederazione Helvetica di imporre ai rifugiati di consegnare fino a 10.000 franchi svizzeri (circa 9.000 euro) dei loro beni per pagare le spese di accoglienza.

La Svizzera segue dunque l’esempio già adottato dalla Danimarca.

Attacco a Istanbul. Giornale turco: “Putin tra i mandanti”

10 morti e 15 feriti è il bilancio dell’esplosione al centro di Istanbul avvenuto ieri. Il Presidente Erdogan: kamikaze siriano. Bild: 9 tedeschi morti. Farnesina verifica stato turisti italiani. I dubbi di Ammar Waqqaf. Il giornale Star: “Russia, Siria e Iran mandanti”.

Istanbul, 12 gennaio 2016 – Un’esplosione è avvenuta nel centro storico di Istanbul in piazza Sultanahmet.

La Cnn turca, lo scoppio è avvenuto presso l’Obelisco di Teodosio, vicino alla Moschea Blu. Testimoni parlano di “potente esplosione”.

Secondo quanto si apprende dalle autorità locali ci sarebbero 10 morti e 15 feriti anche turisti di cittadinanza europea. Le vittime sono tutti turisti stranieri, di cui otto tedeschi e uno peruviano.

Sul posto sono confluiti diversi mezzi della polizia e ambulanze. L’attentato non è stato rivendicato.

Il presidente turco Erdogan, parlando in diretta TV ha detto che l’esplosione in piazza Sultanahmet a Istanbul sarebbe stata opera di un kamikaze “di origine siriana”. Ha inoltre confermato che tra le vittime ci sono stranieri.
“La Turchia continuerà a lottare sino a quando le organizzazioni terroristiche non saranno totalmente annientate”, ha aggiunto.

Secondo quanto affermato dal primo ministro turco, Ahmet Davutoglu, l’attentatore di Istanbul era un membro dello Stato Islamico. Il premier turco ha inoltre precisato che l’uomo è stato identificato come Nabil Fadli, 28enne nato in Arabia Saudita. Davutoglu ha inoltre dichiarato tutte le persone uccise nell’attentato suicida di stamattina a Istanbul sono straniere.

Il vice-premier Kurtulmus ha detto che l’uomo proveniva dalla Siria e non era tra i jihadisti monitorati dalla Turchia.

Ammar Waqqaf, attivista siriano residente a Londra, commentatore di Bbc, Al Jazeera e Russia Today, non nasconde i suoi dubbi: “Per l’Isis quello del presidente Erdogan è il miglior governo possibile. Non si capisce quindi perché mai lo Stato Islamico avrebbe dovuto compiere un attentato nel centro di Istanbul”.

Giornale pro Erdogan: “Putin tra i mandanti” – “L’autore è chiaro” è il titolo in prima pagina, accanto alla foto di Putin, pubblicato dal giornale filo-governativo turco “Star” che ipotizza un possibile ruolo di Mosca nell’attacco kamikaze a Istanbul. Ma non sarebbe il solo: l’ipotesi del complotto contro la Turchia vede affiancare Putin anche i leader di Siria e Iran come altri possibili mandanti.

La polizia inoltre avrebbe arrestato ad Antalya tre cittadini russi sospettati di supporto logistico all’Isis.

Intanto il ministro dell’Interno tedesco si è recato a Istanbul dove ieri sono morti 8 turisti tedeschi.

Nuova strage migranti in Turchia: 21 morti

Ankara, 5 ottobre 2015 – Ancora una volta si registra una tragedia di migranti in conseguenza del naufragio di natanti su coste turche e ritorna vivo il ricordo del piccolo Aylan, tra le prime vittime di un bollettino di guerra che sembra non voler finire.

Il bilancio, purtroppo ancora provvisorio, sarebbe di 21 morti accertati dalle autorità turche. Tra essi diversi bambini. Otto persone sarebbero state tratte in salvo dagli uomini della Guardia Costiera che lavora anche con l’ausilio di elicotteri per cercare di salvare altre vite.

Corpi senza vita dei quali non si conosce ancora la nazionalità, sono stati trovati su due spiagge turche morti nel naufragio dell’imbarcazione su cui stavano cercando di raggiungere la Grecia.
Undici cadaveri sono stati trovati nel quartiere di Ayvalik, mentre altri dieci sono stati scoperti nel distretto di Dikili.