Russia. Vladimir Putin firma legge anti-sentenze Corte Ue

Mosca, 11 dicembre 2015 – Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato la legge che affida alla Corte Costituzionale il potere di decidere se applicare le sentenze di istituzioni sovranazionali in materia di diritti umani e civili.

[easy_ad_inject_1]Lo riferisce l’agenzia Interfax. A quanto si apprende la norma si applica principalmente alle sentenze della Corte europea dei diritti umani.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è un organo giurisdizionale internazionale, istituita nel 1959 dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) del 1950, per assicurarne l’applicazione ed il rispetto. Vi aderiscono quindi tutti i 47 membri del Consiglio d’Europa.

Sebbene abbia sede a Strasburgo, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non è un’istituzione che fa parte dell’Unione europea; non dev’essere confusa con la Corte di giustizia dell’Unione europea con sede in Lussemburgo, istituzione effettiva dell’Unione europea.

Siria. Putin: “Occorre rafforzare potenziale bellico nucleare”

Mosca, 11 dicembre 2015 – Il presidente russo Vladimir Putin torna ad usare il termine “nucleare” per la seconda volta in tre giorni dopo che aveva dichiarato “Speriamo non serva mail l’utilizzo di armi atomiche contro i terroristi“.

[easy_ad_inject_1]Parlando al ministero della Difesa, il numero uno del Cremlino ha sottolineato che occorre prestare “attenzione particolare al rafforzamento del potenziale bellico delle forze strategiche nucleari”e dotare “tutti i componenti della nostra forza nucleare-marina, aviazione ed esercito-di nuovi armamenti”.

Occorre “agire duramente” ha aggiunto Putin, “distruggere ciò che minaccia le forze russe in Siria”. “Voglio mettere in guardia chiunque possa volere di nuovo organizzare un qualsiasi tipo di provocazione” ha aggiunto, frase che è apparsa rivolta alla Turchia per la questione ancora non risolta dell’abbattimento del caccia russo e che di fatto ha fatto incrinare i rapporti tra Ankara e Mosca.

Il ministro della Difesa Shoighu fa un bilancio e annuncia:abbiamo 35 nuovi missili balistici nucleari e il 95% dei sistemi di lancio delle armi nucleari è pronto.

Siria. Putin: “speriamo non servano le armi nucleari”. Lavrov precisa: “contro Isis solo armi convenzionali”

Mosca, 9 dicembre 2015 – La sola ipotesi di mettere in campo attacchi contro l’Isis, in Siria, con l’uso di armi nucleari ha scatenato non poche reazioni. Ad ipotizzarlo è stato il presidente russo, Vladimir Putin, durante un colloquio con il ministro della Difesa Sergey Shoigu.

[easy_ad_inject_1]”Speriamo non serva mail l’utilizzo di armi atomiche contro i terroristi”, ha detto il leader del Cremlino.

La notizia è subito rimbalzata subito sui media del mondo e ha scatenato il web e non solo, tanto che il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha sentito di dover precisare e spiegare le parole di Putin.

“Non c’è nessuna necessità di usare l’arma nucleare contro l’Isis ma bisogna combatterlo con le armi convenzionali. Il presidente Putin ha detto che contro di loro non c’è alcun bisogno di usare le armi nucleari perchè contro di loro si possono usare armi convenzionali. E questo corrisponde pienamente alla nostra dottrina militare”

ha precisato Lavrov aggiungendo che Il problema dell’Isis può essere risolto “abbastanza velocemente se si sommano le potenzialità della coalizione americana e della Russia con la creazione di una chiara cooperazione con le forze di terra che già combattono in Siria.

Resta il fatto che l’ipotesi di Putin potrebbe anche concretizzarsi vista la presenza nel Mediterraneo di un sottomarino russo, il Rostov-sul-Don, che è armato di missili Kalibr e razzi da crociera A-101, adatti sia a portare testate convenzionali che testate nucleari.

“Sicuramente niente di questo è necessario nella lotta ai terroristi. Spero che non sarà mai necessario”

ha detto Putin parlando con il ministro della Difesa Sergey Shoigu.

Siria. Putin schiera nuova base e nuovi aerei per combattere l’Isis e riconquistare Palmira

Damasco, 1 dicembre 2015 – La Russia di Putin rafforza la sua presenza bellica in Siria contro l’Isis, anzi la raddoppia.

[easy_ad_inject_1] Oltre alla nota base di Latakia sulla costa, la Russia sta per mettere in funzione una seconda base situata a sud di Homs dalla quale partiranno i caccia bombardieri con il marchio del Cremlino ed elicotteri d’attacco per aiutare i soldati di Assad a riconquistare l’antica città di Palmira, ancora saldamente nelle mani del Califfato Islamico.

Palmira è tra i primi obiettivi non solo per la posizione strategica ma anche per il patrimonio culturale ultramillenario che contiene e che da agosto è in parte distrutto dal Daesh.

Per Putin, la presa di Palmira sarebbe inoltre un operazione che darebbe lustro alla sua forza militare riuscendo lì dove fin ora non sono riuscite le altre forze alleate.
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Siria, verso soluzione politica. Obama a Putin: “Assad deve lasciare il potere”

Parigi, 30 novembre 2015 – Il vertice bilaterale tra il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il presidente russo, Vladimir Putin, sembra convergere verso una soluzione politica sulla Siria.

[easy_ad_inject_1]Nel corso dell’incontro, avvenuto a margine della conferenza sul clima, a Parigi, Obama avrebbe ribadito a Putin, che il presidente siriano Assad deve lasciare il potere.

Durante i 30 minuti di colloqui, Obama ha espresso rammarico per l’abbattimento del jet russo da parte della Turchia, secondo la quale sarebbe entrato nel suo spazio aereo dalla Siria, ha detto il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, aggiungendo che i due leader hanno discusso della Siria in dettaglio, ed entrambi si sono espressi a favore di una soluzione politica alla guerra civile siriana.

Russia e Stati Uniti sono entrambi coinvolti in un nuovo sforzo diplomatico a Vienna per realizzare un cessate il fuoco, potenzialmente in poche settimane.

La Casa Bianca ha riferito che Obama ha detto Putin che il presidente siriano Bashar Assad deve lasciare il potere, come parte di questa transizione. Una posizione degli Stati Uniti di lunga data che rimane in disaccordo con il sostegno della Russia per Assad. Obama ha invitato anche la Russia a concentrare i suoi attacchi aerei in Siria sui militanti islamici dello Stato, non i ribelli che combattono Assad.

I due leader hanno anche discusso l’attuazione di un cessate il fuoco in Ucraina.

Crisi Russia Turchia. Putin firma sanzioni contro la Turchia

Mosca (Russia), 28 novembre 2015 – Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per introdurre rigide sanzioni economiche contro la Turchia. E’ questo l’ulteriore atto della crisi tra Russia e Turchia dopo l’abbattimento del caccia russo da parte dell’aviazione turca ai confini con la Siria.

[easy_ad_inject_1] Le sanzioni adottate da Mosca prevedono il divieto di importazione in Russia di alcuni tipi di prodotti turchi e si introducono divieti e limitazioni alle attività delle organizzazioni turche.

Inoltre a far data dal primo gennaio 2016 i datori di lavoro russi non potranno assumere cittadini turchi.

E’ la risposta della Russia a quanto riportato dalla stampa turca, cioè al consiglio del ministero degli Esteri turco ai suoi cittadini di evitare i viaggi “non urgenti” in Russia.

Per il Cremlino la Turchia ha lanciato alla Russia “una sfida senza precedenti” con l’abbattimento del suo caccia Su-24 alla frontiera con la Siria, provocando danni “difficili da riparare” ai rapporti fra i due Paesi.

La richiesta di scuse, di risarcimenti e punizione dei responsabili, sottolinea il Cremlino, è adeguata alla grandezza della sfida lanciata.
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Crisi Russia Turchia. Vladimir Putin si rifiuta di parlare con Erdogan: “si scusi”

Mosca (Russia), 27 novembre 2015 – Il presidente russo Vladimir Putin si è rifiutato di parlare con Erdogan perché ancora non ha ricevuto le scuse ufficiali di quest’ultimo per l’abbattimento del jet russo. Lo ha spiegato Iuri Ushakov, il consigliere di Putin, annunciando l’incontro tra Putin e il premier israeliano Netanyhau a Parigi a margine della conferenza sul clima.

[easy_ad_inject_1]Putin si è, dunque, rifiutato di rispondere alle richieste del presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, di un colloquio telefonico per la “mancata prontezza da parte turca a porgere le scuse” per l’abbattimento del jet russo, accusato di aver invaso lo spazio aereo turco e perciò abbattuto.

Intanto il consigliere Ushakov fa sapere che è in preparazione anche un incontro di Putin con il cancelliere tedesco Angela Merkel, non escludendone uno anche con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

Inoltre, il ministro degli esteri, Lavrov, ha annunciato che dal primo gennaio 2016 il regime “visa free” con la Turchia è sospeso.

Dal canto suo, Erdogan, in un clima che diventa sempre più teso, ha lanciato un messaggio a Putin: “Avvisiamo cordialmente la Russia di non scherzare col fuoco”.
Ma la questione per Mosca è tutt’altra, in quanto l’abbattimento sarebbe stato “un vero e proprio agguato degli F16 di Ankara”.

Secondo il capo di Stato maggiore dell’aeronautica russa, il generale Viktor Bondarev, i caccia stavano aspettando l’aereo militare in aria e questo prova che “l’attacco era stato pianificato in anticipo”.

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Vladimir Putin incontrerà Hassan Rohani e Raul Castro all’ONU

[easy_ad_inject_1] New York City (USA), 28 settembre 2015 – Il Presidente russo, Vladimir Putin, oltre all’incontro già previsto con il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, oggi avrà un incontro anche i presidenti di Iran, Hassan Rohani, e Cuba, Raul Castro.

Secondo quanto riferisce il Cremlino con una nota gli incontri sono previsti a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

All’Onu è previsto anche un vertice tra i ministri degli Esteri dell’Iran e del cosiddetto gruppo “5+1” (Usa, Francia, Regno Unito, Russia, Cina e Germania) più il capo della diplomazia europea, Mogherini, per discutere della situazione in Siria e Yemen, anche se il tema ufficiale è l’attuazione dell’intesa sul nucleare firmata il 14 luglio scorso.

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Rapporti Usa-Russia. Dmitri Peskov: “E’ ostile la nuova strategia militare USA”

[easy_ad_inject_1] Mosca, 2 luglio 2015 – Dmitri Peskov, portavoce di Vladimir Putin, commenta il documento del Pentagono sulla nuova strategia miliare USA.
La nuova dottrina della strategia militare del Pentagono mostra un “atteggiamento di contrapposizione privo di qualsiasi obiettività verso il nostro Paese” ha dichiarato Peskov rammaricandosi per il linguaggio usato nel documento.

Peskov ha inoltre sostenuto che la nuova strategia militare Usa non aiuta a normalizzare i rapporti Usa-Russia. “Nel documento – ha osservato – la Russia è definita come un Paese che non rispetta la sovranità dei suoi vicini ed è pronta ad usare la forza”.

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Conchita Wurst a Milano: Putin? Mi piacerebbe incontrarlo

Milano, 11 giugno 2015 – Thomas “Tom” Neuwirth, meglio conosciuto come la drag queen Conchita Wurst, la cantante austriaca vincitrice dell’Eurovision Song Contest 2014 a Copenaghen, in Danimarca, si trova a Milano per presentare il suo album d’esordio “Conchita”, uscito in Italia lo scorso 19 maggio, e la sua biografiaIo Conchita. La mia storia“. Leggi tutto “Conchita Wurst a Milano: Putin? Mi piacerebbe incontrarlo”