Sanità. Lorenzin: i medici dovranno prescrivere esami con criteri oggettivi

Roma, 7 agosto 2015 – Si iniziano a delineare, dopo l’approvazione del Dl enti locali, i tagli alla Sanità e la stretta imposta dallo Stato su molti esami diagnostici che non saranno più coperti dal nostro Servizio Sanitario Nazionale. I medici d’ora in avanti saranno tenuti a prescrivere con criteri oggettivi.

[easy_ad_inject_1]Durante l’incontro, che si è svolto stamane presso il Ministero della Salute, tra Beatrice Lorenzin e i sindacati medici in merito alla recente manovra sulla sanità e le nuove norme sull’appropriatezza e la responsabilità del medico, si è parlato delle nuove norme emanate in materia di Sanità statale.

Il ministro Lorenzin ha dichiarato che l’incontro è stato molto proficuo e ha ribadito la sua posizione sottolineando che in sanità non sono possibili “altri tagli e che i risparmi devono essere reinvestiti nel sistema” come prevede il Patto della Salute.

Nel corso della successiva conferenza stampa, a cui hanno partecipato anche il Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, il Capo di Gabinetto Giuseppe Chiné, il direttore generale della Programmazione sanitaria Renato Botti, il Ministro ha detto che il vertice è servito a ricostruire “la storia dell’intesa che è stata recepita nel Decreto legge Enti Locali e abbiamo portato alla luce la natura del provvedimento sull’appropriatezza che ha suscitato molte polemiche e dove sono state dette cose che non sono legate alla realtà”.

La misura, tuttavia, è ancora in via di definizione e, come ha precisato Renato Botti, distingue tra due tipologie di prestazioni, si prevede infatti di definire le condizioni di erogabilità, e qui siamo alla piena applicazione delle norme dove è previsto che il Servizio sanitario nazionale deve fornire prestazioni di comprovata efficacia. Altro criterio sono le indicazioni di appropriatezza che per i prescrittori che sono solo una raccomandazione.

“Le aree riguarderanno alcuni ambiti tra cui le prestazioni di odontoiatria, già garantite soltanto in condizioni di vulnerabilità clinica, il provvedimento mette semplicemente ordine sulle regolamentazioni regionali armonizzando a livello nazionale le prestazioni comprese nei Lea, lasciando alle Regioni le soglie extra Lea. Il secondo ambito riguarda i test genetici, che hanno avuto un grosso sviluppo, spesso sono stati messi a carico del Ssn anche per studi di ricerca, mentre invece saranno a carico solo per specifici sospetti diagnostici. Terzo è quello della prestazioni diagnostiche ad alto costo ma riguardano soltanto tac e risonanze magnetiche agli arti e la risonanza con contrasto per la colonna. Altro ambito quello degli esami di laboratorio dove in questo caso ci sono raccomandazioni e viene previsto che solo in presenza di determinati sospetti diagnostici si può richiedere un intervento”

ha spiegato Botti.

“Non si tratta di limitare diagnosi e prevenzione ma prescrivere con criteri oggettivi, che sono stati decisi con i medici. Bisogna programmare il percorso diagnostico. In ogni caso se il medico decide di avere necessità di andare fuori dai protocolli lo può fare, basta che lo motivi”

ha sottolineato il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

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Autore: Donato Paolino

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