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Tar su presunte firme false. Pressing Pd su Chiamparino: se ci sono ombre su voto me ne vado

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Torino, 29 giugno 2015 – “Se non emergerà ombra alcuna sulla legittimità della mia candidatura e quindi della mia elezione, continuerò il mio lavoro ancora con più impegno e determinazione”. Queste le parole di Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, in risposta al vice segretario nazionale del Pd, Lorenzo Guerini, che gli chiedeva di continuare a portare avanti il programma di governo iniziato il 9 giugno del 2014, con la sua elezione.

[easy_ad_inject_1]Il prossimo 9 luglio il TAR deciderà in merito all’inchiesta amministrativa sulle presunte firme false a favore di Chiamparino e dei democratici nelle regionali 2014, una decisione che il presidente del Piemonte ritiene vincolante per il suo futuro, ormai deciso a lasciare il suo incarico di governatore della Regione se dovessero emergere ombre sulla sua candidatura, nonostante il pressing del Partito Democratico affinché rimanga in carica a prescindere dalla decisione della giustizia amministrativa.

“Non credo che i nostri elettori, e nemmeno in generale tutti i piemontesi, sarebbero d’accordo nel vedermi ripetere quanto ha fatto Roberto Cota, che ha anteposto l’attaccamento alla poltrona alla legalità e alla certezza dell’azione di governo”

ha dichiarato Sergio Chiamparino.

Sei il Tar dovesse esprimersi accogliere la tesi della falsificazione delle firme, e dunque il ricorso presentato dalla Lega, Chiamparino ha detto che si dimetterà.
Nel caso in cui il governatore decida di dimettersi dalla carica, il Pd perderebbe non solo il governo della Regione ma soprattutto, in questo modo, consegnerebbe tutto il Nord al centro-destra.
Qualora il Tar decida diversamente, Sergio Chiamparino non si esprime su una sua possibile ricandidatura a governatore.

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