Pressione fiscale al 50,3%. Unimpresa: “con queste tasse ripresa difficile”

istat

Roma, 3 aprile 2015 – Sale ancora la pressione fiscale e si attesta 50,3%. Lo rilevano i dati Istat pubblicati ieri secondo i quali le tasse sono sostanzialmente in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2013.
Nel primo trimestre la pressione fiscale è risultata pari al 43,5%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente (quando si era attestata al 43,4%).

[easy_ad_inject_1] Sul fronte del rapporto Deficit-Pil,nel 2014 si attesta al 3%, cioè lo 0,1% in più rispetto a quello del 2013, quando era al 2,9%. Il rapporto sale anche nel quarto trimestre dell’anno scorso, arrivando al 2,3%, l’1,1% in più rispetto al dato del corrispondente trimestre 2013. I numeri sui precedenti tre trimestri del 2014 erano stati rivisti in miglioramento.

Ma è sul fronte delle tasse che il dato è preoccupante e a quanto pare non cambierà fino al 2018.

“La pressione fiscale resterà sempre inchiodata sopra il 43% per altri quattro anni. Non accennerà a calare, fatta eccezione per lievissime riduzioni in alcuni anni, il peso delle tasse sulle famiglie e imprese italiane tra il 2015 e il 2018.”

Lo dichiara Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa, il cui Centro Studi ha elaborato l’ultimo Documento di economia e finanza del governo.

“Con questo peso delle tasse, è difficile sperare di agganciare la ripresa” commenta Longobardi.

“​Un livello di pressione fiscale costantemente alto, dunque quello programmato dal governo di Matteo Renzi, che è la conseguenza della crescita delle entrate tributarie: il gettito correrà molto più del pil e aumenterà, complessivamente, tra il 2014 e il 2018, di 45,7 miliardi.​

Nel dettaglio, rispetto al 2013 nel 2014 lo Stato ha incassato 1,6 miliardi in più da imprese e famiglie che hanno assicurato un gettito di 487,5 miliardi di euro. In termini percentuali si tratta di un incremento lieve, lo 0,34% in più, ma che va nella direzione opposta rispetto all’andamento dell’economia, prevista in calo dello 0,3% secondo il Def approvato dal governo. Una doppia velocità che si registra costantemente anche nelle previsioni degli anni successivi.

Il gettito tributario nel 2015 arriverà a 493,7 miliardi in aumento di 6,2 miliardi rispetto a quest’anno: tasse in crescita dell’1,27%, mentre il pil dovrebbe salire solo dello 0,5%. Nel 2016 lo Stato incasserà 507,9 miliardi di euro con un incremento di 14,1 miliardi sull’anno precedente: in termini percentuali la crescita delle imposte è pari al 2,88% che va raffrontata con lo 0,8% della crescita economica.

Nel 2017 la situazione è sostanzialmente identica: grazie a un incremento di 11,1 miliardi sul 2016, il gettito tributario arriverà a 519,1 miliardi in aumento del 2,19% e col pil in crescita dell’1,1%. Chiude il conto il 2018, quando le tasse versate da aziende e cittadini nelle casse dello Stato saranno pari a 531,6 miliardi in aumento di 12,5 miliardi sull’anno precedente: vale a dire +2,42% e pil più lento all’1,2%. Nel quinquennio 2014-2018 le tasse pagate dai contribuenti in Italia arriverebbe a toccare 2.540,1 miliardi di euro.” conclude la nota

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Autore: Vincent Dimaggio

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